Pubblico un articolo propostomi dal giornalista Piero Cammerinesi. Sebbene non mi senta totalmente in linea con quanto scrive, lo pubblico volentieri perché ritengo contenga molti spunti interessanti per i lettori del blog.
Buona lettura :)
GLOBAL WAR E GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI: DOVE STIAMO ANDANDO?
di Piero Cammerinesi (corrispondente di Coscienzeinrete Magazine dagli USA)
“La guerra non è fatta per essere vinta, ma per essere continua. Allorché la guerra diventa letteralmente ininterrotta, cessa nel contempo di essere pericolosa”.
(George Orwell, 1984)
Quello che le ėlite stanno cercando di trasmettere alle
popolazioni mondiali attraverso la falsificazione del linguaggio – la guerra
umanitaria, la missione di pace, l’esportazione della democrazia, lo scontro di
civiltà etc. – è il concetto che “la guerra è qualcosa di assolutamente normale”.
L’effetto del rifiuto della guerra come metodo per
risolvere i problemi tra i popoli - prodotto per lungo tempo sugli uomini dalle
carneficine dei due conflitti mondiali - dopo quasi settant’anni si è
affievolito e oggi si torna a propagandare la guerra, anche se ‘travestita’ di
pacifismo o di ristabilimento della giustizia sociale.
In realtà quanto sta avvenendo oggi è una globalizzazione
della guerra, studiata a tavolino e promossa proprio da quegli stati che sono –
a parole - i più attivi difensori delle leggi internazionali e dei diritti
democratici.
Le motivazioni per le minacce di guerra e per le
aggressioni vere e proprie sono le più varie e vanno dalla guerra contro il ‘terrorismo
islamico’ (Afghanistan) a quella condotta per proteggere il mondo da –
inesistenti - ‘armi di distruzioni di massa’ (Iraq ieri e Iran oggi), da quella
per difendere i ‘diritti umani’ (Libia ieri e oggi Siria) ai veri e propri ‘interventi
umanitari’ (Somalia), fino alla sbandierata protezione di piccoli Stati dall’influenza
di Russia e Cina.
In prima fila per far assimilare ai popoli le scelte
dissennate dei governi e le esigenze fameliche delle lobby militari sono i media
occidentali, ormai impegnati strenuamente a difendere l’indifendibile, a razionalizzare
l’irrazionale e a giustificare l’ingiustificabile, proprio come il Ministero
della Verità di Orwelliana memoria
.
L’idea della Global War o globalizzazione della guerra ha
in qualche modo caratterizzato tutta la dottrina militare USA all’indomani
della II Guerra mondiale e venne delineata negli anni ’40 dalla amministrazione
Truman, nel quadro generale di un progetto di dominazione globale a fronte dell’insorgere
del confronto con i sovietici.
In realtà già nei decenni precedenti erano sorte
organizzazioni più o meno segrete come la Round Table o la Society of the Elect,
fondata in Inghilterra da Cecil Rhodes e Lord Nathan Rothschild, e il Council
on Foreign Relations, creato negli USA all’indomani della I Guerra mondiale dal
Colonnello Edward M. House, con i finanziamenti di Morgan e Rockefeller.
Ricordiamo che Edward M.House era l’eminenza grigia
dietro Woodrow Wilson e la ‘sua’ Società delle Nazioni.
Tutte queste organizzazioni miravano a una sola cosa: la nascita
di un potere globale incontrastato sotto la guida anglo-americana.
Per quanto riguarda gli USA, dagli anni ’30 e ’40 del
secolo scorso si è assistito ad un costante declino dei poteri del Congresso,
considerato dai Padri della Costituzione uno strumento politico essenziale per
la difesa della libertà e della democrazia. Ma l’erosione dei suoi poteri
sembra inarrestabile sia per mano repubblicana che democratica.
“La costituzione degli Stati Uniti è stata messa da parte
con il pretesto della paura. Prima paura della grande depressione e
successivamente del terrorismo islamico. Gli Stati Uniti sono la Costituzione.
Se la Costituzione cessa di esistere come un documento legale che viene
rispettato realmente dalle élite politiche, gli Stati Uniti cessano di
esistere. Vuol dire che un’altra entità ha preso il loro posto
”.
Da allora non solo nulla è cambiato, ma la situazione è
andata via via peggiorando, tanto che - per arrivare ai nostri giorni - nel
settembre del 1990, George Bush padre fece, a Camere riunite, uno storico
discorso alla Nazione
, nel corso
del quale di fatto proclamò un Nuovo Ordine Mondiale emergente dal disfacimento
dell’Unione sovietica e dall’abbattimento del muro di Berlino.
In questo discorso Bush preannunciò con grande enfasi un
mondo libero dal confronto, potenzialmente disastroso, tra le due superpotenze
dotate di bombe atomiche a favore di une “pacifica cooperazione internazionale”
nella quale “le nazioni del mondo, est ed ovest, nord e sud, possano prosperare
e vivere in armonia”
.
Belle parole e fantastiche prospettive, come non essere d’accordo?
Il problema è che proprio quel concetto di “pacifica
cooperazione internazionale” servì a giustificare la Guerra del Golfo, ufficialmente
intesa a difendere la sovranità del Kuwait e ad assicurare il rispetto della “legalità
internazionale”.
Ben lontani da una “nuova era più sicura alla ricerca
della pace” da quel momento siamo entrati in realtà in un’epoca di guerra
perenne, proprio come descritta in 1984 di Orwell, dominata da conflitti
continui, insicurezza, paura, controllo costante da parte delle autorità,
censura mascherata e manipolazione dell’opinione pubblica.
La strategia vera e propria della ‘guerra senza fine’
nasce un paio di anni dopo, nel 1992, con il Defense Planning Guidance
(Linee-guida di Difesa nazionale).
Il New York Times,
venuto a conoscenza del piano, scrisse: “In un nuovo vasto progetto politico
che sta per essere varato, il Dipartimento alla Difesa stabilisce che la
missione politica e militare dell’America nell’era post-guerra fredda sarà
quella di far sì che non possano emergere superpotenze rivali in Europa
Occidentale, Asia o nei territori della ex-Unione Sovietica. I documenti
segreti mostrano lo scenario di un mondo dominato da un’unica superpotenza la
cui posizione predominante può venire garantita da un comportamento studiato all’uopo
e da una adeguata forza militare, in modo da scoraggiare qualsiasi Nazione o
gruppo di Nazioni a sfidare la supremazia americana”.
La personalità più
rappresentativa dietro questo piano fu Paul Wolfowitz, che sarà nominato più
tardi da Bush Segretario alla Difesa e che coprì anche la carica di Presidente
della Banca Mondiale.
La centrale e orientale accordi di
sicurezza analoghi a quelli sottoscritti con Arabia Saudita, Kuwait e altri
stati nel golfo Persico
”.
Nel 1993, allorché Clinton prende il posto di George Bush
senior si costituisce un think tank dei falchi repubblicani che darà vita –
pochi anni più tardi – al Project for the New American Century (PNAC), Progetto
per il nuovo secolo americano.
Nello spirito di questo progetto il dominio a stelle e
strisce deve venir imposto a qualsiasi costo in qualsiasi parte del mondo, il
che richiede un crescente incremento delle spese militari onde contrastare
minacce come quelle costituite da Iraq, Nord Corea, Iran. “Inoltre, questo
processo di trasformazione, anche se porterà a dei mutamenti radicali, sarà
qualcosa di lento a meno di eventi catastrofici che lo favoriscano – come una
nuova Pearl Harbor
”.
Guarda caso, pochi anni dopo, le due Torri offriranno la
ghiotta occasione di “una nuova Pearl Harbor”…
Nel 2000 il Pentagono pubblica Joint Vision 2020 un
documento che teorizza il progetto denominato Full-spectrum Dominance (Dominio
a tutto campo);
“Con Full-spectrum dominance si intende la capacità delle
forze USA, da sole o con alleati, di annientare qualsiasi avversario e
controllare qualsiasi situazione in ambito di operazioni militari.”
Il Full-spectrum dominance deve estendersi a qualsiasi
tipo di conflitto, dalla guerra nucleare su teatri bellici globali fino a
eventi di dimensioni limitate. Si riferisce altresì a situazioni atipiche come peacekeeping
e aiuti umanitari.
“La
creazione di una rete di informazione globale servirà a garantire le condizioni
di una maggiore capacità decisionale
”.
Il 13 novembre 2001 il presidente George W. Bush firma l’Ordine
Militare N.1
nel quale conia la definizione “Guerra globale al terrorismo”. E ciò senza
informare il suo Consigliere alla sicurezza, né il Segretario di Stato, né il
Capo dello staff o il suo responsabile della comunicazione, approvando così una
legge che è divenuta tristemente nota come "Military
Order of November 13, 2001: Detention, Treatment, and Trial of Certain
Non-Citizens in the War Against Terrorism
"
Da quel momento le operazioni militari ‘segrete’ del
SOCOM (Special Operations Command) - finalizzate al
mantenimento di una ‘guerra globale’ - si sono moltiplicate senza limite in
ogni parte del mondo.
Il personale del SOCOM è raddoppiato dal 2001
raggiungendo le 66.000 unità, mentre il suo budget è passato da 4,2 miliardi a
10,5 miliardi di dollari. La crescita del JSOC (Joint Special Operations
Command) che è una ramificazione del SOCOM, è stata ancora più rilevante, passando dalle 1.800 unità
speciali nel 1980 alle oltre 25.000 oggi.
Quanto alle operazioni ‘sotto copertura’ delle forze
speciali esse hanno coinvolto, a oggi, oltre 75 Paesi, dalla Repubblica
Dominicana al Perù, dalle Filippine allo Yemen, dalla Somalia all’Asia Centrale,
dal Libano all’Arabia Saudita, dall’Iran a numerosi Paesi arabi.
Queste forze speciali si sono macchiate sovente di
crimini contro l’umanità che sono stati regolarmente ‘coperti’ dalle gerarchie
militari e nascosti all’opinione pubblica.
Naturalmente, come è noto, la “Pearl Harbor” dell’11
settembre viene immediatamente utilizzata per mettere in atto la dottrina della
Global War che viene per l’occasione ribattezzata War on Terror (Guerra al
terrorismo).
Ricordiamo, infine, che nell’agenda del Project for the New
American Century (PNAC) - che risale all’anno 2000 - si auspica a chiare
lettere di “condurre guerre senza confini”
.
Il PNAC ha come obiettivo dichiarato quello di “combattere
e vincere decisamente conflitti multipli e simultanei nei maggiori teatri
bellici mondiali”.
Questo scellerato programma è stato adottato in pieno
dall’amministrazione Obama con un team di collaboratori e di esperti molto più
efficace di quello del suo predecessore.
A una manciata di minuti dallo scadere del Patriot Act,
Obama (premio Nobel per la pace, ricordate?) ha rinnovato, per altri 4 anni, la
delirante legge promulgata da George Bush junior all’indomani dell’11 settembre
.
Contrastata con decisione da pochi parlamentari, tra cui
il senatore repubblicano Rand Paul del Kentucky, questa legge - che con l’alibi
della Guerra al terrorismo - di fatto consente ogni possibile abuso delle
libertà dei cittadini, è un tassello straordinariamente importante per capire
come si stanno muovendo i poteri forti negli USA e per intuire quali possibili
scenari politico-militari si aprano nel XXI secolo.
E, visto che non tutta l’opinione pubblica è manipolabile,
i think tank dell’intelligence USA hanno inoltre felicemente ideato una
strategia di maquillage delle parole.
Così è tutto meno inquietante se chiamiamo la guerra ‘intervento
umanitario’ e l’attacco lo chiamiamo ‘difesa’, mentre le stragi di civili
diventano ‘danni collaterali’…
Ora, se partiamo dal presupposto che per comprendere a
fondo quanto accade nel mondo abbiamo bisogno di conquistarci una visione più
ampia, come possiamo interpretare questa situazione da un punto di vista
spirituale?
Cosa sta accadendo nel nostro mondo sempre più segnato da
guerre e da massacri quotidiani con la complicità dei media che amplificano
quotidianamente menzogne e odio contro l’altro di turno?
Possiamo ipotizzare che la Global War rappresenti in
realtà l’inizio del Bellum omnium contra omnes
,
la guerra di tutti contro tutti?
Molti veggenti parlano di un futuro prossimo della terra sempre
più incerto con grandi rischi di precipitare in conflitti distruttivi.
Edgar Cayce, lo Sleeping Prophet, ad esempio descrive –
ancora negli anni ’30 del secolo scorso - come il primo decennio del nuovo
secolo avrebbe ripercorso la situazione del primo dopoguerra fino al disastro
economico del ’29, con un progressivo incremento di conflitti. “Mercati e
benessere in calo, economie al collasso, disoccupazione in aumento, confusione
politica e tumulti popolari (…) con, negli anni successivi, un numero crescente
di persone che si troveranno in serie difficoltà anche rispetto a problemi
basilari di sopravvivenza”.
Cayce prevede anche la possibilità di una III Guerra
mondiale. Parla letteralmente di guerra originata in “Libia, in Egitto, ad
Ankara e in Siria, attraverso conflitti sorti intorno agli stretti delle zone a
Nord dell’Australia, nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico
”
Secondo altri veggenti e profeti del passato si è già
superato - nella nostra epoca - il punto critico ‘di non ritorno’ nella discesa
verso un materialismo che ha totalmente dimenticato l’origine spirituale dell’uomo.
Per essi l’unica possibilità di salvezza da disastri sociali e bellici può
provenire solo da un’evoluzione spirituale che consenta di non guardare solo
agli eventi materiali cercando la felicità solo nella soddisfazione dei bisogni
fisici e istintivi.
Vi ricorda vagamente qualcosa?
Il materialismo della vita attuale, il dominio delle
immagini, la finanza sfrenata, l’estrema competizione nel lavoro, la mancanza
di solidarietà sociale, l’aggressività degli Stati, sono tutti segnali significativi
che contraddistinguono questo momento storico. E i segni ci sono tutti:
malattie prodotte dalla dipendenza da computer, crack finanziari a livello
globale, lavoro sempre più stressante e meno remunerativo, indifferenza del
singolo nei confronti dei propri simili, aggressioni continue tra le nazioni.
Proprio queste caratteristiche della nostra cultura sono in
realtà alla base – da un’ottica spirituale - dell’insorgere della guerra
globale o, come fu anticipato da Rudolf Steiner un secolo fa, come l’inizio della
guerra di tutti contro tutti, una prospettiva fino a ieri confinata nelle
pagine delle profezie ancora da realizzarsi, ma che oggi – con le nuove
dottrine militari annunciate da Obama – inizia ad assumere dei contorni tanto
più definiti quanto inquietanti.
“Esteriormente – dice Steiner nel corso di una conferenza
del 23 Novembre 1919, dunque ben 20 anni prima della II Guerra mondiale – l’umanità
andrà incontro a grandi conflitti. E per queste terribili guerre di cui siamo
solo all’inizio (…) e che portano alle estreme conseguenze gli antichi impulsi
dell’evoluzione terrestre, non vi sarà alcuna medicina politica, economica o
spirituale proveniente dalla farmacia dell’antica evoluzione. I fermenti che
hanno prima portato l’Europa all’inizio della sua distruzione [I Guerra mondiale],
che metteranno poi Asia ed America l’una contro l’altra [II Guerra mondiale] e
che propagheranno la guerra su tutta la terra [Guerra globale] provengono dai tempi antichi.
Potrà contrastare questo portare-all’assurdo l’evoluzione umana solo ciò
che conduce gli uomini sulla via dello spirituale: il Sentiero di Michele, che trova
la sua continuazione nella Via del Cristo”
.
Steiner rileva come la guerra di tutti contro tutti inizi
gradualmente con l’abituare gli uomini a distruzioni belliche che si presentano
per così dire quasi ritmicamente nella storia umana di cui l’inizio è stato il
primo conflitto mondiale.
Abituare gli uomini alla guerra: confrontiamo questo con
quanto abbiamo riportato all’inizio con le parole di Orwell e con le nuove strategie
USA.
“È una convinzione infantile – così ancora Steiner - che
da questa catastrofe bellica [la I Guerra mondiale] possano provenire periodi
di pace durevoli per l’umanità sul piano fisico. Non sarà così.”
.
Sarà solo grazie al nascere dell’altruismo se l’umanità sarà
in grado di salvarsi dall’autodistruzione, sostiene Rudolf Steiner, evento inevitabile
se si continua a ignorare l’elemento morale.
“Gli uomini si annienteranno in guerre fratricide. E la cosa più avvilente - rispetto ad altri tipi di distruzione sarà che
avverrà solo per loro responsabilità”
. Solo
una manciata di persone sopravviverà e saranno coloro che avranno
sviluppato un livello di abnegazione profondo, mentre la restante umanità
sarà totalmente dedita a mettere al proprio servizio egoistico – grazie a
tecnologie potenti e complesse - le forze della natura, senza aver acquisito il
necessario grado di altruismo.
La guerra di
tutti contro tutti, che rappresenterà la rovina della nostra
epoca, sarà originata proprio da questo sviluppo tecnologico estremo totalmente
privo di morale.
“Forze enormi
e poderose verranno liberate da scoperte che trasformeranno il mondo
intero in una sorta di apparecchiatura elettrica globale funzionante
in modo autonomo”
.
A cosa si riferiva? A Internet, nata come progetto per la
difesa USA, che oggi ha di fatto trasformato l’intera comunicazione mondiale in
una “apparecchiatura elettrica globale funzionante in modo autonomo”?
Ma se Steiner in molte occasioni colloca la guerra di
tutti contro tutti in un futuro non immediato, in un particolare ciclo di
conferenze egli afferma espressamente che, se l’umanità non sarà in grado di correggere
le visioni del mondo profondamente influenzate e corrotte dal materialismo e
dall’edonismo dominante che hanno caratterizzato il XIX ed il XX secolo, “alla
fine del secolo XX noi ci troveremo di fronte alla guerra di tutti contro
tutti! Gli uomini potranno fare tutti i bei discorsi che vorranno, potranno
aver fatto tutti i possibili progressi scientifici, avranno di fronte a sé
questa guerra di tutti contro tutti. Assisteremo allo sviluppo di un’umanità che tanto più si riempirà la bocca di questioni sociali tanto meno avrà un minimo ‘istinto sociale’”
.<
Sulla base di queste inquietanti previsioni cerchiamo di
ipotizzare come tali eventi – di cui saremmo solo all’inizio – potrebbero
svilupparsi.
Abbiamo visto come Steiner parli espressamente di una
visione del mondo profondamente materialista che creerebbe le condizioni perché
possa svilupparsi anzitempo la guerra di tutti contro tutti.
E mi pare che ci siano pochi dubbi sullo stato di incontrastato
materialismo della nostra epoca e sulla mancanza generalizzata di moralità.
Al tempo stesso le allusioni all’utilizzo immorale delle
forze di natura (progetto HAARP, armi geopolitiche per il controllo climatico
etc.) e l’anticipazione di una terra trasformata in un’unica immensa macchina
funzionante elettronicamente (la rete globale del web o la globalizzazione
della finanza elettronica ne potrebbero rappresentare l’inizio) non sono più
solo ipotesi fantascientifiche.
Abbiamo visto in un precedente intervento come Steiner
abbia attribuito ai poteri occulti angloamericani
il disegno di porre il mondo intero sotto il giogo del materialismo.
Tale scellerato progetto è passato attraverso la
creazione della Società delle Nazioni prima e delle Nazioni Unite poi, la
competitività sfrenata, la diffusione
della tecnologia, la finanza priva di regole e di moralità, la creazione di un’idea di globalizzazione tesa solo
allo sfruttamento economico dei Paesi più deboli.
E anche qui mi pare che ci siamo ampiamente.
Ha parlato – nel 1919! – di cause (fermenti) che dopo la
distruzione della Germania, avrebbero portato senza dubbio a una seconda Guerra
mondiale, che avrebbe messo di fronte America e Asia (USA e Giappone) e questo
pure non fa una piega.
Per poi preannunciare che quegli stessi fermenti – se non
contrastati - avrebbero “propagato la guerra su tutta la terra”.
Beh, che ne pensate? Non mi pare che questa prospettiva
sia molto irreale.
Vediamo ora come potrebbe delinearsi ulteriormente questa
ipotesi.
Una prospettiva potrebbe essere quella di uno scontro
frontale tra USA e Cina/Russia, magari in seguito ad un attacco
Israelo-americano all’Iran e/o alla Siria.
Di questo ci sono sicuramente le premesse, preparate da
anni dai media embedded che suonano la grancassa dell’atomica iraniana,
esattamente come fecero dieci anni fa con le famose WMD, o ‘armi di distruzione
di massa’ di Saddam, mai trovate, ma che costarono un milione e mezzo di morti.
Altra prospettiva potrebbe essere quella di un estendersi
di rivoluzioni a livello mondiale, causate dalla crisi economica dilagante, che
riduce in schiavitù economica interi Stati, come è il caso della Grecia oggi.
Questi sconvolgimenti potrebbero cambiare radicalmente il
volto della civiltà attuale portando l’umanità intera a uno stato primitivo, dove solo la forza di un Potere accentratore
– magari presentato come il ‘salvatore dall’anarchia e dalla distruzione’ –
sarebbe in grado di riportare ordine sociale a prezzo di violenze
inimmaginabili.
Una terza inquietante prospettiva – se pur con uno
sviluppo più graduale – potrebbe essere quella della messa in atto di
tecnologie molto avanzate atte a controllare – vedi chip sottocutaneo (il
Marchio della Bestia) – di cui si parla ripetutamente qui in USA come di una
straordinaria ‘opportunità’ (sic!) per rendere la vita più sicura (ancora,
proprio come le guerre al terrorismo hanno reso, nelle parole degli ultimi tre
presidenti, gli Stati Uniti “un Paese più sicuro”!).
Queste tecnologie – attuate a livello di massa (come una
sorta di ‘vaccinazione obbligatoria’ ed è così che si vagheggia di attuarle)
sarebbero letteralmente in grado di soggiogare intere popolazioni in uno stato
di totale sudditanza.
A quale di questi scenari ci stiamo avvicinando?
Probabilmente ad un mix del primo e del secondo.
Ma vediamo anche come contrastare il big Game e cercare
di far fallire questa sciagurata prospettiva.
Secondo Steiner l’unica reale salvezza da questo scenario
si può riassumere in una sola parola: fiducia!
Il nascere e il diffondersi della fiducia tra gli uomini.
Fiducia alla base dell’elemento sociale.
Fiducia dell’uomo nei confronti dell’altro uomo, e conseguente
disponibilità alla diffusione delle
verità.
E da chi viene ostacolato il sorgere di questa fiducia?
Dalle logge e dagli Iniziati dell’Occidente [angloamericani],
ci dice Steiner, che non vogliono parlare all’elemento di libertà del singolo individuo,
ma alle masse.
Che rivelano solo parzialmente quelle verità spirituali
che – in armonia con i dettami del Mondo spirituale - devono essere rese
pubbliche.
Rudolf Steiner fu infatti il primo a rendere pubbliche
notizie e comunicazioni che sino ad allora erano state tenute gelosamente
segrete dalle varie congreghe occulte.
Come il cristianesimo rappresentò nelle parole del Cristo
una verità universale, diretta a tutti senza limiti di razza, nazionalità,
sesso o cultura, allo stesso modo la Scienza dello Spirito di Steiner rivela
conoscenze fino a quel momento riservate con l’obiettivo di dare a ogni uomo –
senza limiti di razza, nazionalità, sesso o cultura – la possibilità di conseguire
conoscenze spirituali.
Questo fece scatenare contro di lui l’ira di potenti
organizzazioni che cercheranno di distruggerne l’immagine e financo di
assassinarlo.
Gli Iniziati anglo-americani cercano dunque di promuovere
quel tanto delle vie iniziatiche che serve a edificare il dominio
angloamericano del mondo, ma la via dell’Iniziazione si deve rivolgere al
singolo individuo e non alle masse utilizzando strumenti di persuasione
occulta, facendo appello alla capacità di comprensione indipendente e libera di
ogni singolo essere umano.
Questo principio è collegato con un principio sociale
fondamentale; se ci si rivolge a ciascuno partendo da principi morali, etici, e
aspettando – nei tempi di ciascuno – la risposta cosciente e libera, allora non
si tende ad assoggettare gli uomini, utilizzando astrazioni per irregimentarli
in gregge.
Solo se il singolo essere umano accoglie ed elabora
liberamente la conoscenza occulta produce moralità e libertà anche sul piano
sociale, portando dentro di sé l’antidoto ad ogni costrizione o menzogna con
cui si cerca di intrappolarlo.
Questo è il motivo della divulgazione delle verità
occulte nel secolo XX che l’Antroposofia ha attuato, in contrapposizione con le
élite occulte angloamericane, che volevano continuare a utilizzare le proprie
conoscenze solo per realizzare le proprie finalità di dominio globale.
“La grande fiducia, questo deve diventare l’impulso
sociale più importante del futuro. Gli uomini devono poter lavorare insieme. Altrimenti
le cose non andranno avanti. (…) Oggi comincia per gli Iniziati dell’Occidente [angloamericani]
la grande angoscia, la terribile paura. Essi dicono: se noi parleremo in futuro
solo alle singole persone allora scateniamo la guerra di tutti contro tutti, dato
che in tal caso gli uomini non saranno organizzati, visto che si è costruita
una fiducia generale, allora l’umanità precipiterà nella guerra di tutti contro
tutti. Essi sentono questa angoscia. Per questo costoro vogliono mantenere
queste verità iniziatiche, oserei dire, sottochiave lasciando avanzare l’umanità
verso il futuro sotto una luce apparente, ma in stato di sonno”
.
L’opera divulgativa delle verità occulte da parte dell’Antroposofia
– che ha rotto tabu millenari
,
la pubblicazione di migliaia di libri, saggi, cicli di conferenze anche
profondamente esoteriche – ha come scopo principale dunque quello di creare l’unica
possibile difesa nella nostra epoca nei confronti dell’unilateralità di
determinate potenti congreghe che si propongono di mantenere i popoli in
sudditanza - in una sorta di sopore della coscienza - nei confronti del reale
svolgersi degli eventi.
Libera diffusione delle verità spirituali per creare
fiducia.
Per vincere ansia e paura.
Auspichiamo dunque che l’uomo – nel suo attuare libere
scelte – possa essere in grado di disincantare queste terrificanti prospettive,
un po’ come un’automobile che, con una poderosa frenata, riesca a fermarsi a
pochi centimetri dal precipizio. Ma questo può avvenire solo se s’iniziano a
rimuovere – partendo da ciascuno di noi - i ‘fermenti’, le cause che hanno
portato a questo stato di cose.
Vale a dire il potere esclusivo della visione
materialistica del mondo che deforma radicalmente ogni pensiero umano e paralizza
ogni possibilità di crescita morale dei popoli.
Houston, 30 maggio 2012
Piero Cammerinesi
www.pierocammerinesi.it
Bellum
omnium contra omnes o "guerra di tutti contro
tutti" nell’accezione di Thomas Hobbes (1588-1679) descrive lo ‘stato di
natura’ in cui, non esistendo legge alcuna,
ogni individuo verrebbe mosso solo dal suo istinto, danneggiando gli altri ed
eliminando chiunque gli sia di ostacolo verso il soddisfacimento dei propri
desideri.