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04 gennaio 2012

Nome in codice: Buan

Papa Paolo VI
Il Concilio Vaticano II, monsignor Bugnini, la massoneria, e la Babele dell’informazione


La questione dell’influenza massonica sui lavori del Concilio Vaticano II è stata ampiamente dibattuta: qui vorrei solo proporvi uno spunto -che lascio ai vostri approfondimenti- su un personaggio che è stato al centro della riforma liturgica e di cui tutt’oggi permangono dubbi sulla sua appartenenza massonica.
Districarsi fra notizie e contro-notizie non è semplice, specialmente in vicende così complesse: ed è proprio questa confusione uno dei mezzi utilizzati dalla massoneria, ma anche dai servizi segreti, per fare in modo che le persone si stanchino di cercare e non si pongano domande. Cosa che dovremmo invece fare molto più spesso e con molta più ostinazione.


Monsignor Annibale Bugnini, di cui potete trovare informazioni biografiche su Provincia Romana e su Wikipedia, fu nominato da papa Paolo VI segretario della Commissione per la Liturgia per il Concilio Vaticano II. Questo cruciale evento prese avvio nel 1962 sotto il pontificato di Giovanni XXIII e terminò nel 1965 sotto Paolo VI. I risultati furono tanto imponenti quanto radicali su molti aspetti: da riforma che riguardava inizialmente più gli aspetti formali della dottrina e la modernizzazione della Chiesa, si trasformò in una riforma che mutava passaggi fondamentali della liturgia stravolgendone spesso il significato.
Mons. Annibale Bugnini
Un video documentario che tratta questo punto è per esempio “Ciò che abbiamo perso”, che offre ancora spunti interessanti sebbene un po’ datato e dal taglio molto tradizionalista, visibile in streaming con RealPlayer.

Protagonista del Concilio fu proprio Mons. Bugnini, che apportò le modifiche principali alla liturgia definendo le “linee-guida” per il nuovo rito della Messa, da cui scaturì il Missale Romanum del 1969 (Novus Ordo Missae, Nuovo Ordinario della Messa), che è la riforma vera e propria della liturgia, sempre pubblicata da papa Paolo VI.
Non si tratta, come spesso si dice, di soli cambiamenti di forma, per esempio l’abbandono del latino e l’adozione delle lingue nazionali, ma anche di riforme sostanziali del rito, tra cui l’avvicinamento alle idee protestanti con l’abolizione o la modifica di varie frasi-chiave del rito eucaristico, per cui il dogma della transustanziazione, caposaldo della messa cattolica, diviene qualcosa di evanescente e “interpretabile”: da qui il decentramento del tabernacolo (che conserva le ostie consacrate e quindi sottolinea la presenza reale di Cristo in mezzo ai fedeli), tolto dalla posizione centrale e relegato sempre più ai margini della chiesa. Le chiese post-conciliari sono riconoscibili anche per questo aspetto, oltre che per un ambiguo concetto di “creatività architettonica”.
Chiesa post-conciliare (Irlanda)
Una disamina della nuova liturgia post-conciliare è il “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” presentato a Paolo VI dai cardinali Ottaviani e Bacci, respinto dall’allora Prefetto della Fede, cardinale Seper.

Durante i lavori della Commissione Liturgica, diversi gruppi esternarono le proprie rimostranze (tra questi per esempio la Fraternità San Pio X fondata da Marcel Lefebvre, i cui sacerdoti furono poi sospesi dalle loro funzioni): essi criticavano in particolare le eccessive concessioni al Protestantesimo in nome dell’ecumenismo e il divieto di celebrare la messa secondo l’antico rito tridentino, in vigore fino al Concilio Vaticano II.

Ma torniamo a mons. Annibale Bugnini e al suo ruolo di promotore della riforma liturgica.

La sua vicenda si intreccia strettamente con quella del Concilio, perciò ho deciso di spendere due parole su di esso e far capire cosa vi fosse in gioco.

E qui inizia anche la parte più nebulosa di tutta la faccenda. Cerchiamo quindi di chiarirne i punti principali seguendo un ordine cronologico.


Mons. Gagnon
Secondo quanto affermato in “Via col vento in Vaticano”, fra il 31 maggio e il 1 giugno del 1974 un voluminoso dossier sulla presenza massonica in Vaticano viene rubato dalla scrivania di mons. Mester, collaboratore dell’autore del dossier, il cardinale Gagnon.
Mons. Gagnon non si perde d’animo: riscrive di suo pugno l’intero dossier e chiede udienza. Non gli viene accordata.

E’ l’estate del 1975 quando Mino Pecorelli, affiliato alla P2, pubblica sulla rivista “Osservatorio Politico” la fotografia di un assegno, con tanto di matrice, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Lino Salvini. L’assegno è in favore di Annibale Bugnini.
Lo stesso Mino Pecorelli riporterà in seguito gli estremi dell’affiliazione di Bugnini al GOI: iniziato il 23 aprile 1963 con il numero 1365/75 e il nome in codice BUAN.
Consiglio questa pagina web per approfondire i ruoli dei prelati presenti sulla “lista Pecorelli” e le oscure vicende che le fecero seguito.

Nell’aprile del 1976 lo scrittore cattolico Tito Casini pubblica un articolo in cui sostiene che Paolo VI avrebbe ricevuto informazioni sull’affiliazione di Bugnini alla massoneria. Queste accuse emergono all’indomani dell’allontanamento di Bugnini dal Vaticano, essendo stato da poco nominato nunzio apostolico in Iran.

Bisogna aspettare fino a ottobre del 1976 per una smentita da parte del Vaticano, dopo che a giugno altri cento prelati vengono accusati di far parte della massoneria (la “lista Pecorelli” compare sulla rivista Panorama).

Lino Salvini
Passano quindici anni. Siamo nel 1991: la rivista “30 Giorni” pubblica un articolo a firma di Andrea Tornielli e riporta due lettere che, si dice, vennero trovate in una valigetta lasciata in Vaticano da mons. Bugnini: la prima lettera, datata 14 luglio 1964, comincia con “Caro Buan” e sarebbe a firma del G.M. Salvini; la seconda invece, del 2 luglio 1967, sarebbe dello stesso Bugnini.
Il Gran Maestro della massoneria italiana espliciterebbe il compito affidato al monsignore di “diffondere la de-cristianizzazione tramite la confusione dei riti e dei linguaggi” e di “mettere vescovi e cardinali l’un contro l’altro”. La lettera continua dichiarando che “tutto deve avere luogo entro un periodo di 10 anni” e sottolinea: “la Babele linguistica e rituale sarà la nostra vittoria”.
La lettera di risposta di mons. Bugnini rassicurerebbe sul fatto che “la de-sacralizzazione prosegue rapidamente” e annuncia: “possiamo già cantar vittoria, poiché la lingua volgare è già sovrana in tutta la liturgia, incluse le parti essenziali”. La lettera proseguirebbe ringraziando per i fondi ricevuti e auspicando un incontro a breve.
Le lettere, fotocopie prive di intestazione, si possono leggere in inglese e in portoghese sul sito Tradition in action.

La rivista 30giorni (vers. portoghese)
Passa un'altra ventina d’anni prima dell’ennesima rivelazione: nel numero del 19 luglio 2009 di “Inside the Vatican”, il dr. Robert Moynihan pubblica una conversazione avvenuta nell’autunno del 2007 con un anonimo monsignore indicatogli dal cardinale Gagnon.
E’ possibile leggerne la traduzione in italiano sul blog Fides et Forma.
Nella conversazione, il monsignore dà per assodata l’affiliazione di Annibale Bugnini alla massoneria (“Alcuni non hanno un'opinione, alcuni sono persuasi che la Chiesa doveva essere cambiata. Alcuni semplicemente hanno seguito la marea. Alcuni sono motivati dal denaro. E poi ci sono quelli che servono altri padroni. Questo era il caso di Bugnini” … “Lui si recò ad un incontro dal Segretario di Stato con la sua valigetta. Era il 1975. Più tardi quella sera, quando tutti erano andati a casa, un monsignore trovò la valigetta che Bugnini aveva lasciato. Il monsignore decise di aprirla per vedere chi ne fosse il proprietario. E quando la aprì, trovò lettere indirizzate a Bugnini definito 'fratello', da parte del Gran Maestro della Massoneria Italiana”).

A seguito di questa pubblicazione si scatena di nuovo la bagarre, come si può leggere per esempio sui blog di Francesco Colafemmina e di Padre Giovanni Scalese, che torna sulla vicenda a seguito di critiche mossegli da Padre Matias Augé.


Ora.
Immagino sarete un filo confusi.
Se non lo siete, permettetemi di esporre alcuni fra i motivi per cui ritengo naturale sentirsi confusi dopo un simile profluvio di date, eventi e personaggi.

(Se avete anche la sensazione che i vostri neuroni siano prossimi a fare harakiri, è il momento giusto per prepararvi un buon thè prima di proseguire la lettura!)


Ci sono alcune domande a cui non è facile rispondere con i pochi e incerti elementi in nostro possesso. E ogni domanda sembra contraddire qualunque punto fermo acquisito in precedenza.

1) La questione della valigetta 

E’ questo il punto più nebuloso dell’intera faccenda. Sembra anzi un tipico elemento inserito ad hoc per depistare e confondere.
Innanzitutto: se io fossi un alto prelato affiliato alla massoneria e stessi lavorando per sovvertire la tradizione cattolica, mi porterei appresso lettere compromettenti? E se fossi così sciocco, sarei anche così sbadato da dimenticare la mia valigetta col suo prezioso contenuto proprio nella "tana del lupo", così che chiunque possa scoprirmi? Peraltro, le due lettere sono talmente brutali nella loro chiarezza da risultare grottescamente ingenue. Se non puzza di bruciato questo, non so che altro potrebbe farlo.
In secondo luogo: perché le lettere sono fotocopie prive di intestazione? Se avessi voluto portarmi appresso un documento che potesse provare la mia affiliazione, avrei scelto -se non gli originali- almeno una copia fedele. (Ma torniamo al punto: perché portare con sé in Vaticano documenti così scottanti?)
E infine: perché mons. Bugnini venne spedito a fare il nunzio apostolico in un paese come l’Iran? Se Paolo VI si convinse della sua affiliazione alla massoneria, avrebbe dovuto scomunicarlo. Altrimenti avrebbe potuto mantenerlo in Vaticano, come segno evidente che riteneva infondate tutte le accuse.

2) La “lista Pecorelli” 

Mino Pecorelli
Vero o no, l’elenco contiene i nomi dei più alti prelati vaticani, cardinali della cerchia papale che avevano in mano la direzione della Chiesa. Se Paolo VI riteneva infondate le accuse, perché non c’è stata alcuna querela nei confronti di chi pubblicò la lista, nemmeno da parte dei singoli prelati, e nemmeno in forma di richiesta di indagine giudiziaria? Se invece le accuse erano vere, come sembra almeno nel caso di alcuni cardinali, perché non vi è stata una “epurazione generale” nelle file della cerchia papale?
Eppure, che “il fumo di Satana” si fosse infiltrato in Vaticano era chiaro allo stesso Paolo VI già da tempo ("Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa”, 29 giugno 1972).
E il suo successore, papa Luciani, che dichiarò di voler fare pulizia dei prelati massoni, morì dopo 33 giorni di pontificato in quel terribile settembre del 1978.
Ma sono coincidenze…

3) La riforma liturgica 

E veniamo al punto fondamentale. Se papa Paolo VI si convinse delle accuse contro Bugnini (ricordiamo che nel ’76 lo spedì in Iran), perché non rigettò la riforma che era palesemente una sua creatura? Perché non rimetterla in discussione, riaprendo il dibattito? Se l’impianto della riforma liturgica era stato ideato da un massone, sarebbe stato doveroso nei confronti dei fedeli e della stessa Chiesa tornare sui propri passi e rivedere tutto. D’altra parte era in gioco l’essenza stessa del rito della Messa e il futuro della religione cattolica.
E se Paolo VI ritenne mons. Bugnini un massone, perché spedirlo in Iran e non scomunicarlo, come avrebbe dovuto fare? Le prove della sua affiliazione sembravano piuttosto solide, dopotutto. I riferimenti alle date e ai codici di iniziazione avevano almeno l’apparenza di essere qualcosa più che una montatura (e se montatura era, a che pro?).
Chiesa post-conciliare (Foligno)
Certo se consideriamo l’atteggiamento nei confronti del cardinale Gagnon e del suo dossier sulla massoneria in Vaticano, a cui non venne concessa udienza, l’intero operato di Paolo VI viene illuminato da una nuova luce.
Pensiamo anche a quanto doveva essere ben infiltrata la massoneria in Vaticano se fu in grado di sottrarre il dossier dalla scrivania di Gagnon quando esso iniziò a diventare troppo corposo…

Certo la storia della valigetta sembra inventata appositamente per gettare discredito su mons. Bugnini. Ma le circostanze in cui la sua vicenda è immersa sono senza dubbio torbide. Teniamo presente inoltre che quelli erano gli anni dello IOR, di Marcinkus, Calvi e Sindona: di massoneria in Vaticano si parlava già da tempo.
Forse si è riusciti a zittire tutto prima che a qualcuno venisse in mente di fare davvero le "pulizie di primavera" in Vaticano. O forse, la parte più legata alla tradizione cristiana è sempre stata una minoranza, in quegli aurei lidi…

Nel mare di informazioni ambigue che intesse questa vicenda, emerge chiaro forse solo un punto: è essenziale porsi domande, chiedersi sempre i “perché” delle cose. Spesso la risposta è semplice, a fronte di un caos informativo messo a bella posta: bisogna cercare le giuste connessioni logiche.

17 commenti:

redazione ha detto...

secondo la rivista 'Chiesa Viva' Paolo VI sarebbe un massone http://www.chiesaviva.com/441%20mensile.pdf
comunque i lefevbriani e gli altri tradizionalisti sono molto coraggiosi contro il mondialismo: monsignor Williamson per esempio ha detto che l'11 settembre l'hanno fatto gli americani
http://lavocedelrompiscatole.blogspot.com/2011/12/nonostante-io-non-abbia-alcun-rapporto.html
comunque la messa in latino è tutta un'altra cosa: lì si sente veramente il senso del mistero

Anonimo ha detto...

Ciao Gaia
Complimenti, i tuoi dubbi sono leciti; è dal 300 d.c con il Concilio di Costantino che il Vaticano ha ucciso la figura di Gesù Cristo è si è dedicato all'accumulazione del potere terreno. Ma c'è tutta una pubblicistica che vuole i massoni a capo del complotto "giudaico-massonico" che si sono infiltrati in tempo recente in Vaticano (e hanno per ciò fatto degenerare una religione altrimenti Splendida e Caritatevole) perché così vogliono le gerarchie vaticane per sbarazzarsi dei loro nemici non asserviti, cioè la massoneria non ancora asservita. In realtà però è ormai da tempo che il Vaticano ha asservito i vertici della massoneria e il fatto che il Vaticano non abbia mai epurato i massoni (comunque da accertare con chiarezza) non è perché sia un povero ingenuo vittima dei mefistofelici della squadra e del compasso, ma perché esso li ha asserviti ai loro compiti e collabora con loro amichevolmente. Il Vaticano lavora in collaborazione ai Gesuiti, che la pubblicistica della teoria del complotto dell'infiltrazione del massoni in Vaticano non nomina mai. I gesuiti lavorano fianco a fianco con i Cavalieri di Malta e i Sionisti di corte Rothschield, Cavalieri di Malta essi stessi. La teoria "complottista" delle infiltrazioni della massoneria in vaticano vorrebbe divulgare la teoria stramba che il Vaticano è degenerato dopo tale infiltrazione massonica ancora da accertare nei modi e nei fatti. Mentre è un fatto risaputo che il Vaticano è un regime spietato fin dai tempi delle Crociate e ancor prima. Per quello che riguarda le denunce del monsignor Williamson che ha detto che l'11 settembre l'hanno fatto gli americani, questa non è certo una notiziona: i mondialisti-gesuiti-vaticani, che hanno usato l'america per i propri fini di conquista, adesso vogliono sbarazzarsene e tirano fuori queste notizione, per fare in modo che cresca odio contro gli Stati Uniti, i quali dovranno essere dismessi a beneficio di unità sovranazionali. Lo stesso dicasi con il Cristianesimo che i gesuiti-massoni-cavalieri di malta capeggiati da de Chardin sono in procinto di dismettere per la nuova religione Luciferina New Age.

NO VATICAN

redazione ha detto...

@anonimo
che stupidate vai dicendo
la Chiesa si è sempre opposta alla Massoneria, e la Massoneria è virulentemente anticristiana
la storia dei gesuiti dominatori del mondo è stata creata dai sionisti, e amplificata da Icke

Anonimo ha detto...

@ redazione
La massoneria solo virtualmente si oppone al Vaticano. In realtà i suoi vertici sono stati assorbiti dai gesuiti. E' così almeno da Adam Weishaupt. Icke non ha mai parlato di Gesuiti se non in rarissimi momenti e mai li ha messi come protagonisti del NWO. Icke è il principale propalatore della teoria dei Rettiliani che comanderebbero i sionisti Rothschild. Almeno leggilio icke prima di sparare queste castronerie.

redazione ha detto...

scusa, mi sono confuso, perchè menphis75, sito complottista che sostiene la teoria rettiliana, ha citato alcune volte la Chiesa Cattolica come autrice del complotto mondiale
comunque ho scoperto che alcuni siti che sostengono la teoria del complotto gesuitico sono vicini all'UAAR, organizzazione che ha tutto l'interesse a mettere in giro queste panzane
io ti segnalo questo articolo http://josephussblog.blogspot.com/2011/04/il-vaticano-tra-complotti-e-babilonie.html
inoltre leggiti tutti questi articoli http://www.chiesaviva.com/eletta.htm
vedrai che la massoneria non ha niente in comune con la Chiesa

Anonimo ha detto...

Conosco i riferimenti che citi. Il primo sinceramente porta delle prove risibili. Il secondo fa capo a Don Luigi Villa, un "ex" membro dei servizi segreti vaticani. Che io sappia nessuno dello UAAR parla di Gesuiti seriamente, essendo tutti al soldo del cicap. Cerca su internet, soprattutto in siti inglesi, e rimani con mente apeta, vedrai che le prove arriveranno. E ricora che accusare il Vaticano non vuol dire accusare o sminuire la figura di Gesù. Il Vaticano non ha mai messo in pratica le parole di Gesù da molto più tempo di quanto immagini. Ricorda il tempo dei Borgia dissoluti e le prediche di Girolamo Savonarola; a quel tempo non c'erano ne i Rothschild ne i sionisti!

redazione ha detto...

io dicevo che esistono alcuni siti come http://apocalisselaica.net/varie/miti-misteri-e-poteri-occulti che sono vicini all'uaar e diffondono la teoria gesuitica
comunque don Villa non ha più alcun rapporto con il Vaticano, è sedevacantista

Gaia ha detto...

La confusione nell'informazione, come scrivevo, è parte integrante della metodologia di questi poteri. Non a caso siamo qui a confrontarci portando fonti e notizie tanto diverse: confondere le acque è essenziale per tenere in vita questo sistema.
Sul fatto che massoneria e Chiesa cattolica siano arcinemiche nutro diversi dubbi, come scrivevo in qualche vecchio post. Lo stesso Paolo VI nominò commendatore de "Equitem Ordinis Sancti Silvestri Papae" Licio Gelli (no dico.. Gelli), il quale poteva andare e venire a piacimento dalle stanze vaticane. Non dimentichiamoci lo IOR, Marcinkus e tutto il carosello di personaggi ambigui e omicidi mai ufficialmente chiariti che fanno da sfondo all'Italia di quegli anni.
Che dire poi delle chiese intrise di simboli massonici?
Il lato essoterico del cattolicesimo diffuso dalla Chiesa mi lascia poi alquanto perplessa.
Che poi esistano gruppi o singoli, all'interno della Chiesa, che cercano di portare avanti un messaggio diverso, a loro dire più vicino alla tradizione, non è la prova che si stia parlando di qualche "mela marcia" in Vaticano, ma anzi è forse proprio la prova che l'intera gerarchia sia ormai anni-luce lontana dalla natura originaria del cristianesimo.
Cercare di vedere oltre la cortina di nebbia alzata da entrambe le parti potrebbe senz'altro aiutarci, ma oggettivamente non è cosa semplice.

Un saluto a entrambi
gaia

redazione ha detto...

@Gaia
secondo alcuni, nel conclave del 1958 sarebbe stato eletto il cardinal Siri, ma per qualche oscura ragione ( c'è che dice perchè i vescovi modernisti minacciavano un terribile scisma, c'è chi dice per l'influenza del B'Nai B'rith) rinunciò
allora venne eletto Roncalli, e la storia andò come sappiamo
questa storia, svelata dal vescovo Thuc, è realistica perchè mentre Roncalli era patriarca un uomo andò da lui e gli disse che sarebbe divenuto papa, molti anni prima del conclave

Anonimo ha detto...

Non credo che nessun Papa sia appartenuto alla massoneria, sicuramente vi sono state infiltrazioni nella curia in passato (Villot etc) e sicuramente anche adesso.

Non ritengo attendibile Chiesa Viva sul punto (valide invece altre analisi tipo quelle sulla nuova "chiesa" dedicata a San Pio)

La questione del Vaticano II è controversa, comunque molte argomentazioni mirano a spezzare l'unità della Chiesa (ala progressista ed ala ultra conservatrice)...disegno (tesi antitesi sintesi) probabilmente visto di buon occhio dalla massoneria. (altra FAVOLA è quella sui "gesuiti" come cupola oltre e sopra la massoneria... mentre di sicuro vi sono stati cattivi teologi come Kung, rahner...ecc
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=2016


Benedetto XVI col "motu proprio" ha voluto riaffermare l'unità e la continuità della Chiesa, il problema è quanto il Santo Padre è ascoltato, purtroppo poco....

assoluta incompatibilità con la massoneria:
http://www.alleanzacattolica.org/temi/massoneria/indice_massoneria.htm

ultimo pronunciamento è del 1983
http://www.alleanzacattolica.org/temi/massoneria/massoneria_appendice_iii.htm

altre considerazioni le avevo già fatte in questo post di Santaruina:
http://santaruina.it/il-vaticano-ed-il-nuovo-disordine-mondiale

m

Gaia ha detto...

Credo che la questione resterà dibattuta, potendo avere in mano solo brandelli di informazioni per di più spesso distorte, parziali, ingigantite o manipolate ad arte, per non parlare delle informazioni che non ci vengono proprio date. Possiamo soltanto cercare di seguire i fili e annodarli, di "unire i puntini", ma il lavoro è arduo. Per ogni fonte sembra essercene un'altra che la smentisce. Certo è che un simile caos torna utile, molto utile, a quei poteri. Personalmente continuo a nutrire seri dubbi sul fatto che le alte gerarchie vaticane siano delle povere pecorelle prese di mira dai cattivi massoni.. Ci sono talmente tante commistioni (a partire da quelle economiche) tra quei due poteri che onestamente penso sia ingenuo credere ancora una cosa del genere.
Le parole sono belle e gli alti ammonimenti pure, ma sono i fatti a dare la "prova del 9"..

un saluto
gaia

Anonimo ha detto...

Credo che le prove per la Chiesa riguardano il futuro prossimo...probabile uno scisma, probabile un tentativo di (totale) protestantizzazione con svuotamento del significato dell'Eucarestia (vds Ecclesia de eucharistia di G.P.II
http://www.vatican.va/edocs/ITA1798/_INDEX.HTM )

le premesse ci sono già (ad esempio tutti ricevono la Comunione scorrettamente nelle mani... bisogna abituare per gradi...e questo non l'ha stabilito iul Vat II...)ma ancora non siamo arrivati al culmine.

Si può vedere il modo retto con cui l'attuale Pontefice guida la Chiesa e come invece agisce buona parte del clero...
http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=article&sid=268

http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/austria_preti_disobbedienti_2011.htm

massoneria:
http://www.profeti.net/Studi/Massoneria/index.htm
http://www.profeti.net/Studi/Massoneria/piano_massonico.htm

"Il Giuda che consegnerà la Chiesa ai suoi aguzzini sarà lo spirito dell'anticristo, che provocherà una generalizzata apostasia, a causa della quale il cristianesimo resterà in piedi solo nelle sue forme esterne, rimanendo svuotato della sua forza rinnovatrice, e sarà proprio questa quell'impostura religiosa di cui si fa cenno al n. 676 del CCC e quell'abominio della desolazione (che per me riguarda l'Eucarestia) annunciato direttamente da Gesù"
http://www.cristomaestro.it/vrt_teologali/speranza/comparsa/comparsa.html

non prevarranno (Parusia intermedia) ma la purificazione riguarderà anche e soprattutto la Chiesa (che non è "invenzione umana").
E' chiaro che su certe tematiche l'approccio è diverso per chi è credente e chi no e che non vi siano certezze assolute ma un indirizzo abbastanza preciso a mio avviso esiste. Saluti. m

Gaia ha detto...

"E' chiaro che su certe tematiche l'approccio è diverso per chi è credente e chi no e che non vi siano certezze assolute ma un indirizzo abbastanza preciso a mio avviso esiste."

Sì, questo senz'altro. Ma concordo sul fatto che un 'trend' è visibile comunque. E' necessario cercare di vedere al di sopra delle proprie posizioni personali per poter seguire il filo e vedere dove conduce.
Un saluto
gaia

Anonimo ha detto...

La Chiesa americana contro Obama: «Rinnega la Costituzione»
di Marco Respinti 16-02-2012

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-la-chiesa-americana-contro-obama-rinnega-la-costituzione-4529.htm

Anonimo ha detto...

Julio Meinvielle
http://www.juliomeinvielle.org/
edizione integrata da p. Ennio Innocenti
http://www.fraternitasaurigarum.it/wordpress/?page_id=75
http://andreacarancini.blogspot.it/2010/07/don-ennio-innocenti-il-profetismo.html
>
INFLUSSO DELLO GNOSTICISMO EBRAICO
IN AMBIENTE CRISTIANO
http://vho.org/aaargh/fran/livres9/MEINVit.pdf

Anonimo ha detto...

il Liberalismo, sia individuale che sociale, è un errore nella fede, poiché vuole emancipare l’uomo e la Società da Dio, come se quest’ultimo non esistesse, fondandosi sul postulato della libertà umana come valore infinito e assoluto

http://www.juliomeinvielle.org/libros/proyecciones_articulos/Liberalismo%20e%20cattolicesimo.pdf

Anonimo ha detto...

“..evidente contrasto fra “i collaboratori” del Papa e il magistero di quest’ultimo…”
http://fidesetforma.blogspot.it/2012/06/burke-scrisse-bertone-sullapprovazione.html
http://neocatecumenali.blogspot.it/