Altra bella conferenza di Solange Manfredi, giurista e coautrice del blog di Paolo Franceschetti.
"Il gioco democratico"
Roma, 18 gennaio 2011
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o con il consenso o con la forza (James P. Warburg)
Benvenuti in NWO Blog.
Questo blog vuole offrire informazioni sul tema del Nuovo Ordine Mondiale (o NWO: "New World Order").
I mass-media non parlano di questo genere di storie e notizie, ma sono tutte documentate e verificabili.
Il Nuovo Ordine Mondiale sta per arrivare, non permettiamogli di farlo.
Questo blog aderisce alla campagna di sensibilizzazione sul tema delle scie chimiche.
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11 dicembre 2012
Il gioco democratico
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04 gennaio 2012
Nome in codice: Buan
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| Papa Paolo VI |
La questione dell’influenza massonica sui lavori del Concilio Vaticano II è stata ampiamente dibattuta: qui vorrei solo proporvi uno spunto -che lascio ai vostri approfondimenti- su un personaggio che è stato al centro della riforma liturgica e di cui tutt’oggi permangono dubbi sulla sua appartenenza massonica.
Districarsi fra notizie e contro-notizie non è semplice, specialmente in vicende così complesse: ed è proprio questa confusione uno dei mezzi utilizzati dalla massoneria, ma anche dai servizi segreti, per fare in modo che le persone si stanchino di cercare e non si pongano domande. Cosa che dovremmo invece fare molto più spesso e con molta più ostinazione.
Monsignor Annibale Bugnini, di cui potete trovare informazioni biografiche su Provincia Romana e su Wikipedia, fu nominato da papa Paolo VI segretario della Commissione per la Liturgia per il Concilio Vaticano II. Questo cruciale evento prese avvio nel 1962 sotto il pontificato di Giovanni XXIII e terminò nel 1965 sotto Paolo VI. I risultati furono tanto imponenti quanto radicali su molti aspetti: da riforma che riguardava inizialmente più gli aspetti formali della dottrina e la modernizzazione della Chiesa, si trasformò in una riforma che mutava passaggi fondamentali della liturgia stravolgendone spesso il significato.
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| Mons. Annibale Bugnini |
Protagonista del Concilio fu proprio Mons. Bugnini, che apportò le modifiche principali alla liturgia definendo le “linee-guida” per il nuovo rito della Messa, da cui scaturì il Missale Romanum del 1969 (Novus Ordo Missae, Nuovo Ordinario della Messa), che è la riforma vera e propria della liturgia, sempre pubblicata da papa Paolo VI.
Non si tratta, come spesso si dice, di soli cambiamenti di forma, per esempio l’abbandono del latino e l’adozione delle lingue nazionali, ma anche di riforme sostanziali del rito, tra cui l’avvicinamento alle idee protestanti con l’abolizione o la modifica di varie frasi-chiave del rito eucaristico, per cui il dogma della transustanziazione, caposaldo della messa cattolica, diviene qualcosa di evanescente e “interpretabile”: da qui il decentramento del tabernacolo (che conserva le ostie consacrate e quindi sottolinea la presenza reale di Cristo in mezzo ai fedeli), tolto dalla posizione centrale e relegato sempre più ai margini della chiesa. Le chiese post-conciliari sono riconoscibili anche per questo aspetto, oltre che per un ambiguo concetto di “creatività architettonica”.
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| Chiesa post-conciliare (Irlanda) |
Durante i lavori della Commissione Liturgica, diversi gruppi esternarono le proprie rimostranze (tra questi per esempio la Fraternità San Pio X fondata da Marcel Lefebvre, i cui sacerdoti furono poi sospesi dalle loro funzioni): essi criticavano in particolare le eccessive concessioni al Protestantesimo in nome dell’ecumenismo e il divieto di celebrare la messa secondo l’antico rito tridentino, in vigore fino al Concilio Vaticano II.
Ma torniamo a mons. Annibale Bugnini e al suo ruolo di promotore della riforma liturgica.
La sua vicenda si intreccia strettamente con quella del Concilio, perciò ho deciso di spendere due parole su di esso e far capire cosa vi fosse in gioco.
E qui inizia anche la parte più nebulosa di tutta la faccenda. Cerchiamo quindi di chiarirne i punti principali seguendo un ordine cronologico.
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| Mons. Gagnon |
Mons. Gagnon non si perde d’animo: riscrive di suo pugno l’intero dossier e chiede udienza. Non gli viene accordata.
E’ l’estate del 1975 quando Mino Pecorelli, affiliato alla P2, pubblica sulla rivista “Osservatorio Politico” la fotografia di un assegno, con tanto di matrice, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Lino Salvini. L’assegno è in favore di Annibale Bugnini.
Lo stesso Mino Pecorelli riporterà in seguito gli estremi dell’affiliazione di Bugnini al GOI: iniziato il 23 aprile 1963 con il numero 1365/75 e il nome in codice BUAN.
Consiglio questa pagina web per approfondire i ruoli dei prelati presenti sulla “lista Pecorelli” e le oscure vicende che le fecero seguito.
Nell’aprile del 1976 lo scrittore cattolico Tito Casini pubblica un articolo in cui sostiene che Paolo VI avrebbe ricevuto informazioni sull’affiliazione di Bugnini alla massoneria. Queste accuse emergono all’indomani dell’allontanamento di Bugnini dal Vaticano, essendo stato da poco nominato nunzio apostolico in Iran.
Bisogna aspettare fino a ottobre del 1976 per una smentita da parte del Vaticano, dopo che a giugno altri cento prelati vengono accusati di far parte della massoneria (la “lista Pecorelli” compare sulla rivista Panorama).
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| Lino Salvini |
Il Gran Maestro della massoneria italiana espliciterebbe il compito affidato al monsignore di “diffondere la de-cristianizzazione tramite la confusione dei riti e dei linguaggi” e di “mettere vescovi e cardinali l’un contro l’altro”. La lettera continua dichiarando che “tutto deve avere luogo entro un periodo di 10 anni” e sottolinea: “la Babele linguistica e rituale sarà la nostra vittoria”.
La lettera di risposta di mons. Bugnini rassicurerebbe sul fatto che “la de-sacralizzazione prosegue rapidamente” e annuncia: “possiamo già cantar vittoria, poiché la lingua volgare è già sovrana in tutta la liturgia, incluse le parti essenziali”. La lettera proseguirebbe ringraziando per i fondi ricevuti e auspicando un incontro a breve.
Le lettere, fotocopie prive di intestazione, si possono leggere in inglese e in portoghese sul sito Tradition in action.
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| La rivista 30giorni (vers. portoghese) |
E’ possibile leggerne la traduzione in italiano sul blog Fides et Forma.
Nella conversazione, il monsignore dà per assodata l’affiliazione di Annibale Bugnini alla massoneria (“Alcuni non hanno un'opinione, alcuni sono persuasi che la Chiesa doveva essere cambiata. Alcuni semplicemente hanno seguito la marea. Alcuni sono motivati dal denaro. E poi ci sono quelli che servono altri padroni. Questo era il caso di Bugnini” … “Lui si recò ad un incontro dal Segretario di Stato con la sua valigetta. Era il 1975. Più tardi quella sera, quando tutti erano andati a casa, un monsignore trovò la valigetta che Bugnini aveva lasciato. Il monsignore decise di aprirla per vedere chi ne fosse il proprietario. E quando la aprì, trovò lettere indirizzate a Bugnini definito 'fratello', da parte del Gran Maestro della Massoneria Italiana”).
A seguito di questa pubblicazione si scatena di nuovo la bagarre, come si può leggere per esempio sui blog di Francesco Colafemmina e di Padre Giovanni Scalese, che torna sulla vicenda a seguito di critiche mossegli da Padre Matias Augé.
Ora.
Immagino sarete un filo confusi.
Se non lo siete, permettetemi di esporre alcuni fra i motivi per cui ritengo naturale sentirsi confusi dopo un simile profluvio di date, eventi e personaggi.
(Se avete anche la sensazione che i vostri neuroni siano prossimi a fare harakiri, è il momento giusto per prepararvi un buon thè prima di proseguire la lettura!)
Ci sono alcune domande a cui non è facile rispondere con i pochi e incerti elementi in nostro possesso. E ogni domanda sembra contraddire qualunque punto fermo acquisito in precedenza.
1) La questione della valigetta
E’ questo il punto più nebuloso dell’intera faccenda. Sembra anzi un tipico elemento inserito ad hoc per depistare e confondere.
Innanzitutto: se io fossi un alto prelato affiliato alla massoneria e stessi lavorando per sovvertire la tradizione cattolica, mi porterei appresso lettere compromettenti? E se fossi così sciocco, sarei anche così sbadato da dimenticare la mia valigetta col suo prezioso contenuto proprio nella "tana del lupo", così che chiunque possa scoprirmi? Peraltro, le due lettere sono talmente brutali nella loro chiarezza da risultare grottescamente ingenue. Se non puzza di bruciato questo, non so che altro potrebbe farlo.
In secondo luogo: perché le lettere sono fotocopie prive di intestazione? Se avessi voluto portarmi appresso un documento che potesse provare la mia affiliazione, avrei scelto -se non gli originali- almeno una copia fedele. (Ma torniamo al punto: perché portare con sé in Vaticano documenti così scottanti?)
E infine: perché mons. Bugnini venne spedito a fare il nunzio apostolico in un paese come l’Iran? Se Paolo VI si convinse della sua affiliazione alla massoneria, avrebbe dovuto scomunicarlo. Altrimenti avrebbe potuto mantenerlo in Vaticano, come segno evidente che riteneva infondate tutte le accuse.
2) La “lista Pecorelli”
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| Mino Pecorelli |
Eppure, che “il fumo di Satana” si fosse infiltrato in Vaticano era chiaro allo stesso Paolo VI già da tempo ("Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa”, 29 giugno 1972).
E il suo successore, papa Luciani, che dichiarò di voler fare pulizia dei prelati massoni, morì dopo 33 giorni di pontificato in quel terribile settembre del 1978.
Ma sono coincidenze…
3) La riforma liturgica
E veniamo al punto fondamentale. Se papa Paolo VI si convinse delle accuse contro Bugnini (ricordiamo che nel ’76 lo spedì in Iran), perché non rigettò la riforma che era palesemente una sua creatura? Perché non rimetterla in discussione, riaprendo il dibattito? Se l’impianto della riforma liturgica era stato ideato da un massone, sarebbe stato doveroso nei confronti dei fedeli e della stessa Chiesa tornare sui propri passi e rivedere tutto. D’altra parte era in gioco l’essenza stessa del rito della Messa e il futuro della religione cattolica.
E se Paolo VI ritenne mons. Bugnini un massone, perché spedirlo in Iran e non scomunicarlo, come avrebbe dovuto fare? Le prove della sua affiliazione sembravano piuttosto solide, dopotutto. I riferimenti alle date e ai codici di iniziazione avevano almeno l’apparenza di essere qualcosa più che una montatura (e se montatura era, a che pro?).
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| Chiesa post-conciliare (Foligno) |
Pensiamo anche a quanto doveva essere ben infiltrata la massoneria in Vaticano se fu in grado di sottrarre il dossier dalla scrivania di Gagnon quando esso iniziò a diventare troppo corposo…
Certo la storia della valigetta sembra inventata appositamente per gettare discredito su mons. Bugnini. Ma le circostanze in cui la sua vicenda è immersa sono senza dubbio torbide. Teniamo presente inoltre che quelli erano gli anni dello IOR, di Marcinkus, Calvi e Sindona: di massoneria in Vaticano si parlava già da tempo.
Forse si è riusciti a zittire tutto prima che a qualcuno venisse in mente di fare davvero le "pulizie di primavera" in Vaticano. O forse, la parte più legata alla tradizione cristiana è sempre stata una minoranza, in quegli aurei lidi…
Nel mare di informazioni ambigue che intesse questa vicenda, emerge chiaro forse solo un punto: è essenziale porsi domande, chiedersi sempre i “perché” delle cose. Spesso la risposta è semplice, a fronte di un caos informativo messo a bella posta: bisogna cercare le giuste connessioni logiche.
01 novembre 2011
Vaticano e NWO: altre maschere che cadono
Saint Peter's Square and Apostolic Palace, Rome, 1909 (fonte wikipedia)
Mi limito perciò a segnalare questo articolo di Santaruina in merito al documento di recente pubblicato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace:
Il Vaticano e il Nuovo Disordine Mondiale
[...] Sembrano in tutto e per tutto parole e concetti che potrebbe benissimo esprimere un qualsiasi Gran Maestro massone, dal momento che non si fa altro che ribadire ed auspicare la visione del mondo globalista che la massoneria ed altre società esoteriche da sempre evocano.
Ed è bene ricordare che anche il particolare utilizzo di determinate espressioni non è mai casuale, dal momento che ogni singola parola ha una sua importanza nel descrivere l'ideologia che le sta alle spalle.
[...]
L'allora cardinale Ratzinger dimostrava quindi di comprendere molto bene quale impalcatura ideologica stesse alla base di concetti quali “Nuovo Ordine Mondiale”, usando tale espressione con piena cognizione di causa.
Lo stesso Ratzinger che, divenuto Papa Benedetto XVI, nel discorso di Natale del 2005 chiamava a raccolta gli uomini di buona volontà affinchè quel medesimo Nuovo Ordine Mondiale lo edificassero. [...]
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08 agosto 2010
NWO, Teosofia e New Age: alcune connessioni
Tra i commenti al mio precedente post, mi è stato segnalato un interessante video che vi ripropongo qui sotto.
Approfitto per ringraziare del contributo, sono sempre ben felice di poter avere a disposizione diverse fonti da cui trarre informazioni e documentarmi ulteriormente.
Il documentario che vi segnalo ha decisi toni cristiano-centrici, se vogliamo definirli così, e forse cade anch'esso nel deleterio gioco delle parti, nella guerra 'in bianco e nero' che scaturisce da una visione dualistica della realtà, ma ha il merito di porre in risalto informazioni importanti, fra cui diverse che probabilmente pochi conoscono.
Vi lascio per una settimana di vacanza, sempre ricordando a voi e a me stessa la buona abitudine di non prendere mai nulla per oro colato e di ragionare con la propria zucca.. ;)
Grazie di nuovo ai miei commentatori, che mi stimolano ogni volta a 'non accontentarmi' e a proseguire la ricerca.. sempre.
Buon agosto a tutti :)
Gaia
NWO e New Age - Infiltrazioni nel Truth Movement (sub. ITA)
Un documentario di Keith Thompson
Traduzione e sottotitoli a cura di Moksha75ar
Video 1 di 9: per proseguire clicca sul link rosso alla fine di ogni video.
Approfitto per ringraziare del contributo, sono sempre ben felice di poter avere a disposizione diverse fonti da cui trarre informazioni e documentarmi ulteriormente.
Il documentario che vi segnalo ha decisi toni cristiano-centrici, se vogliamo definirli così, e forse cade anch'esso nel deleterio gioco delle parti, nella guerra 'in bianco e nero' che scaturisce da una visione dualistica della realtà, ma ha il merito di porre in risalto informazioni importanti, fra cui diverse che probabilmente pochi conoscono.
Vi lascio per una settimana di vacanza, sempre ricordando a voi e a me stessa la buona abitudine di non prendere mai nulla per oro colato e di ragionare con la propria zucca.. ;)
Grazie di nuovo ai miei commentatori, che mi stimolano ogni volta a 'non accontentarmi' e a proseguire la ricerca.. sempre.
Buon agosto a tutti :)
Gaia
NWO e New Age - Infiltrazioni nel Truth Movement (sub. ITA)
Un documentario di Keith Thompson
Traduzione e sottotitoli a cura di Moksha75ar
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24 luglio 2010
Simboli: esoterismo alla luce del sole
Simbolo. Dal greco “symbolon”, derivato dal verbo symbàllein, “mettere assieme”, connettere, ridurre a unità di significato (“Syn”: con, insieme. “Ballein”: mettere, porre).
Si riferiva a un oggetto scomposto in due parti, che si doveva ricomporre affinché riacquistasse il suo significato.
Nell’antichità indicava un oggetto (un sigillo, un anello, una piccola immagine) che veniva spezzato in due parti, che venivano conservate da due famiglie e che permettevano poi di comprovare l’appartenenza di una persona a una delle due famiglie (che avevano dato o ricevuto ospitalità, o che avevano stretto rapporti di altro tipo).
Il processo simbolico separa ma nello stesso tempo unisce, le varie parti sensibili che si simboleggiano a vicenda rinviano ad altre realtà non sensibili.
La potenza del simbolo si può apprezzare in ogni era e in ogni luogo, e anche - o forse ancor più - oggi, nelle moderne società occidentali intrise di messaggi pubblicitari, che fanno larghissimo uso del linguaggio simbolico, a partire dalla elaborazione di un logo fino all’ideazione dello slogan.
Il linguaggio simbolico gioca un ruolo essenziale nel campo delle religioni, che sono l’ambito dove più profondamente una realtà sensibile rimanda a una non sensibile, un oggetto immanente rimanda a entità trascendentali.
Possiamo renderci conto di quanto il simbolo sia un mezzo potente, semplicemente facendo attenzione alla nostra realtà quotidiana: notando coscientemente l’enorme quantità di simboli in cui siamo immersi ogni giorno.
Questi simboli operano a livello inconscio: li metabolizziamo senza rendercene conto.
Iniziare a notarli è anche un buon esercizio per capire come funzionano e come possano avere tanta presa su di noi.
Ho accennato all’ambito pubblicitario e a quello religioso, sostenendo che vi è un grosso studio alla base degli slogan pubblicitari e che la simbologia gioca un ruolo fondamentale nella religione. Compresa quella politica dello Stato.
Sì, ho parlato di religione politica dello Stato, perché lo Stato è esattamente questo: una religione.
Con i suoi rappresentanti riconosciuti, i suoi dogmi, i suoi riti, le sue ricorrenze e festività, i suoi santi da venerare. Con i suoi simboli.
Ovunque giriamo lo sguardo siamo sommersi di simboli.
Pubblicità su tv e riviste, loghi su auto e altri prodotti di uso comune, partiti politici, chiese, banche, associazioni più o meno segrete, edifici pubblici. Sono dappertutto.
E molto spesso non li vediamo.
Il fatto di non vederli (nel senso di renderci conto di cosa siano e cosa rappresentino) è dovuto al fatto che incameriamo tutto ciò che fa parte della nostra vita quotidiana come “normale”.
Se una cosa è normale, perché mai dovrei farci attenzione? Perché dovrei pormi delle domande su di essa?
E’ normale, nulla da vedere, circolare, circolare.
L’atteggiamento acritico per cui incaselliamo ogni cosa quotidiana nella sezione “normale/nulla di strano” del nostro cervello, ci impedisce di sviluppare quella curiosità, quella capacità di chiederci “Perché?” che porterebbe a indagare sul nostro dubbio. E a fare, molto spesso, delle scoperte davvero interessanti.
Vi propongo una serie di video di Jordan Maxwell, risalenti al 1993, sottotitolati in italiano.
Trattano il tema dei simboli e vi compaiono diverse cose interessanti e spunti su cui riflettere.
Sempre con spirito critico, ovviamente.
Buona visione.
Link alla playlist.
Si riferiva a un oggetto scomposto in due parti, che si doveva ricomporre affinché riacquistasse il suo significato.
Nell’antichità indicava un oggetto (un sigillo, un anello, una piccola immagine) che veniva spezzato in due parti, che venivano conservate da due famiglie e che permettevano poi di comprovare l’appartenenza di una persona a una delle due famiglie (che avevano dato o ricevuto ospitalità, o che avevano stretto rapporti di altro tipo).
Il processo simbolico separa ma nello stesso tempo unisce, le varie parti sensibili che si simboleggiano a vicenda rinviano ad altre realtà non sensibili.La potenza del simbolo si può apprezzare in ogni era e in ogni luogo, e anche - o forse ancor più - oggi, nelle moderne società occidentali intrise di messaggi pubblicitari, che fanno larghissimo uso del linguaggio simbolico, a partire dalla elaborazione di un logo fino all’ideazione dello slogan.
Il linguaggio simbolico gioca un ruolo essenziale nel campo delle religioni, che sono l’ambito dove più profondamente una realtà sensibile rimanda a una non sensibile, un oggetto immanente rimanda a entità trascendentali.
Possiamo renderci conto di quanto il simbolo sia un mezzo potente, semplicemente facendo attenzione alla nostra realtà quotidiana: notando coscientemente l’enorme quantità di simboli in cui siamo immersi ogni giorno.
Questi simboli operano a livello inconscio: li metabolizziamo senza rendercene conto.Iniziare a notarli è anche un buon esercizio per capire come funzionano e come possano avere tanta presa su di noi.
Ho accennato all’ambito pubblicitario e a quello religioso, sostenendo che vi è un grosso studio alla base degli slogan pubblicitari e che la simbologia gioca un ruolo fondamentale nella religione. Compresa quella politica dello Stato.
Sì, ho parlato di religione politica dello Stato, perché lo Stato è esattamente questo: una religione.
Con i suoi rappresentanti riconosciuti, i suoi dogmi, i suoi riti, le sue ricorrenze e festività, i suoi santi da venerare. Con i suoi simboli.
Ovunque giriamo lo sguardo siamo sommersi di simboli.
Pubblicità su tv e riviste, loghi su auto e altri prodotti di uso comune, partiti politici, chiese, banche, associazioni più o meno segrete, edifici pubblici. Sono dappertutto.
E molto spesso non li vediamo.
Il fatto di non vederli (nel senso di renderci conto di cosa siano e cosa rappresentino) è dovuto al fatto che incameriamo tutto ciò che fa parte della nostra vita quotidiana come “normale”.Se una cosa è normale, perché mai dovrei farci attenzione? Perché dovrei pormi delle domande su di essa?
E’ normale, nulla da vedere, circolare, circolare.
L’atteggiamento acritico per cui incaselliamo ogni cosa quotidiana nella sezione “normale/nulla di strano” del nostro cervello, ci impedisce di sviluppare quella curiosità, quella capacità di chiederci “Perché?” che porterebbe a indagare sul nostro dubbio. E a fare, molto spesso, delle scoperte davvero interessanti.
Vi propongo una serie di video di Jordan Maxwell, risalenti al 1993, sottotitolati in italiano.
Trattano il tema dei simboli e vi compaiono diverse cose interessanti e spunti su cui riflettere.
Sempre con spirito critico, ovviamente.
Buona visione.
Link alla playlist.
19 marzo 2010
Pedofilia e potere
Rimbalza da giorni una notizia riguardante Gordon Brown, primo ministro inglese.Come riportato in un reportage di Mike James [1], Gordon Brown sarebbe un pedofilo e le sue abitudini note alle autorità internazionali da molto tempo.
Quando si parla di pedofilia (filia? sic!) bisogna tenere ben in mente che la questione è molto ampia e tocca ambiti e personaggi parecchio in alto nella scala del potere. Ambiti 'intoccabili' e perciò ben protetti agli occhi della popolazione.
Tony Blair, Gordon Brown e i loro più intimi amici nel governo laburista furono accusati di far parte di una rete di pedofili ad altissimo livello, che praticavano rituali perversi quali «prove iniziatiche» di stampo massonico per accedere ai vertici di organi sovrannazionali.
Sulle indagini è stato posto il segreto di stato dal governo di Sua Maestà Britannica.. [2]
Questo accadeva nell'ormai lontano 2003, quando gli angloamericani erano impegnati a far accettare la "guerra al terrorismo" in sperduti paesi del Medio Oriente. La pentola a pressione è stata raffreddata dai servizi segreti fino ad oggi, per non intralciare quell'immane sforzo mediatico che i governi stavano portando avanti.
Brown sarebbe addirittura implicato nel massacro di sedici bambini e di un insegnante nella scuola scozzese di Dunblane avvenuto nel 1996.
Il crimine sarebbe stato commesso dal massone Thomas Hamilton, ma l’arma con proiettili esplosivi gli fu data da lord Cullen, membro della ‘Scottish Mafia’, la presunta lobby laburista di politici e imprenditori di cui è membro Gordon Brown, lo stesso Tony Blair e John Reid.
I fatti, oltre che da James, sono ampiamente documentati anche da altri giornalisti. [3]
I boss della NATO e l’insider del governo Blair Lord Robertson hanno minacciato di citare in giudizio l’importante quotidiano indipendente della Scozia in relazione alle affermazioni, su internet, riguardo non solo l’uso della loro influenza come massoni per concedere il porto d’armi all’infanticida Thomas Hamilton, ma anche come membro del circolo clandestino dei pedofili, che secondo Hamilton è stato creato per la élite inglese.
Il 13 Marzo 1996, Hamilton, armato di quattro pistole, sparò in una scuola elementare, uccidendo 16 bambini e un insegnante prima di volgere su se stesso l’arma, sconvolgendo la idilliaca cittadina scozzese del 13° secolo di Dunblane. [4]
Le ultime prove vengono alla luce dalla campagna per togliere il segreto sul massacro di Dunblane. Ampi stralci dei rapporti della polizia sono posti sotto segreto per 100 anni.
Lord Cullen, un insider del sistema, ha omesso e censurato i riferimenti ai documenti nel suo rapporto finale.
Genitori e insegnanti sono stati consigliati di concentrare i loro sforzi sulla campagna per mettere fuori legge le armi da fuoco, invece di dedicarsi su come un massone squilibrato, noto dalla polizia per essere un pedofilo, abbia ottenuto un porto d’armi per sei pistole.
Hamilton aveva buone relazioni con il locale notabile del Labour George Robertson e con Michael Forsyth, già segretario di stato scozzese e deputato per Stirling. Forsyth si congratulò e incoraggiò Hamilton a partecipare nel boy's club. Hamilton si scoprì avere uno scambio epistolare con la regina Elisabetta.
Le voci e le affermazioni riguardo i legami di Lord Robertson con Hamilton, e la possibilità che l’intelligence USA stia ricattando Tony Blair per un continuo supporto all’invasione USA dell’Iraq, è stato preso di mira dall’investigatore internet ed esperto d’intelligence Michael Keaney:
"Un ulteriore e potenzialmente esplosivo aspetto della pressione USA su Blair è l'investigazione della FBI sui visitatori di siti pedofili che ha già raggiunto un elevato numero di persone importanti.
(...)
Ma la cosa importante è che la sezione dell’inchiesta che spiega tutto è secretata per 100 anni.
Ci sono solo tre livelli di segretezza nel Regno Unito, di 30 anni, di 80 anni e di 100 anni.
I segreti normali, come gli appunti del governo, documenti, spionaggio, tutto ciò, hanno il primo livello di segretezza.
Solo pochissime cose raggiungono il secondo livello, particolarmente i fatti in Sudan di Kitchener nel 1902, dove sembra abbia commesso un genocidio, e qualche evento della guerra del 1914-18, i potenziali negoziati di pace del 1941, e alcuni fatti correlati con l’IRA. Per essi, i più oscuri segreti di stato, come i fatti del 1902, quando si è andati assai vicino ai loro limiti, venne creato l’ultimo livello di segretezza.
Ma nessuna di tali cose può essere applicata ai fatti di Dunblane.
Un fatto di criminalità comune e di perversione sessuale, commesso da un volgare omicida, come spesso accadono. Persino un oscuro deputato del Labour è stato coinvolto, o avrebbe dovuto essere coinvolto un ampio circolo di pedofili in Scozia, la cosa non è un problema di vitale importanza nazionale.
Vi è una indagine, vi sono molti scandali, tutti sono disgustati e un deputato finisce in prigione. Grandi affari: queste cose accadono.
Certamente non fai di tali fatti un segreto di stato al solo scopo di salvare una oscura nullità. Il Governo semplicemente non dedica tanto tempo e risorse per salvare nessuno – il potere non opera così.
Vi sono problemi di notevole interesse nazionale coinvolti qui, e io dico che nessuno che sia coinvolto in certi eventi in Scozia è più simile a qualcuno del governo." [4]
Ricordate il "mostro di Marcinelle"?
Marc Dutroux, l'anonimo elettricista belga condannato per il rapimento e stupro di sei ragazzine: una vicenda che è stata soffocata mediaticamente per le implicazioni a cui stavano portando le indagini.
Come si legge in vari punti del blog di Paolo Franceschetti:
(...) il punto è che le notizie sono quasi scomparse.
Quel poco che so, è la solita storia..
Nei fatti di Marcinelle gli investigatori a un certo punto erano arrivati ai cosiddetti personaggi insospettabili convolti in questa atroce vicenda: Reali del Belgio (massoni), alcuni vescovi, politici importanti.
Gli investigatori che se ne sono occupati sono morti tutti.
Uno è uscito di strada in un rettilineo, ad una velocità stimata di 80 km orari... Incidente.
Uno si sarebbe suicidato con tre (3!) colpi di pistola.
Altri si sono impiccati...
e così via.
Stesse tecniche operative che troviamo nella morte dei testimoni di Ustica, Moby Prince, Mostro di Firenze, Strage di Bologna, ecc. [5]
Per chi ancora pensa che i pedofili siano quei quattro anonimi ignoranti di paese, che ogni tanto vengono scoperti e arrestati, o per chi si chiede come mai le autorità non si muovano con più solerzia e decisione verso lo smantellamento di quella che è una vera rete intenazionale di pedofili..
Leggete i link compresi nelle note qui sotto, e soprattutto questo articolo, che raccomando vivamente e di cui riporto solo una minima parte; più questo e altri dal sito del compianto Giuseppe Cosco.
Nell’affare Dutroux c’è di tutto: pedofilia, omicidi, necrofilia, snuff-film e personaggi dell’alta società belga, del mondo dell’alta finanza, della politica, etc.
E’ anche strano che ad oggi l’inchiesta non abbia portato ancora a nulla circa i complici del Dutroux, anzi, sembra essersi arenata. Sono tanti i misteri. Dutroux aveva già ricevuto nell’89 una condanna di 13 anni di carcere per aver sequestrato e violentato, a più riprese, due minorenni nel 1985 e la sua compagna Michèle Martin è stata condannata a sei anni di carcere per analoghe imputazioni.
Ma i due non hanno scontato totalmente la pena, avendo ottenuto la grazia direttamente dal re. [6]
Un numero incredibile di persone scompare ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. [7]
Nel 2008 in Italia i bambini scomparsi "ufficialmente" e non ritrovati sono oltre 600. [6]
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NOTE:
[1] Revealed: British Premier Gordon Brown Is A Paedophile
[2] Forum "Israele (e altri) paradisi per pedofili" (forum)
[3] Gordon Brown è un pedofilo, un altro dossier pronto ad esplodere
[4] La protezione di Blair alla cerchia elitaria dei pedofili
[5] La massoneria è una Harley Davidson che non mi posso permettere (commenti all'articolo)
[6] Il mistero pedofilia (forum)
[7] Orrori sui bambini e imperialismo satanico
Altri link a questo indirizzo.
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27 gennaio 2010
Scuola di satanismo per bambini
- Aggiunta nota in coda -“La vilaine Lulu” è un libro per bambini [1] scritto da Yves Saint Laurent e pubblicato in Francia.
Di seguito segnalo un video che mostra alcune pagine di questo libro.
Il testo è una sintesi del testo in francese presente nel video.
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Il libro trasmette modelli di comportamento sociopatici e costituisce una vera e propria storia simbolica di una bambina iniziata al satanismo.
Lulu commette le peggiori nefandezze e i più scellerati crimini.
Dopo tutte le sue azioni votate al male sugli altri, viene premiata dal Ministro dell’Educazione in persona, poi utilizza il potere della televisione per sottomettere le masse e trasformarle a sua immagine.
Infiltra la chiesa cattolica diventando papa.
Diventa infermiera per avvelenare i neonati e uccidere i malati.
Con l’aiuto di un adulto frequenta le scuole per reperire vittime da addestrare come schiave sessuali.
Il traffico di esseri umani prosegue con il reperimento di bambini destinati a sacrifici umani in onore a Venere, "la stella del mattino" (=Lucifero, "il portatore di luce").
Ad un certo punto apre anche un ristorante, chiamato "Da Lulu la catara", in riferimento alla dottrina catara a cui si ispira la frammassoneria.
Il libro si chiude dichiarando che tutti i fatti narrati sono reali.
Ricordiamo che si tratta di un libro scritto da Yves Saint Laurent pubblicato originariamente nel 1967, e poi riedito nel 2002 e 2003.
Nessuna voce contraria è stata pubblicata dai media e nessuna associazione per la protezione dell’infanzia ha mai protestato.
In Francia l’articolo 227-22 del codice penale condanna la corruzione di minore in bande organizzate a 10 anni di prigione e 1 milione di euro di multa. Qual è esattamente il grado di potere e di impunità di cui godono i satanisti in Francia?
Con la recente riedizione è stata anche realizzata un’edizione di lusso, firmata dall’autore: prezzo 550 euro. Evidentemente destinata a una clientela di iniziati facoltosi.
Qui il libro su amazon:
amazon.fr/Vilaine-Lulu-Yves-Saint-Laurent/dp/271070708X
Per approfondire:
- blog Tra Cielo e Terra
- sezioni Esoterismo e Massoneria
- articolo Adoratori di gufi
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[1] Sul fatto che sia venduto nel reparto bambini non sono in possesso di informazioni certe: qualcuno mi ha scritto che non è vero, ma non avendo prove in un senso o nell'altro sospendo al momento questo aspetto. Resta il fatto che sia stato pubblicato, senza alcuna voce contraria, un libro che dichiara come rispondente a realtà il racconto di una serie di nefandezze e di crimini contro i bambini da far accapponare la pelle.
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01 gennaio 2010
Pecora bianca o pecora nera?
Ho accennato più volte in questo blog a un tema cui voglio ora dedicare un articoletto a se stante.
Nella categoria “riflessioni” e nella seconda parte di questo post trovate alcuni miei pensieri in merito. Qui cerco di farne una sintesi.
Quante volte ci siamo sentiti dire “Il gregge ha bisogno del pastore”, oppure “Sei la pecora nera della famiglia”?
Quante volte parlando della popolazione umana abbiamo usato il termine gregge, e quante volte ci siamo definiti o abbiamo definito altri “pecoroni”?
Il concetto per cui l’umanità è un gregge che abbisogna di essere governato da un saggio pastore, è qualcosa di estremamente distorto e fuorviante.
E’ un concetto che ci è stato inculcato fin dalla più tenera età, anche se a noi non è parso che lo abbiano inculcato, anzi.
Forse pensiamo addirittura sia un concetto che abbiamo elaborato noi spontaneamente, che sia un nostro pensiero personale.
In generale tutti i concetti che riguardano l’autorità ci sono stati inculcati dalla nascita.
Non con la forza, no, certamente. Con un metodo più sottile ed efficace: la scolarizzazione di massa (*), affiancata e sostituita in età adulta dalla propaganda a vari livelli.
Gran parte dei nostri pensieri non sono altro che slogan.
Slogan ripetuti all’infinito.
Perché, come ben sa chi si occupa di propaganda e psicologia delle folle, anche una bugia colossale, se ripetuta spesso, può essere creduta come pura verità.
Lo stato siamo noi, il popolo bue è un gregge che ha bisogno di essere governato dal pastore..
Epperò il popolo è al contempo sufficientemente intelligente da saper scegliere, attraverso il sacro voto democratico, le persone giuste che lo guideranno.
L'uomo è per natura pecorone ed egoista..
Epperò chi va al potere diventa magicamente intelligente e altruista.
Il popolo è un gregge di pecore indifese che necessitano di essere protette dal pastore..
Epperò diventiamo tutti magicamente lupi famelici pronti a scannarci senza pietà l’un l’altro in assenza del pastore che ci governa. Cosa che giustifica anche l’uso dei cani da guardia.
“Il popolo è minorenne!”
Tutti questi sono slogan schizofrenici, che si scontrano con la realtà dei fatti ma nondimeno vengono presi per verità, dogmi infallibili da non mettere in discussione.
Basta ripeterli all’infinito e nelle nostre teste diverranno magicamente veri.
E’ un incantesimo.
Ed è da chiedersi quanto potente possa essere un incantesimo in grado di tenere un così alto numero di persone succubi di un manipolo di psicopatici, che fanno delle nostre vite ciò che vogliono.
Forse la verità è che questo incantesimo è potente nella misura in cui ognuno di noi gli permette di esserlo.
O meglio ancora, qualunque incantesimo può tenerci soggiogati nella misura in cui ognuno di noi glielo permette.
La prossima volta che qualcuno mi proporrà di “scegliere” una delle due risposte obbligate: “Sei una pecora bianca o sei una pecora nera?”, risponderò “Io sono una persona".
Non sono una pecora: ne' un pecorone che segue il gregge belante, ne' una pecora nera che pensa di essere più intelligente del gregge perché cammina nel verso opposto agli altri.
Sono un essere umano. E come tale non ho bisogno di un pastore e di cani da guardia.
Buon anno a tutti
Bonus extra: posterino :)
- QUI per vederlo -
- QUI per il download -
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(*) Sarà senza dubbio una pura coincidenza il fatto che diversi ministri dell'istruzione nel neonato stato italiano fossero massoni, e che fosse di ispirazione massonica il programma di scolarizzazione di massa, così come la stessa nascita dello stato unitario.
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29 dicembre 2009
Le simbologie di Metropolis
Mi è capitato di vedere recentemente Metropolis, film in bianco e nero che può essere considerato il capostipite del genere fantascientifico.La mia cultura cinefila è piuttosto scarsa e non m’intendo di critica cinematografica, ma vi ho trovato diversi elementi cari a un certo filone occultista e ho voluto provare a sintetizzarli, per cercare di capirne il significato all’interno del film.
Di seguito trovate i principali riferimenti che ho notato, con l’invito a contribuire se volete alla comprensione del perché siano stati inseriti in questo film.
Metropolis è un film muto girato nel 1926 da Fritz Lang e ambientato in una futuristica città del 2026.
In superficie emergono i palazzi sfavillanti di chi detiene il potere (tra cui Fredersen, padre del giovane protagonista Freder), mentre sottoterra si estende immensa la città degli operai, che lavorano a gigantesche macchine su turni di 10 ore. Gli operai costituiscono una massa indistinta di persone che si trascinano come zombie dalle loro case alle macchine.

Si tratta di un film intriso di simbolismi e di rimandi a un mondo antico -fatto di cattedrali gotiche, catacombe, citazioni bibliche- che punteggia il tessuto futuristico della città fatta di acciaio e tecnologia.
I simbolismi sono moltissimi, a cominciare dalla “nuova Torre di Babele”, che troneggia imponente sulla città, sede del “cervello” di Metropolis che controlla tutto il comparto energetico.
La torre è cinta da una corona di punte che ricorda quella della Statua della Libertà, la quale a sua volta ricorda l’iconografia della regina Semiramide [1], con la differenza che nel film ci sono 5 punte anziché 7: punte che dall’alto ricordano una stella a cinque punte rovesciata.

Altro edificio simbolico è l’insieme di palazzi a forma di piramide con cui si apre il film.

Numeri che rimandano al mondo esoterico compaiono spesso nel film: l’operaio a cui si sostituisce il giovane Freder è il numero 11811 (disposizione che peraltro ricorda il tempio massonico, con i due 11 che rimandano alle due colonne ai lati dell’ingresso).
Josaphat, dipendente di Fredersen, abita nel “99° blocco, casa 7, 7° piano”.
Inutile esplicitare fra l’altro che 99 è 3x3x11, o se si vuole 33x3..
Tornando invece alla stella a 5 punte rovesciata, ve n’è una che si mostra palesemente in diverse scene: campeggia infatti, enorme, sul muro alle spalle del robot a cui sta lavorando lo scienziato Rotwang (prototipo dello scienziato geniale che può operare il male asservendosi al potere).

Si tratta proprio della tipica stella a 5 punte rovesciata dei culti satanici, con la punta inferiore che per gioco prospettico sembra impiantarsi direttamente nel cranio del robot.
Notevole anche la scena in cui Rotwang dà sembianze umane al robot, con scariche elettriche ed energia che volteggia attorno al robot sottostante la stella a 5 punte rovesciata..
Tra i riferimenti biblici vi sono le catacombe in cui si riuniscono gli operai ad ascoltare Maria, protagonista femminile del film; alle sue spalle, una serie di candele di cui 9 alte e 6 basse.


Vi è inoltre la visione di Freder, vittima di allucinazioni a seguito dello scoppio di un macchinario nella città degli operai. Nella sua visione, la gigantesca macchina assume le sembianze del dio Moloch intento a divorare le sue vittime sacrificali (riferimento anche al film Cabiria del 1914).

Vi sono poi altri riferimenti biblici, ma sono state le simbologie legate all’occultismo ad avermi maggiormente incuriosito.
Lo stesso regista avrebbe più tardi dichiarato che il suo interesse per il film era rivolto soprattutto a illustrare il conflitto fra tecnologia moderna e occultismo.
Mi sembra anche interessante notare come la visione di un mondo così palesemente diviso in due, potenti/operai, fosse tematica comune di quella corrente occultista -che al dualismo/gnosticismo deve moltissimo- in seno alla quale è nata anche l’ideologia nazista, e alla quale sono ideologicamente legati tutti i sistemi fondati sul governo di pochi “illuminati” a scapito del resto della popolazione.
Tutti coloro che non rientrano nella ristretta cerchia di chi detiene il potere sono visti (a prescindere dalla ideologia) come una massa indistinta di corpi senza cervello, “mani” votate al lavoro e destinate ad essere sottoposte al “cervello” che risiede più in alto.
Il film si conclude con un finale che lo stesso Fritz Lang avrebbe poi ripudiato: una giusta società sarebbe quella in cui il cervello e le mani cooperano attraverso la mediazione del cuore.
Nel 1966 il regista dichiarò in una intervista:
"Ho spesso dichiarato di non amare Metropolis: perché è impossibile per me oggi accettare il "messaggio" del film. È un'assurdità quella di dire che il cuore è l'intermediario fra le braccia e la mente. Cioè, evidentemente, tra l'impiegato e il datore di lavoro, il lavoro e il Capitale. Il problema è sociale, e non morale."
Più prosaicamente, il problema sta nell’ingiustizia dell’oppressione dell’uomo sull’uomo.
Un utile contributo a questa mia breve disanima dei simboli contenuti nel film mi è poi sopraggiunto leggendo un sito web, di cui riporto l’interessante finale, che lascio al vaglio dei lettori.
— Tratto da “Metropolis”, di G. Massetti: —
(…)
Nella scena finale, Fredersen, sollecitato da suo figlio, stringe la mano al capo degli operai che procedono verso di lui, consacrando secondo le parole di Kracauer una “alleanza simbolica tra capitale e lavoro":
"Sembra a tutta prima che Freder abbia convertito il padre - scrive Kracauer [Cinema tedesco, dal "Gabinetto del dottor Caligari" a Hitler, Milano 1977] - In realtà è l'industriale che ha giocato il figlio. La sua concessione non è che una mossa politica che, oltre a impedire agli operai di vincere la loro battaglia, gli permette di rafforzare il suo dominio su di loro.
Lo stratagemma dell'automa si è rivelato una stoltezza in quanto poggiava su una conoscenza insufficiente della mentalità delle masse; cedendo a Freder l'industriale raggiunge un intimo contatto con gli operai ed è così in grado di influenzare la loro mentalità. Egli permette al cuore di parlare... ma a un cuore accessibile alle sue insinuazioni." (op. cit., p. 169).
Sarebbe quindi in virtù di questo trionfo del "totalitarismo assoluto" (Kracauer, op. cit., p. 170) che andrebbe collocata la scelta da parte di Goebbels di affidare a Fritz Lang la realizzazione dei film nazisti.Come appunto ebbe a dichiarare il regista, Goebbels, dopo l'avvento di Hitler al potere, lo fece convocare e gli disse che tale decisione risaliva alla stessa volontà del Fürer, che diversi anni prima aveva visto insieme con lui Metropolis. [2]
Tuttavia è lecito sospettare che, se Hitler era disposto ad ignorare le origini ebraiche del regista, i motivi che lo spingevano a questa scelta dovevano essere ben più profondi.
E in effetti, Kracauer parla a proposito di Metropolis "di contenuti sotterranei, che, come merce di contrabbando, hanno attraversato le frontiere della coscienza senza subire ispezioni." (op. cit., p. 168).
Un fatto è, ad esempio, che gli operai di Metropolis richiamino, più che i proletari del Manifesto di Marx ed Engels, gli schiavi dell'Antico Egitto. A tal proposito, il riferimento biblico alla torre di Babele può essere molto interessante. Esso viene menzionato nel libro della Genesi, dopo il racconto mitico del diluvio universale, che pone fine all'epoca dei Giganti, i quali sarebbero quegli eroi dell'antichità che furono generati dagli angeli ribelli e dalle figlie degli uomini. L'uccisione dell'ultimo di essi da parte di Davide segnerà l'avvento del regno ebraico di Israele.
Ora, il riferimento all'esistenza delle due città, ed in particolare alla città sotterranea, all'alluvione che minaccia di distruggere Metropolis, simbolo di una civiltà altamente evoluta, ed il riferimento ancora allo spirito di magia, che aleggia intorno alla figura dello scienziato stregone, insieme all'idea ribadita più volte della necessità di stipulare un patto tra le due città sono tutti elementi che non sono di poco conto, se affrontati alla luce delle credenze esoteriche dei nazisti.
Poco prima dell'apparizione di Metropolis, l'anno in cui Hitler pubblica il Mein Kampf, in Europa fa la sua comparsa anche il libro di Ferdinand Ossendowsky, “Bestie, uomini, dei”.L'autore, un ex ufficiale zarista, vi raccontava le avventure del suo viaggio attraverso la Siberia e la Mongolia per sfuggire ai bolscevichi. Egli riferisce di strani personaggi incontrati lungo il cammino a cui fa risalire l'affermazione dell'esistenza di una città sotterranea, che partecipa dei cosiddetti "misteri cosmici" e che sarebbe governata dal "Re del Mondo".
Prima di Ossendowsky, l'idea di Agarttha, così si chiama la città, e del suo misterioso governatore, il Brahmâtmâ, era stata messa a conoscenza del vasto pubblico occidentale dall'opera postuma di Saint-Yves d'Alveydre, dal titolo "La mission de l'Inde".
Il libro di Saint-Yves era stato pubblicato nel 1910, ma i riferimenti all'Agarttha ed al suo capo erano tuttavia già contenuti in un'opera di Louis Jacolliot dal titolo "Les fils de Dieu".
Il racconto di Ossendowsky su questa città sotterranea arriva dunque in ordine di tempo per ultimo. L'Agarttha egli la chiama però Agharti (secondo la pronuncia mongola) e la mette in relazione con un'altra misteriosa città sotterranea, quella di Schamballah. Entrambe sarebbero comunque il residuo di una civiltà altamente evoluta e scomparsa a seguito di una catastrofe come quella di Atlantide.
Per un'altra via, il mito di Schamballah e quello di Agharti avrebbe finito per entrare a far parte del corpo di credenze esoteriche del nazismo, attraverso la figura di Karl Haushoffer.Nato nel 1869, questi sarebbe stato iniziato in Giappone ad una società esoterica buddista, mentre poi avrebbe più volte soggiornato anche in India. Dopo la prima guerra mondiale, Haushoffer si sarebbe dedicato agli studi di geopolitica e sarebbe stato uno dei principali ispiratori di Thule, una società più o meno esoterica, il cui nome rimanda al mito germanico di un'isola scomparsa nell'estremo nord del continente europeo.
Haushoffer, che avrebbe assiduamente frequentato Hitler durante la sua detenzione dopo il tentato putsch di Monaco, sarebbe stato altresì colui che ispirò il programma di egemonia politico-militare della Germania, illustrato nel Mein Kampf.
Sempre Haushoffer sarebbe infine colui che scelse la croce uncinata come emblema del partito nazista, in sintonia con l'idea, derivata dalla Società Teosofica, secondo cui la razza ariana avrebbe avuto la propria origine in Tibet, dove il simbolo dello svastica è nato.
[ Il robot inneggia così al caos e alla distruzione che ha creato: “Vogliamo stare a vedere il mondo che va all’inferno!”
Una frase che starebbe bene anche in bocca a teosofi eccellenti
come una Blavatski o a una Bailey ]
In particolare, sembra che gli aderenti al gruppo Thule credessero alla derivazione della razza ariana dai giganti antidiluviani che abitarono le terre divenute il deserto del Gobi in seguito ad una catastrofe non meglio precisata.
La culla dell'antica civiltà ariana si sarebbe dunque estesa dal Turkhestan al Pamir e dal Gobi al Tibet al comando dei detentori di un'evoluta civiltà scomparsa. Nelle cavità della terra, sotto la catena montuosa himalayana, i loro discendenti si sarebbero scissi in due ordini iniziatici: "la via della mano destra" e "la via della mano sinistra", rispettivamente identificabili in Agharti, la città del bene, e Schamballah, la città della potenza, i cui maghi comandano gli elementi della natura e le masse umane.
Teorie pseudo scientifiche come quella di Bender della terra cava, o come quella di Horbiger del ghiaccio eterno contribuirono infine ad avvallare queste tesi intorno all'esistenza delle civiltà dei continenti scomparsi, sulle cui credenze si allungava l'ombra della Società Teosofica, coll'idea della mutazione della razza umana e di strani patti che dovevano essere stipulati con i Signori usciti dalla terra, i quali avrebbero determinato il destino da dominatori o da schiavi all'interno delle nuove città che sarebbero sorte.
Queste idee prendono forma già prima della nascita del nazismo, con la berlinese "Loggia luminosa", denominata anche "Società del Vril”.Fulcro essenziale del pensiero di questa Loggia sono le concezioni espresse in un romanzo dal titolo “La razza che ci soppianterà” dell'inglese Bulwer Lytton.
Questi era membro del gruppo dei 144 dignitari massoni che nel 1867, alla guida di Wentwort Little, avevano costituito la sedicente Società Rosa-crociana inglese, da cui nel 1887 si sarebbe staccata la "Golden Dawn".
(…) E' chiaro che se con tutte queste idee Metropolis non aveva niente a che spartire, il regista in alcuni punti del film era però riuscito a cogliere ciò che di esse vi era nell'aria.
__________
Note:
Note:
[1] Peraltro Semiramide, “portatrice del ramo”, sarebbe collegata al successivo culto di Prometeo (a cui verrà sovrapposto quello di Lucifero) in quanto il “ramo d’oro” è tema legato all’aspetto aureo/igneo, da cui la fiaccola che arde, simbologia ricorrente in molti gruppi più o meno dichiaratamente esoterici.
[2] Su questa proposta di Goebbels tuttavia pare manchino prove certe.
__________
Riferimenti on-line:
Riferimenti on-line:
- http://en.wikipedia.org/wiki/Metropolis_(film)
- http://it.wikipedia.org/wiki/Metropolis_(film_1927)
- http://www.activitaly.it/immaginicinema/metropolis1.html
- http://www.kino.com/metropolis
- http://www.viaggio-in-germania.de/lang.html
Pagine consigliate:
- http://santaruina.splinder.com/post/20836769/Il+parlamento+europeo+e+la+nuo
- http://santaruina.splinder.com/post/21881750/Brevissimo+appunto+sulla+Gnosi
- http://www.scribd.com/doc/22251288/Lucifero-e-nuove-mitologie
- http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=4668
06 agosto 2009
11/9 e altre messinscene mediatiche

L'11 settembre 2001 rappresenta il proseguimento di un modus operandi vecchio e ben sperimentato, che fa della menzogna sparsa in modo capillare dai mass-media il punto di forza della propaganda politica.
L'11/9 è stata certo la più grandiosa fra questa serie di messinscene. La più raffinata, la più complessa anche, e quella che ha destato un'onda emotiva più dirompente -anche grazie al fatto che nel 2001 si era ormai in mondovisione. Ma non certo la prima.
Fa parte della messinscena dell'11/9 il volo Delta 1989, di cui in passato qualche ricercatore si è occupato ma su cui permangono troppi misteri.
Una nuova traduzione di un articolo che se ne occupa è disponibile sul blog 11settembrenews:
Anomalie del volo Delta 1989
Potete cercare nel web frasi come "Delta 1989 Celeveland" o similari per approfondire da voi (alcuni altri articoli sono per es. Il mistero dell'aeroporto di Cleveland e Delta 89, Delta 1989 e il volo X).
>>> Importante aggiornamento su Delta 89.
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Di due altre messinscene risalenti invece alla seconda guerra mondiale ci parla Gianluca Freda.
Episodi minori rispetto a un 11/9 (o a un Golfo del Tonkino, o a una Pearl Harbor..), ma significative perché vi si riconosce un filo conduttore, che attraversa più di un secolo di storia mondiale.
Bufale mediatiche d'annata 1 - Retroscena della resa di Pantelleria
dove si scopre il ruolo della massoneria internazionale e di cui riporto uno stralcio:
Furono fatte saltare, invece, sorprendentemente, tre giorni dopo lo sbarco, il 14 giugno 1943, le case del centro del paese di Pantelleria, che erano state risparmiate da 140 incursioni aeree (che avevano invece distrutto tutto intorno al porto ed all’aeroporto) case che si erano salvate anche dai bombardamenti navali.
Perché? Perché si doveva riprendere tracotantemente su pellicola cinematografica l’effetto dirompente dei bombardamenti dell’aviazione americana. Iniziavano così varie pittoresche “ricostruzioni” – fabbricate con cinematografica maestria ed apparenza di verosimiglianza – di quella serie di pellicole, che si dissero “documentarie”, ma che erano smaccatamente propagandistiche, intitolata “Combat Film”.
Secondo alcuni testimoni tuttora viventi, fu previsto un finto attacco aereo di B17 e B24, che sganciavano sacchi di sabbia, mentre gli artificieri americani facevano saltare le case, con effetti meglio mirati di quel che avrebbero fatto le bombe vere (...)
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Bufale mediatiche 2 - Ciak, si bombarda (e due)
dove si scopre il vergognoso comportamento degli alleati e la vera storia della distruzione di un piccolo paesino del Molise.
Ne riporto l'incipit con il consiglio di leggersi tutto l'articolo (possibilmente tenendo del bicarbonato nelle vicinanze..):
Dal giugno del 1944 sono trascorsi quasi 60 anni, ma i ricordi di Giovanni Tomassone, classe 1929, una vita da falegname a Castelnuovo al Volturno, sono nitidi come se i fatti che stiamo per raccontare fossero accaduti ieri: "... ma ancora oggi non capisco perché il mio paese che fortunatamente aveva riportato solo pochi danni nella guerra vera del 1944, è invece finito in macerie per una guerra finta".
Le guerre, anche quelle moderne "contro il terrorismo" e "per l'esportazione di democrazia", sono in primis eventi mediatici.
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17 maggio 2009
Gufi di qua, gufi di là... ma dove sono chissà
... .. . .. ...

A questi indirizzi è possibile leggere e scaricare il presente articolo:
www.scribd.com/doc/15553914/Adoratori-di-gufi
www.mediafire.com/download.php?jytttmtgv10
Articolo liberamente scaricabile e riproducibile, purché non a scopo di lucro.
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ADORATORI DI GUFI
-[ Prologo ]-
ADORATORI DI GUFI
-[ Prologo ]-
Gufi qua, gufi là,
ma non li troverai;
Gufi qua, gufi là,
forse poi ti perderai.
Gufi di qua, gufi di là,
loro ti vedono sai;
Gufi di là, gufi di qua,
ma dove sono chissà.
Sì, lo ammetto, ho usurpato il ritornello di una sigla del cartone animato dei puffi.
Ma mi pareva ci potesse stare bene, in questo folle mondo dove miliardi di persone vivono schiavizzate -- spesso a loro insaputa e addirittura con la loro approvazione (Huxley docet) -- da un manipolo di personaggi che potrebbero trovare posto solo in un cartone animato, appunto.
Gente da cartoon, che però -ahinoi- ha il potere di interferire pesantemente nelle nostre vite tramite il controllo della politica, dell'economia, del cibo, dell'energia, delle armi e della salute.
Benvenuti nel Mondo Nuovo.
-[ Adoratori di gufi ]-
Ogni anno, a luglio, personalità di altissimo livello politico ed economico vengono invitate al Bosco Boemo (Bohemian Grove), in California, per quella che potrebbe sembrare una festicciola tra amici. Si incontrano, si scambiano le ultime barzellette del momento, fanno quattro risate in compagnia immersi nella natura e poi assistono a un rito pagano che è la rappresentazione di un sacrificio umano a una divinità dalle sembianze di gufo.
C'è qualcosa che non vi torna?
Vi state chiedendo perché mai personalità di così alto livello mondiale si incontrino per assistere alla messa in scena di un sacrificio umano a un dio-gufo?
Ma no, è tutto normale... E' solo una festicciola tra amici, una spiritosaggine, una carnevalata per distendere i nervi fra un G20 e l'altro... Vero?
Quel che accade al bosco boemo è stato filmato da Alex Jones e possiamo vederlo in questo spezzone (parte di un suo documentario dedicato appunto al Bohemian Grove):
Link al video: www.youtube.com/watch?v=r5dHhvpHIjM
Altro video utile: www.youtube.com/watch?v=URimMtIwDoY
Quando vengono organizzati questi ritrovi, della durata di due settimane, il bosco diventa uno dei posti più sorvegliati del pianeta (un po' come accade per le biennali riunioni del gruppo Bilderberg o quelle dei vari G8, solo che le prime sono segrete e non ne vedete la cronaca al TG1).
Quel che accade realmente là dentro non si può sapere, anche se è facile supporre che gente ai massimi livelli politici e finanziari non si limiti a scambiarsi opinioni su com'è carino il campeggio nel bosco e a raccontarsi aneddoti divertenti bevendo un drink.
Il Bosco Boemo è un appezzamento di quasi 11 chilometri quadrati di foresta sempreverde a Monte Rio, Sonoma County, in California. Comprende alloggi lussuosi per 2000 persone ed è proprietà del Bohemian Club.

[logo del Bohemian Club]
Il Bohemian Club è un ente privato fondato nel 1872 a San Francisco, che prevede l'ammissione di soli uomini, per lo più personaggi ai massimi livelli di potere: nella lista sono inclusi tutti i presidenti USA repubblicani e diversi democratici dal 1923, autorità militari, capi d'industria e della finanza (inclusa la Federal Reserve), nonché dei mass-media.
Ci sono diversi campi, tra cui il più lussuoso è il Mandalay Camp, che vede la frequente presenza di personaggi come Henry Kissinger, David Rockefeller, Thomas Watson Jr. (IBM), William Casey (CIA), Ralph Bailey (Dupont), Walter Cronkite (CBS). Presso l'Hillbillies Camp risiedono spesso George Bush e A. W. Clausen (World Bank).
Se le riunioni del Bilderberg vedono tanti pezzi grossi in giacca e cravatta prendere ordini sulle politiche da attuare nei propri settori e paesi, quelle del Bohemian Grove
vedono tanti fedeli assistere a rituali collettivi in onore di un dio-gufo che troneggia sulle sponde di un laghetto immerso nell'intrico del bosco, in attesa di ricevere il suo funereo carico umano dato alle fiamme (dicono sia anch'esso una effige -- si spera..), in mezzo a uno stuolo di officianti incappucciati (fra cui presidenti USA e altre autorità politiche, leader del mondo industriale, finanziario e militare).L'adorazione del gufo è il rito religioso che rappresenta il culmine di questi ritrovi in giro per il mondo. E' il momento che catalizza tutte le energie e le innalza al cospetto della gigantesca statua del dio-gufo che riceve il suo tributo di sangue umano.
-[ Ma perché proprio un gufo? ]-
Il gufo, in quasi tutte le tradizioni del mondo, simboleggia tutto ciò che è oscuro e affine alla morte.
La maggior parte dei gufi infatti (ne esistono circa 200 specie) è notturna e tutti sono abili predatori.Nel Pancatantra (una raccolta di favole indiane del III secolo d.C.) il gufo è paragonato a Yama, il dio della morte; nel Mahabharata (una delle due grandi epiche della letteratura indiana) emerge un contrasto fra l'avvoltoio, che simboleggia il sole e il giorno, e il gufo che rappresenta l'oscurità della notte. Questo dualismo è rappresentato con una mitologica lite tra due animali (in cui il gufo rappresenta la notte) anche in molte altre culture.
Nell'area mediterranea suscitava immagini cupe: il geroglifico egizio M è un gufo ed evocava la notte, il freddo e la morte. Per la tradizione ebraica si tratta di un animale impuro, che evoca l'abbandono e la desolazione. I romani lo consideravano un uccello di cattivo auspicio, foriero di sventure e morte.

Nel Rinascimento il gufo ispirò l'emblema del Genio cattivo dei Gentili: un uomo grande e nero, dal volto spaventoso, con in mano un gufo.
Il cristianesimo ha mantenuto la medesima visione del mondo classico, associando il gufo agli spiriti malvagi.
Nel simbolismo popolare è diventato anche il simbolo di Satana, principe dei demoni. Su una vetrata della cattedrale di Saint-Etienne, a Bourges, Satana si presenta da Adamo ed Eva per tentarli nelle sembianze di un gufo dalla testa umana, appollaiato sull'Albero della conoscenza.
Divenne l'uccello dei maghi che praticavano la magia nera, e questo già ai tempi della Roma classica.
Il gufo ha anche evocato l'emblema del traditore, che prepara nell'ombra i suoi oscuri progetti.
In Nord America, tra gli indiani Omaha, il gufo è la guida degli uomini nella notte.
La sua familiarità con le tenebre fa scaturire la capacità di vedere nel buio: da qui l'associazione del gufo con la saggezza e con la veggenza. Il gufo infatti ha anche delle valenze positive accanto a quelle, più numerose, che lo legano all'oscurità e alla morte.
Per molte tribù di nativi nordamericani è un messaggero venerato e temuto; per i Celti il gufo era in grado di guidare gli uomini nei periodi di cambiamento.

[ totem scoperto nel 1955 in un canale vicino a Hontoon Island ]
I poteri magici attribuiti al gufo comprendono la visione notturna e la furtività, la magia, la saggezza, la telepatia.
Essendo in grado di individuare la preda in condizioni in cui l'uomo è praticamente cieco, il gufo è associato alla chiaroveggenza e alla proiezione astrale. A livello sciamanico, il suo potere è facilmente corruttibile, cioè può essere usato per scopi malvagi; la magia porta con sé una innata tentazione.
Il gufo è spesso tratteggiato come un animale vecchio e saggio. Può scorgere la realtà nelle tenebre, può essere evocato per la visione notturna, nonché per la visione a distanza.Ricordiamo anche che, in gran parte delle tradizioni del mondo, cibarsi di un dato animale significa assorbirne caratteristiche e poteri.
L'uomo-gufo è attratto dall'esoterismo e dall'occulto, è un buon osservatore e tende a dare consigli, ma può anche facilmente farsi attrarre dal lato oscuro della vita e dalla magia nera.
-[ Gufi palesemente nascosti ]-
Il gufo è un simbolo molto ricorrente nella iconografia dei poteri che spingono per instaurare un Nuovo Ordine Mondiale. Non possono fare a meno di mettere gufi ovunque.
Sul dollaro statunitense compare un gufo, microscopicamente mimetizzato con l'ornamento grafico:

I giardini del Campidoglio a Washington hanno una curiosa disposizione che ricorda un gufo:

Anche i giardini della Casa Bianca, poco distanti dal Campidoglio, ricordano anche se più vagamente un gufo, mentre a livello di planimetria generale della città emergono curiose connessioni, tra cui una stella a cinque punte rovesciata (simbolo tradizionale di Satana), con la punta posta proprio in corrispondenza della Casa Bianca.



Sempre rimanendo a Washington, si possono notare altri curiosi allineamenti nella planimetria della città, per esempio il vertice destro del pentacolo rovesciato raggiunge l'omologo vertice del Pentagono (sede del Dipartimento della Difesa, esso stesso un pentacolo rovesciato) passando per il Monumento a Washington (un obelisco). Altre curiose coincidenze potete scoprirle da voi osservando la planimetria della città:


[clicca sulle immagini per ingrandirle]
I più importanti monumenti della capitale USA vengono congiunti da rette che -casualmente- compongono forme care alla iconografia della massoneria internazionale (che ha fondato gli USA mettendo suoi membri a capo dei più importanti enti governativi, inclusa la stessa presidenza): pentacoli, squadra e compasso, gufi, obelischi...
Parliamo della Casa Bianca, del Campidoglio, del Pentagono, di vari monumenti a personaggi che hanno fatto la storia degli USA, quali lo stesso Washington, Lincoln e Jefferson, e Fort McNair, fondato nel 1791 e oggi quartier generale tra l'altro del Distretto militare di Washington.
Come non ricordare poi alcune altre curiosità iconografiche come il George Washington Memorial ad Alexandria, Virginia:

[ un'entrata significativa ]
Il primo presidente degli Stati Uniti d'America (iniziato nel 1752 alla Loggia Fredericksburg, appunto in Virginia) è rappresentato in una posizione piuttosto insolita:

che ricorda molto, forse troppo, quella di un certo Bafometto:

E d'altra parte, la massoneria mostra di essere molto orgogliosa di aver fondato gli USA: per il bicentenario della fondazione del Campidoglio, il senatore Strom Thurmond, 33° grado del Rito Scozzese, ha partecipato nel 1993 alla cerimonia massonica di posa della prima pietra (meglio, una riproduzione della prima pietra) del Campidoglio, che possiamo vedere qui sotto in tutto il suo splendore:

[clicca per ingrandire]
Ma non divaghiamo e torniamo invece ai nostri gufi.
La divisione dell'FBI chiamata Telecommunications Intercept and Collection Technology Unit (TICTU) -venuta alla luce pubblica solo dopo una specifica richiesta FOIA del 2007- è un gruppo dedicato a operazioni coperte ("black operations") che utilizza(va?) uno speciale sistema di sorveglianza chiamato DCSNet (Digital Collection System Network), attraverso il quale l'FBI può sorvegliare ogni telecomunicazione tradizionale, digitale e via telefoni cellulari.
Il logo di questa divisione segreta dell'FBI è (sì, lo sapete già, vero?), un gufo:

La sede dell'FBI sta peraltro lungo la linea che congiunge il Campidoglio con la Casa Bianca, così come il Dipartimento di Giustizia (vd. mappa mostrata in precedenza).
Il National Press Club, fondato nel 1908 a Washington e fino al 1971 aperto ai soli giornalisti maschi, ha tra i suoi membri i più influenti dirigenti di mass-media nonché gli ultimi 17 presidenti USA e ha questo.. ancora una volta.. curioso logo:

-[ Un mondo di folli ]-
Intabarrati nei loro parametri, ascoltando una musichina in stile militar-cerimonial-sacrale, elevano invocazioni inginocchiati davanti a un gufo di pietra alto 12 metri.
Ci sarebbe solo di che farsi grasse risate di fronte a simili pagliacciate.
Se non che, come sottolineato all'inizio dell'articolo (ed è questo l'aspetto più importante della faccenda), le sorti dell'intero pianeta, la vita e la morte di miliardi di persone, sono nelle mani di questi dementi.
Volgare gentaglia dedita al ladrocinio e all'assassinio, (s)persone non degne dello status di uomini. Almeno per quanto mi riguarda.
Personaggi assetati di potere, la droga più micidiale che possa esistere.
Menti inghiottite dal buco nero di culti psudo-religiosi e pseudo-esoterici, che li portano ad adorare divinità oscure, ad organizzare riti segreti mentre tra un festino e l'altro decidono i destini di noi tutti.
Benvenuti nel Mondo Nuovo.
Che nell'essenza non ha nulla di diverso da quello vecchio.
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-[ Fonti ]-
-[ Fonti ]-
Alfredo Cattabiani: "Volario", Arnoldo Mondadori Editore, 2000.
Jessica Dawn Palmer: "Dizionario magico degli animali", Newton & Compton, 2002.
Anthony Mercatante: "Dizionario universale dei miti e delle leggende", Newton & Compton, 2001.
http://infowars.com/bg1.html
http://infowars.com/bg_photo_gallery.html
http://www.owlpages.com/articles.php?section=Owl+Mythology&title=World
http://www.isgp.eu/organisations/Bohemian_Grove.htm
http://www.isgp.eu/organisations/Bohemian_Grove_symbolism.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Bohemian_Grove
http://en.wikipedia.org/wiki/Bohemian_Club
http://www.sonomacountyfreepress.com/bohos/bohoindx.html
http://zapatopi.net/blog/?post=200708312850.the_owl_is_listening
http://www.spyworld-actu.com/spip.php?article5459
http://www.freewebs.com/open-your-eyes-archives/masonicusa.htm
http://chimidice.wordpress.com/2008/07/30/simbolismo-massonico-esoterico
http://www.theforbiddenknowledge.com/hardtruth/uspresidentasmasons.htm

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