Benvenuti in NWO Blog.

Questo blog vuole offrire informazioni sul tema del Nuovo Ordine Mondiale (o NWO: "New World Order").
I mass-media non parlano di questo genere di storie e notizie, ma sono tutte documentate e verificabili.
Il Nuovo Ordine Mondiale sta per arrivare, non permettiamogli di farlo.
Questo blog aderisce alla campagna di sensibilizzazione sul tema delle scie chimiche.
Visualizzazione post con etichetta militarizzazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta militarizzazione. Mostra tutti i post

18 giugno 2013

Come funzionano i servizi segreti

Breve ma istruttiva intervista di Maurizio Decollanz ad Aldo Giannuli. Una decina di minuti ben spesi.



Aldo Giannuli: "Come funzionano i servizi segreti". Ponte alle Grazie, 2009. Pagg. 391.
http://www.aldogiannuli.it/i-miei-libri/come-funzionano-i-servizi-segreti/

13 gennaio 2013

I droni killer del Nobel per la Pace

Segnalo un recente articolo di Piero Cammerinesi, giornalista e corrispondente dagli USA per Coscienzeinrete Magazine.


di Piero Cammerinesi


Che a volte si possano incontrare opinioni veritiere sugli accadimenti contemporanei sulla stampa cosiddetta alternativa è abbastanza verosimile, ma che qualcosa che assomigli alla verità possa arrivare nelle nostre case uncensored e magari in prima serata, credetemi, è davvero raro.

Eppure, incredibile ma vero, di tanto in tanto qualche sussulto d’intelligenza riesce a farsi largo tra le menzogne sistematiche del mainstream media.

In particolare qui negli USA, dove i punti di vista realmente critici nei confronti dell’establishment vengono sistematicamente tenuti a distanza dai mass media e bollati come ‘minacce alla sicurezza nazionale’ o, come minimo, ‘antipatriottici’.

Per questo motivo sono rimasto piuttosto sorpreso nel sentire l’altro ieri la popolare conduttrice Rachel Maddow nel suo show del giovedì su MSNBC esprimersi molto criticamente nei confronti dei droni-killer che hanno avuto dal presidente la ‘licenza di uccidere’ qualsiasi persona – cittadini americani compresi – in qualsiasi parte del mondo.

Dubbi sulla legalità di questo sistema di killeraggio istituzionalizzato erano già stati sollevati nel novembre scorso sul New York Times da parte della direttrice di Amnesty International USA. Suzanne Nossel rilevava, infatti, come nel corso della prima amministrazione Obama si fosse manifestata una posizione sempre più permissiva nei confronti degli omicidi a distanza – condotti con aerei senza pilota – dove la presunzione d’innocenza, caratteristica del sistema giudiziario americano, era stata sostituita tout court dalla presunzione di colpevolezza.

Non solo; quest’argomento, che è evidentemente off-limits per la stampa a stelle e strisce, è stato ripreso anche dall’alto commissario ONU per i diritti umani, Navi Pillay, che ha affermato che gli attacchi con i droni “provocano uccisioni indiscriminate di civili e costituiscono una violazione dei diritti umani”.

Tutte accuse rimandate al mittente da Obama, che candidamente ha assicurato che gli attacchi con i droni “non provocano grosse perdite civili in quanto vengono tenuti sotto strettissimo controllo”.

Così i droni continuano quotidianamente a colpire – guidati da un militare comodamente seduto alla sua postazione in New Mexico o in Nevada – su tutti i quadranti dello scacchiere mondiale: in Afganistan, Pakistan, Yemen, Somalia e Filippine, uccidendo senza distinzione famiglie intere e vicini di casa dei bersagli designati. Ma si sa, sul monitor non si vedono bambini e donne macellati dai missili lanciati dai Predator.

In realtà fonti dell’amministrazione USA hanno ammesso con la stampa che – essendo i droni comandati a distanza e non potendo verificare da vicino certe situazioni – gli attacchi degli aerei senza pilota colpiscono anche degli innocenti che, ad esempio, vengono ‘travestiti’ da combattenti dai ribelli delle aree tribali pakistane proprio per sviare gli attacchi dei droni su bersagli creati ad arte.

Ma si sa, quelli sono ‘collateral damages’…

Anche la Pillay considera queste azioni di killeraggio ‘mirato’ come una palese infrazione al diritto internazionale, dato che “sono al di fuori di qualsiasi meccanismo di controllo civile o militare”. Soprattutto perché se il criterio di ‘uccisione a distanza’ può essere formalmente ed eticamente giustificabile in aree di guerra, riesce molto difficile estenderlo ad aree dove guerra non c’è.

Nel 2010 vi sono stati 122 attacchi di droni in Pakistan, 7 solo nei primi dieci giorni del 2013 e, come è noto, gli USA non sono in guerra con il Pakistan.

Ma a questo problema, diciamo così, formale, si è rimediato con il richiamo alla famosa strategia del ‘War on terror’ vale a dire della guerra al terrorismo.
Globale, dunque indipendente da territori o da Stati con i quali, evidentemente, non si è in guerra.

Torniamo ora alla Rachel Maddow; nella sua trasmissione la giornalista rileva il fatto che tutti sanno degli attacchi ma che le fonti istituzionali - quando vengono richieste dalla stampa di un commento ufficiale - ne parlano sempre con la formula “viene riportato questo o quell’attacco”, come se fossero altri a ordinarli.

Ora, dice la nostra anchorwoman, ciò rappresenta un contrasto abissale con le regole basilari della democrazia, e, rincarando la dose, aggiunge che il fatto che pur essendo risaputo che queste cose avvengono e che ciò nonostante il governo le possa negare “costituisce quanto di più orwelliano sia costretto a vivere il cittadino americano nel XXI secolo”.

Il governo americano non ha, infatti, a tutt’oggi ammesso pubblicamente l’esistenza di queste missioni killer; è il segreto di Pulcinella, tutti ne parlano ma non troverete una dichiarazione governativa che si assuma la responsabilità di tali missioni.

Ebbene, chi è l’architetto di questa ‘morte dal cielo’ che continua a seminare dolore e distruzione in giro per il mondo? Chi è la persona che riferisce direttamente al presidente e che per primo ha sostenuto che questo sistema di uccisioni a distanza è “saggio e legale”?

Udite, udite, è John Brennan, fresco di nomina a capo della CIA!

Il 30 aprile dello scorso anno Brennan affermava:
“Non c'è alcun diritto internazionale che vieta l'uso di aerei telecomandati a tale scopo [di ‘terminare’ terroristi o presunti tali] o che ci vieta di usare la forza letale contro i nostri nemici al di fuori di un vero e proprio campo di battaglia, quantomeno quando il paese interessato acconsente o non è in grado o non vuole prendere posizione contro la minaccia”.

Ora, se è vero che Obama intende togliere alla CIA la responsabilità di questa guerra di sicari volanti, trasferendola direttamente all’esercito, quindi facendo compiere alla stessa un’escalation verso una sua aperta visibilità, come mai Brennan è stato nominato capo della CIA?

Elementare, Watson! Obama aveva bisogno di una CIA che accettasse di ‘perdere’ il giocattolo.

E con John Brennan il gioco è fatto!

Nei piani di questo presidente – di gran lunga il più aggressivo di ogni altro prima di lui – c’è dunque la volontà di portare il killeraggio dei droni su un piano diverso, non più di ‘covert-operation’ ma di aperte operazioni di guerra, con tutte le conseguenze strategiche e politiche del caso.

E, guarda caso, il Pentagono ha investito ben 32 miliardi di dollari per incrementare del 30% la sua flotta di 7500 droni; un altro regalo del nostro premio Nobel per la pace alle corporation delle armi!

Quello però che la nostra simpatica giornalista non dice – se lo facesse dovrebbe iniziare da subito a cercarsi un nuovo lavoro - è che tutto ciò sembra preludere ad uno scenario ben più drammaticamente orwelliano del semplice ‘si fa ma non si dice’, che potrebbe realizzarsi in un futuro prossimo anche all’interno dei confini degli Stati Uniti.

Dopo averli già usati per il pattugliamento del confine con il Messico, la recente approvazione da parte del Congresso di una legge che autorizza l’impiego di decine di migliaia di droni entro il 2020 - non solo all’estero ma entro i confini nazionali - con funzioni di prevenzione del crimine e di repressione, prefigura, infatti, un futuro da ‘Anno 1984’.bbe realizzarsi in un futuro prossimo anche all’interno dei confini degli Stati Uniti.

Scenari di questo genere rendono allora sempre più verosimile l’ipotesi – niente affatto peregrina – secondo cui il ‘War on terror’ sia solo la prima fase di un piano che tende a controllare e reprimere qualsiasi dissenso e ribellione a livello globale, fuori e dentro i confini USA.

Fonte

11 dicembre 2012

Il gioco democratico

Altra bella conferenza di Solange Manfredi, giurista e coautrice del blog di Paolo Franceschetti.

"Il gioco democratico"
Roma, 18 gennaio 2011 


Parte 1




Parte 2




Parte 3

21 giugno 2012

Global War e guerra di tutti contro tutti

Pubblico un articolo propostomi dal giornalista Piero Cammerinesi. Sebbene non mi senta totalmente in linea con quanto scrive, lo pubblico volentieri perché ritengo contenga molti spunti interessanti per i lettori del blog.
Buona lettura :)



GLOBAL WAR E GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI: DOVE STIAMO ANDANDO?

di Piero Cammerinesi (corrispondente di Coscienzeinrete Magazine dagli USA)


“La guerra non è fatta per essere vinta, ma per essere continua. Allorché la guerra diventa letteralmente ininterrotta, cessa nel contempo di essere pericolosa”.
(George Orwell, 1984)


Quello che le ėlite stanno cercando di trasmettere alle popolazioni mondiali attraverso la falsificazione del linguaggio – la guerra umanitaria, la missione di pace, l’esportazione della democrazia, lo scontro di civiltà etc. – è il concetto che “la guerra è qualcosa di assolutamente normale”.

L’effetto del rifiuto della guerra come metodo per risolvere i problemi tra i popoli - prodotto per lungo tempo sugli uomini dalle carneficine dei due conflitti mondiali - dopo quasi settant’anni si è affievolito e oggi si torna a propagandare la guerra, anche se ‘travestita’ di pacifismo o di ristabilimento della giustizia sociale.

In realtà quanto sta avvenendo oggi è una globalizzazione della guerra, studiata a tavolino e promossa proprio da quegli stati che sono – a parole - i più attivi difensori delle leggi internazionali e dei diritti democratici.

Le motivazioni per le minacce di guerra e per le aggressioni vere e proprie sono le più varie e vanno dalla guerra contro il ‘terrorismo islamico’ (Afghanistan) a quella condotta per proteggere il mondo da – inesistenti - ‘armi di distruzioni di massa’ (Iraq ieri e Iran oggi), da quella per difendere i ‘diritti umani’ (Libia ieri e oggi Siria) ai veri e propri ‘interventi umanitari’ (Somalia), fino alla sbandierata protezione di piccoli Stati dall’influenza di Russia e Cina.

In prima fila per far assimilare ai popoli le scelte dissennate dei governi e le esigenze fameliche delle lobby militari sono i media occidentali, ormai impegnati strenuamente a difendere l’indifendibile, a razionalizzare l’irrazionale e a giustificare l’ingiustificabile, proprio come il Ministero della Verità di Orwelliana memoria[1].

L’idea della Global War o globalizzazione della guerra ha in qualche modo caratterizzato tutta la dottrina militare USA all’indomani della II Guerra mondiale e venne delineata negli anni ’40 dalla amministrazione Truman, nel quadro generale di un progetto di dominazione globale a fronte dell’insorgere del confronto con i sovietici.

In realtà già nei decenni precedenti erano sorte organizzazioni più o meno segrete come la Round Table o la Society of the Elect, fondata in Inghilterra da Cecil Rhodes e Lord Nathan Rothschild, e il Council on Foreign Relations, creato negli USA all’indomani della I Guerra mondiale dal Colonnello Edward M. House, con i finanziamenti di Morgan e Rockefeller.

Ricordiamo che Edward M.House era l’eminenza grigia dietro Woodrow Wilson e la ‘sua’ Società delle Nazioni.

Tutte queste organizzazioni miravano a una sola cosa: la nascita di un potere globale incontrastato sotto la guida anglo-americana.

Per quanto riguarda gli USA, dagli anni ’30 e ’40 del secolo scorso si è assistito ad un costante declino dei poteri del Congresso, considerato dai Padri della Costituzione uno strumento politico essenziale per la difesa della libertà e della democrazia. Ma l’erosione dei suoi poteri sembra inarrestabile sia per mano repubblicana che democratica.

“La costituzione degli Stati Uniti è stata messa da parte con il pretesto della paura. Prima paura della grande depressione e successivamente del terrorismo islamico. Gli Stati Uniti sono la Costituzione. Se la Costituzione cessa di esistere come un documento legale che viene rispettato realmente dalle élite politiche, gli Stati Uniti cessano di esistere. Vuol dire che un’altra entità ha preso il loro posto[2]”.

Da allora non solo nulla è cambiato, ma la situazione è andata via via peggiorando, tanto che - per arrivare ai nostri giorni - nel settembre del 1990, George Bush padre fece, a Camere riunite, uno storico discorso alla Nazione[3], nel corso del quale di fatto proclamò un Nuovo Ordine Mondiale emergente dal disfacimento dell’Unione sovietica e dall’abbattimento del muro di Berlino.

In questo discorso Bush preannunciò con grande enfasi un mondo libero dal confronto, potenzialmente disastroso, tra le due superpotenze dotate di bombe atomiche a favore di une “pacifica cooperazione internazionale” nella quale “le nazioni del mondo, est ed ovest, nord e sud, possano prosperare e vivere in armonia”[4].

Belle parole e fantastiche prospettive, come non essere d’accordo?

Il problema è che proprio quel concetto di “pacifica cooperazione internazionale” servì a giustificare la Guerra del Golfo, ufficialmente intesa a difendere la sovranità del Kuwait e ad assicurare il rispetto della “legalità internazionale”.

Ben lontani da una “nuova era più sicura alla ricerca della pace” da quel momento siamo entrati in realtà in un’epoca di guerra perenne, proprio come descritta in 1984 di Orwell, dominata da conflitti continui, insicurezza, paura, controllo costante da parte delle autorità, censura mascherata e manipolazione dell’opinione pubblica.

La strategia vera e propria della ‘guerra senza fine’ nasce un paio di anni dopo, nel 1992, con il Defense Planning Guidance (Linee-guida di Difesa nazionale).

Il New York Times, venuto a conoscenza del piano, scrisse: “In un nuovo vasto progetto politico che sta per essere varato, il Dipartimento alla Difesa stabilisce che la missione politica e militare dell’America nell’era post-guerra fredda sarà quella di far sì che non possano emergere superpotenze rivali in Europa Occidentale, Asia o nei territori della ex-Unione Sovietica. I documenti segreti mostrano lo scenario di un mondo dominato da un’unica superpotenza la cui posizione predominante può venire garantita da un comportamento studiato all’uopo e da una adeguata forza militare, in modo da scoraggiare qualsiasi Nazione o gruppo di Nazioni a sfidare la supremazia americana”.

La personalità più rappresentativa dietro questo piano fu Paul Wolfowitz, che sarà nominato più tardi da Bush Segretario alla Difesa e che coprì anche la carica di Presidente della Banca Mondiale.

La centrale e orientale accordi di sicurezza analoghi a quelli sottoscritti con Arabia Saudita, Kuwait e altri stati nel golfo Persico[5]”.

Nel 1993, allorché Clinton prende il posto di George Bush senior si costituisce un think tank dei falchi repubblicani che darà vita – pochi anni più tardi – al Project for the New American Century (PNAC), Progetto per il nuovo secolo americano.

Nello spirito di questo progetto il dominio a stelle e strisce deve venir imposto a qualsiasi costo in qualsiasi parte del mondo, il che richiede un crescente incremento delle spese militari onde contrastare minacce come quelle costituite da Iraq, Nord Corea, Iran. “Inoltre, questo processo di trasformazione, anche se porterà a dei mutamenti radicali, sarà qualcosa di lento a meno di eventi catastrofici che lo favoriscano – come una nuova Pearl Harbor[6]”.

Guarda caso, pochi anni dopo, le due Torri offriranno la ghiotta occasione di “una nuova Pearl Harbor”…

Nel 2000 il Pentagono pubblica Joint Vision 2020 un documento che teorizza il progetto denominato Full-spectrum Dominance (Dominio a tutto campo);

“Con Full-spectrum dominance si intende la capacità delle forze USA, da sole o con alleati, di annientare qualsiasi avversario e controllare qualsiasi situazione in ambito di operazioni militari.”

Il Full-spectrum dominance deve estendersi a qualsiasi tipo di conflitto, dalla guerra nucleare su teatri bellici globali fino a eventi di dimensioni limitate. Si riferisce altresì a situazioni atipiche come peacekeeping e aiuti umanitari.

“La creazione di una rete di informazione globale servirà a garantire le condizioni di una maggiore capacità decisionale[7]”.

Il 13 novembre 2001 il presidente George W. Bush firma l’Ordine Militare N.1[8] nel quale conia la definizione “Guerra globale al terrorismo”. E ciò senza informare il suo Consigliere alla sicurezza, né il Segretario di Stato, né il Capo dello staff o il suo responsabile della comunicazione, approvando così una legge che è divenuta tristemente nota come "Military Order of November 13, 2001: Detention, Treatment, and Trial of Certain Non-Citizens in the War Against Terrorism[9]"

Da quel momento le operazioni militari ‘segrete’ del SOCOM (Special Operations Command) - finalizzate al mantenimento di una ‘guerra globale’ - si sono moltiplicate senza limite in ogni parte del mondo.

Il personale del SOCOM è raddoppiato dal 2001 raggiungendo le 66.000 unità, mentre il suo budget è passato da 4,2 miliardi a 10,5 miliardi di dollari. La crescita del JSOC (Joint Special Operations Command) che è una ramificazione del SOCOM, è stata ancora più rilevante, passando dalle 1.800 unità speciali nel 1980 alle oltre 25.000 oggi.

Quanto alle operazioni ‘sotto copertura’ delle forze speciali esse hanno coinvolto, a oggi, oltre 75 Paesi, dalla Repubblica Dominicana al Perù, dalle Filippine allo Yemen, dalla Somalia all’Asia Centrale, dal Libano all’Arabia Saudita, dall’Iran a numerosi Paesi arabi.

Queste forze speciali si sono macchiate sovente di crimini contro l’umanità che sono stati regolarmente ‘coperti’ dalle gerarchie militari e nascosti all’opinione pubblica.

Naturalmente, come è noto, la “Pearl Harbor” dell’11 settembre viene immediatamente utilizzata per mettere in atto la dottrina della Global War che viene per l’occasione ribattezzata War on Terror (Guerra al terrorismo).

Ricordiamo, infine, che nell’agenda del Project for the New American Century (PNAC) - che risale all’anno 2000 - si auspica a chiare lettere di “condurre guerre senza confini” [10].

Il PNAC ha come obiettivo dichiarato quello di “combattere e vincere decisamente conflitti multipli e simultanei nei maggiori teatri bellici mondiali”.

Questo scellerato programma è stato adottato in pieno dall’amministrazione Obama con un team di collaboratori e di esperti molto più efficace di quello del suo predecessore.

A una manciata di minuti dallo scadere del Patriot Act, Obama (premio Nobel per la pace, ricordate?) ha rinnovato, per altri 4 anni, la delirante legge promulgata da George Bush junior all’indomani dell’11 settembre[11].

Contrastata con decisione da pochi parlamentari, tra cui il senatore repubblicano Rand Paul del Kentucky, questa legge - che con l’alibi della Guerra al terrorismo - di fatto consente ogni possibile abuso delle libertà dei cittadini, è un tassello straordinariamente importante per capire come si stanno muovendo i poteri forti negli USA e per intuire quali possibili scenari politico-militari si aprano nel XXI secolo.

E, visto che non tutta l’opinione pubblica è manipolabile, i think tank dell’intelligence USA hanno inoltre felicemente ideato una strategia di maquillage delle parole.

Così è tutto meno inquietante se chiamiamo la guerra ‘intervento umanitario’ e l’attacco lo chiamiamo ‘difesa’, mentre le stragi di civili diventano ‘danni collaterali’…

Ora, se partiamo dal presupposto che per comprendere a fondo quanto accade nel mondo abbiamo bisogno di conquistarci una visione più ampia, come possiamo interpretare questa situazione da un punto di vista spirituale?

Cosa sta accadendo nel nostro mondo sempre più segnato da guerre e da massacri quotidiani con la complicità dei media che amplificano quotidianamente menzogne e odio contro l’altro di turno?

Possiamo ipotizzare che la Global War rappresenti in realtà l’inizio del Bellum omnium contra omnes[12], la guerra di tutti contro tutti?

Molti veggenti parlano di un futuro prossimo della terra sempre più incerto con grandi rischi di precipitare in conflitti distruttivi.

Edgar Cayce, lo Sleeping Prophet, ad esempio descrive – ancora negli anni ’30 del secolo scorso - come il primo decennio del nuovo secolo avrebbe ripercorso la situazione del primo dopoguerra fino al disastro economico del ’29, con un progressivo incremento di conflitti. “Mercati e benessere in calo, economie al collasso, disoccupazione in aumento, confusione politica e tumulti popolari (…) con, negli anni successivi, un numero crescente di persone che si troveranno in serie difficoltà anche rispetto a problemi basilari di sopravvivenza”.[13]

Cayce prevede anche la possibilità di una III Guerra mondiale. Parla letteralmente di guerra originata in “Libia, in Egitto, ad Ankara e in Siria, attraverso conflitti sorti intorno agli stretti delle zone a Nord dell’Australia, nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico[14]

Secondo altri veggenti e profeti del passato si è già superato - nella nostra epoca - il punto critico ‘di non ritorno’ nella discesa verso un materialismo che ha totalmente dimenticato l’origine spirituale dell’uomo. Per essi l’unica possibilità di salvezza da disastri sociali e bellici può provenire solo da un’evoluzione spirituale che consenta di non guardare solo agli eventi materiali cercando la felicità solo nella soddisfazione dei bisogni fisici e istintivi.

Vi ricorda vagamente qualcosa?

Il materialismo della vita attuale, il dominio delle immagini, la finanza sfrenata, l’estrema competizione nel lavoro, la mancanza di solidarietà sociale, l’aggressività degli Stati, sono tutti segnali significativi che contraddistinguono questo momento storico. E i segni ci sono tutti: malattie prodotte dalla dipendenza da computer, crack finanziari a livello globale, lavoro sempre più stressante e meno remunerativo, indifferenza del singolo nei confronti dei propri simili, aggressioni continue tra le nazioni.

Proprio queste caratteristiche della nostra cultura sono in realtà alla base – da un’ottica spirituale - dell’insorgere della guerra globale o, come fu anticipato da Rudolf Steiner un secolo fa, come l’inizio della guerra di tutti contro tutti, una prospettiva fino a ieri confinata nelle pagine delle profezie ancora da realizzarsi, ma che oggi – con le nuove dottrine militari annunciate da Obama – inizia ad assumere dei contorni tanto più definiti quanto inquietanti.

“Esteriormente – dice Steiner nel corso di una conferenza del 23 Novembre 1919, dunque ben 20 anni prima della II Guerra mondiale – l’umanità andrà incontro a grandi conflitti. E per queste terribili guerre di cui siamo solo all’inizio (…) e che portano alle estreme conseguenze gli antichi impulsi dell’evoluzione terrestre, non vi sarà alcuna medicina politica, economica o spirituale proveniente dalla farmacia dell’antica evoluzione. I fermenti che hanno prima portato l’Europa all’inizio della sua distruzione [I Guerra mondiale], che metteranno poi Asia ed America l’una contro l’altra [II Guerra mondiale] e che propagheranno la guerra su tutta la terra [Guerra globale] provengono dai tempi antichi.

Potrà contrastare questo portare-all’assurdo l’evoluzione umana solo ciò che conduce gli uomini sulla via dello spirituale: il Sentiero di Michele, che trova la sua continuazione nella Via del Cristo”[15].

Steiner rileva come la guerra di tutti contro tutti inizi gradualmente con l’abituare gli uomini a distruzioni belliche che si presentano per così dire quasi ritmicamente nella storia umana di cui l’inizio è stato il primo conflitto mondiale.

Abituare gli uomini alla guerra: confrontiamo questo con quanto abbiamo riportato all’inizio con le parole di Orwell e con le nuove strategie USA.

“È una convinzione infantile – così ancora Steiner - che da questa catastrofe bellica [la I Guerra mondiale] possano provenire periodi di pace durevoli per l’umanità sul piano fisico. Non sarà così.”[16].

Sarà solo grazie al nascere dell’altruismo se l’umanità sarà in grado di salvarsi dall’autodistruzione, sostiene Rudolf Steiner, evento inevitabile se si continua a ignorare l’elemento morale.

“Gli uomini si annienteranno in guerre fratricide. E la cosa più avvilente - rispetto ad altri tipi di distruzione sarà che avverrà solo per loro responsabilità”[17]. Solo una manciata di persone sopravviverà e saranno coloro che avranno sviluppato un livello di abnegazione profondo, mentre la restante umanità sarà totalmente dedita a mettere al proprio servizio egoistico – grazie a tecnologie potenti e complesse - le forze della natura, senza aver acquisito il necessario grado di altruismo.

La guerra di tutti contro tutti, che rappresenterà la rovina della nostra epoca, sarà originata proprio da questo sviluppo tecnologico estremo totalmente privo di morale.

“Forze enormi e poderose verranno liberate da scoperte che trasformeranno il mondo intero in una sorta di apparecchiatura elettrica globale funzionante in modo autonomo”[18].

A cosa si riferiva? A Internet, nata come progetto per la difesa USA, che oggi ha di fatto trasformato l’intera comunicazione mondiale in una “apparecchiatura elettrica globale funzionante in modo autonomo”?

Ma se Steiner in molte occasioni colloca la guerra di tutti contro tutti in un futuro non immediato, in un particolare ciclo di conferenze egli afferma espressamente che, se l’umanità non sarà in grado di correggere le visioni del mondo profondamente influenzate e corrotte dal materialismo e dall’edonismo dominante che hanno caratterizzato il XIX ed il XX secolo, “alla fine del secolo XX noi ci troveremo di fronte alla guerra di tutti contro tutti! Gli uomini potranno fare tutti i bei discorsi che vorranno, potranno aver fatto tutti i possibili progressi scientifici, avranno di fronte a sé questa guerra di tutti contro tutti. Assisteremo allo sviluppo di un’umanità che tanto più si riempirà la bocca di questioni sociali tanto meno avrà un minimo ‘istinto sociale’”[19].<

Sulla base di queste inquietanti previsioni cerchiamo di ipotizzare come tali eventi – di cui saremmo solo all’inizio – potrebbero svilupparsi.

Abbiamo visto come Steiner parli espressamente di una visione del mondo profondamente materialista che creerebbe le condizioni perché possa svilupparsi anzitempo la guerra di tutti contro tutti.

E mi pare che ci siano pochi dubbi sullo stato di incontrastato materialismo della nostra epoca e sulla mancanza generalizzata di moralità.

Al tempo stesso le allusioni all’utilizzo immorale delle forze di natura (progetto HAARP, armi geopolitiche per il controllo climatico etc.) e l’anticipazione di una terra trasformata in un’unica immensa macchina funzionante elettronicamente (la rete globale del web o la globalizzazione della finanza elettronica ne potrebbero rappresentare l’inizio) non sono più solo ipotesi fantascientifiche.

Abbiamo visto in un precedente intervento come Steiner abbia attribuito ai poteri occulti angloamericani[20] il disegno di porre il mondo intero sotto il giogo del materialismo.

Tale scellerato progetto è passato attraverso la creazione della Società delle Nazioni prima e delle Nazioni Unite poi, la competitività sfrenata, la diffusione della tecnologia, la finanza priva di regole e di moralità, la creazione di un’idea di globalizzazione tesa solo allo sfruttamento economico dei Paesi più deboli.

E anche qui mi pare che ci siamo ampiamente.

Ha parlato – nel 1919! – di cause (fermenti) che dopo la distruzione della Germania, avrebbero portato senza dubbio a una seconda Guerra mondiale, che avrebbe messo di fronte America e Asia (USA e Giappone) e questo pure non fa una piega.

Per poi preannunciare che quegli stessi fermenti – se non contrastati - avrebbero “propagato la guerra su tutta la terra”.

Beh, che ne pensate? Non mi pare che questa prospettiva sia molto irreale.

Vediamo ora come potrebbe delinearsi ulteriormente questa ipotesi.

Una prospettiva potrebbe essere quella di uno scontro frontale tra USA e Cina/Russia, magari in seguito ad un attacco Israelo-americano all’Iran e/o alla Siria.

Di questo ci sono sicuramente le premesse, preparate da anni dai media embedded che suonano la grancassa dell’atomica iraniana, esattamente come fecero dieci anni fa con le famose WMD, o ‘armi di distruzione di massa’ di Saddam, mai trovate, ma che costarono un milione e mezzo di morti.

Altra prospettiva potrebbe essere quella di un estendersi di rivoluzioni a livello mondiale, causate dalla crisi economica dilagante, che riduce in schiavitù economica interi Stati, come è il caso della Grecia oggi.

Questi sconvolgimenti potrebbero cambiare radicalmente il volto della civiltà attuale portando l’umanità intera a uno stato primitivo, dove solo la forza di un Potere accentratore – magari presentato come il ‘salvatore dall’anarchia e dalla distruzione’ – sarebbe in grado di riportare ordine sociale a prezzo di violenze inimmaginabili.

Una terza inquietante prospettiva – se pur con uno sviluppo più graduale – potrebbe essere quella della messa in atto di tecnologie molto avanzate atte a controllare – vedi chip sottocutaneo (il Marchio della Bestia) – di cui si parla ripetutamente qui in USA come di una straordinaria ‘opportunità’ (sic!) per rendere la vita più sicura (ancora, proprio come le guerre al terrorismo hanno reso, nelle parole degli ultimi tre presidenti, gli Stati Uniti “un Paese più sicuro”!).

Queste tecnologie – attuate a livello di massa (come una sorta di ‘vaccinazione obbligatoria’ ed è così che si vagheggia di attuarle) sarebbero letteralmente in grado di soggiogare intere popolazioni in uno stato di totale sudditanza.

A quale di questi scenari ci stiamo avvicinando?

Probabilmente ad un mix del primo e del secondo.

Ma vediamo anche come contrastare il big Game e cercare di far fallire questa sciagurata prospettiva.

Secondo Steiner l’unica reale salvezza da questo scenario si può riassumere in una sola parola: fiducia!

Il nascere e il diffondersi della fiducia tra gli uomini.

Fiducia alla base dell’elemento sociale.

Fiducia dell’uomo nei confronti dell’altro uomo, e conseguente disponibilità alla diffusione delle verità.

E da chi viene ostacolato il sorgere di questa fiducia?

Dalle logge e dagli Iniziati dell’Occidente [angloamericani], ci dice Steiner, che non vogliono parlare all’elemento di libertà del singolo individuo, ma alle masse.

Che rivelano solo parzialmente quelle verità spirituali che – in armonia con i dettami del Mondo spirituale - devono essere rese pubbliche.

Rudolf Steiner fu infatti il primo a rendere pubbliche notizie e comunicazioni che sino ad allora erano state tenute gelosamente segrete dalle varie congreghe occulte.

Come il cristianesimo rappresentò nelle parole del Cristo una verità universale, diretta a tutti senza limiti di razza, nazionalità, sesso o cultura, allo stesso modo la Scienza dello Spirito di Steiner rivela conoscenze fino a quel momento riservate con l’obiettivo di dare a ogni uomo – senza limiti di razza, nazionalità, sesso o cultura – la possibilità di conseguire conoscenze spirituali.

Questo fece scatenare contro di lui l’ira di potenti organizzazioni che cercheranno di distruggerne l’immagine e financo di assassinarlo.

Gli Iniziati anglo-americani cercano dunque di promuovere quel tanto delle vie iniziatiche che serve a edificare il dominio angloamericano del mondo, ma la via dell’Iniziazione si deve rivolgere al singolo individuo e non alle masse utilizzando strumenti di persuasione occulta, facendo appello alla capacità di comprensione indipendente e libera di ogni singolo essere umano.

Questo principio è collegato con un principio sociale fondamentale; se ci si rivolge a ciascuno partendo da principi morali, etici, e aspettando – nei tempi di ciascuno – la risposta cosciente e libera, allora non si tende ad assoggettare gli uomini, utilizzando astrazioni per irregimentarli in gregge.

Solo se il singolo essere umano accoglie ed elabora liberamente la conoscenza occulta produce moralità e libertà anche sul piano sociale, portando dentro di sé l’antidoto ad ogni costrizione o menzogna con cui si cerca di intrappolarlo.

Questo è il motivo della divulgazione delle verità occulte nel secolo XX che l’Antroposofia ha attuato, in contrapposizione con le élite occulte angloamericane, che volevano continuare a utilizzare le proprie conoscenze solo per realizzare le proprie finalità di dominio globale.

“La grande fiducia, questo deve diventare l’impulso sociale più importante del futuro. Gli uomini devono poter lavorare insieme. Altrimenti le cose non andranno avanti. (…) Oggi comincia per gli Iniziati dell’Occidente [angloamericani] la grande angoscia, la terribile paura. Essi dicono: se noi parleremo in futuro solo alle singole persone allora scateniamo la guerra di tutti contro tutti, dato che in tal caso gli uomini non saranno organizzati, visto che si è costruita una fiducia generale, allora l’umanità precipiterà nella guerra di tutti contro tutti. Essi sentono questa angoscia. Per questo costoro vogliono mantenere queste verità iniziatiche, oserei dire, sottochiave lasciando avanzare l’umanità verso il futuro sotto una luce apparente, ma in stato di sonno”[21].

L’opera divulgativa delle verità occulte da parte dell’Antroposofia – che ha rotto tabu millenari[22], la pubblicazione di migliaia di libri, saggi, cicli di conferenze anche profondamente esoteriche – ha come scopo principale dunque quello di creare l’unica possibile difesa nella nostra epoca nei confronti dell’unilateralità di determinate potenti congreghe che si propongono di mantenere i popoli in sudditanza - in una sorta di sopore della coscienza - nei confronti del reale svolgersi degli eventi.

Libera diffusione delle verità spirituali per creare fiducia.

Per vincere ansia e paura.

Auspichiamo dunque che l’uomo – nel suo attuare libere scelte – possa essere in grado di disincantare queste terrificanti prospettive, un po’ come un’automobile che, con una poderosa frenata, riesca a fermarsi a pochi centimetri dal precipizio. Ma questo può avvenire solo se s’iniziano a rimuovere – partendo da ciascuno di noi - i ‘fermenti’, le cause che hanno portato a questo stato di cose.

Vale a dire il potere esclusivo della visione materialistica del mondo che deforma radicalmente ogni pensiero umano e paralizza ogni possibilità di crescita morale dei popoli.


Houston, 30 maggio 2012 



Piero Cammerinesi
www.pierocammerinesi.it




[1] George Orwell, 1984.
[4] ibidem
[5] Tyler, Patrick E. U.S. Strategy Plan Calls for Insuring No Rivals Develop: A One Superpower World. The New York Times: March 8, 1992. http://work.colum.edu/~amiller/wolfowitz1992.htm

[6] http://www.newamericancentury.org/publicationsreports.htm PNAC, Rebuilding America’s Defenses. Project for the New American Century: September 2000, pag.51
[9] "Ordine militare del 13 Novembre 2001: detenzione, regole di comportamento verso i detenuti e processo di non cittadini USA nella Guerra contro il terrorismo."
[12] Bellum omnium contra omnes o "guerra di tutti contro tutti" nell’accezione di Thomas Hobbes (1588-1679) descrive lo ‘stato di natura’ in cui, non esistendo legge alcuna, ogni individuo verrebbe mosso solo dal suo istinto, danneggiando gli altri ed eliminando chiunque gli sia di ostacolo verso il soddisfacimento dei propri desideri.
[14] Edgar Cayce reading (3976-26) April 28, 1941
[15] Rudolf Steiner, GA194, Die Sendung Michaels, R.Steiner Verlag Dornach 1994
[16] Rudolf Steiner, GA193, Der innere Aspekt des sozialen Rätsels, R.Steiner Verlag, Dornach 1989
[17] Rudolf Steiner, GA265, VERÖFFENTLICHUNGEN ZUR GESCHICHTE UND AUS DEN INHALTEN DER ESOTERISCHEN SCHULE 1904 BIS 1914 - Wesen und Aufgabe der Freimaurerei vom Gesichtspunkt der Geisteswissenschaft, Conferenza del 25 Dicembre 1904.
[18] Ibidem
[19] Rudolf Steiner, GA205, Der Mensch in seinem Zusammenhang mit dem Kosmos, Band 6, conferenza tenuta a Dornach il 6 agosto 1921.
[21] Rudolf Steiner, GA196, Geistige und soziale Wandlungen in der Menschheitsentwickelung, Conferenza del 17 gennaio 1920 tenuta a Dornach
[22] Basti pensare che nelle antiche Scuole dei Misteri si pagava con la vita la rivelazione di conoscenze apprese all’interno dei Misteri. Queste tradizioni durano tutt’oggi nei rituali massonici o mafiosi.

24 marzo 2010

Nuova religione globale e controllo mentale


Segnalo questo articolo tradotto su Anticorpi.info:

Il Progetto Blue Beam


Nuova religione mondiale, tecnologie olografiche ed elettromagnetiche, propaganda, mass-media, psichiatria e controllo mentale, forze armate e ricerca scientifica, sistemi biomolecolari, armi ELF che agiscono a distanza, microchip, satelliti militari, induzione di stati ipnotici e trasmissione di suoni direttamente al cervello..

11 dicembre 2009

La neolingua di Obama

Segnalo la traduzione in italiano del discorso integrale tenuto da Obama alla consegna del premio nobel per la pace (sic), a cura del blog Informazione Scorretta:



La guerra è nata col primo uomo..
E' una naturale espressione dei sentimenti umani..
La guerra può essere giusta e necessaria..
(e nella fattispecie la nostra guerra è giusta, perché noi siamo diversi da quegli altri là..)
La guerra può essere necessaria per mantenere la pace..
Le nazioni dovrebbero abbracciare il ruolo che gli eserciti possono rivestire in tempo di pace..

eccetera eccetera....


La guerra è pace.

Viva il mondo nuovo.

Amen.

16 novembre 2009

La nascente polizia europea si allena in Italia

(clicca per ingrandire)

Dal giornale L'Arena:

Da metà settembre nella zona militare abbandonata si sono svolte in gran segreto complesse esercitazioni.

Le rovine dell’ex base missili
palestra per le polizie europee


Esercitazione internazionale con gran schieramento di forze e la gente in Val d’Alpone pensa «che ci siano i terroristi»


RONCA' (VR)

Roncà si è trasformata in Spolarni, villaggio dell’immaginaria Ambria dove, dopo una guerra civile che ha opposto le etnie degli Ambriani e degli Askalos, le forze multinazionali di pace devono riportare stabilità.

Questo è lo scenario che per un mese e mezzo ha impegnato 700 appartenenti a diverse forze di polizia europee nell’esercitazione European union police forces training, sotto la direzione dei carabinieri guidati dal generale Silvio Ghiselli.

Quartier generale è stata la caserma Chinotto di Vicenza, sede il Coespu (centro di eccellenza per le stability police units).

Le attività pratiche si sono svolte nel Vicentino, all’ex base aeronautica di Longare e all’ex base missilistica di Roncà.

Se, però, a Longare l’Unione europea ha investito per ristrutturare e riattivare palazzine e strutture, Roncà è stata scelta proprio per lo stato di abbandono (simile a uno scenario postconflitto) in cui l’ex base dell’aeronautica militare versa dalla dismissione, avvenuta nel 1995.

A Roncà sono arrivate delegazioni delle polizie e gendarmerie di Belgio, Slovenia, Francia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Portogallo, Estonia, Malta, Repubblica Ceca, Germania, Turchia, Finlandia, Romania, Lituania, Spagna, Lettonia, Austria, Cipro, Grecia e Polonia.

Per l’Italia hanno partecipato all’esercitazione carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza.

Scopo dell’addestramento, che si è sviluppato in tre sessioni di due settimane ciascuna da metà settembre, è stato anche mettere a punto procedure comuni tra le varie forze di polizia, una delle attività fondamentali per la costruzione della gendarmeria europea che proprio alla caserma Chinotto ha il suo quartier generale, l’Eurogendfor.

Per un mese e mezzo è stato un continuo viavai di uomini e mezzi, elicottero dei carabinieri compreso, e la fantasia della popolazione tanto di Longare quanto di Roncà si è scatenata.

Le voci più diverse si sono sentite di bocca in bocca: ripristino delle basi per l’esecuzione di test su nuove armi, minacce del terrorismo internazionale, riattivazione delle basi, caccia a pericolosi criminali.

Il motivo per cui solo alla fine del training è possibile raccontare cosa sia accaduto sta proprio nella modalità di svolgimento del training che, in sostanza, per le due settimane di ciascuna sessione ha costretto i militari partecipanti a vivere in una realtà parallela.

Anticipare la formula del training, in sostanza, avrebbe potuto avvantaggiare qualcuno: impensabile per i responsabili dell’Eupf 2009 (la prima edizione si tenne l’anno passato in Francia) che usano il training anche per compilare le pagelle dei corpi di polizia europea.

C’è un anno e mezzo di lavoro dietro quella sorta di enorme produzione cinematografica che è stato il training delle polizie europee: per tre sessioni sono stati ricreati scenari, location, situazioni sui quali i partecipanti sono stati chiamati a misurarsi.

La storyboard, che ricorda quel che realmente accadde nei Balcani, l’hanno composta in 15 persone sotto la regia del tenente colonnello Leonardo Albanesi, (settimo Reggimento carabinieri di Laives, in provincia di Bolzano), lunedì in partenza per l’Afghanistan.

Quindici persone, come dire altrettante specializzazioni fatte scendere in campo per scrivere una storia che offrisse banchi di prova per ognuna di esse.

La “storia” è diventata un set dinamico in cui le cose succedono davvero: e allora è capitato anche che le forze di polizia abbiano allestito posti di blocco in qualche aeroporto (vero) per cercare criminali (fasulli).

Fonte: L’Arena, 6 novembre 2009

Galleria fotografica

----
Indicativa la scelta di uno scenario di guerra civile come training per la polizia del superstato europeo.
La quale dovrà riportare la stabilità.
Già.
Questo per rispondere a chi si chiede (come avvenuto recentemente nei commenti a questo post) perché mai dovremmo preoccuparci della nascita di una polizia europea, anzi, di un corpo multinazionale di pace per usare la neolingua.
Lo scopo è quello: riportare la stabilità. Che si traduce con: preservare il sistema di potere armi in pugno; e i nemici in questo scenario non sono terroristi stranieri, ma le popolazioni europee dopo un conflitto civile (scoppiato per quale causa? questo non lo dicono: forse lo danno per scontato..)
Già. Già.

04 novembre 2009

La Baxter, l'epidemia ucraina, Joseph Moshe e i virus ricombinati

Questa storia ha diversi protagonisti e una trama piuttosto intricata.
Cerchiamo di fare un riassunto degli eventi con gli elementi a nostra disposizione.


Dicembre 2008

La filiale austriaca della statunitense Baxter invia alla Avir Green Hills Biotechnology, sempre in Austria, uno stock del virus dell'influenza umana H3N2, alterato in modo che non possa replicarsi.


Febbraio 2009

Un laboratorio che lavora per la Avir, sito nella Repubblica Ceca, testa su una dozzina di cavie i campioni del vaccino elaborato dalla Baxter.
Inaspettatamente, le cavie muoiono.
Il laboratorio scopre così che il vaccino avuto dalla Baxter contiene il virus H5N1, quello dell'influenza aviaria, vivo.
Il laboratorio avvisa la Baxter di questo fatto gravissimo e la Baxter risponde che i due virus (H3N2 e H5N1) devono essere stati mescolati "per errore".
Il fatto è che questo tipo di operazioni sono classificate come "livello 3" e una contaminazione casuale del genere è impossibile: l'unico modo per infettare un vaccino contro l'influenza umana con virus H5N1 vivo è con un'azione deliberata.

Se il vaccino fosse stato diffuso, avrebbe potuto causare una strage: il virus H3N2 avrebbe potuto fungere da vettore per il virus dell'aviaria, e le persone infettate sarebbero diventate "incubatrici" per un virus ibrido.
La Baxter aveva inviato 72 chilogrammi di questo vaccino a 18 laboratori europei. Questo vaccino era una vera arma biologica, contenendo il virus vivo dell'aviaria.

La polizia austriaca dapprima indaga con grandi mezzi la Baxter, anche grazie alle segnalazioni della giornalista Jane Burgermeister, poi abbandona il tutto nel silenzio totale.


Agosto 2009

Joseph Moshe, microbiologo del Mossad con doppia cittadinanza statunitense-israeliana, esperto in manipolazione genetica di virus, interviene in diretta in un programma radiofonico.
Sostiene di avere prove secondo cui la Baxter starebbe producendo un'arma biologica attraverso la produzione di vaccini per l'influenza suina H1N1 in un laboratorio ucraino.
Moshe sostiene che il vaccino della Baxter contiene adiuvanti che indeboliscono il sistema immunitario e RNA replicato dal virus che causò l'influenza spagnola del 1918.


Agosto 2009

Dopo questa rivelazione in diretta radio, una task-force dell'FBI ferma il microbiologo con una operazione quantomeno singolare, con l'accusa di avere minacciato la Casa Bianca.
Il video di seguito mostra lo spiegamento di forze veramente notevole messo in campo dai federali, aiutati sembra da una squadra SWAT, per fermare il microbiologo che ha resistito stando nella sua auto ai loro assalti, portati avanti con 18 litri di spray al peperoncino e 5 latte di gas lacrimogeni.



Moshe non ha in realtà mai parlato di bombe o di altre minacce al presidente Obama o alla Casa Bianca, ma è stato trattato come un terrorista. Un agente dei servizi segreti sostiene che è stato fermato perché sospettato di avere fatto una telefonata alla polizia in cui minacciava la Casa Bianca.

L'unico fatto certo è che Joseph Moshe in agosto ha parlato alla radio dicendo in sostanza questo: in Ucraina la Baxter sta preparando un vaccino che è in realtà un'arma biologica bioingegnerizzata; di tutto ciò Moshe avrebbe reso pubbliche le prove.


Ora, proviamo a tirare qualche somma..

Un microbiologo che denuncia la produzione di vaccini contaminati fermato dall'FBI
+
La casa farmaceutica Baxter (che peraltro pare non sia nuova a "strane" contaminazioni)
+
Virus manipolati geneticamente in laboratorio
+
Laboratori in Ucraina
+
Epidemia virale molto cruenta in Ucraina

Se non è una somma, poco ci manca.


PS: non c'è solo la Baxter in gioco, visto che per esempio la Novartis ha brevettato a febbraio 2009 un vaccino che può essere usato per virus della suina ricombinati (manipolati in laboratorio), e che la Medimmune ha brevettato nel 2008 un virus ricombinato dell'influenza suina.
La Medimmune è titolare del vaccino Flu Mist, uno spray nasale destinato ai bambini in età scolare negli USA.



Ricordo che potete scaricare il volantino sulla vaccinazione per la nuova influenza a questo indirizzo, mentre qui trovate alcuni adesivi.

Buone ricerche e.. diffondete diffondete diffondete (informazioni, non virus, che a quello pensano altri :D )

-> AGGIORNAMENTO 5 NOV:
Consiglio vivamente la visione di QUESTO VIDEO (in spagnolo sottotitolato in inglese), e la lettura e diffusione di QUESTO PDF che è una estrema sintesi di quanto spiegato nel video (pdf in italiano).

15 agosto 2009

Nuove armi per nuove guerre

Riprendo un articolo pubblicato da TankerEnemy:

Marc Filterman, Les armes de l'ombre

Marc Filterman, già nell'esercito francese, dal 1985 si dedica allo studio dei sistemi elettronici in ambito bellico, ma è divenuto pure uno dei maggiori esperti nel mondo sulla guerra non convenzionale.

E' autore di un documentatissimo saggio, intitolato Les arme de l'ombre (Le armi dell'ombra) giunto alla terza edizione (2006), arricchita di un capitolo concernente la manipolazione climatica.
Il libro non è stato tradotto in italiano: sarebbe, invece, auspicabile una traduzione.

Nell'avvertenza premessa al primo capitolo, Filterman scrive:
"Le informazioni divulgate in questo libro provengono dalla stampa specializzata, da fonti governative e militari, soprattutto statunitensi. Alcuni sistemi, che permettono di interferire con il metabolismo umano, sono stati creati con lo scopo di distruggerlo. Questi sistemi sono stati sviluppati come armi di nuova generazione sia dai Russi sia dagli Statunitensi... Si corre il rischio di ritrovarsi esposti, un giorno o l'altro, a minacce sconosciute e non previste, di fronte alle quali non sapremo come reagire".

Il testo di Filterman, una sorta di viaggio tra gironi infernali, tratta in modo esauriente e con un linguaggio comprensibile anche dai profani, i seguenti temi.

- La guerra non convenzionale, ossia l'insieme degli apparati e dei dispositivi elettromagnetici, infrasonici, ultrasonici etc. con cui si può conseguire una rapida vittoria in un conflitto e che consentono di controllare e di stordire la popolazione

- La guerra chimica, con un elenco delle sostanze tossiche disponibili

- La guerra genetica: un paragrafo è dedicato alla clonazione umana

- La guerra batteriologica

- La guerra spazio-temporale e l'esperimento Philadelphia

- La guerra quantica, con l'analisi delle ricerche e delle sperimentazioni finalizzate a sfruttare le scoperte inerenti alla fisica quantistica per il dominio totale della materia-energia

- La guerra climatica: è questo il capitolo più corposo in cui l'autore spazia da H.A.A.R.P. al documento Airforce 2025, dalle onde elettromagnetiche alla termoacustica. Le scie chimiche non sono menzionate espressamente, ma Filterman vi allude.

- La guerra nucleare

- La guerra sismica

Il saggio è concluso da un'appendice sul problema costituito dalle microonde.
Vi sono evidenziati i rischi connessi ai forni a microonde, alla telefonia cellulare, agli impianti radar.

Il limite del saggio, a nostro parere, è costituito dalla tendenza a concepire questa escalation bellica nel quadro di una contrapposizione in gran parte fittizia, almeno per quanto riguarda i vertici, tra Stati Uniti ed ex Unione Sovietica. Tuttavia Les armes de l'ombre è una miniera di preziose informazioni (molte sono conferme di nostre acquisizioni), anche di difficile reperibilità, sui vari metodi e scopi relativi alle guerre non convenzionali che dispiegano una gamma amplissima ed iperdistruttiva di dispositivi bellici.

Ammonisce Filterman:
"Le informazioni pubblicate qui dovrebbero essere considerate un avvertimento, un appello al mondo politico ed alle popolazioni."
Quest'appello sarà ascoltato?

____
Articolo apparso su TankerEnemy
____
Anteprima di un'edizione precedente (2001): Google Libri
____
Sito internet dell'autore: Marc Filterman
____
Alcune inchieste correlate sono state prodotte dai giornalisti di RaiNews24:
Protesterai con dolore
Guerre stellari in Iraq
(queste inchieste sono anche presenti nel menu a destra, in fondo, sotto "Video")
____
Di guerra climatica e armi non convenzionali ha parlato pubblicamente anche il Ge
nerale Fabio Mini, prima in un suo articolo sulla rivista Limes e poi durante un'intervista radiofonica.
____

06 agosto 2009

11/9 e altre messinscene mediatiche


L'11 settembre 2001 rappresenta il proseguimento di un modus operandi vecchio e ben sperimentato, che fa della menzogna sparsa in modo capillare dai mass-media il punto di forza della propaganda politica.
L'11/9 è stata certo la più grandiosa fra questa serie di messinscene. La più raffinata, la più complessa anche, e quella che ha destato un'onda emotiva più dirompente -anche grazie al fatto che nel 2001 si era ormai in mondovisione. Ma non certo la prima.

Fa parte della messinscena dell'11/9 il volo Delta 1989, di cui in passato qualche ricercatore si è occupato ma su cui permangono troppi misteri.

Una nuova traduzione di un articolo che se ne occupa è disponibile sul blog 11settembrenews:

Anomalie del volo Delta 1989

Potete cercare nel web frasi come "Delta 1989 Celeveland" o similari per approfondire da voi (alcuni altri articoli sono per es. Il mistero dell'aeroporto di Cleveland e Delta 89, Delta 1989 e il volo X).

>>> Importante aggiornamento su Delta 89.

----

Di due altre messinscene risalenti invece alla seconda guerra mondiale ci parla Gianluca Freda.
Episodi minori rispetto a un 11/9 (o a un Golfo del Tonkino, o a una Pearl Harbor..), ma significative perché vi si riconosce un filo conduttore, che attraversa più di un secolo di storia mondiale.

Bufale mediatiche d'annata 1 - Retroscena della resa di Pantelleria

dove si scopre il ruolo della massoneria internazionale e di cui riporto uno stralcio:

Furono fatte saltare, invece, sorprendentemente, tre giorni dopo lo sbarco, il 14 giugno 1943, le case del centro del paese di Pantelleria, che erano state risparmiate da 140 incursioni aeree (che avevano invece distrutto tutto intorno al porto ed all’aeroporto) case che si erano salvate anche dai bombardamenti navali.

Perché? Perché si doveva riprendere tracotantemente su pellicola cinematografica l’effetto dirompente dei bombardamenti dell’aviazione americana. Iniziavano così varie pittoresche “ricostruzioni” – fabbricate con cinematografica maestria ed apparenza di verosimiglianza – di quella serie di pellicole, che si dissero “documentarie”, ma che erano smaccatamente propagandistiche, intitolata “Combat Film”.

Secondo alcuni testimoni tuttora viventi, fu previsto un finto attacco aereo di B17 e B24, che sganciavano sacchi di sabbia, mentre gli artificieri americani facevano saltare le case, con effetti meglio mirati di quel che avrebbero fatto le bombe vere (...)

----

Bufale mediatiche 2 - Ciak, si bombarda (e due)

dove si scopre il vergognoso comportamento degli alleati e la vera storia della distruzione di un piccolo paesino del Molise.
Ne riporto l'incipit con il consiglio di leggersi tutto l'articolo (possibilmente tenendo del bicarbonato nelle vicinanze..):

Dal giugno del 1944 sono trascorsi quasi 60 anni, ma i ricordi di Giovanni Tomassone, classe 1929, una vita da falegname a Castelnuovo al Volturno, sono nitidi come se i fatti che stiamo per raccontare fossero accaduti ieri: "... ma ancora oggi non capisco perché il mio paese che fortunatamente aveva riportato solo pochi danni nella guerra vera del 1944, è invece finito in macerie per una guerra finta".

Le guerre, anche quelle moderne "contro il terrorismo" e "per l'esportazione di democrazia", sono in primis eventi mediatici.

13 marzo 2009

Ladies and gentlemen, you are under arrest

"Ladies and gentlemen, you are under arrest"
284 persone arrestate in una botta sola, per aver fatto.... nulla.
Surreale. Non saprei come altrimenti definire una situazione simile.

"Incredible Footage of Mass Arrest in St. Paul (Minnesota)"
1 settembre 2008
Manifestazione di protesta durante la Convention nazionale repubblicana.



Altro video, qui.

---

Senza dubbio, comunque, le forze di polizia italiane non hanno nulla da imparare da nessuno..

"OP Genova 2001 - l'ordine pubblico durante il G8"

Altamente consigliato.

---

Sempre in tema:
"Welcome to the New World Order"


- una fase dell'arresto di massa a St. Paul, 1 sett. 2008 -

13 febbraio 2009

La FEMA prepara fosse comuni e legge marziale a Chicago?

Traduco un articolo di D.H. Williams apparso oggi su InfoWars (enfasi aggiunta).
-----

FEMA e DHS preparano fosse comuni e legge marziale vicino a Chicago? (*)

D. H. Williams
Daily Newscaster 

13 febbraio 2009

Un funzionario comunale della contea dell'Indiana nelle vicinanze di Chicago rivela il contenuto di alcuni incontri con la FEMA (Federal Emergency Management Agency - Agenzia federale per la gestione delle emergenze) e il DHS (Department of Homeland Security - Dipartimento di Sicurezza Nazionale). Le domande iniziali sembrano abbastanza ragionevoli quando la FEMA chiede ai funzionari della contea di preparare un Piano di mitigazione dei pericoli per far fronte a inondazioni, incendi, forte vento e trombe d'aria.

Ma nel prosieguo degli incontri e delle visite richieste con FEMA e DHS, che continuano nel corso di due anni, la loro richiesta diventa più insolita, sollevando sospetti nei funzionari della contea.

Ascoltate l'audio [disponibile nell'articolo originale -NdT]:

"Vogliamo sapere ogni cosa importante in questa contea. Vogliamo sapere dove sono i dipartimenti di polizia. Dove sono conservate le armi. Materiali pericolosi. Dove possiamo far atterrare un elicottero. Dove sono gli aeroporti. Qual'è la grandezza massima degli aerei che potete far atterrare all'aeroporto. Dove sono tutti i ponti. Dove sono tutte le centrali elettriche. Dove sono tutti i generatori. Dove sono tutte le stazioni della metropolitana. Hanno voluto sapere letteralmente dove si trova ogni cosa. Io sto lì seduto chiedendomi se vi è mai la legge marziale. Questo tipo di informazioni è esattamente il tipo di cose che stanno cercando. Stiamo loro fornendo la disposizione di ogni cosa in questo momento".

Durante le riunioni tenute con FEMA e DHS diversi scenari di disastro sono stati rivelati ai funzionari della contea:

• A fine dicembre 2008 i funzionari comunali sono stati invitati a Indianapolis per un briefing sulla situazione nello stato dell'Indiana. E' stato detto che se l'industria dovesse fallire, ad esempio GM in bancarotta con conseguente disoccupazione di massa, seguirebbe presto una depressione e i comuni potrebbero aspettarsi di perdere il 40% dei loro fondi.



• Ogni contea nel Paese sarebbe tenuta a preparare un Piano di mitigazione del pericolo. 



• La contea dovrebbe elaborare un piano per vaccinare tutta la popolazione entro 48 ore, e mettere in pratica il piano più volte. 



• La FEMA si è informata su dove potrebbero essere collocate fosse comuni nella contea, e se avrebbero accettato corpi da fuori contea. 


• Al dipartimento dello sceriffo tramite l'associazione degli sceriffi di stato è stato detto che non più di,223 riserve di munizioni sarebbero disponibili nel momento in cui i militari acquisterebbero tutti gli stock. 



• Alla contea è stato chiesto di realizzare piani per un "indurimento" della polizia e delle stazioni dei vigili del fuoco, predisponendo edifici tipo bunker attorno alla città. 


• Alla contea è stato chiesto di realizzare piani per [far fronte alla] possibilità di oltre 400.000 rifugiati da Chicago.

-----
Articolo originale:
"Is FEMA & DHS preparing for mass graves and martial law near Chicago?"

Un articolo relativo a enormi campi di detenzione della FEMA si può trovare su ComeDonChisciotte.

(*) Chicago si trova nello stato dell'Illinois ma vicino al confine con l'Indiana.

23 giugno 2008

Aspartame, militari e controllo globale

Due contributi di Corrado Penna, del blog Scienzamarcia, che ultimamente ha curato una serie di post dedicati all'aspartame e una traduzione su addestramenti segreti dell'esercito USA in vista di un possibile periodo di legge marziale interna al paese.

---

Qui potete leggere (e scaricare previa registrazione gratuita su Scribd) la serie di post sull'aspartame, da me riunita in un unico documento col permesso di Corrado Penna:


Link ai post originali sul blog di Corrado Penna:
- "Aspartame: tossico, sintetico, aggredisce il DNA"
- "Aspartame: la storia di un'arma di avvelenamento di massa"
- "L'aspartame: un veleno per il controllo delle masse"
- "Aspartame: un triste finale"

Sempre su Scribd.com, potete leggere e scaricare anche altri contributi in merito (cui si accenna nel dossier di Corrado):

- The truth about aspartame, MSG and excitotoxines. An interview with dr. R. Blaylock.
- Direct and indirect cellular effects of aspartame on the brain. Ricerca pubblicata su European Journal of Clinical Nutrition (2008).
- Life-Span Exposure to Low Doses of Aspartame Beginning during Prenatal Life Increases Cancer Effects in Rats. Ricerca pubblicata su Environmental Health Perspectives (2007).

---

Questa è invece la traduzione di un articolo apparso su Prison Planet:

Truppe USA si esercitano nei rastrellamenti e
vengono addestrate ad uccidere amici e familiari in caso di legge marziale.

---

Approfitto di questo post per segnalare che ho aperto un account su Scribd, in cui sto pubblicando i files già presenti nel Database (e ospitati su MediaFire):


Il vantaggio di Scribd è che si possono vedere i files prima di scaricarli.
Inoltre si può accedere alle varie "cartelle" di ogni utente, potendo così vedere tutti i files pubblicati da una stessa persona (con MediaFire si possono vedere solo i files up-loadati nella stessa cartella).
Per finire, si possono inserire i files in modo che si possano leggere direttamente in blog, siti, forum ecc. (come avviene per es. per i video).
Buone letture.

14 giugno 2008

Costituzione europea e NWO

Segnalo questo bel post di Santaruina, sul blog "Tra Cielo e Terra", ricco di spunti per capire la situazione odierna europea e come essa si inquadri all'interno del progetto di un governo mondiale.


Senza suscitare un eccessivo clamore mediatico da qualche mese si sono messi in moto i meccanismi per perfezionare un ulteriore tassello verso quello che viene chiamato dai suoi fautori il Nuovo Ordine Mondiale.
La nuova entità orwelliana che risponde al nome di Unione Europea sta infatti proseguendo nel percorso del consolidamento della sua struttura, indifferente al parere “popolare” e a qualsiasi, seppur illusoria, parvenza di “democraticità”.

I burocrati di Bruxelles manovrati dalle lobby e dai poteri finanziari internazionali assumono ogni giorno più autorità, deliberano e legiferano su ogni aspetto del nostro vivere quotidiano, dalla curvatura del cetriolo alla quantità di latte che le nostre mucche possono “produrre”.

Per mezzo dell'associazione a delinquere nota come Banca Centrale Europea si decide il grado di miseria che ci è concesso di raggiungere, mentre si generano giorno e notte dalle magiche stampanti banconote create dal nulla (l'arcana origine della misteriosa inflazione) e si aggiusta il costo del denaro di quei pochi punti che servono per aggravare di 100 o 200 euro la rata del mutuo che le famiglie pagano mensilmente.

Una dittatura nemmeno tanto dolce, ormai, che tenta da tempo di darsi delle “regole” solenni e cartacee, una sorta di costituzione a cui ogni europeo dovrà rendere omaggio, senza che ovviamente abbia la minima possibilità di dire la sua a proposito.

Dopo che la precedente Costituzione era stata clamorosamente rispedita al mittente dai referendum popolari di Francia e Olanda, i burocrati bruxelliani ci hanno riprovato con una nuova carta, il “Trattato di Lisbona”.
Praticamente una copia della costituzione già rifiutata dai cittadini, con qualche interessante aggiunta: questo trattato di Lisbona, tra le altre cose, aumenta i poteri della Banca Centrale Europea e introduce, en passant, la pena di morte, per reati quali la “sovversione” e la “insurrezione”. (continua a leggere....)

18 maggio 2008

Colpevole fino a prova contraria

... .. . .. ...
Per lo Stato, e per il suo braccio armato (polizia e altre "forze dell'ordine"), il cittadino è questo: colpevole fino a prova contraria.
Riprendo alcuni stralci da un ottimo articolo apparso sul blog "Cronache da Mileto", invitando a leggerlo però nella sua interezza.

Avevo accennato a questo argomento per esempio nel post "Droni-spia", e in un articolo apparso su LuogoComune.net ("Lotte popolari, propaganda e ingerenze politiche").

----

Tratto da: "Annozero, commedia in atto unico"

(...)
l'immaginario collettivo divide il mondo in guardie e ladri. Il ladro scappa e la guardia insegue. La guardia acchiappa e punisce, il ladro viene preso e restituisce il maltolto. Questo è quello che deve succedere, nell'immaginario delle persone. Questa è la teoria.


Ma la pratica è diversa. Nell'esperienza delle persone i ladri non scappano, la polizia non li insegue e nessuno viene punito. Questo ce lo dicono anche le statistiche, non è certo un'invenzione degli xenofobi. In Italia il crimine paga, anche quello di strada.

La situazione è dunque quella di una teoria che non regge alla prova sperimentale, o meglio l'esperienza non conferma la teoria. La logica ovviamente impone, quando la teoria non viene confermata dal dato sperimentale, di modificare la teoria; ma questo è molto difficile. Modificare la propria teoria, cioè la propria visione del mondo, è infinitamente più difficile che ignorare quello che la nostra esperienza ci dice.

Ed è proprio questo il caso. La teoria della ggente è che la guardia insegue il ladro. E' ovvio che sia così. Qualsiasi persona di buon senso non ha alcun bisogno di dimostrare una verità tanto palese. Lo insegnano fin da bambini a scuola, nelle lezioni di educazione civica; lo si vede in tutti i film e telefilm, che la guardia insegue il ladro. E' così che deve funzionare, accidenti! E' ovvio!

E allora cosa sta succedendo se dove vado io i ladri non scappano e la polizia non li insegue? Perché no? Cosa c'è che non va? Ma è ovvio! Vuol dire che non ci sono abbastanza poliziotti, vuol dire che non ci sono leggi abbastanza severe, vuol dire che questi se ne fregano della polizia, e allora mandiamoli via, tutti! Tutti!

Perché la guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro.

La guardia insegue il ladro, vero?

(...)

Anni e anni di educazione civica e televisione hanno istruito il cittadino a negare qualsiasi dato sperimentale che non si adatti alla teoria della “guardia che insegue il ladro”. E' questo un concetto talmente radicato nella mente del cittadino che nessuna realtà lo scuote.

(...) non ne trae la conclusione che volontariamente la polizia, cioè lo Stato, persegue gli onesti e lascia in pace i delinquenti, ma – forzato da anni di educazione a carico dello Stato – chiede che ci sia più polizia, cioè più Stato. Bisogna invece prendere atto, tutti quanti, che le guardie non inseguono i ladri. Le guardie se ne fottono dei ladri. Le guardie sono lì per controllare noi, non i ladri.

Bisogna ritornare ai tempi in cui i cittadini erano contadini ignoranti e analfabeti, e sapevano che la guardia era lì per loro.

Dobbiamo re-imparare da principio la funzione della polizia. La polizia è il monopolio della violenza esercitato dallo Stato per perpetuare sé stesso. La polizia serve a reprimere ogni moto e tendenza che possa incrinare il potere. La criminalità non mette in discussione lo Stato ed il potere. Sono i cittadini a farlo. Sono i cittadini che, smettendo di offrire un consenso non informato al loro stesso sfruttamento, possono mettere in discussione lo Stato.
(...) E sono loro a dover essere controllati attraverso la polizia, che svolge questo ruolo coerentemente. Lo Stato non perseguiterà mai il criminale, perché esso è troppo utile allo Stato stesso: grazie al criminale il cittadino invoca più polizia e più Stato, chiede di mettere le telecamere in città, chiede arresti facili, chiede poteri di polizia anche per i netturbini. Grazie al criminale, il cittadino scava da solo la fossa della propria libertà.

Articolo completo: "Annozero, commedia in atto unico".
----