Italia, 1963.
Da "I mostri", di Dino Risi.
Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o con il consenso o con la forza (James P. Warburg)
Benvenuti in NWO Blog.
Questo blog vuole offrire informazioni sul tema del Nuovo Ordine Mondiale (o NWO: "New World Order").
I mass-media non parlano di questo genere di storie e notizie, ma sono tutte documentate e verificabili.
Il Nuovo Ordine Mondiale sta per arrivare, non permettiamogli di farlo.
Questo blog aderisce alla campagna di sensibilizzazione sul tema delle scie chimiche.
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19 febbraio 2013
17 febbraio 2013
La vita è da un'altra parte
Caldo, una strada polverosa, un’enorme massa di persone che cammina a testa bassa tenendo sempre lo sguardo per terra.
Seguono quelli che stanno davanti, agghindati con colori sgargianti. Questi, a tratti, gridano parole incomprensibili ma che sembrano tranquillizzare gli altri quando il vocìo della massa si fa più intenso.
Talvolta qualcuno alza gli occhi dalla strada e guarda avanti.
E vede.
Vede la strada su cui camminano che prosegue dritta e polverosa verso un orizzonte piatto, immersa in un paesaggio vuoto, fatto solo di terra arsa dal sole e spaccata dall’aridità.
Poi volge la testa verso altre direzioni.
A un tratto scorge lontano un profilo rigoglioso di alberi verdi e acque azzurre.
Allora, con l’orrore negli occhi, capisce.
Si gira speranzoso verso i suoi compagni e li invita ad alzare lo sguardo, a guardare oltre i granelli che si presentano via via nei loro sandali e li fanno tribolare.
Gli amici lo guardano di sottecchi senza alzare la testa da terra, stupefatti. “Ma cosa dici? Questa è l’unica strada possibile. Chi ci guida sa cosa fare, conosce la direzione”.
“E’ una direzione di vuoto e di morte”, ribatte allora.
“Cosa vuoi saperne tu? Sei un disfattista, un nichilista” e intanto pensano a chiamare l’addetto alle terapie psichiatriche.
Lui non demorde: “La vita è da un’altra parte! Alzate gli occhi, guardatela!”
Gli altri scuotono la testa e continuano a guardare i granelli di polvere che ad ogni passo s’infilano nei sandali. Continuano a discutere fra loro su quali granelli siano più dolorosi da sopportare, se quelli giallicci o quelli brunastri, qualcuno dice che i granelli ci saranno sempre, è così. Andiamo avanti. Questa è la strada.
E allora gli occhi si velano di una tristezza infinita.
Seguono quelli che stanno davanti, agghindati con colori sgargianti. Questi, a tratti, gridano parole incomprensibili ma che sembrano tranquillizzare gli altri quando il vocìo della massa si fa più intenso.
Talvolta qualcuno alza gli occhi dalla strada e guarda avanti.
E vede.
Vede la strada su cui camminano che prosegue dritta e polverosa verso un orizzonte piatto, immersa in un paesaggio vuoto, fatto solo di terra arsa dal sole e spaccata dall’aridità.
Poi volge la testa verso altre direzioni.
A un tratto scorge lontano un profilo rigoglioso di alberi verdi e acque azzurre.
Allora, con l’orrore negli occhi, capisce.
Si gira speranzoso verso i suoi compagni e li invita ad alzare lo sguardo, a guardare oltre i granelli che si presentano via via nei loro sandali e li fanno tribolare.
Gli amici lo guardano di sottecchi senza alzare la testa da terra, stupefatti. “Ma cosa dici? Questa è l’unica strada possibile. Chi ci guida sa cosa fare, conosce la direzione”.
“E’ una direzione di vuoto e di morte”, ribatte allora.
“Cosa vuoi saperne tu? Sei un disfattista, un nichilista” e intanto pensano a chiamare l’addetto alle terapie psichiatriche.
Lui non demorde: “La vita è da un’altra parte! Alzate gli occhi, guardatela!”
Gli altri scuotono la testa e continuano a guardare i granelli di polvere che ad ogni passo s’infilano nei sandali. Continuano a discutere fra loro su quali granelli siano più dolorosi da sopportare, se quelli giallicci o quelli brunastri, qualcuno dice che i granelli ci saranno sempre, è così. Andiamo avanti. Questa è la strada.
E allora gli occhi si velano di una tristezza infinita.
08 settembre 2012
27 giugno 2012
Dante 01
Il mio precedente post sui film di fantascienza ha raccolto qualche commento perplesso, come se il cinema non avesse alcun legame con la realtà che qui trattiamo, o se nei film non fosse spesso rappresentato ciò che non si può comunicare in altro modo. Come se il cinema non fosse veicolo di messaggi.
La fantascienza è genere d’elezione per poter raffigurare, in una cornice ambientata nel futuro, la realtà presente o prossima ventura.
Ecco perché ritengo che una visione critica di alcuni film di SF possa aiutarci a leggere la realtà, talvolta molto meglio di quanto non possiamo fare tramite la lettura attenta dei giornali e delle notizie.
Ho di recente visto il film “Dante 01”, prodotto nel 2008 dal regista francese Marc Caro.
Rimando a wikipedia per la trama (in italiano gran poca cosa, in inglese già meglio).
Questo film mi ha colpito e mi ha lasciato un senso indefinibile, come se i richiami a simboli e mitologie, addirittura ridondanti, fossero un mezzo per comunicare qualcosa di non trasmissibile “in chiaro”. Oppure no.
Chiamatemi pure dietrologa e fatemi pure notare che leggo troppo il Franceschetti. E’ una sensazione, e chiedo aiuto ai miei lettori per capire se questa sensazione possa avere un qualche fondamento.
"Dante 01" è il nome di una stazione spaziale che funge da carcere di massima sicurezza e laboratorio sperimentale, orbitante attorno al pianeta Dante, un globo infernale e inabitabile.
Dante 01 ospita due medici, due guardie e sei detenuti, criminali psichiatrici che hanno accettato di diventare cavie per sperimentazioni genetiche, evitando così la pena di morte.
I detenuti hanno nomi evocativi: Cesare, Lazzaro, Moloch, Buddha, Rasputin, Attila. I due medici non sono da meno: Persefone e Caronte, il capo della stazione orbitante.
Curioso che il regista si chiami Caro... come Caron, appunto Caronte, il traghettatore di anime della mitologia greca e latina, che ritroviamo puntualmente nella Divina Commedia di Dante.
A scombussolare la già movimentata vita della stazione-carcere, giungono Elisa, ricercatrice, e San Giorgio, un uomo dal passato misterioso così soprannominato per il tatuaggio che porta impresso su un braccio.
San Giorgio che sconfigge il drago.
Molte scene e molti rimandi mi fanno pensare che non sia soltanto, come descritto in questa bella recensione di Enrico Azzano, una rappresentazione di ciò che ci aspetta: la disumanizzazione come conseguenza della cieca fiducia nella tecnologia.
Ma come scrivevo, è una sensazione sfuggente e non ho messo a fuoco il bandolo della matassa.
Se qualcuno avesse spunti a riguardo e volesse condividere la sua visione lo ringrazio fin da ora.
In ogni caso consiglio senz’altro di visionare questo film.
-- Intervista al regista Marc Caro --
La fantascienza è genere d’elezione per poter raffigurare, in una cornice ambientata nel futuro, la realtà presente o prossima ventura.
Ecco perché ritengo che una visione critica di alcuni film di SF possa aiutarci a leggere la realtà, talvolta molto meglio di quanto non possiamo fare tramite la lettura attenta dei giornali e delle notizie.
Ho di recente visto il film “Dante 01”, prodotto nel 2008 dal regista francese Marc Caro.
Rimando a wikipedia per la trama (in italiano gran poca cosa, in inglese già meglio).
Questo film mi ha colpito e mi ha lasciato un senso indefinibile, come se i richiami a simboli e mitologie, addirittura ridondanti, fossero un mezzo per comunicare qualcosa di non trasmissibile “in chiaro”. Oppure no.
Chiamatemi pure dietrologa e fatemi pure notare che leggo troppo il Franceschetti. E’ una sensazione, e chiedo aiuto ai miei lettori per capire se questa sensazione possa avere un qualche fondamento.
"Dante 01" è il nome di una stazione spaziale che funge da carcere di massima sicurezza e laboratorio sperimentale, orbitante attorno al pianeta Dante, un globo infernale e inabitabile.
Dante 01 ospita due medici, due guardie e sei detenuti, criminali psichiatrici che hanno accettato di diventare cavie per sperimentazioni genetiche, evitando così la pena di morte.
I detenuti hanno nomi evocativi: Cesare, Lazzaro, Moloch, Buddha, Rasputin, Attila. I due medici non sono da meno: Persefone e Caronte, il capo della stazione orbitante.
Curioso che il regista si chiami Caro... come Caron, appunto Caronte, il traghettatore di anime della mitologia greca e latina, che ritroviamo puntualmente nella Divina Commedia di Dante.
A scombussolare la già movimentata vita della stazione-carcere, giungono Elisa, ricercatrice, e San Giorgio, un uomo dal passato misterioso così soprannominato per il tatuaggio che porta impresso su un braccio.
San Giorgio che sconfigge il drago.
Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago:
se abbraccerete la fede in Cristo,
riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro.
(San Giorgio - Jacopo da Varazze, “Legenda Aurea”)
Molte scene e molti rimandi mi fanno pensare che non sia soltanto, come descritto in questa bella recensione di Enrico Azzano, una rappresentazione di ciò che ci aspetta: la disumanizzazione come conseguenza della cieca fiducia nella tecnologia.
Ma come scrivevo, è una sensazione sfuggente e non ho messo a fuoco il bandolo della matassa.
Se qualcuno avesse spunti a riguardo e volesse condividere la sua visione lo ringrazio fin da ora.
In ogni caso consiglio senz’altro di visionare questo film.
-- Intervista al regista Marc Caro --
16 gennaio 2012
E tu? Sei una pecora bianca o una pecora nera?
Nuovo promo, questa volta per un articolo di riflessioni che si è arricchito anche grazie ai commenti dei lettori.
http://www.youtube.com/watch?v=Bia7vMLS51M
http://www.youtube.com/watch?v=Bia7vMLS51M
14 novembre 2011
Che accade?
L’anniversario del blog dell’amico Santaruina mi ha improvvisamente ridestato un certo affetto anche per il mio piccolo blog, che come il suo compie cinque anni. La differenza è che io non ricordo il giorno ne’ il mese, perché il mio blog originario comparve su un’altra piattaforma e ora non ne resta più traccia. Il primo post sul blog trasferito fu pubblicato il 4 novembre 2006, perciò il blog originario doveva avere qualche settimana di vita in più, forse qualche mese.. Ma chi lo ricorda? Non è la data che mi importa, perché il blog nacque come naturale continuazione di ricerche che facevo da tempo, di discussioni e approfondimenti.
Eravamo davvero quattro Cassandre spelacchiate allora (santo cielo, dire “allora” riferito a cinque anni fa fa impressione), e non eravamo nemmeno i primi, in lingua italiana. Quattro matti che andavano dipingendo con ostinata determinazione la direzione su cui questo maccheronico paese era stato posto. Insieme al resto del pianeta.
Ci davano per lo più dei matti, anche su alcuni forum tra i più aperti alle informazioni meno ortodosse. I Sacri Pilastri della Civiltà erano intoccabili, come lo sono tutt’ora.
Oggi vedo attorno a me persone smarrite, prese alla sprovvista dai recenti avvenimenti nazionali. Come erano presi alla sprovvista dalla crisi del 2008, come eravamo presi alla sprovvista dall’11 settembre 2001.
Chi non si sente smarrito è semplicemente ancora immerso nell’euforia dei festeggiamenti per la caduta del Gran Nemico Pubblico N°1.
Mi viene da sorridere.
Poi penso a cosa ci aspetta, che è così lapalissiano da risultare sfolgorante, e mi si spegne il sorriso.
Continuo a vedere attorno a me i soliti cortocircuiti mentali che ci hanno portati a questo disgraziato punto.
Vado avanti imperterrita a dialogare con chi incontro, a scambiare informazioni, oggi molto più nella vita ‘reale’ che sul web e preferisco così.
Il blog mi guarda di sottecchi un po’ triste, si sente trascurato. Ma vedo moltissimi blog e forum ormai che parlano di NWO e gli dico che almeno, ora, è in buona compagnia.
E poi, c'è sempre il blog di Santaruina a sopperire alle mie croniche mancanze di tempo, pubblicando gli articoli che avrei voluto pubblicare io. Grazie Santa :D
E un grazie a tutti i lettori, a chi ha letto solo un post, a chi torna ogni tanto per dare una sbirciata, a chi ha arricchito il blog con i suoi interventi, a chi mi ha scritto in privato e a chi semplicemente ha incrociato un giorno per caso questo bloghino e ha pensato "Toh, ho trovato una notizia interessante".
Santaruina mi scuserà se abuso del suo nome in questo post ma non è colpa mia se scrive tante cose interessanti :D Recentemente ha scritto una frase che ritengo forse la più importante di tutte:
Là fuori c'è un mondo che aspetta la nostra opera. Il nostro mondo.
Riprendiamocelo.
buona vita :)
gaia
Eravamo davvero quattro Cassandre spelacchiate allora (santo cielo, dire “allora” riferito a cinque anni fa fa impressione), e non eravamo nemmeno i primi, in lingua italiana. Quattro matti che andavano dipingendo con ostinata determinazione la direzione su cui questo maccheronico paese era stato posto. Insieme al resto del pianeta.
Ci davano per lo più dei matti, anche su alcuni forum tra i più aperti alle informazioni meno ortodosse. I Sacri Pilastri della Civiltà erano intoccabili, come lo sono tutt’ora.
Oggi vedo attorno a me persone smarrite, prese alla sprovvista dai recenti avvenimenti nazionali. Come erano presi alla sprovvista dalla crisi del 2008, come eravamo presi alla sprovvista dall’11 settembre 2001.
Chi non si sente smarrito è semplicemente ancora immerso nell’euforia dei festeggiamenti per la caduta del Gran Nemico Pubblico N°1.
Mi viene da sorridere.
Poi penso a cosa ci aspetta, che è così lapalissiano da risultare sfolgorante, e mi si spegne il sorriso.
Continuo a vedere attorno a me i soliti cortocircuiti mentali che ci hanno portati a questo disgraziato punto.
Vado avanti imperterrita a dialogare con chi incontro, a scambiare informazioni, oggi molto più nella vita ‘reale’ che sul web e preferisco così.
Il blog mi guarda di sottecchi un po’ triste, si sente trascurato. Ma vedo moltissimi blog e forum ormai che parlano di NWO e gli dico che almeno, ora, è in buona compagnia.
E poi, c'è sempre il blog di Santaruina a sopperire alle mie croniche mancanze di tempo, pubblicando gli articoli che avrei voluto pubblicare io. Grazie Santa :D
E un grazie a tutti i lettori, a chi ha letto solo un post, a chi torna ogni tanto per dare una sbirciata, a chi ha arricchito il blog con i suoi interventi, a chi mi ha scritto in privato e a chi semplicemente ha incrociato un giorno per caso questo bloghino e ha pensato "Toh, ho trovato una notizia interessante".
Santaruina mi scuserà se abuso del suo nome in questo post ma non è colpa mia se scrive tante cose interessanti :D Recentemente ha scritto una frase che ritengo forse la più importante di tutte:
tra i nostri compiti su questa terra c'è anche quello, soprattutto quello, di compartecipare alla creazione.Compartecipare alla creazione.
Là fuori c'è un mondo che aspetta la nostra opera. Il nostro mondo.
Riprendiamocelo.
buona vita :)
gaia
19 giugno 2011
Sci-fi movies
Spero di farmi perdonare la lunga assenza con questo breve elenco di film che reputo interessanti e che consiglio caldamente.
Alcuni di essi mi sono stati consigliati dai lettori di questo blog, per cui approfitto per ringraziarli degli ottimi spunti.
Moon (2009)
Semplicemente imperdibile. Per me uno dei più bei film di fantascienza degli ultimi tempi, considerando che amo i film di fantascienza particolarmente “verosimili”. Notevole interpretazione dell’attore, ottima regia, trama avvincente e ricca di colpi di scena. La storia sembra incredibile, eppure… potrebbe diventare realtà, un giorno non troppo lontano. Una riflessione su cosa significhi l’essere umano, in tempi dove la virtualità e il controllo digitale diventano sempre più pervasivi.
Il tredicesimo piano (1999)
Bel film che merita di essere visto soprattutto per l’idea di fondo davvero geniale, in realtà non nuova ma qui sviluppata con sfumature e risvolti di notevole interesse. Dimensioni parallele, universi multipli, realtà e finzione digitale che si mescolano in modi surreali, e una realtà iper-reale che si disvela sotto i nostri occhi increduli.
Equilibrium (2002)
Film poco pubblicizzato e credo ingiustamente sottovalutato. Apprezzato sul web per le (piuttosto insulse) scene di combattimento pseudo-marziale (il “gun kata”) e disprezzato (giustamente) per lo stile che scimmiotta smaccatamente Matrix. Peccato. Due caratteristiche che hanno purtroppo oscurato molti spunti davvero interessanti della trama, che rende questo film meritevole di almeno una visione. Una sorta di evoluzione di “1984”, “Il mondo nuovo” e “Fahrenheit 451” (e probabilmente altre opere che non conosco): un mondo distopico che in realtà, in molti suoi aspetti, è già qui. Anche se non ce ne accorgiamo.
Cube (1997)
Trilogia (Cube / Cube 2: Hypercube / Cube Zero) al contempo inquietante e intrigante. Un thriller che tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo, con il finale del terzo film che chiude ricollegandosi magistralmente al primo. Ci sono molti rimandi e diversi piani di lettura, si tratta senza dubbio di una trilogia complessa se si vuole cercare di sviscerarla, ma resta godibile anche “solo” per la trama, veramente impressionante. Intrecci militar-governativi per progetti segreti pensati da menti geniali ma perverse, di una perversione che sfonda abbondantemente il piano del diabolico.
The Manchurian Candidate (2004)
Bellissima pellicola con una magistrale interpretazione dei tre attori principali. Programmi segreti governativi, lavaggio del cervello, micro-impianti e controllo mentale, cavie inconsapevoli e commistioni militari-industriali-governative (sì, proprio quelle che Eisenhower paventava nel 1961 e che sono oggi realtà consolidata).
The Island (2005)
Gran bel film che riprende temi comuni a Moon e al filone “olografico”. Anche qui una trama ricca di colpi di scena e diversi spunti interessanti su un futuro che ha i suoi abbozzi proprio qui e ora. All’interno di una storia ben sviluppata in tutti i suoi tratti si trovano molti elementi degni di riflessione.
E venne il giorno (2008)
Non uno spettacolo di film, soprattutto per quell’idea di fondo per cui la natura sarebbe una sorta di entità vivente a cui noi non apparteniamo e che ci ritiene un virus ostile da eradicare (teoria molto cara a un certo altolocato fondatore del WWF). Tuttavia anche qui si possono trovare diversi spunti interessanti, tra cui la labilità del controllo che possiamo avere su noi stessi.
Essi vivono (1988)
Ormai un classico ma sempre godibile (a parte certe scene di lotta e spari fin troppo soporifere), sicuramente apprezzabile da chi mastica “l’ipotesi aliena” ma anche da chi si sente vicino alle teorie riprese da David Icke.
Capricorn One (1978)
Ha bisogno di presentazioni? Se qualcuno ancora non lo conosce… guardatelo! :)
Andromeda (1971)
Quando i film di fantascienza avevano un sapore tutto diverso dai mega effetti speciali digitali di oggi… Pellicola (in realtà basata su un romanzo) da segnalare per la geniale trovata relativa alla soluzione del mistero che pervade tutta la trama. Una soluzione che rimanda a quel “Il microbo è nulla, il terreno è tutto” di Pasteuriana memoria e che tanto farebbe bene ricordare anche a noi quando ci apprestiamo a metterci a tavola per nutrirci..
N.B.: non m’intendo di cinema né tantomeno di critica cinematografica, per cui quelle sopra sono valutazioni del tutto soggettive, da semplice spettatrice senza background specifici. Diversi dei film citati riprendono in realtà opere più vecchie, che non ho segnalato semplicemente perché non ancora da me visionate.
Alcuni di essi mi sono stati consigliati dai lettori di questo blog, per cui approfitto per ringraziarli degli ottimi spunti.
Moon (2009)
Semplicemente imperdibile. Per me uno dei più bei film di fantascienza degli ultimi tempi, considerando che amo i film di fantascienza particolarmente “verosimili”. Notevole interpretazione dell’attore, ottima regia, trama avvincente e ricca di colpi di scena. La storia sembra incredibile, eppure… potrebbe diventare realtà, un giorno non troppo lontano. Una riflessione su cosa significhi l’essere umano, in tempi dove la virtualità e il controllo digitale diventano sempre più pervasivi.
Il tredicesimo piano (1999)
Bel film che merita di essere visto soprattutto per l’idea di fondo davvero geniale, in realtà non nuova ma qui sviluppata con sfumature e risvolti di notevole interesse. Dimensioni parallele, universi multipli, realtà e finzione digitale che si mescolano in modi surreali, e una realtà iper-reale che si disvela sotto i nostri occhi increduli.
Equilibrium (2002)
Film poco pubblicizzato e credo ingiustamente sottovalutato. Apprezzato sul web per le (piuttosto insulse) scene di combattimento pseudo-marziale (il “gun kata”) e disprezzato (giustamente) per lo stile che scimmiotta smaccatamente Matrix. Peccato. Due caratteristiche che hanno purtroppo oscurato molti spunti davvero interessanti della trama, che rende questo film meritevole di almeno una visione. Una sorta di evoluzione di “1984”, “Il mondo nuovo” e “Fahrenheit 451” (e probabilmente altre opere che non conosco): un mondo distopico che in realtà, in molti suoi aspetti, è già qui. Anche se non ce ne accorgiamo.
Cube (1997)
Trilogia (Cube / Cube 2: Hypercube / Cube Zero) al contempo inquietante e intrigante. Un thriller che tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo, con il finale del terzo film che chiude ricollegandosi magistralmente al primo. Ci sono molti rimandi e diversi piani di lettura, si tratta senza dubbio di una trilogia complessa se si vuole cercare di sviscerarla, ma resta godibile anche “solo” per la trama, veramente impressionante. Intrecci militar-governativi per progetti segreti pensati da menti geniali ma perverse, di una perversione che sfonda abbondantemente il piano del diabolico.
The Manchurian Candidate (2004)
Bellissima pellicola con una magistrale interpretazione dei tre attori principali. Programmi segreti governativi, lavaggio del cervello, micro-impianti e controllo mentale, cavie inconsapevoli e commistioni militari-industriali-governative (sì, proprio quelle che Eisenhower paventava nel 1961 e che sono oggi realtà consolidata).
The Island (2005)
Gran bel film che riprende temi comuni a Moon e al filone “olografico”. Anche qui una trama ricca di colpi di scena e diversi spunti interessanti su un futuro che ha i suoi abbozzi proprio qui e ora. All’interno di una storia ben sviluppata in tutti i suoi tratti si trovano molti elementi degni di riflessione.
E venne il giorno (2008)
Non uno spettacolo di film, soprattutto per quell’idea di fondo per cui la natura sarebbe una sorta di entità vivente a cui noi non apparteniamo e che ci ritiene un virus ostile da eradicare (teoria molto cara a un certo altolocato fondatore del WWF). Tuttavia anche qui si possono trovare diversi spunti interessanti, tra cui la labilità del controllo che possiamo avere su noi stessi.
Essi vivono (1988)
Ormai un classico ma sempre godibile (a parte certe scene di lotta e spari fin troppo soporifere), sicuramente apprezzabile da chi mastica “l’ipotesi aliena” ma anche da chi si sente vicino alle teorie riprese da David Icke.
Capricorn One (1978)
Ha bisogno di presentazioni? Se qualcuno ancora non lo conosce… guardatelo! :)
Andromeda (1971)
Quando i film di fantascienza avevano un sapore tutto diverso dai mega effetti speciali digitali di oggi… Pellicola (in realtà basata su un romanzo) da segnalare per la geniale trovata relativa alla soluzione del mistero che pervade tutta la trama. Una soluzione che rimanda a quel “Il microbo è nulla, il terreno è tutto” di Pasteuriana memoria e che tanto farebbe bene ricordare anche a noi quando ci apprestiamo a metterci a tavola per nutrirci..
N.B.: non m’intendo di cinema né tantomeno di critica cinematografica, per cui quelle sopra sono valutazioni del tutto soggettive, da semplice spettatrice senza background specifici. Diversi dei film citati riprendono in realtà opere più vecchie, che non ho segnalato semplicemente perché non ancora da me visionate.
13 marzo 2011
Il 17 porta sfiga. Se ci credi.
No ma… fatemi capire:
E l’1 perché è Uno
il 2 perché è doppio
il 3 perché è il 3
il 4 è doppio del doppio
il 5 mammamia
il 6 lasciamo stare che è meglio
il 7 percaritadiddìo
l’8 non ne parliamo nemmeno
il 9 santinumidelcielo
il 10 cifra tonda
l’11 mortacci sua
il 12 te lo raccomando
il 13 si salvi chi può
il 14 salti un turno
il 15 che in realtà è 6
il 16 devi leggere 7
il 17 fai gli scongiuri egizi
.....Di ‘sto passo anche la ricetta della polenta taragna è in grado di mettere i brividi.
E l’1 perché è Uno
il 2 perché è doppio
il 3 perché è il 3
il 4 è doppio del doppio
il 5 mammamia
il 6 lasciamo stare che è meglio
il 7 percaritadiddìo
l’8 non ne parliamo nemmeno
il 9 santinumidelcielo
il 10 cifra tonda
l’11 mortacci sua
il 12 te lo raccomando
il 13 si salvi chi può
il 14 salti un turno
il 15 che in realtà è 6
il 16 devi leggere 7
il 17 fai gli scongiuri egizi
.....Di ‘sto passo anche la ricetta della polenta taragna è in grado di mettere i brividi.
08 agosto 2010
NWO, Teosofia e New Age: alcune connessioni
Tra i commenti al mio precedente post, mi è stato segnalato un interessante video che vi ripropongo qui sotto.
Approfitto per ringraziare del contributo, sono sempre ben felice di poter avere a disposizione diverse fonti da cui trarre informazioni e documentarmi ulteriormente.
Il documentario che vi segnalo ha decisi toni cristiano-centrici, se vogliamo definirli così, e forse cade anch'esso nel deleterio gioco delle parti, nella guerra 'in bianco e nero' che scaturisce da una visione dualistica della realtà, ma ha il merito di porre in risalto informazioni importanti, fra cui diverse che probabilmente pochi conoscono.
Vi lascio per una settimana di vacanza, sempre ricordando a voi e a me stessa la buona abitudine di non prendere mai nulla per oro colato e di ragionare con la propria zucca.. ;)
Grazie di nuovo ai miei commentatori, che mi stimolano ogni volta a 'non accontentarmi' e a proseguire la ricerca.. sempre.
Buon agosto a tutti :)
Gaia
NWO e New Age - Infiltrazioni nel Truth Movement (sub. ITA)
Un documentario di Keith Thompson
Traduzione e sottotitoli a cura di Moksha75ar
Video 1 di 9: per proseguire clicca sul link rosso alla fine di ogni video.
Approfitto per ringraziare del contributo, sono sempre ben felice di poter avere a disposizione diverse fonti da cui trarre informazioni e documentarmi ulteriormente.
Il documentario che vi segnalo ha decisi toni cristiano-centrici, se vogliamo definirli così, e forse cade anch'esso nel deleterio gioco delle parti, nella guerra 'in bianco e nero' che scaturisce da una visione dualistica della realtà, ma ha il merito di porre in risalto informazioni importanti, fra cui diverse che probabilmente pochi conoscono.
Vi lascio per una settimana di vacanza, sempre ricordando a voi e a me stessa la buona abitudine di non prendere mai nulla per oro colato e di ragionare con la propria zucca.. ;)
Grazie di nuovo ai miei commentatori, che mi stimolano ogni volta a 'non accontentarmi' e a proseguire la ricerca.. sempre.
Buon agosto a tutti :)
Gaia
NWO e New Age - Infiltrazioni nel Truth Movement (sub. ITA)
Un documentario di Keith Thompson
Traduzione e sottotitoli a cura di Moksha75ar
Video 1 di 9: per proseguire clicca sul link rosso alla fine di ogni video.
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23 febbraio 2010
Una parabola edificante
Io e Gigi [1] stiamo passeggiando in un parco pubblico, quando notiamo che le panchine sono dipinte di fuxia.A Gigi le panchine fuxia proprio non piacciono, mentre a me sì.
Questo è un esempio di come potrebbe aver luogo un dialogo fra noi due:
GIGI - Sai che a me proprio non piacciono 'ste panchine fuxia?
IO - Dici? Beh sì, ammetto che il fuxia è un colore un po' insolito per delle panchine e che non piace a tutti. Però ti dirò... a me piace. Trovo che dia un po' di colore e di vivacità al parco.
GIGI - Sì, senz'altro a molti piace l'idea di un po' di colori vivaci che mettono allegria, ma... Sarò tradizionalista, ma continuo a preferire le panchine di legno o comunque dipinte color legno. Sono più naturali.
IO - Ah su questo ok, sarebbero più integrate al contesto, darebbero anche più un senso di pace e tranquillità. Però per esempio penso che ai bambini piaccia scorrazzare in un parco pieno di colori briosi.
GIGI - Uhm... Sì, forse è carina l'idea di mettere allegria con colori un po' pazzi, io comunque resto affezionato alle classiche panchine color legno.
IO - Eheh, a ognuno il suo! Ma che ne dici di andare a prenderci un buon gelato?
GIGI - Ottima idea. E poi torniamo qui a gustarcelo spaparanzati su una panchina!
Ed ecco come invece, molto probabilmente, un dialogo simile avrebbe luogo oggi come oggi in Italia:
GIGI - Sai che a me proprio non piacciono 'ste panchine fuxia?
IO [sbuffando] - Tu proprio non capisci un cazzo di arredo urbano! Sei indietro cent'anni. Ma che te lo dico a ffa'...
Chi capisce cosa volevo dire con questa "parabola edificante" vince un peluche a forma di Yves Saint-Laurent.
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[1] Io e Gigi siamo due personaggi inventati che servono solo a raccontare la parabola.
01 gennaio 2010
Pecora bianca o pecora nera?
Ho accennato più volte in questo blog a un tema cui voglio ora dedicare un articoletto a se stante.
Nella categoria “riflessioni” e nella seconda parte di questo post trovate alcuni miei pensieri in merito. Qui cerco di farne una sintesi.
Quante volte ci siamo sentiti dire “Il gregge ha bisogno del pastore”, oppure “Sei la pecora nera della famiglia”?
Quante volte parlando della popolazione umana abbiamo usato il termine gregge, e quante volte ci siamo definiti o abbiamo definito altri “pecoroni”?
Il concetto per cui l’umanità è un gregge che abbisogna di essere governato da un saggio pastore, è qualcosa di estremamente distorto e fuorviante.
E’ un concetto che ci è stato inculcato fin dalla più tenera età, anche se a noi non è parso che lo abbiano inculcato, anzi.
Forse pensiamo addirittura sia un concetto che abbiamo elaborato noi spontaneamente, che sia un nostro pensiero personale.
In generale tutti i concetti che riguardano l’autorità ci sono stati inculcati dalla nascita.
Non con la forza, no, certamente. Con un metodo più sottile ed efficace: la scolarizzazione di massa (*), affiancata e sostituita in età adulta dalla propaganda a vari livelli.
Gran parte dei nostri pensieri non sono altro che slogan.
Slogan ripetuti all’infinito.
Perché, come ben sa chi si occupa di propaganda e psicologia delle folle, anche una bugia colossale, se ripetuta spesso, può essere creduta come pura verità.
Lo stato siamo noi, il popolo bue è un gregge che ha bisogno di essere governato dal pastore..
Epperò il popolo è al contempo sufficientemente intelligente da saper scegliere, attraverso il sacro voto democratico, le persone giuste che lo guideranno.
L'uomo è per natura pecorone ed egoista..
Epperò chi va al potere diventa magicamente intelligente e altruista.
Il popolo è un gregge di pecore indifese che necessitano di essere protette dal pastore..
Epperò diventiamo tutti magicamente lupi famelici pronti a scannarci senza pietà l’un l’altro in assenza del pastore che ci governa. Cosa che giustifica anche l’uso dei cani da guardia.
“Il popolo è minorenne!”
Tutti questi sono slogan schizofrenici, che si scontrano con la realtà dei fatti ma nondimeno vengono presi per verità, dogmi infallibili da non mettere in discussione.
Basta ripeterli all’infinito e nelle nostre teste diverranno magicamente veri.
E’ un incantesimo.
Ed è da chiedersi quanto potente possa essere un incantesimo in grado di tenere un così alto numero di persone succubi di un manipolo di psicopatici, che fanno delle nostre vite ciò che vogliono.
Forse la verità è che questo incantesimo è potente nella misura in cui ognuno di noi gli permette di esserlo.
O meglio ancora, qualunque incantesimo può tenerci soggiogati nella misura in cui ognuno di noi glielo permette.
La prossima volta che qualcuno mi proporrà di “scegliere” una delle due risposte obbligate: “Sei una pecora bianca o sei una pecora nera?”, risponderò “Io sono una persona".
Non sono una pecora: ne' un pecorone che segue il gregge belante, ne' una pecora nera che pensa di essere più intelligente del gregge perché cammina nel verso opposto agli altri.
Sono un essere umano. E come tale non ho bisogno di un pastore e di cani da guardia.
Buon anno a tutti
Bonus extra: posterino :)
- QUI per vederlo -
- QUI per il download -
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(*) Sarà senza dubbio una pura coincidenza il fatto che diversi ministri dell'istruzione nel neonato stato italiano fossero massoni, e che fosse di ispirazione massonica il programma di scolarizzazione di massa, così come la stessa nascita dello stato unitario.
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13 luglio 2009
Pillole di libertà
Pillole di libertà: Frédéric Bastiat e lo Stato.
“Abbiamo difficoltà a capire ciò che viene designato con la parola «Stato». Crediamo che in questa costante personificazione dello Stato ci sia la più strana, la più umiliante delle mistificazioni. Cos’è dunque questo Stato che si fa carico di tutte le virtù, di tutti i doveri e di tutte le generosità? Da dove trae tali risorse che lo si spinge a distribuire in forma di favori agli individui? Non le trae dagli stessi individui? Come dunque queste risorse possono accrescersi passando nelle mani di un intermediario esoso e parassitario?”.
“Lo Stato è la grande finzione attraverso la quale ognuno cerca di vivere a spese di tutti gli altri”.
“Allorché si sarà ammesso in via di principio che lo Stato ha l’incarico di operare in modo fraterno in favore dei cittadini, si vedranno tutti i cittadini trasformarsi in postulanti. Proprietà fondiaria, agricoltura, industria, commercio, marina, compagnie industriali, tutti si agiteranno per reclamare i favori dello Stato. Il tesoro pubblico sarà letteralmente saccheggiato. Ciascuno troverà buone ragioni per dimostrare che la fraternità legale deve essere intesa in questo senso: ‘I vantaggi per me e i costi per gli altri’ [...]. Lo sforzo di tutti tenderà a strappare alla legislazione un lembo di privilegio fraterno”.
Opere in varie lingue di Bastiat sono disponibili su Bastiat.org e su Panarchy.org.
“Abbiamo difficoltà a capire ciò che viene designato con la parola «Stato». Crediamo che in questa costante personificazione dello Stato ci sia la più strana, la più umiliante delle mistificazioni. Cos’è dunque questo Stato che si fa carico di tutte le virtù, di tutti i doveri e di tutte le generosità? Da dove trae tali risorse che lo si spinge a distribuire in forma di favori agli individui? Non le trae dagli stessi individui? Come dunque queste risorse possono accrescersi passando nelle mani di un intermediario esoso e parassitario?”.“Lo Stato è la grande finzione attraverso la quale ognuno cerca di vivere a spese di tutti gli altri”.
“Allorché si sarà ammesso in via di principio che lo Stato ha l’incarico di operare in modo fraterno in favore dei cittadini, si vedranno tutti i cittadini trasformarsi in postulanti. Proprietà fondiaria, agricoltura, industria, commercio, marina, compagnie industriali, tutti si agiteranno per reclamare i favori dello Stato. Il tesoro pubblico sarà letteralmente saccheggiato. Ciascuno troverà buone ragioni per dimostrare che la fraternità legale deve essere intesa in questo senso: ‘I vantaggi per me e i costi per gli altri’ [...]. Lo sforzo di tutti tenderà a strappare alla legislazione un lembo di privilegio fraterno”.
Opere in varie lingue di Bastiat sono disponibili su Bastiat.org e su Panarchy.org.
03 giugno 2009
Cosa possiamo fare?
Mi capita di avere interessantissimi scambi via web con lettori che mi contattano fornendo informazioni e link, chiedendo un mio parere su un certo tema o mettendomi a parte delle loro personali posizioni e opinioni in merito al N.O.M. e questioni collegate.
Approfitto di questo post per ringraziare tutti quanti, per me è davvero un piacere poter scambiare opinioni anche con chi non dovesse trovarsi d'accordo con ciò che scrivo.
Torno allora a pubblicare alcune mie recenti risposte ad una domanda che spesso sento o leggo, e che sintetizzo tramite le parole di una lettrice:
La domanda sul 'cosa possiamo fare noi' è cruciale ed è anche quella che spesso fa mollare tutto perché si pensa 'ma tanto io non posso farci niente'..
Se sono qui a condividere informazioni e idee è perché ancora credo che ci sia speranza e che l'uomo, ogni singola persona, ora, ha le capacità per non soccombere a questi quattro dementi con le redini del comando.
Qualche spunto in tema l'ho scritto per es. in "Break tre" (ma anche negli altri post nella categoria "riflessioni").
Farci credere che noi siamo solo un'accozzaglia di pecore impotenti torna di tutta utilità al sistema di potere.. iniziamo a slegarci da questa falsa visione di noi stessi. E' già un primo, ottimo passo :)
E poi non stanchiamoci mai di diffondere queste informazioni ma soprattutto di voler condividere con gli altri esperienze e idee.
Il 'no' al nuovo ordine mondiale è dentro ciascuno di noi.
Diamogli voce ;)
----
Questi quattro dementi psicopatici hanno potere nella misura in cui noi glielo concediamo. Se continuiamo a pensare che siano così potenti e possano fare tutto sulla nostra pelle, loro avranno effettivamente quel potere. Se però scegliamo di non vederci più come pecore indifese (cosa che ci hanno inculcato ancora loro..), e smettiamo di concedere loro quel potere, non ne avranno più.
E' come se scegliessi consapevolmente di dire a una persona: tu non hai potere su di me, perché io sono libero e responsabile di me stesso.
Le votazioni europee saranno un bel banco di prova per i nostri amici mondialisti: non so se hai girato un po' di news in tema, ma il loro terrore è che ci sia una scarsa affluenza alle urne.
Infatti son lì tutti (ah, la trasversalità, che bella cosa :D ) a darsi pacche sulle spalle di incoraggiamento perché i sondaggi dicono che l'affluenza non sarà così scarsa come temuto..
Iniziamo a non stare al loro gioco. Da noi vogliono soldi e una crocetta ogni tanto per verificare se ancora crediamo alla favola della democrazia.. Beh almeno sul secondo punto abbiamo pieno potere di decidere di non stare al gioco.
Ecco, questo per dire, sono piccole cose, in apparenza, ma che hanno un loro peso.
----
Chiudo citando il finale di una risposta che ho recentemente dato a un gentile commentatore su questo blog:
La questione, come ben dici con quel "non vuole credere", non è fra crederci o no, come fosse un dogma di fede, ma nel 'voler vedere' o meno quel che è sotto gli occhi. E molti non vogliono vederlo.
A ognuno i suoi tempi.
Noi si fa informazione, quel che verrà dopo è tutto un mondo di possibilità, e le possibilità sono nelle mani delle singole persone.
Sono nelle nostre mani.
Decidiamo che mondo vogliamo.
---
E con questo auguro a tutti i miei lettori un sereno proseguimento di settimana.
Approfitto di questo post per ringraziare tutti quanti, per me è davvero un piacere poter scambiare opinioni anche con chi non dovesse trovarsi d'accordo con ciò che scrivo.
Torno allora a pubblicare alcune mie recenti risposte ad una domanda che spesso sento o leggo, e che sintetizzo tramite le parole di una lettrice:
--citazione--
Con più guardo e mi informo con più aumenta la mia disperazione e il mio senso di impotenza di fronte a una tale cospirazione che coinvolge il mondo intero. Cosa possiamo fare di concreto per fermare il delirio di onnipotenza di certi esseri che non mi sento di definire neanche umani?
--fine cit.--
La domanda sul 'cosa possiamo fare noi' è cruciale ed è anche quella che spesso fa mollare tutto perché si pensa 'ma tanto io non posso farci niente'..
Se sono qui a condividere informazioni e idee è perché ancora credo che ci sia speranza e che l'uomo, ogni singola persona, ora, ha le capacità per non soccombere a questi quattro dementi con le redini del comando.
Qualche spunto in tema l'ho scritto per es. in "Break tre" (ma anche negli altri post nella categoria "riflessioni").
Farci credere che noi siamo solo un'accozzaglia di pecore impotenti torna di tutta utilità al sistema di potere.. iniziamo a slegarci da questa falsa visione di noi stessi. E' già un primo, ottimo passo :)
E poi non stanchiamoci mai di diffondere queste informazioni ma soprattutto di voler condividere con gli altri esperienze e idee.
Il 'no' al nuovo ordine mondiale è dentro ciascuno di noi.
Diamogli voce ;)
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Questi quattro dementi psicopatici hanno potere nella misura in cui noi glielo concediamo. Se continuiamo a pensare che siano così potenti e possano fare tutto sulla nostra pelle, loro avranno effettivamente quel potere. Se però scegliamo di non vederci più come pecore indifese (cosa che ci hanno inculcato ancora loro..), e smettiamo di concedere loro quel potere, non ne avranno più.
E' come se scegliessi consapevolmente di dire a una persona: tu non hai potere su di me, perché io sono libero e responsabile di me stesso.
Le votazioni europee saranno un bel banco di prova per i nostri amici mondialisti: non so se hai girato un po' di news in tema, ma il loro terrore è che ci sia una scarsa affluenza alle urne.
Infatti son lì tutti (ah, la trasversalità, che bella cosa :D ) a darsi pacche sulle spalle di incoraggiamento perché i sondaggi dicono che l'affluenza non sarà così scarsa come temuto..
Iniziamo a non stare al loro gioco. Da noi vogliono soldi e una crocetta ogni tanto per verificare se ancora crediamo alla favola della democrazia.. Beh almeno sul secondo punto abbiamo pieno potere di decidere di non stare al gioco.
Ecco, questo per dire, sono piccole cose, in apparenza, ma che hanno un loro peso.
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Chiudo citando il finale di una risposta che ho recentemente dato a un gentile commentatore su questo blog:
La questione, come ben dici con quel "non vuole credere", non è fra crederci o no, come fosse un dogma di fede, ma nel 'voler vedere' o meno quel che è sotto gli occhi. E molti non vogliono vederlo.
A ognuno i suoi tempi.
Noi si fa informazione, quel che verrà dopo è tutto un mondo di possibilità, e le possibilità sono nelle mani delle singole persone.
Sono nelle nostre mani.
Decidiamo che mondo vogliamo.
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E con questo auguro a tutti i miei lettori un sereno proseguimento di settimana.
12 marzo 2009
E se...
Se non ci fosse stato l'11 settembre 2001, come sarebbe il mondo oggi?
La storia non si fa con i "se", giustamente, ma in questo caso penso sia legittimo porci una simile domanda per fermare un attimo il corso frenetico degli eventi, cristallizzarlo davanti ai nostri occhi, e guardare tutto ciò che sta accadendo con uno sguardo esterno. Liberi per quanto possibile dall'emotività che il sistema di potere ci impone tramite la sua shock doctrine della paura perenne.
L'11/9 ha rappresentato una chiave di volta per il piano di dominio globale, chi sta portando avanti il progetto di un Nuovo Ordine Mondiale aveva bisogno di catalizzare in un singolo evento altamente traumatico tutte le angosce della società moderna.
Avevano bisogno di far scattare la molla del terrore perenne, quello che non puoi sconfiggere, quello che grazie ai mass-media puoi inculcare nella testa delle persone e farlo diventare un blob impossibile da eliminare. Avevano bisogno di creare una nuova forma mentis.
Senza l'11/9 che ha dato il via ufficiale a questi nuovi "anni di piombo globali", non avremmo avuto i "corollari" delle stragi di Madrid e di Londra, non avremmo avuto l'escalation di violenza, di terrore, di controllo, di repressione, fomentata con le guerre in Afghanistan e in Iraq e sfruttata all'interno degli stati occidentali per restringere ulteriormente le libertà civili.
E allora, di fronte alla drammaticità degli eventi, alla schizofrenica sete di potere di un manipolo di dementi ai posti di comando, ai milioni di morti sacrificati sull'altare del NWO, cosa ci rimane?
La dignità.
E la capacità di non farci trapassare l'anima e il cervello dalla loro dottrina del terrore. Con una risata in faccia ai mass-media servi dei servi, al sistema di potere che ci vorrebbe tutti impauriti e proni ad accettare l'autorità imposta. Con l'ironia intelligente da schiaffare sul volto vuoto e spento dei servi del potere, la peggiore malattia umana.
Anche perché ammettiamolo, la maggior parte delle dichiarazioni, delle azioni e financo degli eventi stessi sono talmente grotteschi da essere degni del miglior cartone animato. Come la spiegazione ufficiale della distruzione dell'edificio 7 del WTC, l'11 settembre 2001. Chiunque si sia trovato a seguire, anche solo di sfuggita, i fatti e le dichiarazioni che lo riguardano, non può che essersi fatto una risata di fronte all'assurdità della spiegazione ufficiale.
E allora, per non soccombere alla loro strategia del terrore, uniamoci all'ironia di questo video.
E di questo articolo uscito all'indomani della pubblicazione farneticante sul crollo del WTC 7: "Risolto il mistero del WTC7" (agosto 2008)
La storia non si fa con i "se", giustamente, ma in questo caso penso sia legittimo porci una simile domanda per fermare un attimo il corso frenetico degli eventi, cristallizzarlo davanti ai nostri occhi, e guardare tutto ciò che sta accadendo con uno sguardo esterno. Liberi per quanto possibile dall'emotività che il sistema di potere ci impone tramite la sua shock doctrine della paura perenne.
L'11/9 ha rappresentato una chiave di volta per il piano di dominio globale, chi sta portando avanti il progetto di un Nuovo Ordine Mondiale aveva bisogno di catalizzare in un singolo evento altamente traumatico tutte le angosce della società moderna.
Avevano bisogno di far scattare la molla del terrore perenne, quello che non puoi sconfiggere, quello che grazie ai mass-media puoi inculcare nella testa delle persone e farlo diventare un blob impossibile da eliminare. Avevano bisogno di creare una nuova forma mentis.
Senza l'11/9 che ha dato il via ufficiale a questi nuovi "anni di piombo globali", non avremmo avuto i "corollari" delle stragi di Madrid e di Londra, non avremmo avuto l'escalation di violenza, di terrore, di controllo, di repressione, fomentata con le guerre in Afghanistan e in Iraq e sfruttata all'interno degli stati occidentali per restringere ulteriormente le libertà civili.
E allora, di fronte alla drammaticità degli eventi, alla schizofrenica sete di potere di un manipolo di dementi ai posti di comando, ai milioni di morti sacrificati sull'altare del NWO, cosa ci rimane?La dignità.
E la capacità di non farci trapassare l'anima e il cervello dalla loro dottrina del terrore. Con una risata in faccia ai mass-media servi dei servi, al sistema di potere che ci vorrebbe tutti impauriti e proni ad accettare l'autorità imposta. Con l'ironia intelligente da schiaffare sul volto vuoto e spento dei servi del potere, la peggiore malattia umana.
Anche perché ammettiamolo, la maggior parte delle dichiarazioni, delle azioni e financo degli eventi stessi sono talmente grotteschi da essere degni del miglior cartone animato. Come la spiegazione ufficiale della distruzione dell'edificio 7 del WTC, l'11 settembre 2001. Chiunque si sia trovato a seguire, anche solo di sfuggita, i fatti e le dichiarazioni che lo riguardano, non può che essersi fatto una risata di fronte all'assurdità della spiegazione ufficiale.
E allora, per non soccombere alla loro strategia del terrore, uniamoci all'ironia di questo video.
E di questo articolo uscito all'indomani della pubblicazione farneticante sul crollo del WTC 7: "Risolto il mistero del WTC7" (agosto 2008)
10 febbraio 2009
11 settembre 2001, una riflessione
Questo scritto nasce come prima parte di un lungo articolo, che in origine si intitolava "11 settembre, crisi finanziaria e nuovo ordine mondiale".
Per rendere però più agevole la lettura, e anche per non ingenerare possibili ambiguità interpretative, ho deciso di separare i due articoli rendendoli indipendenti l'uno dall'altro. (In realtà, comunque, le connessioni ci sono. L'11/9, l'attuale crisi e il NWO sono eventi strettamente collegati tra loro).
(La stesura è iniziata il 9 ottobre 2008, allo scoppio della crisi finanziaria e prima delle elezioni USA.)
Perché ci sono due scuole di pensiero
(e io seguo la terza)
Dall'11 settembre 2001 il processo verso un nuovo ordine mondiale (New World Order), portato avanti con tanta dedizione per decenni interi senza sosta e nell'ombra, ha avuto un'accelerata spaventosa, di cui oggi stiamo vivendo alcuni aspetti con la crisi finanziaria mondiale.
Siamo in dirittura d'arrivo, credo, e stiamo perciò assistendo ad un crescendo di "fuochi d'artificio" in questa spettacolare messinscena a cui qualcuno ha lavorato con grande impegno e dispiego di energie.
I pianificatori della “nuova Pearl Harbor” [1] hanno disseminato il più grande e spettacolare attentato della storia di prove della loro colpevolezza.
In genere un criminale si guarda bene dal lasciare le proprie impronte sulla scena del reato, fa di tutto per non farsi scoprire, magari pianificando per settimane o mesi ogni più piccolo dettaglio. Invece l’11/9 è una sequela impressionante di errori, che hanno permesso a chiunque non sposi la Versione Ufficiale per partito preso di constatare come quegli attentati non possano essere opera di 19 dirottatori arabi, guidati da un fanatico in dialisi nascosto in una qualche grotta in medio oriente.
L’11/9 propone una sfilza talmente lunga di errori più o meno macroscopici [2] che è lecito chiedersi: “E se non fossero errori?”.
Se fossero tracce deliberatamente lasciate dai pianificatori di quella strage, proprio affinché qualcuno riconoscesse l’impossibilità della Versione Ufficiale che il governo USA avrebbe dato in pasto al mondo?
Questo dubbio, che ormai molti si pongono, non solo è legittimo, ma diventa di capitale importanza nel momento in cui riportiamo i “dettagli tecnici” dell’11/9 all’interno di una visione più ampia, che arriva fino ai giorni nostri.
Proviamo dunque a prendere spunto da uno di questi “dettagli” e ad allargare la riflessione sulla base dei dubbi e delle domande che esso pone. Non considererò un dettaglio “qualsiasi”, uno di quelli (numerosissimi e certo importanti) che abbondano in qualunque sito si occupi di 11/9: considererò invece uno di quei dettagli di cui quasi nessuno parla. Non i “debunker”, non i “complottisti” (odiose categorie create ad arte e su cui torneremo), non ovviamente i mass-media. Solo qualche testardo “cercatore indipendente” ha provato a sollevare il velo di silenzio attorno all’elemento di cui sto per parlare: ma con scarsi risultati.
Il “dettaglio” è in realtà un edificio: il Woolworth Building, costruito nel 1910, che si erge per 241 metri al numero 233 di Broadway, a New York.

Posto proprio di fronte al complesso del WTC (World Trade Center), era un punto da cui si aveva una visione ottimale delle Torri Gemelle. Nessun edificio si frapponeva tra il Woolworth e le Torri.

Quella mattina di sette anni fa, tra le numerose segnalazioni di cittadini e di agenti presenti sul posto, ci sono anche varie “curiose” dichiarazioni che un volenteroso sito in inglese si è premurato di riportare, a futura memoria [3].
Queste registrazioni dimostrano che quel giorno qualcosa di molto strano accadde al Woolworth Building.
Anche il sito danese Terrorize.dk aveva riportato segnalazioni simili: fortunatamente diverse persone ne hanno fatto una copia, perché attualmente quel sito non è più on-line [4].
In sostanza, numerose dichiarazioni, tra cui molti rapporti di poliziotti e pompieri, affermano che dal Woolworth Building fu lanciato qualcosa come un missile che colpì le Torri. Diverse persone testimoniano di avere udito il suono di un missile, partito da qualche piano elevato o dal tetto dell’edificio.
Sono affermazioni sconcertanti.
Perché nessuno ne parla? Perché sono state relegate sotto il velo dell’oblio?
Ma non è finita: il Woolworth è stato teatro di altri fatti “anomali” quel giorno, tra cui inspiegabili incendi sul tetto (di cui esistono anche testimonianze filmate), uno proprio nell’angolo da cui sarebbero stati lanciati i missili di cui parlano i testimoni [5].
Ben pochi siti di “contro-informazione” ne hanno parlato. Personalmente ho trovato il link a Orbwar.com grazie alle segnalazioni di due utenti di LuogoComune.net, che in quattro diverse occasioni hanno cercato di portare l’attenzione su questo “edificio dei misteri”.
Ma nessun sito o blog italiano, che io sappia, ha affrontato realmente l’argomento Woolworth Building, se non MarioRossi.net [6].
Sorgono interrogativi importanti.
Cosa accadde davvero quel giorno? Cosa successe al Woolworth Building e perché tutte le segnalazioni che lo riguardano sono cadute nel dimenticatoio?
Forse, se è vero che l’edificio 7 del WTC può essere la “pistola fumante” [7] che demolisce la Versione Ufficiale, il Woolworth potrebbe essere la pistola fumante che smaschera i veri responsabili di quel crimine.
L’11/9 è stato uno spettacolo pirotecnico grandioso, andato in scena in diretta sul palcoscenico del mondo; un evento di una tale portata emotiva da riuscire a narcotizzare il raziocinio di milioni di persone per lungo tempo. Non mi vergogno ad ammettere che io ero una di queste.
Ogni buon ricercatore indipendente ha nel suo block-notes mentale una serie di “citazioni notevoli”, che aiutano a mettere un po’ d’ordine in un quadro, volutamente caotico e frammentato, come quello della storia che stiamo vivendo: una storia fatta di potenti che giocano su uno scacchiere nascosto agli occhi delle popolazioni, e che ci mostra solo i pezzi che i giocatori vogliono farci vedere, o i pezzi “decaduti”, mangiati perché hanno fatto il loro tempo e non servono più.
Alcune di queste citazioni tornano utili nella presente riflessione, per esempio quella relativa alla dialettica formulata dal filosofo Hegel: “Tesi, antitesi, sintesi”.
Forse però questo concetto non è stato sviscerato fino in fondo, anche se sono sempre più le persone che si accostano al problema con il “distacco emotivo” che una tale situazione richiede.
Per molti non sarà una novità riconoscere nella Sintesi proprio il Nuovo Ordine Mondiale. Ma che dire della Tesi e dell’Antitesi? Che dire delle modalità con cui si vuole realizzare la Sintesi finale?
Ci sono molte tesi e antitesi sul cammino verso il NWO: e non può essere altrimenti, perché questo meccanismo ormai ben collaudato, che si basa in sostanza sul “Divide et impera”, sta al fondamento di ogni potere centralizzato che voglia sopravvivere.
Facisti e comunisti, ecologisti e consumisti, interisti e milanisti, debunker e complottisti... quante divisioni vi vengono in mente, create o comunque alimentate da quello stesso potere che ne trae vantaggio (con somma gioia e sberleffo di chi detiene le redini del gioco)? A livelli diversi, da quello più banale a quello politico, da quello economico a quello religioso, viviamo in un perenne stato di “dualità indotta”, nel quale le persone che scelgono di sottrarsi a questo gioco truccato in partenza vengono derise, ignorate, perseguitate, demonizzate, escluse insomma dalla “normalità edulcorata” imposta dal sistema.
Questo lungo excursus teorico serve ad inquadrare il discorso sul NWO all’interno del più vasto e generale meccanismo di controllo tipico del potere, e delle dinamiche con cui esso si esplica. Perché sono sempre le stesse, e mirano a far sì che la gente ci caschi ogni volta.
Tesi e antitesi, si diceva. Dunque proviamo ad inserire i dubbi che ho esposto a proposito del Woolworth Building in questo quadro.
Perché le testimonianze inerenti il Wollworth non compaiono tra gli indizi portati contro la Versione Ufficiale dai maggiori siti del cosiddetto “9/11 Truth Movement”?
Potrebbero esserci diverse spiegazioni, ma nessuna mi appare convincente. Addirittura qualcuno potrebbe pensare: “E’ giusto che un fatto collaterale come questo non venga presentato tra gli indizi principali contro la V.U., e poi vuoi mettere? Già il movimento per la verità è deriso per via di quei visionari del no-plane e quegli altri degli ufo, se ci mettessimo a dire che quel giorno hanno sparato missili contro il WTC da un edificio vicino, sai che risate si fa la gente? E addio credibilità del Truth Movement!”
Ora, io non so se qualcuno potrebbe addurre una simile obiezione, ma la cosa non mi stupirebbe affatto. Questo mantra della “credibilità del movimento” è qualcosa di molto sottile, e più ci si ragiona sopra e più inizia a puzzare.
Nel mare magnum della disinformazione sull’11/9, le precauzioni non sono mai troppe. Soprattutto quando si inzia ad indagare sulle possibili manipolazioni e infiltrazioni del Truth Movement.
Che il movimento per la verità sull’11/9 possa essere manipolato è qualcosa di molto reale: d’altra parte, non sarebbe certo la prima volta che un movimento d’opinione nato spontaneamente, dopo aver acquisito voce e spazio mediatico, viene cavalcato da furbastri che fino al giorno prima lo ignoravano, o addirittura osteggiavano. In Italia abbiamo abbondanza di esempi, anche recenti [8]. E’ ovvio che a qualcuno possa tornare utile tentare di manipolare una protesta popolare per i suoi scopi, non foss’altro per accaparrarsi un nuovo bacino di voti: così facendo, si fa deviare la protesta dai suoi fini originari, indebolendone le richieste, assimilando le persone che in buona fede credono che così il movimento possa magari “avere più voce”.
Tutt’altra cosa, ovviamente, è l’infiltrazione del movimento fin dalla sua nascita. Qui si aprono scenari del tutto differenti.
I dubbi si moltiplicano, in questo caso [9].
Su LuogoComune.net è stata aperta una discussione nei forum proprio su questo secondo scenario [10].
E’ estremamente difficile parlare di questi argomenti. Molti temono che così si faccia solo “il gioco dei debunker”, che si lavori contro gli interessi del Truth Movement, che ha bisogno di unità e non di divisioni interne...
Ma se c’è qualcosa di poco chiaro nel movimento, voglio saperlo, e farlo sapere. Se ci sono infiltrazioni, o se addirittura tutto l’11/9 è stato pianificato perché si creasse un movimento di opposizione alla Versione Ufficiale neo-con, chiudere gli occhi risulta più deleterio che aprirli e parlarne pubblicamente.
Che il Truth Movement si presenti, consapevolmente o no, come protesta al regime neo-con, è un fatto che va preso seriamente in considerazione, specialmente alla luce di quanto stiamo vivendo oggi.
Già ai tempi delle prime conferenze italiane sull’11/9, come quella ormai storica di Bologna [11], qualcuno tra i più smaliziati avanzò alcune perplessità: per esempio facendo notare certi richiami perché il movimento americano diventasse un partito (!), o l’insistenza della richiesta per una commissione internazionale capeggiata da Chavez e altri leader mondiali con “garanzia” di non essere neo-cons... [12]. Come a dire: Bush è il demonio, i neo-cons sono i soli responsabili dell’11/9, buttiamoci nelle mani dei loro avversari. Si chiama specularità del potere, ed è un ottimo meccanismo, sempre basato sulla “dualità imposta”, per ingannare la gente.
Che Bush rappresenti ciò che di peggio un’amministrazione possa essere, non ci piove. Che i suoi apparenti avversari internazionali siano perciò il bene, è qualcosa di troppo grosso per poterci credere.
Chi sta spingendo affinché le sacrosante rivendicazioni del movimento per la verità sull’11/9 prendano i connotati di una protesta internazionale contro l’amministrazione neo-con?
Chi ha fatto in modo che i neo-cons si abbuffassero di ricchezze e potere, specialmente dall’11/9, in modo così plateale e sfacciato, quasi a invogliare la reazione avversa anche dei più “tiepidi”?
Qualcuno sta facendo in modo che questa amministrazione cada, e forse che con lei cada il modello nordamericano come prodotto malefico di decenni di rapacità repubblicana?
Chi ha interesse a far credere che l’11/9 sia stato un inside-job orchestrato dai soli neo-cons? Le responsabilità neo-con sono evidenti, ma sarebbe ingenuo pensare che dietro un’azione simile non ci siano persone ben più potenti, che agiscono nell’ombra senza metterci la faccia.
Chi sta spingendo antitesi contro tesi per ottenere la sintesi finale?
Queste domande si fanno più pressanti ogni giorno che passa, oggi più che mai con l’attuale crisi finanziaria mondiale, la peggiore della storia. Scoprire chi sono i veri responsabili dell’11 settembre 2001 può farci capire chi ha innescato la miccia di questa crisi globale, che ci sta portando a passi giganti verso il Nuovo Ordine Mondiale.
--------------
NOTA AGGIUNTA:
Dopo tutto questo parlare di Woolworth Building, movimenti e infiltrazioni, non vorrei si fraintendesse il senso di questo mio post. Non sostengo infatti che l’11/9 furono sparati missili dal Woolworth e che ci sia stato un insabbiamento di questo fatto da parte del Truth Movement. Lungi da me una simile idea, peraltro piuttosto strampalata. Il mio intento è solo quello di poter stimolare una riflessione di portata generale, su eventi le cui conseguenze stiamo vivendo con grande impatto ancor oggi, partendo da un particolare poco noto anche tra coloro che non accettano più la Versione Ufficiale governativa. Non so cosa sia accaduto davvero quel giorno, ma proprio per questo vorrei che si cercasse di fare chiarezza su tutti gli aspetti oscuri e ambigui che permangono ancora a distanza di 8 anni. Qualunque risultato possano portare.
[1] Questa definizione è contenuta in un documento del gruppo neo-con PNAC (Project for the New American Century), pubblicato nel settembre 2000 con il titolo “Rebuilding America’s Defenses”.
All’inizio del capitolo 5 si legge:
http://www.mediafire.com/?4hgguommyye
e la traduzione italiana qui:
http://www.mediafire.com/?3odu2mcdxvn
[2] La più completa discussione disponibile in italiano è quella presente sul sito LuogoComune.net [ http://www.luogocomune.net/site/modules/911 ]
[3] “The Untold Story of the Woolworth Building Incidents on 9-11-01”
[ http://www.orbwar.com/woolworth ]
Viene riportata la fonte per ognuna delle testimonianze.
E’ interessante notare, inoltre, come dopo l’11/9 la sicurezza del Woolworth Building ha proibito l’accesso al pubblico alla lobby, l’entrata riccamente decorata dell’edificio, meta usuale di molti turisti. [ http://chronicle.com/review/brainstorm/index.php?id=102 ]
[4] Ho trovato le testimonianze presenti su Terrorize.dk grazie a una segnalazione di un utente di LuogoComune.net, a questo indirizzo:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1410
(commento del 15/9/2006, ore 1:49)
Traduzione mia, come per le testimonianze precedenti.
Il sito Terrorize.dk non è più on-line, ma lo si può recuperare tramite Web.Archive.org a questo indirizzo: http://web.archive.org/web/20060406220408/www.terrorize.dk
Questo è l’archivio della pagina con le testimonianze riportate:
http://web.archive.org/web/20060419114221/www.terrorize.dk/911/naudet/woolworth.php
[5] Il sito Orbwar.com ha ricostruito la sequenza degli strani eventi accaduti al Woolworth Building quel giorno. [ http://www.orbwar.com/woolworth ]
[6] “L'ombra del Woolworth Building sulla verità dell'11 settembre”
[ http://www.mariorossi.net/user/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=538 ]
Non sono d’accordo con molte cose sostenute nell’articolo, comunque resta uno dei pochissimi siti italiani ad aver parlato del Woolworth Building.
[7] “Smoking gun” in inglese: indica l’evidenza definitiva di un crimine, la prova che inchioda il responsabile al reato commesso.
[8] Si veda per esempio un mio vecchio articolo: “Lotte popolari, propaganda e ingerenze politiche” [ http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1879 ]
Versione scaricabile in PDF: http://www.mediafire.com/?2zl2y2zzzoy
[9] Quando, nel febbraio 2006, mi iscrissi a LuogoComune.net (all’indomani della trasmissione "P come pentagono, M come mistero", andata in onda su Rai1 a un'ora da vampiri), aprii una discussione nei forum dal titolo "L'eterno gioco dei manipolatori e burattini in cui siamo coinvolti tutti". Vi esponevo quelli che erano i miei dubbi e che ora sono diventati qualcosa più che semplici perplessità o impressioni.
Ecco alcune delle cose che scrivevo in quella discussione:
[10] “9/11 truthling infiltration timeline”
[ http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?viewmode=flat&topic_id=3016&forum=42 ]
In realtà sono diversi gli spunti presenti sul sito portati da vari utenti, comunque quella è la discussione più mirata e organica sull’argomento.
Si aggiunga anche una discussione sul possibile ruolo di Scientology
[ http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?viewmode=flat&topic_id=2951&forum=7 ]
[11] Qui c’è un comunicato degli organizzatori dopo la conferenza internazionale sull’11 settembre tenutasi a Bologna nel 2006:
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1471
Da leggere soprattutto i commenti all’articolo.
[12] Alcuni commenti su questo specifico aspetto sono contenuti in una discussione sulla conferenza di Bologna:
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1424
(commento del 19/9/2006 e seguenti)
Per rendere però più agevole la lettura, e anche per non ingenerare possibili ambiguità interpretative, ho deciso di separare i due articoli rendendoli indipendenti l'uno dall'altro. (In realtà, comunque, le connessioni ci sono. L'11/9, l'attuale crisi e il NWO sono eventi strettamente collegati tra loro).
(La stesura è iniziata il 9 ottobre 2008, allo scoppio della crisi finanziaria e prima delle elezioni USA.)
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11 SETTEMBRE, CHI HA PAURA DEL WOOLWORTH BUILDING?
Perché ci sono due scuole di pensiero
(e io seguo la terza)
Dall'11 settembre 2001 il processo verso un nuovo ordine mondiale (New World Order), portato avanti con tanta dedizione per decenni interi senza sosta e nell'ombra, ha avuto un'accelerata spaventosa, di cui oggi stiamo vivendo alcuni aspetti con la crisi finanziaria mondiale.
Siamo in dirittura d'arrivo, credo, e stiamo perciò assistendo ad un crescendo di "fuochi d'artificio" in questa spettacolare messinscena a cui qualcuno ha lavorato con grande impegno e dispiego di energie.
-1-
CHI HA PAURA DEL WOOLWORTH BUILDING?
CHI HA PAURA DEL WOOLWORTH BUILDING?
I pianificatori della “nuova Pearl Harbor” [1] hanno disseminato il più grande e spettacolare attentato della storia di prove della loro colpevolezza.
In genere un criminale si guarda bene dal lasciare le proprie impronte sulla scena del reato, fa di tutto per non farsi scoprire, magari pianificando per settimane o mesi ogni più piccolo dettaglio. Invece l’11/9 è una sequela impressionante di errori, che hanno permesso a chiunque non sposi la Versione Ufficiale per partito preso di constatare come quegli attentati non possano essere opera di 19 dirottatori arabi, guidati da un fanatico in dialisi nascosto in una qualche grotta in medio oriente.
L’11/9 propone una sfilza talmente lunga di errori più o meno macroscopici [2] che è lecito chiedersi: “E se non fossero errori?”.
Se fossero tracce deliberatamente lasciate dai pianificatori di quella strage, proprio affinché qualcuno riconoscesse l’impossibilità della Versione Ufficiale che il governo USA avrebbe dato in pasto al mondo?
Questo dubbio, che ormai molti si pongono, non solo è legittimo, ma diventa di capitale importanza nel momento in cui riportiamo i “dettagli tecnici” dell’11/9 all’interno di una visione più ampia, che arriva fino ai giorni nostri.
Proviamo dunque a prendere spunto da uno di questi “dettagli” e ad allargare la riflessione sulla base dei dubbi e delle domande che esso pone. Non considererò un dettaglio “qualsiasi”, uno di quelli (numerosissimi e certo importanti) che abbondano in qualunque sito si occupi di 11/9: considererò invece uno di quei dettagli di cui quasi nessuno parla. Non i “debunker”, non i “complottisti” (odiose categorie create ad arte e su cui torneremo), non ovviamente i mass-media. Solo qualche testardo “cercatore indipendente” ha provato a sollevare il velo di silenzio attorno all’elemento di cui sto per parlare: ma con scarsi risultati.
Il “dettaglio” è in realtà un edificio: il Woolworth Building, costruito nel 1910, che si erge per 241 metri al numero 233 di Broadway, a New York.

Posto proprio di fronte al complesso del WTC (World Trade Center), era un punto da cui si aveva una visione ottimale delle Torri Gemelle. Nessun edificio si frapponeva tra il Woolworth e le Torri.

Quella mattina di sette anni fa, tra le numerose segnalazioni di cittadini e di agenti presenti sul posto, ci sono anche varie “curiose” dichiarazioni che un volenteroso sito in inglese si è premurato di riportare, a futura memoria [3].
Queste registrazioni dimostrano che quel giorno qualcosa di molto strano accadde al Woolworth Building.
< "Qualcuno ha lanciato missili contro la Torre Nord del WTC dalla cima del vicino Woolworth Building." >
WNBC News
< "...abbiamo appena avuto una seconda esplosione, probabilmente un missile dal tetto del Woolworth Building." >
Port Authority Police Officer
< "Stanno sparando al WTC dal Woolworth Building." >
Radio Dispatch - NY Daily News
< "Il primo a cui pensano era un uomo che ha lanciato il missile dal Woolworth Building." >
WTC Police Channel 07
< "Il Woolworth Building! Stanno lanciando missili dal Woolworth Building!" >
Police Channel
< "...c’è stato un lancio di missile dal Woolworth Building." >
Police Officer, 09:18AM
< "la polizia ha notizia che un missile è stato sparato contro il WTC dal Woolworth Building" >
Alan Reiss, WTC Police Desk
< [Circa 45 metri dalla torre] "C’è stato un suono tipo “swoosh”, poi un’esplosione, ed era un suono molto basso. Era come se qualcuno, uno o due piani sopra di me, avesse lanciato un missile brandeggiabile a spalla." >
Lance Cpl. Alan Reifenberg
< "Appena girato l’angolo, ci fermammo, e un poliziotto venne verso di noi e disse “Li ho visti sparare un missile dall’edificio [Woolworth], ragazzi state attenti lassù." >
NYC Fireman
Anche il sito danese Terrorize.dk aveva riportato segnalazioni simili: fortunatamente diverse persone ne hanno fatto una copia, perché attualmente quel sito non è più on-line [4].
< "Il Detective Sergeant Zika riporta un probabile lancio di missile dal Woolworth Building e richiede di avere contatto NYPD per controllare il Woolworth Building." >
Alan T. DeVona, 0908
< "Nell’uscire dal veicolo il Detective Molina ci ha informati che il NYPD Citywide ha segnalato che un terzo aereo si stava avvicinando e che persone sconosciute stavano sparando dal Woolworth Building." >
Detective Sergeant Raymond DiLena
< "Ho sentito diversi rapporti su esplosioni secondarie di bombe, missili lanciati da edifici e altro." >
P.O. Anthony L. Croce
< "Al nostro arrivo al WTC, i sottoscritti presero contatto con il Detective D. Roger, il quale riportava che l’informazione iniziale era stata ricevuta da testimoni nei pressi di West Broadway e Barclay Street, secondo cui un missile è stato probabilmente lanciato dall’American Express Building contro la Torre 1." >
Dennis P. Stafford
< "In quel momento il Detective DeMello e io eravamo all’intersezione tra Barclay e Greenwich, quando tre uomini bianchi non identificati vestiti da business-men corsero verso di me e iniziarono a gridare che un missile era stato sparato contro la Torre 2 dalla cima del Woolworth Building. Guardai su verso il tetto del Woolworth Building e sembrò ci fosse del fumo proveniente dal punto più alto dell’edificio. Quindi il Detective DeMello e io corremmo verso il Woolworth Building. Appena entrammo, chiesi subito del capo della sicurezza. Un uomo bianco non identificato in uniforme di sicurezza ci corse incontro e ci chiese come poteva aiutarci. Gli dissi che avevo bisogno di un ascensore sicuro per raggiungere il tetto, la sua risposta fu “Seguitemi”. Ci recammo verso degli ascensori quando si aprì la portiera di un’auto. Due uomini si fermarono fuori dall’ascensore. Un uomo in apparenza ispanico si identificò come il sovrintendente alla sicurezza; mostrava una ID card sulla maglia. La guardia di sicurezza sembrava conoscerlo così gli credemmo. Lui affermò che il tetto era sicuro. Gli dissi che avevamo avuto segnalazioni secondo cui un missile era stato sparato dal tetto di quell’edificio e lui ci assicurò che non era un missile, ma un aereo, un grosso aereo. Ci garantì inoltre di essere stato sul tetto quando esso si schiantò contro la Torre 2. In quel momento lasciammo l’edificio e ci dirigemmo di nuovo verso Barclay Street." >
R.P. Mendenhall
< "Membri del JK Detective Squad stavano prendendo copertura quando pervenne una trasmissione da New York City Radio, secondo cui “Stanno sparando dal Woolworth Building”. Furono fatti ripetuti tentativi per utilizzare PAPD 800 MHz per confermare questo ma tutti i tentativi fallirono." >
Detective Sergeant Thomas Bomengo
< "Avviso [inudibile]... c’è qualcosa... sembra un missile proveniente dalle pareti del [inudibile]... il secondo edificio." >
PADP Officer
< "Il Woolworth Building! Stanno sparando contro il WTC dal Woolworth Building!" >
MALE C
< "E’ un missile o... è qualcosa che ha a che fare col Woolworth Building [inudibile]." >
Greg at Trade Center
< "PAPD-DESK: Potete mandare delle unità al Woolworth Building per controllare il tetto? C’è un possibile... dicono che era... abbiamo appena avuto una seconda esplosione, probabilmente un missile dal tetto del Woolworth Building. FEMALE OPERATOR: Il Woolworth Building? PAPD-DESK: Sì, a... a Broadway." >
< "MALE: [sovrapposizione] Canale-W, qui è otto-cinque, otto-cinque... [sovrapposizione/inubile] che segnalano possibili missili [inudibile] dal.. dal Woolworth Building. MALE: PPG(?), se stai monitorando la discussione qui [inudibile] che controllino il Woolworth Building, [inudibile] copia." >
< "Quando ci avvicinammo, il secondo aereo si schiantò. Le strade erano intasate, come a capodanno in Times Square. Eravamo a circa un isolato quando colpì. Quando uscimmo un poliziotto ci disse di aver visto un razzo che proveniva dal Woolworth Building colpire la Torre. Io dissi “Oh mio Dio. Come possiamo combattere questo incendio se ci stanno sparando addosso?"" >
Firefighter Pete Fallucca, Engine 16, East 29th St.
< "Qualcuno diceva che ci stavano colpendo con razzi sparati dal Woolworth Building. All’inizio non sapevamo che fosse un aereo." >
Sal D’Agostino, Firefighter
In sostanza, numerose dichiarazioni, tra cui molti rapporti di poliziotti e pompieri, affermano che dal Woolworth Building fu lanciato qualcosa come un missile che colpì le Torri. Diverse persone testimoniano di avere udito il suono di un missile, partito da qualche piano elevato o dal tetto dell’edificio.
Sono affermazioni sconcertanti.
Perché nessuno ne parla? Perché sono state relegate sotto il velo dell’oblio?
Ma non è finita: il Woolworth è stato teatro di altri fatti “anomali” quel giorno, tra cui inspiegabili incendi sul tetto (di cui esistono anche testimonianze filmate), uno proprio nell’angolo da cui sarebbero stati lanciati i missili di cui parlano i testimoni [5].
Ben pochi siti di “contro-informazione” ne hanno parlato. Personalmente ho trovato il link a Orbwar.com grazie alle segnalazioni di due utenti di LuogoComune.net, che in quattro diverse occasioni hanno cercato di portare l’attenzione su questo “edificio dei misteri”.
Ma nessun sito o blog italiano, che io sappia, ha affrontato realmente l’argomento Woolworth Building, se non MarioRossi.net [6].
Sorgono interrogativi importanti.
Cosa accadde davvero quel giorno? Cosa successe al Woolworth Building e perché tutte le segnalazioni che lo riguardano sono cadute nel dimenticatoio?
Forse, se è vero che l’edificio 7 del WTC può essere la “pistola fumante” [7] che demolisce la Versione Ufficiale, il Woolworth potrebbe essere la pistola fumante che smaschera i veri responsabili di quel crimine.
L’11/9 è stato uno spettacolo pirotecnico grandioso, andato in scena in diretta sul palcoscenico del mondo; un evento di una tale portata emotiva da riuscire a narcotizzare il raziocinio di milioni di persone per lungo tempo. Non mi vergogno ad ammettere che io ero una di queste.
-2-
TESI, ANTITESI, SINTESI
TESI, ANTITESI, SINTESI
Ogni buon ricercatore indipendente ha nel suo block-notes mentale una serie di “citazioni notevoli”, che aiutano a mettere un po’ d’ordine in un quadro, volutamente caotico e frammentato, come quello della storia che stiamo vivendo: una storia fatta di potenti che giocano su uno scacchiere nascosto agli occhi delle popolazioni, e che ci mostra solo i pezzi che i giocatori vogliono farci vedere, o i pezzi “decaduti”, mangiati perché hanno fatto il loro tempo e non servono più.
Alcune di queste citazioni tornano utili nella presente riflessione, per esempio quella relativa alla dialettica formulata dal filosofo Hegel: “Tesi, antitesi, sintesi”.
Forse però questo concetto non è stato sviscerato fino in fondo, anche se sono sempre più le persone che si accostano al problema con il “distacco emotivo” che una tale situazione richiede.
Per molti non sarà una novità riconoscere nella Sintesi proprio il Nuovo Ordine Mondiale. Ma che dire della Tesi e dell’Antitesi? Che dire delle modalità con cui si vuole realizzare la Sintesi finale?
Ci sono molte tesi e antitesi sul cammino verso il NWO: e non può essere altrimenti, perché questo meccanismo ormai ben collaudato, che si basa in sostanza sul “Divide et impera”, sta al fondamento di ogni potere centralizzato che voglia sopravvivere.
Facisti e comunisti, ecologisti e consumisti, interisti e milanisti, debunker e complottisti... quante divisioni vi vengono in mente, create o comunque alimentate da quello stesso potere che ne trae vantaggio (con somma gioia e sberleffo di chi detiene le redini del gioco)? A livelli diversi, da quello più banale a quello politico, da quello economico a quello religioso, viviamo in un perenne stato di “dualità indotta”, nel quale le persone che scelgono di sottrarsi a questo gioco truccato in partenza vengono derise, ignorate, perseguitate, demonizzate, escluse insomma dalla “normalità edulcorata” imposta dal sistema.
Questo lungo excursus teorico serve ad inquadrare il discorso sul NWO all’interno del più vasto e generale meccanismo di controllo tipico del potere, e delle dinamiche con cui esso si esplica. Perché sono sempre le stesse, e mirano a far sì che la gente ci caschi ogni volta.
Tesi e antitesi, si diceva. Dunque proviamo ad inserire i dubbi che ho esposto a proposito del Woolworth Building in questo quadro.
Perché le testimonianze inerenti il Wollworth non compaiono tra gli indizi portati contro la Versione Ufficiale dai maggiori siti del cosiddetto “9/11 Truth Movement”?
Potrebbero esserci diverse spiegazioni, ma nessuna mi appare convincente. Addirittura qualcuno potrebbe pensare: “E’ giusto che un fatto collaterale come questo non venga presentato tra gli indizi principali contro la V.U., e poi vuoi mettere? Già il movimento per la verità è deriso per via di quei visionari del no-plane e quegli altri degli ufo, se ci mettessimo a dire che quel giorno hanno sparato missili contro il WTC da un edificio vicino, sai che risate si fa la gente? E addio credibilità del Truth Movement!”
Ora, io non so se qualcuno potrebbe addurre una simile obiezione, ma la cosa non mi stupirebbe affatto. Questo mantra della “credibilità del movimento” è qualcosa di molto sottile, e più ci si ragiona sopra e più inizia a puzzare.
Nel mare magnum della disinformazione sull’11/9, le precauzioni non sono mai troppe. Soprattutto quando si inzia ad indagare sulle possibili manipolazioni e infiltrazioni del Truth Movement.
Che il movimento per la verità sull’11/9 possa essere manipolato è qualcosa di molto reale: d’altra parte, non sarebbe certo la prima volta che un movimento d’opinione nato spontaneamente, dopo aver acquisito voce e spazio mediatico, viene cavalcato da furbastri che fino al giorno prima lo ignoravano, o addirittura osteggiavano. In Italia abbiamo abbondanza di esempi, anche recenti [8]. E’ ovvio che a qualcuno possa tornare utile tentare di manipolare una protesta popolare per i suoi scopi, non foss’altro per accaparrarsi un nuovo bacino di voti: così facendo, si fa deviare la protesta dai suoi fini originari, indebolendone le richieste, assimilando le persone che in buona fede credono che così il movimento possa magari “avere più voce”.
Tutt’altra cosa, ovviamente, è l’infiltrazione del movimento fin dalla sua nascita. Qui si aprono scenari del tutto differenti.
I dubbi si moltiplicano, in questo caso [9].
Su LuogoComune.net è stata aperta una discussione nei forum proprio su questo secondo scenario [10].
E’ estremamente difficile parlare di questi argomenti. Molti temono che così si faccia solo “il gioco dei debunker”, che si lavori contro gli interessi del Truth Movement, che ha bisogno di unità e non di divisioni interne...
Ma se c’è qualcosa di poco chiaro nel movimento, voglio saperlo, e farlo sapere. Se ci sono infiltrazioni, o se addirittura tutto l’11/9 è stato pianificato perché si creasse un movimento di opposizione alla Versione Ufficiale neo-con, chiudere gli occhi risulta più deleterio che aprirli e parlarne pubblicamente.
Che il Truth Movement si presenti, consapevolmente o no, come protesta al regime neo-con, è un fatto che va preso seriamente in considerazione, specialmente alla luce di quanto stiamo vivendo oggi.
Già ai tempi delle prime conferenze italiane sull’11/9, come quella ormai storica di Bologna [11], qualcuno tra i più smaliziati avanzò alcune perplessità: per esempio facendo notare certi richiami perché il movimento americano diventasse un partito (!), o l’insistenza della richiesta per una commissione internazionale capeggiata da Chavez e altri leader mondiali con “garanzia” di non essere neo-cons... [12]. Come a dire: Bush è il demonio, i neo-cons sono i soli responsabili dell’11/9, buttiamoci nelle mani dei loro avversari. Si chiama specularità del potere, ed è un ottimo meccanismo, sempre basato sulla “dualità imposta”, per ingannare la gente.
Che Bush rappresenti ciò che di peggio un’amministrazione possa essere, non ci piove. Che i suoi apparenti avversari internazionali siano perciò il bene, è qualcosa di troppo grosso per poterci credere.
Chi sta spingendo affinché le sacrosante rivendicazioni del movimento per la verità sull’11/9 prendano i connotati di una protesta internazionale contro l’amministrazione neo-con?
Chi ha fatto in modo che i neo-cons si abbuffassero di ricchezze e potere, specialmente dall’11/9, in modo così plateale e sfacciato, quasi a invogliare la reazione avversa anche dei più “tiepidi”?
Qualcuno sta facendo in modo che questa amministrazione cada, e forse che con lei cada il modello nordamericano come prodotto malefico di decenni di rapacità repubblicana?
Chi ha interesse a far credere che l’11/9 sia stato un inside-job orchestrato dai soli neo-cons? Le responsabilità neo-con sono evidenti, ma sarebbe ingenuo pensare che dietro un’azione simile non ci siano persone ben più potenti, che agiscono nell’ombra senza metterci la faccia.
Chi sta spingendo antitesi contro tesi per ottenere la sintesi finale?
Queste domande si fanno più pressanti ogni giorno che passa, oggi più che mai con l’attuale crisi finanziaria mondiale, la peggiore della storia. Scoprire chi sono i veri responsabili dell’11 settembre 2001 può farci capire chi ha innescato la miccia di questa crisi globale, che ci sta portando a passi giganti verso il Nuovo Ordine Mondiale.
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NOTA AGGIUNTA:
Dopo tutto questo parlare di Woolworth Building, movimenti e infiltrazioni, non vorrei si fraintendesse il senso di questo mio post. Non sostengo infatti che l’11/9 furono sparati missili dal Woolworth e che ci sia stato un insabbiamento di questo fatto da parte del Truth Movement. Lungi da me una simile idea, peraltro piuttosto strampalata. Il mio intento è solo quello di poter stimolare una riflessione di portata generale, su eventi le cui conseguenze stiamo vivendo con grande impatto ancor oggi, partendo da un particolare poco noto anche tra coloro che non accettano più la Versione Ufficiale governativa. Non so cosa sia accaduto davvero quel giorno, ma proprio per questo vorrei che si cercasse di fare chiarezza su tutti gli aspetti oscuri e ambigui che permangono ancora a distanza di 8 anni. Qualunque risultato possano portare.
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NOTE
NOTE
[1] Questa definizione è contenuta in un documento del gruppo neo-con PNAC (Project for the New American Century), pubblicato nel settembre 2000 con il titolo “Rebuilding America’s Defenses”.
All’inizio del capitolo 5 si legge:
< "To preserve American military preeminence in the coming decades, the Department of Defense must move more aggressively to experiment with new technologies and operational concepts [...]. Further, the process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event – like a new Pearl Harbor." >Traduzione:
< "Per conservare la supremazia militare americana nei decenni a venire, il Dipartimento della Difesa deve sperimentare in modo più aggressivo nuove tecnologie e nuovi concetti operativi [...]. E’ inoltre probabile che il processo di trasformazione, se anche dovesse portare un cambiamento drastico, sarà un processo lungo, in assenza di un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbor." >Si può scaricare il documento in versione originale qui:
http://www.mediafire.com/?4hgguommyye
e la traduzione italiana qui:
http://www.mediafire.com/?3odu2mcdxvn
[2] La più completa discussione disponibile in italiano è quella presente sul sito LuogoComune.net [ http://www.luogocomune.net/site/modules/911 ]
[3] “The Untold Story of the Woolworth Building Incidents on 9-11-01”
[ http://www.orbwar.com/woolworth ]
Viene riportata la fonte per ognuna delle testimonianze.
E’ interessante notare, inoltre, come dopo l’11/9 la sicurezza del Woolworth Building ha proibito l’accesso al pubblico alla lobby, l’entrata riccamente decorata dell’edificio, meta usuale di molti turisti. [ http://chronicle.com/review/brainstorm/index.php?id=102 ]
[4] Ho trovato le testimonianze presenti su Terrorize.dk grazie a una segnalazione di un utente di LuogoComune.net, a questo indirizzo:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1410
(commento del 15/9/2006, ore 1:49)
Traduzione mia, come per le testimonianze precedenti.
Il sito Terrorize.dk non è più on-line, ma lo si può recuperare tramite Web.Archive.org a questo indirizzo: http://web.archive.org/web/20060406220408/www.terrorize.dk
Questo è l’archivio della pagina con le testimonianze riportate:
http://web.archive.org/web/20060419114221/www.terrorize.dk/911/naudet/woolworth.php
[5] Il sito Orbwar.com ha ricostruito la sequenza degli strani eventi accaduti al Woolworth Building quel giorno. [ http://www.orbwar.com/woolworth ]
[6] “L'ombra del Woolworth Building sulla verità dell'11 settembre”
[ http://www.mariorossi.net/user/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=538 ]
Non sono d’accordo con molte cose sostenute nell’articolo, comunque resta uno dei pochissimi siti italiani ad aver parlato del Woolworth Building.
[7] “Smoking gun” in inglese: indica l’evidenza definitiva di un crimine, la prova che inchioda il responsabile al reato commesso.
[8] Si veda per esempio un mio vecchio articolo: “Lotte popolari, propaganda e ingerenze politiche” [ http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1879 ]
Versione scaricabile in PDF: http://www.mediafire.com/?2zl2y2zzzoy
[9] Quando, nel febbraio 2006, mi iscrissi a LuogoComune.net (all’indomani della trasmissione "P come pentagono, M come mistero", andata in onda su Rai1 a un'ora da vampiri), aprii una discussione nei forum dal titolo "L'eterno gioco dei manipolatori e burattini in cui siamo coinvolti tutti". Vi esponevo quelli che erano i miei dubbi e che ora sono diventati qualcosa più che semplici perplessità o impressioni.
Ecco alcune delle cose che scrivevo in quella discussione:
< "Il numero sempre maggiore di "voci contro" che si sta alzando, sul web e ora anche su riviste e TV, se da un lato mi rende felice perché sveglia sempre più persone, dall'altro mi fa sorgere un dubbio angoscioso.Da quel febbraio 2006 sono passati ormai tre anni e quei dubbi, anziché dissiparsi, si sono rafforzati ancor più.
Nella storia, lo sappiamo bene ormai, nulla accade per caso, ma solo perché è stato preventivamente pianificato.
Non potrebbe essere che anche questo scompiglio in procinto di scatenarsi, all'interno dello stesso Occidente, sia stato previsto?
Che un'ondata di sdegno, sapientemente pilotata, si tramuti in qualcosa di più dirompente, e che tutto ciò sia parte del piano? [...]
Ma se questa stessa reazione fosse, anch'essa, null'altro che uno degli eventi pianificati... uno strumento già programmato? [...]" >
[10] “9/11 truthling infiltration timeline”
[ http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?viewmode=flat&topic_id=3016&forum=42 ]
In realtà sono diversi gli spunti presenti sul sito portati da vari utenti, comunque quella è la discussione più mirata e organica sull’argomento.
Si aggiunga anche una discussione sul possibile ruolo di Scientology
[ http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?viewmode=flat&topic_id=2951&forum=7 ]
[11] Qui c’è un comunicato degli organizzatori dopo la conferenza internazionale sull’11 settembre tenutasi a Bologna nel 2006:
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1471
Da leggere soprattutto i commenti all’articolo.
[12] Alcuni commenti su questo specifico aspetto sono contenuti in una discussione sulla conferenza di Bologna:
http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1424
(commento del 19/9/2006 e seguenti)
22 novembre 2008
Cornelio non si smentisce
Avevamo appena gustato il numero 3 di Cornelio ed ecco che Carlo Lucarelli e collaboratori sfornano un altro succulento piatto, pane per i denti dell'ottimo Santaruina, se mi è permesso aver l'onore di invitarlo a pranzo ;)
Potete sfogliare l'ultimo numero ("La maschera del male") on-line al solito indirizzo:
Ai più curiosi dico solo che si parla di eggregore.
Buon appetito.
22 luglio 2008
Il popolo è minorenne
[ att: post aggiornato in coda ]
Un grande Gian Maria Volonté in "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" (1970, regia di Elio Petri).
"Il popolo è minorenne ...
L'uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite ...
La repressione è il nostro vaccino. Repressione è civiltà!"
----
Una interessante estensione sempre in tema di Stato: dal cinema alla realtà, ecco alcune frasi estratte da un discorso di Salvatore Borsellino, che potete ascoltare cliccando qui.
< La mafia non è di destra o di sinistra: la mafia è col potere. >
(citazione tratta dal documentario "In un altro paese")
Un grande Gian Maria Volonté in "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" (1970, regia di Elio Petri).
"Il popolo è minorenne ...
L'uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite ...
La repressione è il nostro vaccino. Repressione è civiltà!"
----
Una interessante estensione sempre in tema di Stato: dal cinema alla realtà, ecco alcune frasi estratte da un discorso di Salvatore Borsellino, che potete ascoltare cliccando qui.
Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nel 1992:Un altro magistrato del pool antimafia aveva dichiarato:
< Io sono sicuro che non riuscirò a veder fatta giustizia nel corso della mia vita, ma non per questo devo smettere di lottare. >
< Paolo diceva: "Sarà stata la mafia ad uccidermi, ma non sarà stata la mafia a volere la mia morte". >
< Paolo si era messo di traverso in quella trattativa tra mafia e Stato. >
< Non sarà fatta giustizia perché lo Stato non può processare se stesso. >
< La mafia non è di destra o di sinistra: la mafia è col potere. >
(citazione tratta dal documentario "In un altro paese")
13 giugno 2008
18 maggio 2008
Colpevole fino a prova contraria
Per lo Stato, e per il suo braccio armato (polizia e altre "forze dell'ordine"), il cittadino è questo: colpevole fino a prova contraria.
Riprendo alcuni stralci da un ottimo articolo apparso sul blog "Cronache da Mileto", invitando a leggerlo però nella sua interezza.
Avevo accennato a questo argomento per esempio nel post "Droni-spia", e in un articolo apparso su LuogoComune.net ("Lotte popolari, propaganda e ingerenze politiche").
----
Tratto da: "Annozero, commedia in atto unico"
(...)
l'immaginario collettivo divide il mondo in guardie e ladri. Il ladro scappa e la guardia insegue. La guardia acchiappa e punisce, il ladro viene preso e restituisce il maltolto. Questo è quello che deve succedere, nell'immaginario delle persone. Questa è la teoria.
Ma la pratica è diversa. Nell'esperienza delle persone i ladri non scappano, la polizia non li insegue e nessuno viene punito. Questo ce lo dicono anche le statistiche, non è certo un'invenzione degli xenofobi. In Italia il crimine paga, anche quello di strada.
La situazione è dunque quella di una teoria che non regge alla prova sperimentale, o meglio l'esperienza non conferma la teoria. La logica ovviamente impone, quando la teoria non viene confermata dal dato sperimentale, di modificare la teoria; ma questo è molto difficile. Modificare la propria teoria, cioè la propria visione del mondo, è infinitamente più difficile che ignorare quello che la nostra esperienza ci dice.
Ed è proprio questo il caso. La teoria della ggente è che la guardia insegue il ladro. E' ovvio che sia così. Qualsiasi persona di buon senso non ha alcun bisogno di dimostrare una verità tanto palese. Lo insegnano fin da bambini a scuola, nelle lezioni di educazione civica; lo si vede in tutti i film e telefilm, che la guardia insegue il ladro. E' così che deve funzionare, accidenti! E' ovvio!
E allora cosa sta succedendo se dove vado io i ladri non scappano e la polizia non li insegue? Perché no? Cosa c'è che non va? Ma è ovvio! Vuol dire che non ci sono abbastanza poliziotti, vuol dire che non ci sono leggi abbastanza severe, vuol dire che questi se ne fregano della polizia, e allora mandiamoli via, tutti! Tutti!
Perché la guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro.
La guardia insegue il ladro, vero?
(...)
Anni e anni di educazione civica e televisione hanno istruito il cittadino a negare qualsiasi dato sperimentale che non si adatti alla teoria della “guardia che insegue il ladro”. E' questo un concetto talmente radicato nella mente del cittadino che nessuna realtà lo scuote.
(...) non ne trae la conclusione che volontariamente la polizia, cioè lo Stato, persegue gli onesti e lascia in pace i delinquenti, ma – forzato da anni di educazione a carico dello Stato – chiede che ci sia più polizia, cioè più Stato. Bisogna invece prendere atto, tutti quanti, che le guardie non inseguono i ladri. Le guardie se ne fottono dei ladri. Le guardie sono lì per controllare noi, non i ladri.
Bisogna ritornare ai tempi in cui i cittadini erano contadini ignoranti e analfabeti, e sapevano che la guardia era lì per loro.
Dobbiamo re-imparare da principio la funzione della polizia. La polizia è il monopolio della violenza esercitato dallo Stato per perpetuare sé stesso. La polizia serve a reprimere ogni moto e tendenza che possa incrinare il potere. La criminalità non mette in discussione lo Stato ed il potere. Sono i cittadini a farlo. Sono i cittadini che, smettendo di offrire un consenso non informato al loro stesso sfruttamento, possono mettere in discussione lo Stato. (...) E sono loro a dover essere controllati attraverso la polizia, che svolge questo ruolo coerentemente. Lo Stato non perseguiterà mai il criminale, perché esso è troppo utile allo Stato stesso: grazie al criminale il cittadino invoca più polizia e più Stato, chiede di mettere le telecamere in città, chiede arresti facili, chiede poteri di polizia anche per i netturbini. Grazie al criminale, il cittadino scava da solo la fossa della propria libertà.
Articolo completo: "Annozero, commedia in atto unico".
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Riprendo alcuni stralci da un ottimo articolo apparso sul blog "Cronache da Mileto", invitando a leggerlo però nella sua interezza.
Avevo accennato a questo argomento per esempio nel post "Droni-spia", e in un articolo apparso su LuogoComune.net ("Lotte popolari, propaganda e ingerenze politiche").
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Tratto da: "Annozero, commedia in atto unico"
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l'immaginario collettivo divide il mondo in guardie e ladri. Il ladro scappa e la guardia insegue. La guardia acchiappa e punisce, il ladro viene preso e restituisce il maltolto. Questo è quello che deve succedere, nell'immaginario delle persone. Questa è la teoria.
Ma la pratica è diversa. Nell'esperienza delle persone i ladri non scappano, la polizia non li insegue e nessuno viene punito. Questo ce lo dicono anche le statistiche, non è certo un'invenzione degli xenofobi. In Italia il crimine paga, anche quello di strada.
La situazione è dunque quella di una teoria che non regge alla prova sperimentale, o meglio l'esperienza non conferma la teoria. La logica ovviamente impone, quando la teoria non viene confermata dal dato sperimentale, di modificare la teoria; ma questo è molto difficile. Modificare la propria teoria, cioè la propria visione del mondo, è infinitamente più difficile che ignorare quello che la nostra esperienza ci dice.
Ed è proprio questo il caso. La teoria della ggente è che la guardia insegue il ladro. E' ovvio che sia così. Qualsiasi persona di buon senso non ha alcun bisogno di dimostrare una verità tanto palese. Lo insegnano fin da bambini a scuola, nelle lezioni di educazione civica; lo si vede in tutti i film e telefilm, che la guardia insegue il ladro. E' così che deve funzionare, accidenti! E' ovvio!
E allora cosa sta succedendo se dove vado io i ladri non scappano e la polizia non li insegue? Perché no? Cosa c'è che non va? Ma è ovvio! Vuol dire che non ci sono abbastanza poliziotti, vuol dire che non ci sono leggi abbastanza severe, vuol dire che questi se ne fregano della polizia, e allora mandiamoli via, tutti! Tutti!
Perché la guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro.
La guardia insegue il ladro, vero?
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Anni e anni di educazione civica e televisione hanno istruito il cittadino a negare qualsiasi dato sperimentale che non si adatti alla teoria della “guardia che insegue il ladro”. E' questo un concetto talmente radicato nella mente del cittadino che nessuna realtà lo scuote.
(...) non ne trae la conclusione che volontariamente la polizia, cioè lo Stato, persegue gli onesti e lascia in pace i delinquenti, ma – forzato da anni di educazione a carico dello Stato – chiede che ci sia più polizia, cioè più Stato. Bisogna invece prendere atto, tutti quanti, che le guardie non inseguono i ladri. Le guardie se ne fottono dei ladri. Le guardie sono lì per controllare noi, non i ladri.
Bisogna ritornare ai tempi in cui i cittadini erano contadini ignoranti e analfabeti, e sapevano che la guardia era lì per loro.
Dobbiamo re-imparare da principio la funzione della polizia. La polizia è il monopolio della violenza esercitato dallo Stato per perpetuare sé stesso. La polizia serve a reprimere ogni moto e tendenza che possa incrinare il potere. La criminalità non mette in discussione lo Stato ed il potere. Sono i cittadini a farlo. Sono i cittadini che, smettendo di offrire un consenso non informato al loro stesso sfruttamento, possono mettere in discussione lo Stato. (...) E sono loro a dover essere controllati attraverso la polizia, che svolge questo ruolo coerentemente. Lo Stato non perseguiterà mai il criminale, perché esso è troppo utile allo Stato stesso: grazie al criminale il cittadino invoca più polizia e più Stato, chiede di mettere le telecamere in città, chiede arresti facili, chiede poteri di polizia anche per i netturbini. Grazie al criminale, il cittadino scava da solo la fossa della propria libertà.
Articolo completo: "Annozero, commedia in atto unico".
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09 maggio 2008
Il concetto di complotto
Riprendo dal blog "Tra Cielo e Terra" un interessante articolo di Roberto Quaglia:
Si tratta di un estratto dal suo libro "Il mito sull'11 settembre".
Un'ottima e attualissima riflessione.
Lo strumento base per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole.
Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.
Philip K. Dick
Si tratta di un estratto dal suo libro "Il mito sull'11 settembre".
Un'ottima e attualissima riflessione.
Lo strumento base per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole.
Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.
Philip K. Dick
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