Benvenuti in NWO Blog.

Questo blog vuole offrire informazioni sul tema del Nuovo Ordine Mondiale (o NWO: "New World Order").
I mass-media non parlano di questo genere di storie e notizie, ma sono tutte documentate e verificabili.
Il Nuovo Ordine Mondiale sta per arrivare, non permettiamogli di farlo.
Questo blog aderisce alla campagna di sensibilizzazione sul tema delle scie chimiche.

16 gennaio 2012

E tu? Sei una pecora bianca o una pecora nera?

Nuovo promo, questa volta per un articolo di riflessioni che si è arricchito anche grazie ai commenti dei lettori.



http://www.youtube.com/watch?v=Bia7vMLS51M

10 gennaio 2012

Scie chimiche: ricordi i cieli di 20 anni fa?

Riporto un intervento di Federico Povolieri, autore tra l'altro di diversi ottimi articoli sui meccanismi della propaganda, comparso su LuogoComune.net a seguito dell'articolo "10 prove sull'esistenza delle scie chimiche".
Nel commento, che trascrivo su gentile concessione, Federico riporta la sua testimonianza di attento osservatore del cielo e degli aerei.



Buongiorno a tutti,

non mi piace intervenire in queste eterne discussioni ma forse, la mia semplice esperienza di osservazione, per quanto senza valore come prova scientifica, può servire a qualcuno; in fondo, i testimoni si ascoltano sempre, anche durante i processi.

Non si fa mai il callo, parlo per me, a certi comportamenti; non so se devo sentirmi divertito oppure offeso da chi insiste disperatamente e in tutti i modi a cercare di far passare il fenomeno delle scie chimiche come qualcosa di assolutamente normale.

Questa gente se potesse dire che oggi si vedono più scie nel cielo perché adesso abitiamo su Marte e non sulla Terra, arriverebbe a dire anche questo. Cercare inoltre di fare capriole tra le condizioni atmosferiche e i motori di nuova concezione lascia fuori tutta una serie di altri aspetti legati a queste operazioni che non possono essere ignorati.

Di sicuro mi ha fatto ridere quello che se ne è uscito con la storia dei turbofan e dei vecchi motori degli aerei che negli anni ’60 (come i B52) facevano delle scie di fumo nero.
Si è dimenticato di sottolineare che il fumo nero era proprio fumo, con la stessa consistenza del fumo dei tubi di scappamento e che il fenomeno era visibile e si presentava soltanto durante la massima spinta al decollo dell'aeromobile. Non è che questi aerei facessero scie nere durante il loro tragitto alla velocità di crociera.

Comunque, per quello che vale, ecco la mia esperienza con le scie chimiche:

Sono sempre stato un appassionato di aviazione civile e militare, ho iniziato a fare fotografie di aerei in volo e a terra (con attrezzatura semi professionale, sperando di venderle o di partecipare a vari concorsi) fin dall'età di 14 anni.

Ho frequentato piloti, motoristi, aeroporti e tutta la gente che apparteneva a questo mondo per me affascinante.

Ho sempre osservato il cielo, ho sempre utilizzato dei binocoli, giocando a riconoscere gli aerei, ed ho sempre osservato le scie di condensazione.

Posso quindi affermare di essere stato un osservatore allenato nel momento in cui nei cieli della mia città è comparso il fenomeno delle cosiddette scie chimiche.

Verso la fine del 2003, ricorderò sempre un mattino di autunno in cui uscii di casa e fu impossibile per me non notare tre scie molto voluminose e consistenti, perfettamente allineate e che, non soltanto per la loro dimensione, davano la sensazione di essere molto basse.

Scomparivano oltre i tetti di alcune case davanti a me e arrivavano da dietro altre case che stavano alle mie spalle.

Il primo pensiero che mi venne automaticamente in testa fu che fossero passati tre caccia militari in formazione a bassa quota con dei fumogeni aperti.

Cercai un posto aperto per vedere meglio quelle scie e quando lo trovai mi resi conto che andavano quasi da orizzonte a orizzonte; non avevo mai visto una cosa del genere. Un fumogeno non resta compatto così a lungo; inoltre la densità di queste scie cominciava a farmi dubitare che si trattasse effettivamente di un fumogeno.

Non seppi darmi una spiegazione e dopo mezz'ora le tre scie erano ancora lì; si stavano allargando ancora di più senza dare l'impressione di perdere la loro consistenza (cosa che con un fumogeno ma anche con una scia di condensa non è mai accaduta, anche se io in quel momento avevo pensato a tutto tranne che alle scie di condensazione).

Un mese dopo, parlando con un mio amico di ciò a cui avevo assistito, sentii per la prima volta parlare di scie chimiche; mi disse di cercare su internet che si stava parlando di questa cosa che si stava verificando in diverse parti del mondo.

Iniziai una ricerca e trovai vari siti, tra cui alcuni italiani che ne parlavano. All'inizio mi sembrò una bufala; all'epoca non c'erano molte foto e quelle che c'erano erano pure di scarsa qualità. Mi sembrò una paranoia da schizoidi che confondevano alcune foto effettivamente strane con le scie di condensazione; però in effetti alcune fotografie assomigliavano troppo a ciò che avevo visto io e la cosa mi incuriosì.

Decisi di osservare con più attenzione il cielo.

Una piccola premessa: perché non pensai subito alle scie di condensazione?

Per un semplice motivo; avevo sempre osservato le scie di condensazione per tutta la mia vita e alcune caratteristiche di queste osservazioni erano sempre state immutabili:

1) L’altitudine degli aerei e conseguentemente delle scie:
Quando si verificava il fenomeno delle scie di condensazione gli aerei non erano MAI visibili a occhio nudo. Erano assolutamente non identificabili, il massimo che si poteva osservare era un puntino indistinto o un riflesso abbagliante dovuto al sole che batteva sulla carlinga; a volte era anche difficile osservare le forme dell'aereo pur disponendo di un paio di buoni binocoli e questo era dovuto all'estrema altitudine a cui volavano questi aerei (dai 10.000 metri in su).
Di conseguenza, anche la scia che lasciavano risultava sottile e molto alta ne cielo; non si poteva avere la sensazione di poterla quasi toccare con mano, anzi la scia era l'unico segnale visibile che ci fosse un aereo in passaggio.

2) La lunghezza delle scie:
Le scie variavano di lunghezza a seconda del momento in cui le si osservava; in certe occasioni, affermare che erano molto lunghe significava che occupavano comunque una porzione di cielo, ma nulla di simile a quanto si osserva oggi con scie che sono lunghe centinaia di km.

3) Il volume delle scie:
Le scie di condensazione non hanno mai moltiplicato di molte volte il loro volume e non hanno mai avuto una persistenza superiore ai 10-15 minuti nei casi più eclatanti, inoltre non hanno mai avuto conformazioni e densità simili a quanto si vede oggi. Il loro espandersi coincideva all’epoca sempre con lo sfaldamento, la perdita di densità e la lenta dissoluzione.

4) Il periodo in cui avviene il fenomeno:
Ho sempre potuto osservare le scie di condensazione durante precisi periodi e in particolar modo: l'alba, il tramonto, e durante i cambi di stagione. Osservazioni durante altri momenti erano possibili ma estremamente più rare. Nulla di simile con quello a cui assistiamo oggi con scie presenti durante tutto l'arco della giornata, a qualsiasi ora notte compresa e senza interruzione, a volte per una settimana di seguito. Nulla poi in confronto al fatto che negli ultimi anni non esiste più una giornata in cui osservando il cielo sia possibile non vedere scie. Sono ormai osservabili tutti i giorni e quasi tutte le notti.

Di conseguenza, quando nei giorni successivi ho iniziato a osservare attentamente il cielo, sono rimasto sbalordito quando ho iniziato a vedere in certi giorni della settimana il passaggio di aerei che rilasciavano scie persistenti che sembravano molto basse e che aumentavano di volume persistendo per ore nel cielo.
La cosa che mi impressionò maggiormente era il fatto di poter vedere chiaramente l'aero a occhio nudo, tanto da poterne osservare i dettagli, il numero di motori, il profilo alare... Tutto questo era senza precedenti; mai avevo osservato aerei con la scia così bassi e visibili.

All'inizio sembravano tutti dei DC10 o dei KC135, tutti bianchi. Gli aerei civili non si vedevano passare a occhio nudo anche se passavano... ma senza punti di riferimento e vista l'altitudine non era possibile vederli tranne quelli in decollo o atterraggio presso il vicino aeroporto.

Negli anni seguenti ho iniziato gradualmente a notare un aumento di attività; ciò che all'inizio del 2004 comprendeva solo questi aerei bianchi che operavano in alcuni giorni, cominciarono a vedersi altri modelli di aerei (MD80 ad esempio) che aumentavano la frequenza. Oggi come ho detto, non esiste giornata in cui il cielo sia sgombro da scie con picchi in cui per alcuni giorni, si scatenano scie persistenti che coprono completamente il cielo e vanno avanti senza interruzione per una settimana.

Oltre a tutto questo, ciò che ho osservato e non avevo mai visto in vita mia erano le manovre di questi aerei: improvvise virate con inversioni a U, delle enormi S disegnate nel cielo, virate di più aerei con rotte convergenti o divergenti e ogni sorta di anomalia che mai avevo osservato.

Ricordo un giorno in cui una decina di DC10 a distanza di circa 1-2 minuti l'uno dall'altro, arrivavano da est con scie persistenti di cui non si vedeva l’inizio, scomparendo a ovest.
Li osservai passare uno alla volta con questo intervallo di tempo... Poi più nulla... 15 minuti dopo, sento il rombo di alcuni reattori; alzo gli occhi al cielo e vedo tutti e 10 gli aerei tornare da ovest verso est, stavolta tutti assieme anche se non in una vera formazione, disposti disordinatamente ma tutti nello stesso momento; stavano tornando da dove erano venuti e stavolta non rilasciavano alcuna scia.

In un'altra occasione mi capita di vedere un MD80 in avvicinamento sulla mia verticale; arriva da una direzione strana; diciamo che dal mio terrazzo vedo il circuito di discesa con il corridoio di atterraggio del vicino aeroporto. Generalmente gli aerei girano attorno alla città, passando per l'esterno delle isole che chiudono il bacino e virando in discesa in un circuito che li porta in allineamento con la pista.
Questo MD80, invece di proseguire nel circuito di virata improvvisamente taglia sopra la città. Siccome era basso, ben visibile e ben udibile, ho pensato che per un qualche motivo avesse abortito l'atterraggio.
Non appena si trova sopra la mia verticale, all'improvviso emette una scia bianca molto densa; prosegue per un tratto e poi cessa l'emissione.
Ovviamente non poteva essere una scia di condensa... Ho iniziato a pensare se per caso avesse scaricato carburante, magari per un'emergenza; ma quella scia è rimasta per due ore sulla mia testa... Bassissima; si è allargata fino a circa il doppio della sua dimensione originale, ha mantenuto la sua forma e la sua consistenza e lentamente il vento l'ha spostata. Ma per 2 ore è rimasta lì. L’MD80 non era a più di 1500/2000 metri.

In questi anni ho osservato di tutto; comprese scie di vari colori, varie dimensioni, consistenza e persistenza apparse contemporaneamente nello stesso medesimo momento nel cielo.

Ho osservato dei cieli completamente assurdi che in alcuni casi hanno persino allarmato la gente che normalmente è all'oscuro di questi fenomeni, provocando telefonate ai carabinieri, ai pompieri, agli aeroporti.
Questa testimonianza ne è un esempio:




In questo video invece, potete osservare scie di diverso colore, di diversa dimensione e di diversa consistenza, tutte nello stesso momento:




Qui, sempre a titolo di esempio, sono documentati altri aerei che cessano o iniziano le scie all'improvviso, che rilasciano scie corte o lunghe e persistenti nello stesso momento, o che ripercorrono una scia persistente senza rilasciarne alcuna:




In quest'altro video infine, c'è un paragone con quello che sta succedendo sopra la mia testa e una foto satellitare ripresa nello stesso momento, che è indicativa in quanto pare che il Veneto sia l'unico posto in cui si concentrano improvvisamente un numero incredibile di scie persistenti:




In tutti questi anni, oltre alle osservazioni che basterebbero a riempire un libro, ho notato molte cose curiose; ad esempio che il fenomeno non ha colpito persone che in teoria dovrebbero essere i primi ad accorgersene (come i piloti) fino a quando non glielo fai notare.

Ad esempio un mio amico, un comandante ormai ottantenne con un'esperienza incredibile di pilota acrobatico, militare e civile, quando per la prima volta gli dissi indicando il cielo: "Comandante, ma che ne pensa di queste scie? Cosa sono per lei?" Mi rispose: "Mi stupisco di te, non vorrai mica farmi credere che non conosci le scie di condensazione"... Al ché gli consigliai di osservare meglio perché da qualche anno ciò a cui assistevo non assomigliava a nulla che avessi mai osservato in 30 anni.

Alcune settimane dopo lo reincontrai completamente sconvolto... Non riusciva a capacitarsi del fatto di non essersene mai accorto prima, ma gli bastò osservare per un po’ di tempo per rendersi conto che non c'era nulla di normale in quello che stava vedendo. Promise di informarsi presso le sue fonti, ma non ottenne mai soddisfazione.

Un altro amico ottantenne, che aveva pilotato l'F86 Sabre nelle basi NATO del dopoguerra e che da ragazzo aveva avuto modo di vedere le numerose scie che lasciavano gli immensi stormi di bombardieri americani che passavano sopra Venezia per andare a bombardare Treviso o Marghera, non si era accorto nemmeno lui del fenomeno fino a quando non glielo feci notare.

Ho conosciuto molti esempi simili in questi anni.

Ma la cosa che mi sta inquietando di più, è essermi reso conto dell'imponente operazione di propaganda nera (cioè nascosta) che si sta muovendo attorno a questa realtà: film, cartoni animati, pubblicità, e ogni sorta di mezzo di comunicazione di massa si sta adoperando nel far consapevolmente comparire queste scie dappertutto...

I cartoni animati sono l'esempio più agghiacciante; è evidente l'intenzione di voler allevare le persone educandole visivamente a vedere le scie.
Un bambino che le abbia sempre viste fin dai cartoni animati, non troverà mai nulla di strano nel cielo sopra la sua testa.

Addirittura scoprire che esistono filmati manipolati… di recente è stata scoperta una pubblicità che utilizza uno spezzone di un vecchio film; nella versione originale del film il cielo è pulito, nella versione utilizzata per la pubblicità sono state aggiunte le scie digitalmente.

Ignorare tutti gli elementi che vanno tenuti in considerazione quando si inizia a parlare di questo fenomeno è impossibile e assurdo.

Le scie chimiche sono un fenomeno complesso che coinvolge una quantità impressionante di elementi e fattori, che rendono tutti assieme evidente il fatto che ci troviamo davanti non a un fenomeno naturale ma ad un'operazione artificiale dagli scopi ancora non del tutto chiariti.
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Ho dimenticato una piccola ovvietà a cui però non molti pensano:

La ricerca nell'industria aeronautica, specialmente quella militare (i cui risultati e scoperte vengono successivamente adottati e integrati in quella civile) si è sempre mossa fin dagli anni ’50 nel cercare sistemi per ridurre al massimo la possibilità di formazione delle contrails (scie di condensazione) e questo per ovvi motivi. Si sono studiati i motori, i carburanti, i dissipatori e ogni altra sorta di escamotage che potesse ridurre al massimo la visibilità di un aereo a causa della sua scia.

Quindi affermare che il disastro di scie a cui si assiste quotidianamente nei nostri cieli è dovuto all'aumento del traffico aereo o ai nuovi carburanti o ai nuovi motori è un'altra di quelle arrampicate sugli specchi di chi non sa più che scusa trovare pur di impedire che la gente si faccia delle legittime domande.

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Un altro suo interessante commento si trova qui.

08 gennaio 2012

Promo dossier Adoratori di gufi

Bene, visto che ho ricevuto qualche apprezzamento per il video promozionale del dossier sulla crisi economica, pubblico anche il video di presentazione del mio dossier "Adoratori di gufi", che potete trovare a questo indirizzo:

http://tinyurl.com/gufi-nwo


04 gennaio 2012

Palestina: alle radici del problema

Documentario sulla storia della Palestina e il ruolo avuto da Stati, gruppi di potere e leaders sionisti dietro agli eventi che hanno portato alla situazione attuale.

Da vedere.

(Link a youtube)

Nome in codice: Buan

Papa Paolo VI
Il Concilio Vaticano II, monsignor Bugnini, la massoneria, e la Babele dell’informazione


La questione dell’influenza massonica sui lavori del Concilio Vaticano II è stata ampiamente dibattuta: qui vorrei solo proporvi uno spunto -che lascio ai vostri approfondimenti- su un personaggio che è stato al centro della riforma liturgica e di cui tutt’oggi permangono dubbi sulla sua appartenenza massonica.
Districarsi fra notizie e contro-notizie non è semplice, specialmente in vicende così complesse: ed è proprio questa confusione uno dei mezzi utilizzati dalla massoneria, ma anche dai servizi segreti, per fare in modo che le persone si stanchino di cercare e non si pongano domande. Cosa che dovremmo invece fare molto più spesso e con molta più ostinazione.


Monsignor Annibale Bugnini, di cui potete trovare informazioni biografiche su Provincia Romana e su Wikipedia, fu nominato da papa Paolo VI segretario della Commissione per la Liturgia per il Concilio Vaticano II. Questo cruciale evento prese avvio nel 1962 sotto il pontificato di Giovanni XXIII e terminò nel 1965 sotto Paolo VI. I risultati furono tanto imponenti quanto radicali su molti aspetti: da riforma che riguardava inizialmente più gli aspetti formali della dottrina e la modernizzazione della Chiesa, si trasformò in una riforma che mutava passaggi fondamentali della liturgia stravolgendone spesso il significato.
Mons. Annibale Bugnini
Un video documentario che tratta questo punto è per esempio “Ciò che abbiamo perso”, che offre ancora spunti interessanti sebbene un po’ datato e dal taglio molto tradizionalista, visibile in streaming con RealPlayer.

Protagonista del Concilio fu proprio Mons. Bugnini, che apportò le modifiche principali alla liturgia definendo le “linee-guida” per il nuovo rito della Messa, da cui scaturì il Missale Romanum del 1969 (Novus Ordo Missae, Nuovo Ordinario della Messa), che è la riforma vera e propria della liturgia, sempre pubblicata da papa Paolo VI.
Non si tratta, come spesso si dice, di soli cambiamenti di forma, per esempio l’abbandono del latino e l’adozione delle lingue nazionali, ma anche di riforme sostanziali del rito, tra cui l’avvicinamento alle idee protestanti con l’abolizione o la modifica di varie frasi-chiave del rito eucaristico, per cui il dogma della transustanziazione, caposaldo della messa cattolica, diviene qualcosa di evanescente e “interpretabile”: da qui il decentramento del tabernacolo (che conserva le ostie consacrate e quindi sottolinea la presenza reale di Cristo in mezzo ai fedeli), tolto dalla posizione centrale e relegato sempre più ai margini della chiesa. Le chiese post-conciliari sono riconoscibili anche per questo aspetto, oltre che per un ambiguo concetto di “creatività architettonica”.
Chiesa post-conciliare (Irlanda)
Una disamina della nuova liturgia post-conciliare è il “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” presentato a Paolo VI dai cardinali Ottaviani e Bacci, respinto dall’allora Prefetto della Fede, cardinale Seper.

Durante i lavori della Commissione Liturgica, diversi gruppi esternarono le proprie rimostranze (tra questi per esempio la Fraternità San Pio X fondata da Marcel Lefebvre, i cui sacerdoti furono poi sospesi dalle loro funzioni): essi criticavano in particolare le eccessive concessioni al Protestantesimo in nome dell’ecumenismo e il divieto di celebrare la messa secondo l’antico rito tridentino, in vigore fino al Concilio Vaticano II.

Ma torniamo a mons. Annibale Bugnini e al suo ruolo di promotore della riforma liturgica.

La sua vicenda si intreccia strettamente con quella del Concilio, perciò ho deciso di spendere due parole su di esso e far capire cosa vi fosse in gioco.

E qui inizia anche la parte più nebulosa di tutta la faccenda. Cerchiamo quindi di chiarirne i punti principali seguendo un ordine cronologico.


Mons. Gagnon
Secondo quanto affermato in “Via col vento in Vaticano”, fra il 31 maggio e il 1 giugno del 1974 un voluminoso dossier sulla presenza massonica in Vaticano viene rubato dalla scrivania di mons. Mester, collaboratore dell’autore del dossier, il cardinale Gagnon.
Mons. Gagnon non si perde d’animo: riscrive di suo pugno l’intero dossier e chiede udienza. Non gli viene accordata.

E’ l’estate del 1975 quando Mino Pecorelli, affiliato alla P2, pubblica sulla rivista “Osservatorio Politico” la fotografia di un assegno, con tanto di matrice, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Lino Salvini. L’assegno è in favore di Annibale Bugnini.
Lo stesso Mino Pecorelli riporterà in seguito gli estremi dell’affiliazione di Bugnini al GOI: iniziato il 23 aprile 1963 con il numero 1365/75 e il nome in codice BUAN.
Consiglio questa pagina web per approfondire i ruoli dei prelati presenti sulla “lista Pecorelli” e le oscure vicende che le fecero seguito.

Nell’aprile del 1976 lo scrittore cattolico Tito Casini pubblica un articolo in cui sostiene che Paolo VI avrebbe ricevuto informazioni sull’affiliazione di Bugnini alla massoneria. Queste accuse emergono all’indomani dell’allontanamento di Bugnini dal Vaticano, essendo stato da poco nominato nunzio apostolico in Iran.

Bisogna aspettare fino a ottobre del 1976 per una smentita da parte del Vaticano, dopo che a giugno altri cento prelati vengono accusati di far parte della massoneria (la “lista Pecorelli” compare sulla rivista Panorama).

Lino Salvini
Passano quindici anni. Siamo nel 1991: la rivista “30 Giorni” pubblica un articolo a firma di Andrea Tornielli e riporta due lettere che, si dice, vennero trovate in una valigetta lasciata in Vaticano da mons. Bugnini: la prima lettera, datata 14 luglio 1964, comincia con “Caro Buan” e sarebbe a firma del G.M. Salvini; la seconda invece, del 2 luglio 1967, sarebbe dello stesso Bugnini.
Il Gran Maestro della massoneria italiana espliciterebbe il compito affidato al monsignore di “diffondere la de-cristianizzazione tramite la confusione dei riti e dei linguaggi” e di “mettere vescovi e cardinali l’un contro l’altro”. La lettera continua dichiarando che “tutto deve avere luogo entro un periodo di 10 anni” e sottolinea: “la Babele linguistica e rituale sarà la nostra vittoria”.
La lettera di risposta di mons. Bugnini rassicurerebbe sul fatto che “la de-sacralizzazione prosegue rapidamente” e annuncia: “possiamo già cantar vittoria, poiché la lingua volgare è già sovrana in tutta la liturgia, incluse le parti essenziali”. La lettera proseguirebbe ringraziando per i fondi ricevuti e auspicando un incontro a breve.
Le lettere, fotocopie prive di intestazione, si possono leggere in inglese e in portoghese sul sito Tradition in action.

La rivista 30giorni (vers. portoghese)
Passa un'altra ventina d’anni prima dell’ennesima rivelazione: nel numero del 19 luglio 2009 di “Inside the Vatican”, il dr. Robert Moynihan pubblica una conversazione avvenuta nell’autunno del 2007 con un anonimo monsignore indicatogli dal cardinale Gagnon.
E’ possibile leggerne la traduzione in italiano sul blog Fides et Forma.
Nella conversazione, il monsignore dà per assodata l’affiliazione di Annibale Bugnini alla massoneria (“Alcuni non hanno un'opinione, alcuni sono persuasi che la Chiesa doveva essere cambiata. Alcuni semplicemente hanno seguito la marea. Alcuni sono motivati dal denaro. E poi ci sono quelli che servono altri padroni. Questo era il caso di Bugnini” … “Lui si recò ad un incontro dal Segretario di Stato con la sua valigetta. Era il 1975. Più tardi quella sera, quando tutti erano andati a casa, un monsignore trovò la valigetta che Bugnini aveva lasciato. Il monsignore decise di aprirla per vedere chi ne fosse il proprietario. E quando la aprì, trovò lettere indirizzate a Bugnini definito 'fratello', da parte del Gran Maestro della Massoneria Italiana”).

A seguito di questa pubblicazione si scatena di nuovo la bagarre, come si può leggere per esempio sui blog di Francesco Colafemmina e di Padre Giovanni Scalese, che torna sulla vicenda a seguito di critiche mossegli da Padre Matias Augé.


Ora.
Immagino sarete un filo confusi.
Se non lo siete, permettetemi di esporre alcuni fra i motivi per cui ritengo naturale sentirsi confusi dopo un simile profluvio di date, eventi e personaggi.

(Se avete anche la sensazione che i vostri neuroni siano prossimi a fare harakiri, è il momento giusto per prepararvi un buon thè prima di proseguire la lettura!)


Ci sono alcune domande a cui non è facile rispondere con i pochi e incerti elementi in nostro possesso. E ogni domanda sembra contraddire qualunque punto fermo acquisito in precedenza.

1) La questione della valigetta 

E’ questo il punto più nebuloso dell’intera faccenda. Sembra anzi un tipico elemento inserito ad hoc per depistare e confondere.
Innanzitutto: se io fossi un alto prelato affiliato alla massoneria e stessi lavorando per sovvertire la tradizione cattolica, mi porterei appresso lettere compromettenti? E se fossi così sciocco, sarei anche così sbadato da dimenticare la mia valigetta col suo prezioso contenuto proprio nella "tana del lupo", così che chiunque possa scoprirmi? Peraltro, le due lettere sono talmente brutali nella loro chiarezza da risultare grottescamente ingenue. Se non puzza di bruciato questo, non so che altro potrebbe farlo.
In secondo luogo: perché le lettere sono fotocopie prive di intestazione? Se avessi voluto portarmi appresso un documento che potesse provare la mia affiliazione, avrei scelto -se non gli originali- almeno una copia fedele. (Ma torniamo al punto: perché portare con sé in Vaticano documenti così scottanti?)
E infine: perché mons. Bugnini venne spedito a fare il nunzio apostolico in un paese come l’Iran? Se Paolo VI si convinse della sua affiliazione alla massoneria, avrebbe dovuto scomunicarlo. Altrimenti avrebbe potuto mantenerlo in Vaticano, come segno evidente che riteneva infondate tutte le accuse.

2) La “lista Pecorelli” 

Mino Pecorelli
Vero o no, l’elenco contiene i nomi dei più alti prelati vaticani, cardinali della cerchia papale che avevano in mano la direzione della Chiesa. Se Paolo VI riteneva infondate le accuse, perché non c’è stata alcuna querela nei confronti di chi pubblicò la lista, nemmeno da parte dei singoli prelati, e nemmeno in forma di richiesta di indagine giudiziaria? Se invece le accuse erano vere, come sembra almeno nel caso di alcuni cardinali, perché non vi è stata una “epurazione generale” nelle file della cerchia papale?
Eppure, che “il fumo di Satana” si fosse infiltrato in Vaticano era chiaro allo stesso Paolo VI già da tempo ("Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa”, 29 giugno 1972).
E il suo successore, papa Luciani, che dichiarò di voler fare pulizia dei prelati massoni, morì dopo 33 giorni di pontificato in quel terribile settembre del 1978.
Ma sono coincidenze…

3) La riforma liturgica 

E veniamo al punto fondamentale. Se papa Paolo VI si convinse delle accuse contro Bugnini (ricordiamo che nel ’76 lo spedì in Iran), perché non rigettò la riforma che era palesemente una sua creatura? Perché non rimetterla in discussione, riaprendo il dibattito? Se l’impianto della riforma liturgica era stato ideato da un massone, sarebbe stato doveroso nei confronti dei fedeli e della stessa Chiesa tornare sui propri passi e rivedere tutto. D’altra parte era in gioco l’essenza stessa del rito della Messa e il futuro della religione cattolica.
E se Paolo VI ritenne mons. Bugnini un massone, perché spedirlo in Iran e non scomunicarlo, come avrebbe dovuto fare? Le prove della sua affiliazione sembravano piuttosto solide, dopotutto. I riferimenti alle date e ai codici di iniziazione avevano almeno l’apparenza di essere qualcosa più che una montatura (e se montatura era, a che pro?).
Chiesa post-conciliare (Foligno)
Certo se consideriamo l’atteggiamento nei confronti del cardinale Gagnon e del suo dossier sulla massoneria in Vaticano, a cui non venne concessa udienza, l’intero operato di Paolo VI viene illuminato da una nuova luce.
Pensiamo anche a quanto doveva essere ben infiltrata la massoneria in Vaticano se fu in grado di sottrarre il dossier dalla scrivania di Gagnon quando esso iniziò a diventare troppo corposo…

Certo la storia della valigetta sembra inventata appositamente per gettare discredito su mons. Bugnini. Ma le circostanze in cui la sua vicenda è immersa sono senza dubbio torbide. Teniamo presente inoltre che quelli erano gli anni dello IOR, di Marcinkus, Calvi e Sindona: di massoneria in Vaticano si parlava già da tempo.
Forse si è riusciti a zittire tutto prima che a qualcuno venisse in mente di fare davvero le "pulizie di primavera" in Vaticano. O forse, la parte più legata alla tradizione cristiana è sempre stata una minoranza, in quegli aurei lidi…

Nel mare di informazioni ambigue che intesse questa vicenda, emerge chiaro forse solo un punto: è essenziale porsi domande, chiedersi sempre i “perché” delle cose. Spesso la risposta è semplice, a fronte di un caos informativo messo a bella posta: bisogna cercare le giuste connessioni logiche.

02 gennaio 2012

Benvenuto 2012...

...ne vedremo delle belle.
Per il momento, diamo una rinfrescatina alle cause dell'attuale crisi finanziaria globale leggendo (o rileggendo, che fa sempre bene :D ), il dossier pubblicato in tre puntate a questo indirizzo. O per chi volesse leggerlo in PDF: su scribd.com.
Perché senza capire le radici di un problema, tentare di risolverlo rischia solo di peggiorare la situazione..

Ed ora... piccolo spazio pubblicità :D
E buon anno a tutti!

14 novembre 2011

Che accade?

L’anniversario del blog dell’amico Santaruina mi ha improvvisamente ridestato un certo affetto anche per il mio piccolo blog, che come il suo compie cinque anni. La differenza è che io non ricordo il giorno ne’ il mese, perché il mio blog originario comparve su un’altra piattaforma e ora non ne resta più traccia. Il primo post sul blog trasferito fu pubblicato il 4 novembre 2006, perciò il blog originario doveva avere qualche settimana di vita in più, forse qualche mese.. Ma chi lo ricorda? Non è la data che mi importa, perché il blog nacque come naturale continuazione di ricerche che facevo da tempo, di discussioni e approfondimenti.

Eravamo davvero quattro Cassandre spelacchiate allora (santo cielo, dire “allora” riferito a cinque anni fa fa impressione), e non eravamo nemmeno i primi, in lingua italiana. Quattro matti che andavano dipingendo con ostinata determinazione la direzione su cui questo maccheronico paese era stato posto. Insieme al resto del pianeta.
Ci davano per lo più dei matti, anche su alcuni forum tra i più aperti alle informazioni meno ortodosse. I Sacri Pilastri della Civiltà erano intoccabili, come lo sono tutt’ora.

Oggi vedo attorno a me persone smarrite, prese alla sprovvista dai recenti avvenimenti nazionali. Come erano presi alla sprovvista dalla crisi del 2008, come eravamo presi alla sprovvista dall’11 settembre 2001.
Chi non si sente smarrito è semplicemente ancora immerso nell’euforia dei festeggiamenti per la caduta del Gran Nemico Pubblico N°1.

Mi viene da sorridere.

Poi penso a cosa ci aspetta, che è così lapalissiano da risultare sfolgorante, e mi si spegne il sorriso.
Continuo a vedere attorno a me i soliti cortocircuiti mentali che ci hanno portati a questo disgraziato punto.

Vado avanti imperterrita a dialogare con chi incontro, a scambiare informazioni, oggi molto più nella vita ‘reale’ che sul web e preferisco così.
Il blog mi guarda di sottecchi un po’ triste, si sente trascurato. Ma vedo moltissimi blog e forum ormai che parlano di NWO e gli dico che almeno, ora, è in buona compagnia.

E poi, c'è sempre il blog di Santaruina a sopperire alle mie croniche mancanze di tempo, pubblicando gli articoli che avrei voluto pubblicare io. Grazie Santa :D

E un grazie a tutti i lettori, a chi ha letto solo un post, a chi torna ogni tanto per dare una sbirciata, a chi ha arricchito il blog con i suoi interventi, a chi mi ha scritto in privato e a chi semplicemente ha incrociato un giorno per caso questo bloghino e ha pensato "Toh, ho trovato una notizia interessante".

Santaruina mi scuserà se abuso del suo nome in questo post ma non è colpa mia se scrive tante cose interessanti :D Recentemente ha scritto una frase che ritengo forse la più importante di tutte:
tra i nostri compiti su questa terra c'è anche quello, soprattutto quello, di compartecipare alla creazione. 
Compartecipare alla creazione.

Là fuori c'è un mondo che aspetta la nostra opera. Il nostro mondo.
Riprendiamocelo.


buona vita :)
gaia

01 novembre 2011

Vaticano e NWO: altre maschere che cadono

Saint Peter's Square and Apostolic Palace, Rome, 1909 (fonte wikipedia)

La mancanza di tempo da dedicare al blog si fa sentire più che mai, me ne scuso con i miei - pochi ma buoni ;) - affezionati lettori.
Mi limito perciò a segnalare questo articolo di Santaruina in merito al documento di recente pubblicato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace:

Il Vaticano e il Nuovo Disordine Mondiale

[...] Sembrano in tutto e per tutto parole e concetti che potrebbe benissimo esprimere un qualsiasi Gran Maestro massone, dal momento che non si fa altro che ribadire ed auspicare la visione del mondo globalista che la massoneria ed altre società esoteriche da sempre evocano.
Ed è bene ricordare che anche il particolare utilizzo di determinate espressioni non è mai casuale, dal momento che ogni singola parola ha una sua importanza nel descrivere l'ideologia che le sta alle spalle. 

[...] 
L'allora cardinale Ratzinger dimostrava quindi di comprendere molto bene quale impalcatura ideologica stesse alla base di concetti quali “Nuovo Ordine Mondiale”, usando tale espressione con piena cognizione di causa.
Lo stesso Ratzinger che, divenuto Papa Benedetto XVI, nel discorso di Natale del 2005 chiamava a raccolta gli uomini di buona volontà affinchè quel medesimo Nuovo Ordine Mondiale lo edificassero. [...]

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15 agosto 2011

Quanto orwelliano può diventare questo mondo?

Un'altra trovata geniale degli esperti di psicoterrorismo della Homeland Security statunitense.


15 luglio 2011

Analista di intelligence licenziato per avere rivelato il terrorismo di Stato

Stralci da un articolo di Paul J. Wilson tradotto da Pino Cabras.
Articolo completo: http://www.megachipdue.info/finestre/zero-11-settembre/6484-licenziato-perche-rivela-il-terrorismo-di-stato-dallinterno.html



Licenziato perché rivela il terrorismo di Stato dall'interno

di Paul Joseph Watson - Prison Planet.com
Traduzione di Pino Cabras

Un analista di intelligence della polizia britannica, al quale fu chiesto di creare una valutazione strategica riguardante le minacce terroristiche è stato licenziato quando ha detto ai suoi superiori che la minaccia di una "tirannia interna" era di gran lunga superiore a quella del terrorismo islamico, dopo aver scoperto che sia quello del 7 luglio 2005 sia quello dell’11 settembre 2001 sono stati degli attentati false flag (sotto falsa bandiera, NdT).


Tony Farrell, una laurea in statistica, ha lavorato per 12 anni come “analista di intelligence della polizia” presso la polizia del South Yorkshire. Il suo incarico consisteva nel fornire ogni anno una 'Matrice di valutazione delle minacce strategiche' volta a consentire alla polizia di scegliere le priorità nell’uso delle risorse e nelle attività.

Aspettandosi che Farrell rigurgitasse la tesi che gli estremisti musulmani costituivano la più grande minaccia, i suoi capi rimasero sbalorditi quando Farrell riferì invece che gli attentati di Londra del 2005 erano stati organizzati dai servizi segreti britannici e che la versione ufficiale era una "menzogna mostruosa".

[cut]
«Qualcosa che non aveva sospettato nemmeno ‘nei suoi sogni più sfrenati’ a quel punto ha cominciato a svilupparsi», scrive Nick Kollerstrom. «Dopo aver letto gran parte delle testimonianze, disponibili ma non riportate pubblicamente, nonché altre prove relative ai fatti del 7 luglio, Tony ha scoperto che non poteva che concludere che la versione ufficiale del 7 luglio era “una mostruosa menzogna.”
Anziché verso gli attentatori suicidi della versione ufficiale, alla quale lui e tutti i suoi colleghi avevano creduto senza ombra di dubbio, si è reso conto che il peso delle prove puntava fortemente in direzione del fatto che il 7 luglio sia stato un evento orchestrato dai servizi segreti britannici più che qualsiasi altra cosa.»

Al veloce avvicinarsi del termine conclusivo entro il quale doveva presentare il suo rapporto all’Intelligence Strategic Management Board, Farrell ha lottato con la propria coscienza, ben sapendo che se avesse divulgato la sua tesi sul fatto che la tirannia interna e non il terrorismo interno o islamico fosse la principale minaccia, avrebbe potuto facilmente perdere il suo lavoro e con esso una carriera di 12 anni.
In un colloquio con il direttore dei dell’intelligence presso la polizia del South Yorkshire svoltosi il 6 luglio, Farrell avvertì che la sua scoperta sul fatto che il 7/7 era stato "deliberatamente progettato" da parte dello Stato minacciava di causare un «crollo totale della fiducia tra il governo e le masse.»

Dopo aver affermato che la minaccia proveniente dalla tirannia interna «superava di gran lunga» quella posta dal terrorismo islamico, il direttore dell’Intelligence che interloquiva con Farrell gli ha risposto così: «Tony, tu e io non potremo mai ottenere da loro che dicano la verità .... Noi siamo semplici soldatini del governo».

[cut]
A Farrell venne detto che la sua conclusione non combaciava con il “Modello Nazionale di Intelligence” e che le sue convinzioni erano "incompatibili" con la sua posizione. Nonostante sia stato lodato per il suo eccellente servizio e nonostante che il direttore delle Finanze della polizia gli abbia detto che la sua conclusione "poteva essere giusta", Farrell è stato sollevato da ogni incarico il 2 settembre 2010.
Il suo caso è ora in appello presso un Tribunale del lavoro ed è stabilito che sarà ascoltato a Sheffield ai primi di settembre 2011.

La storia di Farrell ci ricorda che la consapevolezza del terrorismo sotto falsa bandiera è così diffusa che le persone all'interno sono ormai prossime alla realizzazione che l'intera guerra al terrore è una favola costruita in base a miti su inesistenti complotti di Al-Qa’ida.
Come abbiamo già sufficientemente documentato, ogni singola grande trama terroristica nel Regno Unito o negli Stati Uniti è stata progettata, provocata o addirittura messa in scena da elementi all'interno del governo.

Questa consapevolezza è ormai così diffusa che le persone oneste all'interno del sistema stanno scoprendo la verità e la fanno trapelare, nonostante i media dell’establishment si producano nei loro sforzi più intensi per demonizzare qualsiasi scetticismo nei confronti della versione ufficiale di un qualsivoglia grande evento equiparandolo alla malattia mentale.
Questa storia serve anche a ricordare il grandissimo numero di professionisti equilibrati, rispettati, preparati e credibili che si sono pubblicamente esposti per denunciare le favole ufficiali che stanno sia dietro l’11/9, sia dietro il 7/7.


Fonte: http://www.prisonplanet.com/police-intelligence-analyst-fired-for-blowing-whistle-on-false-flag-terror.html.
Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.

19 giugno 2011

Sci-fi movies

Spero di farmi perdonare la lunga assenza con questo breve elenco di film che reputo interessanti e che consiglio caldamente.
Alcuni di essi mi sono stati consigliati dai lettori di questo blog, per cui approfitto per ringraziarli degli ottimi spunti.


Moon (2009) 
Semplicemente imperdibile. Per me uno dei più bei film di fantascienza degli ultimi tempi, considerando che amo i film di fantascienza particolarmente “verosimili”. Notevole interpretazione dell’attore, ottima regia, trama avvincente e ricca di colpi di scena. La storia sembra incredibile, eppure… potrebbe diventare realtà, un giorno non troppo lontano. Una riflessione su cosa significhi l’essere umano, in tempi dove la virtualità e il controllo digitale diventano sempre più pervasivi.

Il tredicesimo piano (1999) 
Bel film che merita di essere visto soprattutto per l’idea di fondo davvero geniale, in realtà non nuova ma qui sviluppata con sfumature e risvolti di notevole interesse. Dimensioni parallele, universi multipli, realtà e finzione digitale che si mescolano in modi surreali, e una realtà iper-reale che si disvela sotto i nostri occhi increduli.

Equilibrium (2002) 
Film poco pubblicizzato e credo ingiustamente sottovalutato. Apprezzato sul web per le (piuttosto insulse) scene di combattimento pseudo-marziale (il “gun kata”) e disprezzato (giustamente) per lo stile che scimmiotta smaccatamente Matrix. Peccato. Due caratteristiche che hanno purtroppo oscurato molti spunti davvero interessanti della trama, che rende questo film meritevole di almeno una visione. Una sorta di evoluzione di “1984”, “Il mondo nuovo” e “Fahrenheit 451” (e probabilmente altre opere che non conosco): un mondo distopico che in realtà, in molti suoi aspetti, è già qui. Anche se non ce ne accorgiamo.

Cube (1997) 
Trilogia (Cube / Cube 2: Hypercube / Cube Zero) al contempo inquietante e intrigante. Un thriller che tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo, con il finale del terzo film che chiude ricollegandosi magistralmente al primo. Ci sono molti rimandi e diversi piani di lettura, si tratta senza dubbio di una trilogia complessa se si vuole cercare di sviscerarla, ma resta godibile anche “solo” per la trama, veramente impressionante. Intrecci militar-governativi per progetti segreti pensati da menti geniali ma perverse, di una perversione che sfonda abbondantemente il piano del diabolico.

The Manchurian Candidate (2004) 
Bellissima pellicola con una magistrale interpretazione dei tre attori principali. Programmi segreti governativi, lavaggio del cervello, micro-impianti e controllo mentale, cavie inconsapevoli e commistioni militari-industriali-governative (sì, proprio quelle che Eisenhower paventava nel 1961 e che sono oggi realtà consolidata).

The Island (2005) 
Gran bel film che riprende temi comuni a Moon e al filone “olografico”. Anche qui una trama ricca di colpi di scena e diversi spunti interessanti su un futuro che ha i suoi abbozzi proprio qui e ora. All’interno di una storia ben sviluppata in tutti i suoi tratti si trovano molti elementi degni di riflessione.

E venne il giorno (2008) 
Non uno spettacolo di film, soprattutto per quell’idea di fondo per cui la natura sarebbe una sorta di entità vivente a cui noi non apparteniamo e che ci ritiene un virus ostile da eradicare (teoria molto cara a un certo altolocato fondatore del WWF). Tuttavia anche qui si possono trovare diversi spunti interessanti, tra cui la labilità del controllo che possiamo avere su noi stessi.

Essi vivono (1988) 
Ormai un classico ma sempre godibile (a parte certe scene di lotta e spari fin troppo soporifere), sicuramente apprezzabile da chi mastica “l’ipotesi aliena” ma anche da chi si sente vicino alle teorie riprese da David Icke.

Capricorn One (1978) 
Ha bisogno di presentazioni? Se qualcuno ancora non lo conosce… guardatelo! :)

Andromeda (1971) 
Quando i film di fantascienza avevano un sapore tutto diverso dai mega effetti speciali digitali di oggi… Pellicola (in realtà basata su un romanzo) da segnalare per la geniale trovata relativa alla soluzione del mistero che pervade tutta la trama. Una soluzione che rimanda a quel “Il microbo è nulla, il terreno è tutto” di Pasteuriana memoria e che tanto farebbe bene ricordare anche a noi quando ci apprestiamo a metterci a tavola per nutrirci..


N.B.: non m’intendo di cinema né tantomeno di critica cinematografica, per cui quelle sopra sono valutazioni del tutto soggettive, da semplice spettatrice senza background specifici. Diversi dei film citati riprendono in realtà opere più vecchie, che non ho segnalato semplicemente perché non ancora da me visionate.