Benvenuti in NWO Blog.

Questo blog vuole offrire informazioni sul tema del Nuovo Ordine Mondiale (o NWO: "New World Order").
I mass-media non parlano di questo genere di storie e notizie, ma sono tutte documentate e verificabili.
Il Nuovo Ordine Mondiale sta per arrivare, non permettiamogli di farlo.
Questo blog aderisce alla campagna di sensibilizzazione sul tema delle scie chimiche.
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24 marzo 2010

Nuova religione globale e controllo mentale


Segnalo questo articolo tradotto su Anticorpi.info:

Il Progetto Blue Beam


Nuova religione mondiale, tecnologie olografiche ed elettromagnetiche, propaganda, mass-media, psichiatria e controllo mentale, forze armate e ricerca scientifica, sistemi biomolecolari, armi ELF che agiscono a distanza, microchip, satelliti militari, induzione di stati ipnotici e trasmissione di suoni direttamente al cervello..

26 settembre 2009

Microchip e controllo mentale

Ho parlato in passato di controllo mentale e microchip, per esempio in questo post. Segnalo ora un articolo apparso nel 2000 ma ancora (o meglio sempre più) attuale:

Microchip Implants, Mind Control, and Cybernetics
by Rauni-Leena Luukanen-Kilde, MD Former Chief Medical Officer of Finland

Una traduzione si può trovare sul blog Stati di percezione a questo link:

Microchip, controllo mentale... Psichiatria e DSM

Alcuni estratti:

(...)
I primi impianti cerebrali furono inseriti chirurgicamente nel 1974, nello stato dell'Ohio, Stati Uniti, e anche a Stoccolma, in Svezia.
Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono inseriti nel cervello di animali e umani, soprattutto negli Stati Uniti, durante le ricerche sulla modificazione del comportamento, e sul funzionamento del cervello e del corpo.
Metodi di controllo mentale furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello divenne un obiettivo importante dei sevizi segreti e militari.

Trent'anni fa impianti cerebrali risultarono, ai raggi X, misurare 1 cm. Impianti successivi si rimpicciolirono fino ad essere grandi come un chicco di riso. Erano fatti di silicio, e quelli successivi persino di arsenioferrite. Oggi sono abbastanza piccoli da poter essere inseriti nel collo o nella schiena, e anche per via indovenosa in diverse parti del corpo, durante operazioni chirurgiche, con o senza il consenso del soggetto. È ormai quasi impossibile rintracciarli o rimuoverli.

È tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe dunque servire per identificare la persona per il resto della sua vita.
Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy.

In Svezia, il Primo Ministro Olof Palme, diede il permesso, nel 1973, di inserire impianti nei detenuti, e l'accertamento dei dati dell'ex direttore generale Jan Freese, rivelò che a pazienti di case di riposo erano stati messi degli impianti alla metà degli anni ’80.
La tecnologia fu rivelata nel rapporto statale svedese del 1972/74 “Statens Officiella Utradninger” (SOU).

Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque.
Le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza dai supercomputers e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenze. Cavie di esperimenti segreti sono state detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi e ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato “marginale” dalle élites di sperimentatori.
Le esperienze pubblicate, dei detenuti della prigione statale dello Utah, ad esempio, sono shockanti.

Gli attuali microchips agiscono mediante onde radio a bassa frequenza che li rendono rintracciabili. Con l'aiuto dei satelliti, le persone con gli impianti possono essere rintracciate ovunque nel globo.
Questa tecnica fu tra quelle testate nella guerra in Iraq, secondo il Dr. Carl Sanders, che ha inventato l'interfaccia biotico (IMI- Intelligence-manned interface), che viene iniettato alle persone. (Già durante la Guerra in Vietnam, ai soldati veniva iniettato il Rambo Chip, ideato per aumentare il flusso di adrenalina nel sangue.)
(...)

Articolo completo QUI.

14 aprile 2009

We will not be chipped

When Verichip micro-chipped the Alzheimer patients, I remained silent;
I was not an Alzheimer patient.

When Verichip micro-chipped the Diabetic and AIDS patients, I remained silent;
I was not an AIDS patient nor a Diabetic.

When Verichip micro-chipped the Military, I did not speak out;
I was not in the Military.

When Verichip came for the activists, I remained silent;
I was not an Activist.

When they came to microchip me,
there was no one left to speak out.

We the people will not be chipped - No verichip inside Movement


We The People Will Not Be Chipped-Resistance is NOT futile, we will NOT be assimilated

06 settembre 2008

Fumetti e NWO: Cornelio

... .. . .. ...
Ho letto il terzo numero (appena uscito col titolo "Technozombie") di Cornelio, un nuovo fumetto edito da Star Comics che si ispira a Carlo Lucarelli (più che ispira è proprio tal quale).

Ne consiglio vivamente la lettura, non solo perché lo trovo ben fatto e ben disegnato, ma soprattutto perché tratta alcuni argomenti cari ai lettori del Blog Nuovo Ordine Mondiale e a chiunque si interessi di manipolazione e controllo mentale.

Non vi voglio rovinare la sorpresa e il piacere della lettura, per cui inserisco soltanto alcune "parole chiave" (linkate per approfondimenti), che spero possano incuriosirvi e spingervi a leggere questo numero di Cornelio:

droni-spia / antenne per telecomunicazioni / MK-ultra / micro- e nano-chip / realtà simulata / virus ingegnerizzati / controllo mentale / massoneria...

Insomma, non vi è venuta voglia di saperne di più?

PS: assolutamente da incorniciare le ultime due pagine.

buona lettura

12 ottobre 2007

RFID: Nuovo Ordine Mondiale è bello!

... .. . .. ...

Ho accennato nel post precedente ai microchip, che si stanno miniaturizzando sempre più.
Se parole come microchip, RFID, o VeriChip Corp., non vi suonano familiari, vi consiglio di fare un giro nel web: è una ricerca piuttosto urgente, sapete, se non vogliamo trovarci tutti microchippati senza nemmeno saperlo.

USA e Regno Unito stanno seriamente discutendo di microchippare tutti i nuovi nascituri, per legge.

Alcune aziende statunitensi vorrebbero microchippare tutti i propri dipendenti; anche se alcuni stati hanno preso posizione contro l'impianto forzato di chip sottocutanei.

Ma molti ospedali hanno già impiantato RFID, come nuova prassi approvata dalla FDA, nei loro pazienti (per esempio nei malati di Alzheimer).

Ma cosa sono questi RFID? E perché dovrebbero preoccuparci?

Si tratta di una tecnologia allo studio ormai da svariati anni e già commercializzata negli Stati Uniti come (..non vi sorprende, vero?) ennesimo strumento utile nella "lotta al terrorismo globale".

Sì, perché con il chip stabilmente impiantato nel nostro corpo, saremo sempre rintracciabili, tramite un dispositivo in grado di leggere l'informazione contenuta nel nostro chip.
Una soluzione davvero utile per tutti quei genitori che, assediati dal terrore che ai loro pargoli possa capitare qualcosa (in questo mondo ormai saturo di violenza), vogliono poter sapere dove sta l'amata prole in ogni istante.

Moltissime persone sono entusiaste dei nuovi ritrovati della tecnica. Si sentono più sicuri.
Ma sicuri.. da cosa?

Dal terrorismo, ovviamente. E dalla marea di delinquenti che c'è là fuori, in questo brutto mondo dove i buoni, per difendersi dai cattivi, chiedono sempre più sorveglianza, sempre più controlli, sempre meno libertà civili.

Purtroppo queste persone non hanno ancora capito che i delinquenti veri sono quelli che hanno ideato e realizzato questa situazione, e che ora spingono per fare accettare (con le buone o con le cattive, cioè con la propaganda o con la legge di stato) questo colossale assalto a mano armata alla nostra libertà.

Saremo tante pecorelle microchippate, innocue e belanti, che brucano la loro magra erbetta malata, sotto un cielo spento, impegnate a belare e a difendere il proprio filo d'erba dalle pecore vicine, senza rendersi conto che quelli da cui davvero bisognava difendersi, sono coloro che le hanno ridotte così.
Sorde e cieche a chi tenta di dir loro che sono schiave, e della peggior specie. Schiave pronte a difendere col sangue i propri aguzzini.
Già ora è così.
Ma quando i microchip saranno impiantati in ogni persona, per legge, sarà troppo tardi per aprire gli occhi.
Bisogna farlo prima.



Tra le altre cose notevoli di questa faccenda, c'è da registrare anche questa: non sappiamo nemmeno se questi impianti siano sicuri.
La FDA ne ha permesso la commercializzazione senza evidenze che ne provassero la reale innocuità per la salute; nel frattempo, molti veterinari hanno però denunciato che questi chip sottocutanei hanno indotto tumori in molti animali (come i cani, a cui in molti Paesi è obbligatorio impiantare il microchip).

Qui potete scaricare un dossier in inglese (330 Kb) di "VicFlame", utente del forum di Bilderberg.org, originariamente apparso in questa discussione.

Un semplice clic su un motore di ricerca, con parole chiave come chip sottocutaneo, RFID, sourveillance, VeriChip, tumors, dangers o altre correlate (e combinazioni di queste), permette di accedere a una grande quantità di materiale in proposito.
(Consiglio di usare ixquick o scroogle per slegarsi dall'invasività di google -- questi due motori infatti non raccolgono informazioni dal vostro computer, e quindi nemmeno le conservano per mesi o anni).

Una raccolta di news per esempio si trova archiviata qui.

Queste sono alcune tra le notizie più interessanti (in inglese):

Veterinari denunciano l'insorgere di tumori correlati agli impianti di microchip negli animali



Le radiofrequenze emesse da cellulari e lettori RFID danneggiano il DNA

Ultima nota prima di vedervi scorrazzare autonomamente e felicemente per il web.

Nei microchip potranno essere inseriti tutti i nostri dati personali e biometrici (tra cui anche stato di salute, impronta genetica e retinica ecc), che quindi potranno essere rilevati dagli appositi lettori: chiunque abbia in mano un apparecchio simile (anche "crackato", visto che è stato dimostrato come i lettori non siano così "sicuri" come i governi vogliono farci credere), chiunque dicevo potrà conoscere tutto di noi: sapere dove siamo, cosa stiamo facendo e chi siamo, fin negli angoli più reconditi del nostro DNA.

Alla faccia della sicurezza.

"Chi è pronto a sacrificare la libertà in cambio della sicurezza, non merita ne' l'una ne' l'altra" (Benjamin Franklin).


10 ottobre 2007

Droni-spia: guerra al terrorismo o guerra ai propri cittadini?

... .. . .. ...
E' di oggi una notizia di Repubblica che parla di possibili "insetti-droni" sviluppati da qualche agenzia governativa statunitense:

Misteriosi avvistamenti alle manifestazioni politiche. L'Agenzia ammette: ci stiamo lavorando.
Libellule e zanzare ci spiano, la Cia collauda gli insetti robot.


CIA e Pentagono smentiscono, rassicurano, timidamente ammettono sperimentazioni in corso... No, sì, nì, chissà.
Intanto, non pochi cittadini USA hanno notato da tempo piccoli affarini volanti sulle città.

E mentre negli Stati Uniti ci si chiede se tutto ciò sia lesivo dei "diritti civili della popolazione", i microchip RFID diventano sempre più microscopici, invadono i territori di guerra, nonché il mercato globale come i "codici a barre del futuro".

Tornando ai velivoli-spia, in Italia non siamo da meno.

Il comune di Milano ha infatti comprato due droni telecomandati, per svariate decine di migliaia d'euro dei contribuenti, che saranno così sorvegliati in ogni dove con una efficienza -letteralmente- teutonica (sono infatti droni volanti prodotti da una ditta tedesca).

Ne dà notizia il Corriere qui, con toni tutto sommato rassicuranti; mentre lo stesso 4 ottobre uscivano sui quotidiani gratuiti Metro e Leggo (edizioni di Milano), cronache non proprio edificanti sulla gestione dell'affaire droni (purtroppo pare impossibile risalire a quegli articoli, dai siti web dei due quotidiani).

Pare infatti che il comune milanese abbia acquistato due esemplari di tale futuristica tecnologia, a giugno, per darli in gestione ai vigili urbani.
I quali però trasecolano dalla sorpresa: chi? noi? dovremmo fare.. cosa?
A cadere dalle nuvole però non sono solo i vigili, ma anche l'ATM, tirata in ballo in quella che sembra essere l'ennesima telenovela italiota sui modi più geniali per sperperare un sacco di soldi pubblici.

Il comune sostiene infatti che a giugno è stata fatta una presentazione di questi velivoli-spia, alla presenza di alcuni vigili e rappresentanti dell'ATM; una volta acquistati i due droni, sarebbero poi seguite delle prove per verificarne l'efficienza e l'effettiva utilità, per poi decidere se comprarne altri.

A parte che in genere non è buona cosa comprare, a caro prezzo, ben due esemplari di un mezzo di cui non si conosce ancora l'effettiva utilità, la telenovela non è finita: perché il comune sostiene di aver incaricato l'ATM di effettuare questi test, mentre l'ATM replica che all'azienda è stato chiesto
solo di tenere in deposito i due velivoli-robot, fino a ulteriori decisioni del comune.

Un rimpallo di responsabilità fin troppo collaudato.

Il comando dei vigili urbani afferma di non saperne nulla e di non essere mai stato avvisato dell'acquisto di questi droni per sorveglianza dall'alto; resta il fatto che non si capisce a cosa mai possano servire due gioielli della tecnologia in una città che ha il più alto numero, in Italia, di telecamere piazzate a ogni angolo della strada.
I droni-spia possono volare fino a 500 metri di distanza dal loro manovratore e possono riprendere tutto ciò che accade sotto di loro, anche di notte.

Il destino dei due velivoli-spia è ancora tutto da capire; decine di migliaia di euro sono state spese per acquistarli: se per svolazzare silenziosi e spioni sui cieli di Milano, o per ammuffire in un angolo di un deposito dell'ATM, ancora non è dato sapere.
Non si capisce, comunque, se i milanesi dovrebbero gioire dell'una o dell'altra opzione.

Ma tutto questo rappresenta la "guerra al terrorismo", o piuttosto la "guerra al cittadino"?