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21 giugno 2012

Global War e guerra di tutti contro tutti

Pubblico un articolo propostomi dal giornalista Piero Cammerinesi. Sebbene non mi senta totalmente in linea con quanto scrive, lo pubblico volentieri perché ritengo contenga molti spunti interessanti per i lettori del blog.
Buona lettura :)



GLOBAL WAR E GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI: DOVE STIAMO ANDANDO?

di Piero Cammerinesi (corrispondente di Coscienzeinrete Magazine dagli USA)


“La guerra non è fatta per essere vinta, ma per essere continua. Allorché la guerra diventa letteralmente ininterrotta, cessa nel contempo di essere pericolosa”.
(George Orwell, 1984)


Quello che le ėlite stanno cercando di trasmettere alle popolazioni mondiali attraverso la falsificazione del linguaggio – la guerra umanitaria, la missione di pace, l’esportazione della democrazia, lo scontro di civiltà etc. – è il concetto che “la guerra è qualcosa di assolutamente normale”.

L’effetto del rifiuto della guerra come metodo per risolvere i problemi tra i popoli - prodotto per lungo tempo sugli uomini dalle carneficine dei due conflitti mondiali - dopo quasi settant’anni si è affievolito e oggi si torna a propagandare la guerra, anche se ‘travestita’ di pacifismo o di ristabilimento della giustizia sociale.

In realtà quanto sta avvenendo oggi è una globalizzazione della guerra, studiata a tavolino e promossa proprio da quegli stati che sono – a parole - i più attivi difensori delle leggi internazionali e dei diritti democratici.

Le motivazioni per le minacce di guerra e per le aggressioni vere e proprie sono le più varie e vanno dalla guerra contro il ‘terrorismo islamico’ (Afghanistan) a quella condotta per proteggere il mondo da – inesistenti - ‘armi di distruzioni di massa’ (Iraq ieri e Iran oggi), da quella per difendere i ‘diritti umani’ (Libia ieri e oggi Siria) ai veri e propri ‘interventi umanitari’ (Somalia), fino alla sbandierata protezione di piccoli Stati dall’influenza di Russia e Cina.

In prima fila per far assimilare ai popoli le scelte dissennate dei governi e le esigenze fameliche delle lobby militari sono i media occidentali, ormai impegnati strenuamente a difendere l’indifendibile, a razionalizzare l’irrazionale e a giustificare l’ingiustificabile, proprio come il Ministero della Verità di Orwelliana memoria[1].

L’idea della Global War o globalizzazione della guerra ha in qualche modo caratterizzato tutta la dottrina militare USA all’indomani della II Guerra mondiale e venne delineata negli anni ’40 dalla amministrazione Truman, nel quadro generale di un progetto di dominazione globale a fronte dell’insorgere del confronto con i sovietici.

In realtà già nei decenni precedenti erano sorte organizzazioni più o meno segrete come la Round Table o la Society of the Elect, fondata in Inghilterra da Cecil Rhodes e Lord Nathan Rothschild, e il Council on Foreign Relations, creato negli USA all’indomani della I Guerra mondiale dal Colonnello Edward M. House, con i finanziamenti di Morgan e Rockefeller.

Ricordiamo che Edward M.House era l’eminenza grigia dietro Woodrow Wilson e la ‘sua’ Società delle Nazioni.

Tutte queste organizzazioni miravano a una sola cosa: la nascita di un potere globale incontrastato sotto la guida anglo-americana.

Per quanto riguarda gli USA, dagli anni ’30 e ’40 del secolo scorso si è assistito ad un costante declino dei poteri del Congresso, considerato dai Padri della Costituzione uno strumento politico essenziale per la difesa della libertà e della democrazia. Ma l’erosione dei suoi poteri sembra inarrestabile sia per mano repubblicana che democratica.

“La costituzione degli Stati Uniti è stata messa da parte con il pretesto della paura. Prima paura della grande depressione e successivamente del terrorismo islamico. Gli Stati Uniti sono la Costituzione. Se la Costituzione cessa di esistere come un documento legale che viene rispettato realmente dalle élite politiche, gli Stati Uniti cessano di esistere. Vuol dire che un’altra entità ha preso il loro posto[2]”.

Da allora non solo nulla è cambiato, ma la situazione è andata via via peggiorando, tanto che - per arrivare ai nostri giorni - nel settembre del 1990, George Bush padre fece, a Camere riunite, uno storico discorso alla Nazione[3], nel corso del quale di fatto proclamò un Nuovo Ordine Mondiale emergente dal disfacimento dell’Unione sovietica e dall’abbattimento del muro di Berlino.

In questo discorso Bush preannunciò con grande enfasi un mondo libero dal confronto, potenzialmente disastroso, tra le due superpotenze dotate di bombe atomiche a favore di une “pacifica cooperazione internazionale” nella quale “le nazioni del mondo, est ed ovest, nord e sud, possano prosperare e vivere in armonia”[4].

Belle parole e fantastiche prospettive, come non essere d’accordo?

Il problema è che proprio quel concetto di “pacifica cooperazione internazionale” servì a giustificare la Guerra del Golfo, ufficialmente intesa a difendere la sovranità del Kuwait e ad assicurare il rispetto della “legalità internazionale”.

Ben lontani da una “nuova era più sicura alla ricerca della pace” da quel momento siamo entrati in realtà in un’epoca di guerra perenne, proprio come descritta in 1984 di Orwell, dominata da conflitti continui, insicurezza, paura, controllo costante da parte delle autorità, censura mascherata e manipolazione dell’opinione pubblica.

La strategia vera e propria della ‘guerra senza fine’ nasce un paio di anni dopo, nel 1992, con il Defense Planning Guidance (Linee-guida di Difesa nazionale).

Il New York Times, venuto a conoscenza del piano, scrisse: “In un nuovo vasto progetto politico che sta per essere varato, il Dipartimento alla Difesa stabilisce che la missione politica e militare dell’America nell’era post-guerra fredda sarà quella di far sì che non possano emergere superpotenze rivali in Europa Occidentale, Asia o nei territori della ex-Unione Sovietica. I documenti segreti mostrano lo scenario di un mondo dominato da un’unica superpotenza la cui posizione predominante può venire garantita da un comportamento studiato all’uopo e da una adeguata forza militare, in modo da scoraggiare qualsiasi Nazione o gruppo di Nazioni a sfidare la supremazia americana”.

La personalità più rappresentativa dietro questo piano fu Paul Wolfowitz, che sarà nominato più tardi da Bush Segretario alla Difesa e che coprì anche la carica di Presidente della Banca Mondiale.

La centrale e orientale accordi di sicurezza analoghi a quelli sottoscritti con Arabia Saudita, Kuwait e altri stati nel golfo Persico[5]”.

Nel 1993, allorché Clinton prende il posto di George Bush senior si costituisce un think tank dei falchi repubblicani che darà vita – pochi anni più tardi – al Project for the New American Century (PNAC), Progetto per il nuovo secolo americano.

Nello spirito di questo progetto il dominio a stelle e strisce deve venir imposto a qualsiasi costo in qualsiasi parte del mondo, il che richiede un crescente incremento delle spese militari onde contrastare minacce come quelle costituite da Iraq, Nord Corea, Iran. “Inoltre, questo processo di trasformazione, anche se porterà a dei mutamenti radicali, sarà qualcosa di lento a meno di eventi catastrofici che lo favoriscano – come una nuova Pearl Harbor[6]”.

Guarda caso, pochi anni dopo, le due Torri offriranno la ghiotta occasione di “una nuova Pearl Harbor”…

Nel 2000 il Pentagono pubblica Joint Vision 2020 un documento che teorizza il progetto denominato Full-spectrum Dominance (Dominio a tutto campo);

“Con Full-spectrum dominance si intende la capacità delle forze USA, da sole o con alleati, di annientare qualsiasi avversario e controllare qualsiasi situazione in ambito di operazioni militari.”

Il Full-spectrum dominance deve estendersi a qualsiasi tipo di conflitto, dalla guerra nucleare su teatri bellici globali fino a eventi di dimensioni limitate. Si riferisce altresì a situazioni atipiche come peacekeeping e aiuti umanitari.

“La creazione di una rete di informazione globale servirà a garantire le condizioni di una maggiore capacità decisionale[7]”.

Il 13 novembre 2001 il presidente George W. Bush firma l’Ordine Militare N.1[8] nel quale conia la definizione “Guerra globale al terrorismo”. E ciò senza informare il suo Consigliere alla sicurezza, né il Segretario di Stato, né il Capo dello staff o il suo responsabile della comunicazione, approvando così una legge che è divenuta tristemente nota come "Military Order of November 13, 2001: Detention, Treatment, and Trial of Certain Non-Citizens in the War Against Terrorism[9]"

Da quel momento le operazioni militari ‘segrete’ del SOCOM (Special Operations Command) - finalizzate al mantenimento di una ‘guerra globale’ - si sono moltiplicate senza limite in ogni parte del mondo.

Il personale del SOCOM è raddoppiato dal 2001 raggiungendo le 66.000 unità, mentre il suo budget è passato da 4,2 miliardi a 10,5 miliardi di dollari. La crescita del JSOC (Joint Special Operations Command) che è una ramificazione del SOCOM, è stata ancora più rilevante, passando dalle 1.800 unità speciali nel 1980 alle oltre 25.000 oggi.

Quanto alle operazioni ‘sotto copertura’ delle forze speciali esse hanno coinvolto, a oggi, oltre 75 Paesi, dalla Repubblica Dominicana al Perù, dalle Filippine allo Yemen, dalla Somalia all’Asia Centrale, dal Libano all’Arabia Saudita, dall’Iran a numerosi Paesi arabi.

Queste forze speciali si sono macchiate sovente di crimini contro l’umanità che sono stati regolarmente ‘coperti’ dalle gerarchie militari e nascosti all’opinione pubblica.

Naturalmente, come è noto, la “Pearl Harbor” dell’11 settembre viene immediatamente utilizzata per mettere in atto la dottrina della Global War che viene per l’occasione ribattezzata War on Terror (Guerra al terrorismo).

Ricordiamo, infine, che nell’agenda del Project for the New American Century (PNAC) - che risale all’anno 2000 - si auspica a chiare lettere di “condurre guerre senza confini” [10].

Il PNAC ha come obiettivo dichiarato quello di “combattere e vincere decisamente conflitti multipli e simultanei nei maggiori teatri bellici mondiali”.

Questo scellerato programma è stato adottato in pieno dall’amministrazione Obama con un team di collaboratori e di esperti molto più efficace di quello del suo predecessore.

A una manciata di minuti dallo scadere del Patriot Act, Obama (premio Nobel per la pace, ricordate?) ha rinnovato, per altri 4 anni, la delirante legge promulgata da George Bush junior all’indomani dell’11 settembre[11].

Contrastata con decisione da pochi parlamentari, tra cui il senatore repubblicano Rand Paul del Kentucky, questa legge - che con l’alibi della Guerra al terrorismo - di fatto consente ogni possibile abuso delle libertà dei cittadini, è un tassello straordinariamente importante per capire come si stanno muovendo i poteri forti negli USA e per intuire quali possibili scenari politico-militari si aprano nel XXI secolo.

E, visto che non tutta l’opinione pubblica è manipolabile, i think tank dell’intelligence USA hanno inoltre felicemente ideato una strategia di maquillage delle parole.

Così è tutto meno inquietante se chiamiamo la guerra ‘intervento umanitario’ e l’attacco lo chiamiamo ‘difesa’, mentre le stragi di civili diventano ‘danni collaterali’…

Ora, se partiamo dal presupposto che per comprendere a fondo quanto accade nel mondo abbiamo bisogno di conquistarci una visione più ampia, come possiamo interpretare questa situazione da un punto di vista spirituale?

Cosa sta accadendo nel nostro mondo sempre più segnato da guerre e da massacri quotidiani con la complicità dei media che amplificano quotidianamente menzogne e odio contro l’altro di turno?

Possiamo ipotizzare che la Global War rappresenti in realtà l’inizio del Bellum omnium contra omnes[12], la guerra di tutti contro tutti?

Molti veggenti parlano di un futuro prossimo della terra sempre più incerto con grandi rischi di precipitare in conflitti distruttivi.

Edgar Cayce, lo Sleeping Prophet, ad esempio descrive – ancora negli anni ’30 del secolo scorso - come il primo decennio del nuovo secolo avrebbe ripercorso la situazione del primo dopoguerra fino al disastro economico del ’29, con un progressivo incremento di conflitti. “Mercati e benessere in calo, economie al collasso, disoccupazione in aumento, confusione politica e tumulti popolari (…) con, negli anni successivi, un numero crescente di persone che si troveranno in serie difficoltà anche rispetto a problemi basilari di sopravvivenza”.[13]

Cayce prevede anche la possibilità di una III Guerra mondiale. Parla letteralmente di guerra originata in “Libia, in Egitto, ad Ankara e in Siria, attraverso conflitti sorti intorno agli stretti delle zone a Nord dell’Australia, nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico[14]

Secondo altri veggenti e profeti del passato si è già superato - nella nostra epoca - il punto critico ‘di non ritorno’ nella discesa verso un materialismo che ha totalmente dimenticato l’origine spirituale dell’uomo. Per essi l’unica possibilità di salvezza da disastri sociali e bellici può provenire solo da un’evoluzione spirituale che consenta di non guardare solo agli eventi materiali cercando la felicità solo nella soddisfazione dei bisogni fisici e istintivi.

Vi ricorda vagamente qualcosa?

Il materialismo della vita attuale, il dominio delle immagini, la finanza sfrenata, l’estrema competizione nel lavoro, la mancanza di solidarietà sociale, l’aggressività degli Stati, sono tutti segnali significativi che contraddistinguono questo momento storico. E i segni ci sono tutti: malattie prodotte dalla dipendenza da computer, crack finanziari a livello globale, lavoro sempre più stressante e meno remunerativo, indifferenza del singolo nei confronti dei propri simili, aggressioni continue tra le nazioni.

Proprio queste caratteristiche della nostra cultura sono in realtà alla base – da un’ottica spirituale - dell’insorgere della guerra globale o, come fu anticipato da Rudolf Steiner un secolo fa, come l’inizio della guerra di tutti contro tutti, una prospettiva fino a ieri confinata nelle pagine delle profezie ancora da realizzarsi, ma che oggi – con le nuove dottrine militari annunciate da Obama – inizia ad assumere dei contorni tanto più definiti quanto inquietanti.

“Esteriormente – dice Steiner nel corso di una conferenza del 23 Novembre 1919, dunque ben 20 anni prima della II Guerra mondiale – l’umanità andrà incontro a grandi conflitti. E per queste terribili guerre di cui siamo solo all’inizio (…) e che portano alle estreme conseguenze gli antichi impulsi dell’evoluzione terrestre, non vi sarà alcuna medicina politica, economica o spirituale proveniente dalla farmacia dell’antica evoluzione. I fermenti che hanno prima portato l’Europa all’inizio della sua distruzione [I Guerra mondiale], che metteranno poi Asia ed America l’una contro l’altra [II Guerra mondiale] e che propagheranno la guerra su tutta la terra [Guerra globale] provengono dai tempi antichi.

Potrà contrastare questo portare-all’assurdo l’evoluzione umana solo ciò che conduce gli uomini sulla via dello spirituale: il Sentiero di Michele, che trova la sua continuazione nella Via del Cristo”[15].

Steiner rileva come la guerra di tutti contro tutti inizi gradualmente con l’abituare gli uomini a distruzioni belliche che si presentano per così dire quasi ritmicamente nella storia umana di cui l’inizio è stato il primo conflitto mondiale.

Abituare gli uomini alla guerra: confrontiamo questo con quanto abbiamo riportato all’inizio con le parole di Orwell e con le nuove strategie USA.

“È una convinzione infantile – così ancora Steiner - che da questa catastrofe bellica [la I Guerra mondiale] possano provenire periodi di pace durevoli per l’umanità sul piano fisico. Non sarà così.”[16].

Sarà solo grazie al nascere dell’altruismo se l’umanità sarà in grado di salvarsi dall’autodistruzione, sostiene Rudolf Steiner, evento inevitabile se si continua a ignorare l’elemento morale.

“Gli uomini si annienteranno in guerre fratricide. E la cosa più avvilente - rispetto ad altri tipi di distruzione sarà che avverrà solo per loro responsabilità”[17]. Solo una manciata di persone sopravviverà e saranno coloro che avranno sviluppato un livello di abnegazione profondo, mentre la restante umanità sarà totalmente dedita a mettere al proprio servizio egoistico – grazie a tecnologie potenti e complesse - le forze della natura, senza aver acquisito il necessario grado di altruismo.

La guerra di tutti contro tutti, che rappresenterà la rovina della nostra epoca, sarà originata proprio da questo sviluppo tecnologico estremo totalmente privo di morale.

“Forze enormi e poderose verranno liberate da scoperte che trasformeranno il mondo intero in una sorta di apparecchiatura elettrica globale funzionante in modo autonomo”[18].

A cosa si riferiva? A Internet, nata come progetto per la difesa USA, che oggi ha di fatto trasformato l’intera comunicazione mondiale in una “apparecchiatura elettrica globale funzionante in modo autonomo”?

Ma se Steiner in molte occasioni colloca la guerra di tutti contro tutti in un futuro non immediato, in un particolare ciclo di conferenze egli afferma espressamente che, se l’umanità non sarà in grado di correggere le visioni del mondo profondamente influenzate e corrotte dal materialismo e dall’edonismo dominante che hanno caratterizzato il XIX ed il XX secolo, “alla fine del secolo XX noi ci troveremo di fronte alla guerra di tutti contro tutti! Gli uomini potranno fare tutti i bei discorsi che vorranno, potranno aver fatto tutti i possibili progressi scientifici, avranno di fronte a sé questa guerra di tutti contro tutti. Assisteremo allo sviluppo di un’umanità che tanto più si riempirà la bocca di questioni sociali tanto meno avrà un minimo ‘istinto sociale’”[19].<

Sulla base di queste inquietanti previsioni cerchiamo di ipotizzare come tali eventi – di cui saremmo solo all’inizio – potrebbero svilupparsi.

Abbiamo visto come Steiner parli espressamente di una visione del mondo profondamente materialista che creerebbe le condizioni perché possa svilupparsi anzitempo la guerra di tutti contro tutti.

E mi pare che ci siano pochi dubbi sullo stato di incontrastato materialismo della nostra epoca e sulla mancanza generalizzata di moralità.

Al tempo stesso le allusioni all’utilizzo immorale delle forze di natura (progetto HAARP, armi geopolitiche per il controllo climatico etc.) e l’anticipazione di una terra trasformata in un’unica immensa macchina funzionante elettronicamente (la rete globale del web o la globalizzazione della finanza elettronica ne potrebbero rappresentare l’inizio) non sono più solo ipotesi fantascientifiche.

Abbiamo visto in un precedente intervento come Steiner abbia attribuito ai poteri occulti angloamericani[20] il disegno di porre il mondo intero sotto il giogo del materialismo.

Tale scellerato progetto è passato attraverso la creazione della Società delle Nazioni prima e delle Nazioni Unite poi, la competitività sfrenata, la diffusione della tecnologia, la finanza priva di regole e di moralità, la creazione di un’idea di globalizzazione tesa solo allo sfruttamento economico dei Paesi più deboli.

E anche qui mi pare che ci siamo ampiamente.

Ha parlato – nel 1919! – di cause (fermenti) che dopo la distruzione della Germania, avrebbero portato senza dubbio a una seconda Guerra mondiale, che avrebbe messo di fronte America e Asia (USA e Giappone) e questo pure non fa una piega.

Per poi preannunciare che quegli stessi fermenti – se non contrastati - avrebbero “propagato la guerra su tutta la terra”.

Beh, che ne pensate? Non mi pare che questa prospettiva sia molto irreale.

Vediamo ora come potrebbe delinearsi ulteriormente questa ipotesi.

Una prospettiva potrebbe essere quella di uno scontro frontale tra USA e Cina/Russia, magari in seguito ad un attacco Israelo-americano all’Iran e/o alla Siria.

Di questo ci sono sicuramente le premesse, preparate da anni dai media embedded che suonano la grancassa dell’atomica iraniana, esattamente come fecero dieci anni fa con le famose WMD, o ‘armi di distruzione di massa’ di Saddam, mai trovate, ma che costarono un milione e mezzo di morti.

Altra prospettiva potrebbe essere quella di un estendersi di rivoluzioni a livello mondiale, causate dalla crisi economica dilagante, che riduce in schiavitù economica interi Stati, come è il caso della Grecia oggi.

Questi sconvolgimenti potrebbero cambiare radicalmente il volto della civiltà attuale portando l’umanità intera a uno stato primitivo, dove solo la forza di un Potere accentratore – magari presentato come il ‘salvatore dall’anarchia e dalla distruzione’ – sarebbe in grado di riportare ordine sociale a prezzo di violenze inimmaginabili.

Una terza inquietante prospettiva – se pur con uno sviluppo più graduale – potrebbe essere quella della messa in atto di tecnologie molto avanzate atte a controllare – vedi chip sottocutaneo (il Marchio della Bestia) – di cui si parla ripetutamente qui in USA come di una straordinaria ‘opportunità’ (sic!) per rendere la vita più sicura (ancora, proprio come le guerre al terrorismo hanno reso, nelle parole degli ultimi tre presidenti, gli Stati Uniti “un Paese più sicuro”!).

Queste tecnologie – attuate a livello di massa (come una sorta di ‘vaccinazione obbligatoria’ ed è così che si vagheggia di attuarle) sarebbero letteralmente in grado di soggiogare intere popolazioni in uno stato di totale sudditanza.

A quale di questi scenari ci stiamo avvicinando?

Probabilmente ad un mix del primo e del secondo.

Ma vediamo anche come contrastare il big Game e cercare di far fallire questa sciagurata prospettiva.

Secondo Steiner l’unica reale salvezza da questo scenario si può riassumere in una sola parola: fiducia!

Il nascere e il diffondersi della fiducia tra gli uomini.

Fiducia alla base dell’elemento sociale.

Fiducia dell’uomo nei confronti dell’altro uomo, e conseguente disponibilità alla diffusione delle verità.

E da chi viene ostacolato il sorgere di questa fiducia?

Dalle logge e dagli Iniziati dell’Occidente [angloamericani], ci dice Steiner, che non vogliono parlare all’elemento di libertà del singolo individuo, ma alle masse.

Che rivelano solo parzialmente quelle verità spirituali che – in armonia con i dettami del Mondo spirituale - devono essere rese pubbliche.

Rudolf Steiner fu infatti il primo a rendere pubbliche notizie e comunicazioni che sino ad allora erano state tenute gelosamente segrete dalle varie congreghe occulte.

Come il cristianesimo rappresentò nelle parole del Cristo una verità universale, diretta a tutti senza limiti di razza, nazionalità, sesso o cultura, allo stesso modo la Scienza dello Spirito di Steiner rivela conoscenze fino a quel momento riservate con l’obiettivo di dare a ogni uomo – senza limiti di razza, nazionalità, sesso o cultura – la possibilità di conseguire conoscenze spirituali.

Questo fece scatenare contro di lui l’ira di potenti organizzazioni che cercheranno di distruggerne l’immagine e financo di assassinarlo.

Gli Iniziati anglo-americani cercano dunque di promuovere quel tanto delle vie iniziatiche che serve a edificare il dominio angloamericano del mondo, ma la via dell’Iniziazione si deve rivolgere al singolo individuo e non alle masse utilizzando strumenti di persuasione occulta, facendo appello alla capacità di comprensione indipendente e libera di ogni singolo essere umano.

Questo principio è collegato con un principio sociale fondamentale; se ci si rivolge a ciascuno partendo da principi morali, etici, e aspettando – nei tempi di ciascuno – la risposta cosciente e libera, allora non si tende ad assoggettare gli uomini, utilizzando astrazioni per irregimentarli in gregge.

Solo se il singolo essere umano accoglie ed elabora liberamente la conoscenza occulta produce moralità e libertà anche sul piano sociale, portando dentro di sé l’antidoto ad ogni costrizione o menzogna con cui si cerca di intrappolarlo.

Questo è il motivo della divulgazione delle verità occulte nel secolo XX che l’Antroposofia ha attuato, in contrapposizione con le élite occulte angloamericane, che volevano continuare a utilizzare le proprie conoscenze solo per realizzare le proprie finalità di dominio globale.

“La grande fiducia, questo deve diventare l’impulso sociale più importante del futuro. Gli uomini devono poter lavorare insieme. Altrimenti le cose non andranno avanti. (…) Oggi comincia per gli Iniziati dell’Occidente [angloamericani] la grande angoscia, la terribile paura. Essi dicono: se noi parleremo in futuro solo alle singole persone allora scateniamo la guerra di tutti contro tutti, dato che in tal caso gli uomini non saranno organizzati, visto che si è costruita una fiducia generale, allora l’umanità precipiterà nella guerra di tutti contro tutti. Essi sentono questa angoscia. Per questo costoro vogliono mantenere queste verità iniziatiche, oserei dire, sottochiave lasciando avanzare l’umanità verso il futuro sotto una luce apparente, ma in stato di sonno”[21].

L’opera divulgativa delle verità occulte da parte dell’Antroposofia – che ha rotto tabu millenari[22], la pubblicazione di migliaia di libri, saggi, cicli di conferenze anche profondamente esoteriche – ha come scopo principale dunque quello di creare l’unica possibile difesa nella nostra epoca nei confronti dell’unilateralità di determinate potenti congreghe che si propongono di mantenere i popoli in sudditanza - in una sorta di sopore della coscienza - nei confronti del reale svolgersi degli eventi.

Libera diffusione delle verità spirituali per creare fiducia.

Per vincere ansia e paura.

Auspichiamo dunque che l’uomo – nel suo attuare libere scelte – possa essere in grado di disincantare queste terrificanti prospettive, un po’ come un’automobile che, con una poderosa frenata, riesca a fermarsi a pochi centimetri dal precipizio. Ma questo può avvenire solo se s’iniziano a rimuovere – partendo da ciascuno di noi - i ‘fermenti’, le cause che hanno portato a questo stato di cose.

Vale a dire il potere esclusivo della visione materialistica del mondo che deforma radicalmente ogni pensiero umano e paralizza ogni possibilità di crescita morale dei popoli.


Houston, 30 maggio 2012 



Piero Cammerinesi
www.pierocammerinesi.it




[1] George Orwell, 1984.
[4] ibidem
[5] Tyler, Patrick E. U.S. Strategy Plan Calls for Insuring No Rivals Develop: A One Superpower World. The New York Times: March 8, 1992. http://work.colum.edu/~amiller/wolfowitz1992.htm

[6] http://www.newamericancentury.org/publicationsreports.htm PNAC, Rebuilding America’s Defenses. Project for the New American Century: September 2000, pag.51
[9] "Ordine militare del 13 Novembre 2001: detenzione, regole di comportamento verso i detenuti e processo di non cittadini USA nella Guerra contro il terrorismo."
[12] Bellum omnium contra omnes o "guerra di tutti contro tutti" nell’accezione di Thomas Hobbes (1588-1679) descrive lo ‘stato di natura’ in cui, non esistendo legge alcuna, ogni individuo verrebbe mosso solo dal suo istinto, danneggiando gli altri ed eliminando chiunque gli sia di ostacolo verso il soddisfacimento dei propri desideri.
[14] Edgar Cayce reading (3976-26) April 28, 1941
[15] Rudolf Steiner, GA194, Die Sendung Michaels, R.Steiner Verlag Dornach 1994
[16] Rudolf Steiner, GA193, Der innere Aspekt des sozialen Rätsels, R.Steiner Verlag, Dornach 1989
[17] Rudolf Steiner, GA265, VERÖFFENTLICHUNGEN ZUR GESCHICHTE UND AUS DEN INHALTEN DER ESOTERISCHEN SCHULE 1904 BIS 1914 - Wesen und Aufgabe der Freimaurerei vom Gesichtspunkt der Geisteswissenschaft, Conferenza del 25 Dicembre 1904.
[18] Ibidem
[19] Rudolf Steiner, GA205, Der Mensch in seinem Zusammenhang mit dem Kosmos, Band 6, conferenza tenuta a Dornach il 6 agosto 1921.
[21] Rudolf Steiner, GA196, Geistige und soziale Wandlungen in der Menschheitsentwickelung, Conferenza del 17 gennaio 1920 tenuta a Dornach
[22] Basti pensare che nelle antiche Scuole dei Misteri si pagava con la vita la rivelazione di conoscenze apprese all’interno dei Misteri. Queste tradizioni durano tutt’oggi nei rituali massonici o mafiosi.

16 marzo 2012

Biblioteca NWO - Il lato oscuro del Nuovo Ordine Mondiale

Da parecchio tempo volevo implementare il blog con una sezione dedicata ai libri che trattano di NWO e tematiche correlate. Finalmente mi sono decisa ad inaugurarla e lo faccio presentando uno dei libri che per primi in Italia hanno divulgato questo argomento.

Una avvertenza (che onestamente mi pare scontata): non reputo alcun libro condivisibile in toto, anzi mi preoccuperei se ciò avvenisse.. Quindi non considerate questa piccola "Biblioteca NWO" come una miniera a cui attingere passivamente. Nessun libro è una bibbia e ciascuno è da leggere con spirito critico.
I libri che presento sono semplicemente un insieme di opere che approfondiscono temi e forniscono, almeno in parte, informazioni interessanti o spunti su cui riflettere.
_________________


“Il lato oscuro del Nuovo Ordine Mondiale”
Marcello Pamio

Macro Edizioni, 2004
Pagg. 204

Un volumetto denso di informazioni e per così dire “ante-litteram” nel panorama editoriale italiano. Pamio compie una carrellata sugli enti, i personaggi e i fenomeni legati all’NWO. Espongo il sommario perché dà una buona idea di ciò che abbiamo per le mani:

Introduzione: il Nuovo Ordine (Economico) Mondiale
L’ONU
Il sistema bancario mondiale
La Banca Mondiale
Il Fondo monetario internazionale
Il WTO
Le multinazionali
L’impero dei Rothschild
I gruppi elitari del potere economico
L’OMS
Controllo mentale
Vaccinazioni di massa
OGM
Malattia
La Nuova Medicina di Hamer
Ombra: il lato oscuro del potere
Pedofilia e sette sataniche
Cerchi nel grano
Echelon, il grande orecchio
La rete delle reti: internet
11 settembre 2001: attacco al potere
I controllori mediatici
I burattinai
I Protocollo dei Savi Anziani di Sion
Che cosa possiamo fare?
Bibliografia di approfondimento

Come si vede, ci sono tante tematiche in questo libro, alcune a mio parere poco attinenti (per es. i cerchi nel grano), altre invece meriterebbero maggior spazio. Ma come scritto all’inizio, mi preoccuperei se mi trovassi d’accordo in toto con un autore.. Ogni libro va letto e ponderato con spirito critico.
Questo volume resta però un bel condensato di organizzazioni e realtà -oggi più tentacolari che mai- che lavorano concretamente per stringere attorno alle nostre vite i lacci della schiavitù.
Sta a noi scegliere se farceli stringere ulteriormente o se liberarcene una volta per tutte.

31 marzo 2011

Il Programma Zeitgeist

Abbiamo già proposto su questo blog alcune riflessioni sul “movimento Zeitgeist” e sul Progetto Venus. Segnalo ora un interessante articolo tradotto in italiano dal blog NWO Truth Research:



Nell’ultimo mese circa ho avuto varie ‛discussioni’ con membri ferventi del ‛Movimento Zeitgeist’. Mi ha colpito il fervore con cui essi hanno difeso il movimento dalle mie osservazioni critiche su di esso. Ho iniziato a capire il perché alcuni ritenevano che esso fosse diventato un culto.

Ho visto i primi due film e mi hanno fatto sentire un po’ a disagio. La sezione del primo film che 'svelava' il Cristianesimo era profondamente viziata, e la 'soluzione' proposta in Zeitgeist Addendum, vale a dire il Progetto Venus, sembrava più che un po’ sospetta.

Leggere un articolo sui video Zeitgeist di Edward G. Griffin mi ha aiutato a spiegare il mio disagio relativo al Progetto Venus, e gli eccellenti film Zeitgeist Debunked e Zeitgeist Refuted hanno contestualizzato la retorica anticristiana. Ritenevo però che ci fosse altro, sul Movimento Zeitgeist, rispetto a quello che quanto sopra suggeriva. Sarei giunto a capire che gran parte del cosiddetto 'Movimento per la Verità' era una 'psy-op' controllata, uno dei cui principali obiettivi, in termini semplici, era quello di orientare in direzione di un governo mondiale 'buono' chi aveva compreso che era in corso di sviluppo il Nuovo Ordine Mondiale orwelliano.

Inoltre, questo governo mondiale 'buono' avrebbe avuto armonie New Age (Teosofiche). In breve, si sarebbe trattato del Nuovo Ordine Mondiale al quale il PTB aveva sempre mirato. Già nel 1959 William Guy Carr, nel suo manoscritto 'Satan, Prince of This World', parlò dell’obiettivo dell’élite satanica di farci distruggere i nostri governi e poi usurpare il primo governo mondiale che fosse poi stato creato.

Ho messo insieme alcune informazioni e stavo per tentare un post su questo ma Richard Evans, scrivendo sul sito di Henry Makow, ha fatto un lavoro molto migliore di quanto potessi sperare di fare io. Lo riproduco integralmente in seguito.

Soltanto una osservazione. L’autore sembra porre il 'Sindacato Rothschild del crimine' al centro delle operazioni. Mentre i Rothschild, palesi, sono senz’altro giocatori chiave nel gioco, io sospetto che i veri burattinai stiano annidati nell’ombra e non siano loro.

Continua a leggere qui:
http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2011/03/il-comunismo-new-age-il-programma.html

29 luglio 2009

Il "chi è chi" del potere: la Fondazione Nobel

Abbiamo già parlato di alcuni gruppi, enti o famiglie di particolare potere internazionale [1], tutti più o meno profondamente legati al concetto di nuovo ordine mondiale, dove il potere è concentrato ancor più nelle mani di pochi.

Diamo uno sguardo ora alla Fondazione Nobel, un ente non direttamente collegato con l'NWO, ma che funge da importante centro di potere e fa comprendere come funzioni l'attuale sistema ormai ben collaudato.

L'industriale svedese Alfred Nobel era conosciuto anche come grande scienziato e inventore della dinamite. Prima della sua morte, avvenuta nel 1896, dispose che dalla sua ingente fortuna nascesse un premio annuale per i migliori studi in fisica, chimica, medicina, per la miglior carriera letteraria e per l'impegno per la pace (il premio per gli studi economici fu aggiunto in seguito).
Così nel 1900 nacque a Stoccolma la Fondazione Nobel, che da allora conferisce gli ambitissimi premi, mentre il Comitato Nobel sceglie i premi per la pace.

Il premio ha acquisito un tale prestigio internazionale che può essere considerato la suprema aspirazione per ogni scienziato, scrittore o economista.
Vincere il Nobel è ormai da decenni considerato quanto di meglio possa accadere a una persona nella sua sfera pubblica.

Il vincitore viene proiettato in una sorta di olimpo delle scienze e anche il suo peso politico aumenta esponenzialmente all'annuncio dell'assegnazione del premio.

La Fondazione quindi è divenuta nei decenni un sempre più influente centro di potere.

Un premio nobel può conferire a una persona un'aura tale da inibire un eventuale dibattito pubblico sulla sua ricerca, sui metodi e sulle conclusioni.

Inoltre ha il potere di attribuire in automatico una sorta di "certificazione di qualità suprema" per cui i risultati o le teorie del vincitore verranno prese, si può dire, "come oro colato": non solo mai messe in discussione, ma prese come esempio e paradigma, seguite pedissequamente e considerate nell'olimpo delle idee che fanno la storia.

Il potere della Fondazione Nobel è dunque tale da poter dare un consistente contributo al naturale corso degli eventi.
E quando assegna il premio per la pace -la più prestigiosa riconoscenza mondiale in questo ambito- a un politico come Al Gore per le conclusioni dell'IPCC [2] sul riscaldamento globale, dovrebbe sorgere spontaneo il dubbio sul perché mai, se quegli studi sono stati davvero condotti con rigore scientifico, non sia stato conferito il premio per la fisica (gli studi sul riscaldamento globale sono in massima parte compresi in questa disciplina). E mentre riflettiamo su questo punto lapalissiano, osserviamo come il premio per la pace ad Al Gore e all'IPCC stia cambiando radicalmente il peso politico che le conclusioni di quel comitato hanno assunto.

Oggi, chi si permette di sollevare dubbi o chiedere ulteriori verifiche su quel che è diventato il dogma laico del terzo millennio, cioè il riscaldamento globale di origine antropica [3], viene etichettato come minimo come capitalista pro-inquinamento al soldo delle lobby del petrolio, se non viene addirittura spedito all'istante dallo psichiatra [4].

Inutile dire che riscaldamento globale e inquinamento sono due realtà distinte e separate, e che porre dubbi sul dogma del global warming non significa assolutamente avallare l'attuale sviluppo improntato all'inquinamento nefasto e all'erosione delle risorse naturali del pianeta [5].
Ma questa è un'altra storia, e mi riprometto di riprenderla presto, in un articolo dedicato al riscaldamento globale (pazienza.. ci sto lavorando).


Note

[1] Per esempio la dinastia dei Rothschild, il Council of Foreign Relations, il gruppo Bilderberg, il Bohemian Grove, la Commission on Global Governance.

[2] Intergovernmental Panel on Climate Change (comitato intergovernativo per il cambiamento climatico). Già il fatto che sia un gruppo governativo dovrebbe dirla lunga sull'indipendenza scientifica delle sue ricerche, ma basta anche solo dare uno sguardo a tutte le ricerche che contraddicono i risultati dell'IPCC o che mettono in luce punti quantomeno ambigui della sua metodologia, o ancora a tutti i "fuoriusciti" dell'IPCC, cioè gli scienziati che a un certo punto hanno deciso di non avere più nulla a che fare con questo gruppo e con le conclusioni che andava sponsorizzando. Il quadro che ne risulta è desolante, dal punto di vista di chi ama l'onestà e il rigore scientifico. I "risultati" altro non sono, in realtà, che un breve rapporto di natura prettamente politica, in cui la ricerca scientifica è stata svilita e manipolata ad hoc per conformarsi a linee guida politiche già stabilite.

[3] In inglese AGW, Anthropogenic Global Warming, cioè riscaldamento globale causato dalle attività umane (principalmente emissioni di gas serra).

[4] Come è successo ad alcuni deputati europei che "si sono permessi" di chiedere verifiche sui metodi e le conclusioni dell'IPCC al Parlamento Europeo: quest'ultimo ha suggerito per tutta risposta che quei deputati abbisognavano di una urgente visita dallo psichiatra. Chi -anche dati alla mano- pone dubbi sul nuovo dogma laico del terzo millennio, è ormai considerato non in grado di intendere e di volere.

[5] Questa è infatti una classica fallacia logica, detta "del piano inclinato". Per una spiegazione delle più comuni fallacie logiche si veda qui.

14 luglio 2009

Radici lontane

Prima, durante e dopo la prima guerra mondiale, la finanza internazionale -capitanata da famiglie che per secoli sono state ai vertici della finanza, come Rothschild, Morgan, Rockefeller, Warburg ecc.- si muove per elargire ingenti finanziamenti ai diversi schieramenti: tedeschi, russi, alleati, tutti ricevono un sostegno economico, anche a guerra conclusa.

Ci si chiederà come possano conciliarsi ideologie e sistemi apparentemente tanto diversi come il nazismo e il comunismo bolscevico. Dopo la Grande Guerra infatti, entrambi questi movimenti hanno ottenuto enormi finanziamenti e aiuti dallo stesso ristretto manipolo di persone: l'ascesa del nazismo in Germania e l'egemonia del bolscevismo in Russia, il loro successivo consolidamento e l'entrata in guerra, non sarebbero potute avvenire senza questi aiuti esterni.

Solo questione di mero profitto a breve termine?
Ma come avrebbero potuto, i banchieri internazionali, pensare di poter ancora fare affari con una ideologia come il comunismo, una volta che esso avesse preso il potere su un territorio immenso come quello russo?
Non sarebbe stata una mossa controproducente, quella di finanziare un movimento dichiaratamente contrario al capitalismo?

La risposta è no, non è solo una mera questione di profitto a breve termine: e la spiegazione ci viene fornita da uno degli stessi protagonisti dell'epoca. Quel James Paul Warburg che compare stabilmente sotto il titolo di questo blog.

Le sue parole dicono tutto, e non credo ci sia altro da aggiungere, se non specificare che questo casato era legato alla banca Kuhn Loeb & C. di New York e -così come altre famiglie come i Rothschild- vedeva diversi componenti posizionati nei centri di potere al di qua e al di là dell'Atlantico: Paul Moritz Warburg negli Stati Uniti; suo fratello Max ad Amburgo, dove si mette in relazione con un altro fratello, Felix, diventato consigliere del Kaiser a Berlino; un quarto fratello, James, a Londra.

Detto ciò, sentiamo cosa aveva da dire l'amico James Paul nell'anno di grazia 1932:

"Occorre promuovere una economia pianificata e socialistica, e poi integrarla in un sistema socialistico di dimensioni mondiali".


(citazione da P. Faillant de Villemarest: "Les sources financiéres du communisme. Quand l'URSS était l'alliée des nazis", CEI, Cierrey, 1984 - citato in Oscar Sanguinetti: "Le fonti finanziarie del comunismo e del nazionalsocialismo", Quaderni di Cristianità, anno I, n.1, 1985).


27 maggio 2009

Crisi finanziaria e NWO -2-

Ci eravamo lasciati nella prima parte con una domanda sugli istituti di assicurazioni bancarie (potete leggere l'intero dossier a questo indirizzo o scaricarlo direttamente qui):

[...] nel momento stesso in cui tutte le banche e tutte le istituzioni (persino i municipi) si sono esposte con i CDS, con lo scoppio della bolla le assicurazioni finanziarie falliscono misteriosamente a catena, lasciando banche e nazioni in debito di triliardi con qualcuno, che di fatto è ora in grado di ricattare l'intera economia mondiale.
Ma in debito con chi? E a quale scopo?
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Entrano qui in gioco gli hedge fund: i contratti CDS, e i contratti derivati da questi come i CDO, non hanno un valore determinabile di per sè, per definirlo ci sono degli indici di rating. C'è una borsa di questi indici dove si può speculare su tale valore. E chi specula su questi indici? Gli hedge fund, molti dei quali sono controllati da famiglie come i Rothschild e i Morgan, che controllano da sole quasi tutto il sistema finanziario mondiale.
In pratica, le compagnie che assicuravano i CDS (come per esempio AIG, Ambac, MBIA, ACA, Monolines ecc.), nonostante avessero fatto bene i loro conti in vista dello scoppio della bolla immobiliare -che sapevano perfettamente sarebbe scoppiata- non potevano prevedere un attacco diretto degli hedge fund contro gli indici dei CDS. Hedge Fund come quelli di Soros o dei Rothschild sono soliti fare operazioni speculative in borsa bruciando miliardi con obiettivi politici e non di guadagno.

Quindi gli hedge funds fecero questo: dapprima si comprarono i CDS dei mutui subprime che le banche vendevano per crearsi liquidità, sicure perché erano assicurate da compagnie come AIG; poi andarono sul mercato degli indici e specularono al ribasso su quei CDS facendogli perdere di valore; questo fece saltare AIG e gli altri istituti finanziari che assicuravano le banche sui contratti CDS; le banche smisero di fare mutui sulle case, perché non si fidavano più dei CDS, e questo accelerò ancor più la caduta dei prezzi delle case, perché nessuno più le poteva comprare e la domanda scendeva a picco; tutto ciò aggravava ulteriormente lo stato di istituzioni come AIG che alla fine falliscono, e in un effetto domino trascinano con sè le banche; alla fine banche e intere nazioni sono indebitate con gli hedge fund per trilioni di dollari di CDS.

In sostanza, qualcuno ha dapprima fatto in modo che le banche facessero mutui a più gente possibile e senza il minimo controllo, sapendo benissimo che sarebbero andati per la maggior parte in default, essendo le banche sicure che grazie ai CDS sarebbero state coperte.
Poi è stato fatto in modo che aziende assicuratrici come AIG, che in passato avevano protetto dalle ricadute degli scoppi delle bolle, fossero messe in crisi e fallissero. Hanno scatenato un’orda di hedge fund pilotati per speculare sugli indici di rating dei CDS accelerando il fallimento di tali istituti assicuratori in modo che avvenisse proprio a ridosso delle elezioni. Quindi il sistema bancario si è trovato scoperto da tutti e due i lati: da una parte mutui senza valore e dall'altra assicurazioni che nessuno avrebbe mai pagato.

L’attuale crisi mondiale è stata scientificamente creata: l'andamento della bolla immobiliare non solo è stato previsto, ma è stato creato. [9]

A tal proposito, giova ricordare qui una lettera che abbiamo segnalato a suo tempo sul blog Nuovo Ordine Mondiale [10] e che trascrivo solo nei suoi punti salienti: la lettera è di Samuel Rothschild, che a giugno 2008 scriveva al Financial Times:
Il Credito crea denaro.
[...]
Comunque, visto che denaro e potere sono sinonimi, e visto che il potere dovrebbe essere concesso in modo selettivo, anche lo scopo del prestito merita considerazione.

Il recente "panico bancario" è stato autoinflitto.

I banchieri hanno abusato del loro privilegio di creazione del denaro.
[...]
Un dollaro sottovalutato ed una enorme liquidità, scatenata da un eccesso di prestiti bancari, hanno fornito la scusa per la bolla speculativa del petrolio, delle case, delle azioni e delle commodity.

Le bolle scoppiano.

La caduta dei prezzi minaccia le case, i mutui e l'intera struttura bancaria.
[...]
E' tempo di delimitare il privilegio dei banchieri della creazione del denaro.

Ripristinare il potere nelle mani dei pochi che tradizionalmente lo detenevano, ecco dunque la ricetta di mr. Rothschild. Una buona ricetta, secondo lui, soprattutto perché quando dice che il potere deve essere concesso in modo selettivo, intende dire che lui, con pochi altri amici, rientra nella categoria di chi avrebbe diritto a detenere quel potere. Concentrato, però. Quindi ancor più pericoloso.

Ma in tutto ciò, che cosa hanno fatto i grandi leader politici mondiali per affrontare questa crisi di proporzioni colossali?

Misteriosamente, dapprima si sono affrettati a dire alla gente che non era nulla di grave e che non bisognava preoccuparsi, poi hanno iniziato a dire che i nostri conti correnti “sono al sicuro, perché tanto c’è il fondo interbancario che li assicura” (come a dire: sì, sono a rischio, ma non ve lo diciamo apertamente), dopo di che hanno iniziato all’unisono a suonare le trombe della crisi globale e le grancasse della recessione. Termine -sia detto per inciso- che non veniva più pronunciato da decenni perché troppo “forte” alla percezione della gente, preferendo sostituirlo con altri termini più soft.
Ora gli stessi che fino a un mese fa rassicuravano sul fatto che “il peggio è passato”, parlano di recessione globale, di crisi profonda, di calo della domanda, invocando a gran voce un intervento a livello globale per riformare l’intero sistema finanziario.

Ed ecco finalmente la perla, la punta di diamante che emerge dall’oscurità del caos: la soluzione preparata per una crisi scientemente pianificata, soluzione offerta ai popoli del mondo come panacea per sanare un sistema finanziario corrotto.

Serve una soluzione globale a una crisi globale (termine adorato dal mondialista Gordon Brown, che infatti riesce a infarcire ogni suo discorso facendolo letteralmente straripare di “globalismi” [11] ).

Innanzitutto gli stati devono farsi carico delle perdite delle banche, tramite ricapitalizzazione delle stesse: in sostanza, la banca va in crisi e lo stato la salva (o meglio i nostri soldi la salvano). Peccato che uno stato che si accolla i debiti di una banca debba anche impegnarsi a restituire quei debiti: come? Facendo ricadere sui propri cittadini tutto il peso di una simile sciagurata decisione. Aumento delle tasse, tagli alla spesa sociale, inflazione, sono i mezzi principali con cui lo stato costringe i cittadini a sopportare l’onere delle proprie decisioni.

La ricetta classica degli stati per superare crisi di questo genere, ci dicono i soloni della politica e dell’economia, è “iniettare stimoli” sottoforma di nuova moneta, facendosi carico di errori, malagestione e speculazioni degli istituti finanziari, finanziando alcuni segmenti dell’industria e infine facendo partire grandi progetti infrastrutturali nel paese: in sostanza, i cittadini sono con le pezze al sedere, lo stato si accolla i debiti delle banche, la gente cerca di non spendere più del necessario, e la soluzione consisterebbe nel realizzare colossali infrastrutture con i soldi di quegli stessi cittadini che già se ne trovano pochi. [12]
Qualcosa non mi torna, ma nell’ottica dei soloni si tratta di un dovere imprescindibile: far ripartire l’economia, in un modo peraltro piuttosto deleterio.

La soluzione per sanare questa crisi dunque non starebbe nel ripensare da zero il sistema monetario ed economico, slegandolo innanzitutto da quelle tre bestie nere di cui abbiamo parlato all’inizio (fiat money, corso legale, riserva frazionaria), e poi dal gioco di speculazioni da quelle permesso. Non sia mai: meglio invece continuare sulle stesse fondamenta marce, soltanto dando una ripulita alla polvere superficiale. La gente paghi le nefandezze altrui e non se ne parli più. [13]

Anzi, diamo l’affondo finale: riformiamo l’intero sistema finanziario ed economico mondiale in modo da accentrare ancor più il potere nelle mani di pochi: innanzitutto promuoviamo l’idea della necessità di un coordinamento internazionale, che passi non più tra i singoli stati ma tra aggruppamenti di stati; poi potenziamo il potere degli organi di governo centrali e infine concentriamo le redini dell’intero sistema nelle mani di pochissime persone al vertice di questa piramide globale.

L’Europa unita è stato uno dei primi passi, seguiranno prestissimo altri poli di aggregazione: l’unione dei paesi nord-americani con l’accordo Nafta e la moneta unica amero;
l’accordo Sadc per i paesi del sud-Africa; l’unione delle forze petrolifere attorno all’Arabia Saudita; il Patto Andino per i paesi della costa occidentale del sud-America e il Mercosur per quelli della costa orientale.
Qualcuno prospetta anche un’ulteriore aggregazione tra Europa e Russia attraverso Germania e Francia (ci sono interessi nel settore energetico che giocano un ruolo preminente); o addirittura un patto USA-Cina per evitare il totale affondamento della (ormai ex) superpotenza mondiale statunitense [14].

Questi accordi di natura prevalentemente economica ripercorreranno presumibilmente l’iter toccato all’Europa: da un accordo economico tra singoli stati si è passati, senza ovviamente sentire il parere della gente, ad un’unione politica il cui potere sui cittadini è divenuto sempre più asfissiante e burocratico.

Accentrando in pochi grandi nuclei gli stati del mondo, si spiana la strada all’avvento del governo unico globale, idea dapprima sussurrata e oggi apertamente prospettata da una moltitudine di capi di stato, con il nome di Nuovo Ordine Mondiale.

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2. A carte scoperte


Il percorso dunque sembra abbastanza chiaro, pur nel marasma di falsità elargite da banchieri e politici, e nella disinformazione imperante nei mass-media.

Qualcuno forse ha spinto gli eventi nella direzione di affossare la superpotenza USA? Almeno come primo gradino di un progetto più vasto.
Questa mia ipotesi si basa sia sulle modalità con cui si è innescata l’attuale crisi, spiegate in precedenza, sia su altri eventi e dinamiche storiche recenti, sia sulle dichiarazioni degli stessi politici, banchieri, operatori finanziari ai massimi livelli.
Il tracollo della potenza USA è annunciato ormai da tutti, il Washington Times ha parlato apertamente di bancarotta (evento assai rilevante); molti sussurrano che entro l’estate 2009 la superpotenza avrà un debito dalla cifra indicibile e non potrà più ripagare i suoi creditori (i principali detentori di titoli di debito estero USA sono: Giappone, Cina, Regno Unito, paesi esporatori di petrolio come Venezuela, Iran, Iraq, Arabia Saudita ed Emirati Arabi); il governo americano ha dichiarato di voler discutere la creazione di una “struttura di governo internazionale per i mercati finanziari”.

I leader politici di mezzo mondo hanno ultimamente iniziato a citare sempre più spesso e con disinvoltura il Nuovo Ordine Mondiale (il primo politico ad annunciarlo apertamente fu Bush senior in un discorso del 1991); esistono istituzioni come il Council on Foreign Relations (CFR) dichiaratamente dedicate a destabilizzare gli stati nazionali e alla creazione di un governo unico globale, mentre gruppi come il Bilderberg costituiscono momenti in cui decisioni dall’alto vengono fatte passare agli esecutori materiali più in basso nella scala gerarchica (politici, rappresentanti del sistema finanziario ed economico, capi d’industria e giornalisti).
L'Onu ha rappresentato un primo passo verso questo obiettivo (la sua nascita è un’idea della stessa élite che ha creato il CFR e altri enti mondialisti, élite in cui ricorrono nomi come quello dei Rothschild). Ma alla centralizzazione del potere politico deve accompagnarsi la centralizzazione del potere economico, per questo da tempo si sta operando per accentrare anche il controllo finanziario e monetario. L’attuale crisi e il discorso del 13 ottobre 2008 di Gordon Brown confermano che tale obiettivo è vicino [15].

Le dichiarazioni in tal senso sono innumerevoli, per cui ne ripoterò soltanto un assaggio, invitando a una ricerca più approfondita chi stia pensando che tutto ciò non sia solo fantasia.

Sul progetto di un nuovo ordine mondiale:
"Che lo si voglia o no avremo un governo mondiale. La sola questione che si pone è di sapere se questo governo mondiale sarà stabilito col consenso o con la forza"
James Paul Warburg, banchiere, 17 febbraio 1950, in un discorso al senato americano.

"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fa accadere gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto"
Nicholas Murray Butler, membro del Council on Foreign Relations (CFR).

"In politica nulla accade per caso. Ogni qualvolta accade un avvenimento, si può star certi che era stato previsto che si svolgesse in quel modo"
Franklin D. Roosvelt, presidente USA, massone (33° grado del Rito Scozzese), membro della Pilgrim Society e del CFR.

"Per unire il popolo americano al seguito di George W. Bush, non riesco ad immaginare nulla di meglio di un attacco terrorista su di un obiettivo americano, dall'esterno"
Henry Kissinger, 2000.

Siamo sull'orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la "giusta" crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale.
David Rockefeller.

"Se l'agenda del Nuovo Ordine Mondiale non viene realizzata tramite gli attacchi terroristici all'America e se gli americani non accettano di deporre le loro armi e di cedere la loro sovranità al Nuovo Ordine Mondiale, il prossimo attacco sarà una guerra chimica, biologica e/o nucleare contro il popolo americano. Gli architetti del Nuovo Ordine Mondiale non esiteranno a usare come ultima risorsa una bomba atomica o all'idrogeno su una delle maggiori città americane"
New York Times, 24 settembre 2001.

"Oggi gli americani si sentirebbero oltraggiati se le truppe delle Nazioni Unite entrassero a Los Angeles per ristabilire l'ordine; domani essi ne saranno grati. Ciò è particolarmente vero se alla gente viene detto che c'è un pericolo esterno imminente, vero o inventato che sia, che minaccia le loro stesse vite. Allora tutti i popoli pregheranno i propri leaders perché li proteggano da questo demone. L'unica cosa che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere concessa dal Governo Mondiale"
Henry Kissinger in un discorso durante un incontro del gruppo Bilderberg a Evian, Francia, 21 maggio 1992. All'insaputa di Kissinger, il suo discorso fu registrato da un delegato svizzero durante il meeting.

"Andremo insieme verso questo nuovo ordine mondiale. E nessuno, insisto, nessuno potrà opporsi"
Nicolas Sarkozy, 16 gennaio 2009, in un discorso all'Eliseo.

Finanza, economia e nuovo ordine mondiale:
“Abbiamo bisogno di un nuovo ordine finanziario mondiale”
Barroso, ottobre 2008

“...ecco perché ho paura del fatto che stiano facendo passare questa idea di un’unica banca centrale mondiale”
Ron Paul intervistato da Alex Jones, ottobre 2008

“Se la gente capisse la natura del nostro sistema monetario e creditizio, credo che avremmo una rivoluzione entro domani mattina"
Henry Ford

Propaganda:
"L'individuo è in difficoltà quando viene a trovarsi faccia a faccia con una cospirazione così enorme che non può credere che esista"
Edgar Hoover, ex direttore dell'FBI.

"Le grandi masse di gente cadranno più facilmente vittime di una grande bugia piuttosto che di una piccola. Particolarmente se la bugia viene ripetuta spesso"
Adolf Hitler.

"Tutta la propaganda deve essere così popolare e a un tale livello intellettuale, che anche il più stupido di quelli a cui è diretta la recepirà... Tramite l'applicazione intelligente e costante della propaganda, la gente può essere spinta a vedere il paradiso come inferno, e anche nel senso opposto, considerare la condizione di vita più miserevole come paradiso"
Adolf Hitler.

---FINE SECONDA PARTE---

---TERZA PARTE: CLICCA QUI---


NOTE:

[9] Ho utilizzato per questa spiegazione su CDS ed Hedge Fund ampi stralci dal forum già segnalato alla nota 6, per la grande chiarezza dei contenuti
[ http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=4492&forum=46 ]

[10] Lettera e commenti sono consultabili all’indirizzo già segnalato nella nota 4
[ http://novoordo.blogspot.com/2008/07/samuel-rothschild-e-i-privilegi-dei.html ]

[11] Il discorso tenuto da Gordon Brown il 13 ottobre 2008 alla City di Londra --che è una sorta di stato nello stato, è il cuore finanziario inglese ma anche mondiale, retto da un suo proprio sindaco-- è un tripudio di global... e costituisce una sorta di annuncio ufficiale dell’avvento del nuovo ordine mondiale attraverso la shock doctrine.
La trascrizione del discorso (“Speech on global economy”) è presente sul sito governativo inglese [ http://www.number10.gov.uk/Page17161 ], mentre la traduzione italiana è disponibile sul blog La Voce del Gongoro [ http://gongoro.blogspot.com/2008/10/globalismo-globalmente-globale.html ]

[12] Un articolo molto chiaro sul “piano di Obama per far ripartire l’economia”, è quello di M. Rozeff: “Lo stimolo degli abomini” [ http://gongoro.blogspot.com/2009/02/lo-stimolo-degli-abomini.html ]

[13] Un ottimo articolo, che spiega chiaramente la posizione degli economisti accademici, oltre ai meccanismi che hanno portato all’attuale crisi, è “Economic fascism and the bailout economy” di Gary North [ http://www.lewrockwell.com/north/north683.html ], tradotto in italiano e disponibile su La Voce del Gongoro al seguente indirizzo:
http://gongoro.blogspot.com/2009/02/fascismo-economico.html

[14] Si veda per esempio il numero 5-2008 della rivista Limes.
Sull’amero ci sono molti riferimenti e documenti su internet, si veda per esempio l’articolo riportato da Città di Ariano [ http://cittadiariano.it/blog/huey/2008/10/economia-e-arrivo-lamero ]

[15] Sul CFR: http://novoordo.blogspot.com/2007/01/il-cfr-da-dietro-il-sipario-della.html
Sul gruppo Bilderberg: http://novoordo.blogspot.com/2007/06/il-gruppo-bilderberg.html e
http://novoordo.blogspot.com/2008/06/bilderberg-2008-partecipanti.html
Sulla dinastia dei Rothschild: http://novoordo.blogspot.com/2007/01/i-rothschild-come-ti-controllo-il.html
Per il discorso di Brown rimando alla nota 11, mentre per altre sue dichiarazioni si veda http://novoordo.blogspot.com/2007/05/gordon-brown-e-il-nuovo-ordine-mondiale.html

26 maggio 2009

Crisi finanziaria e Nuovo Ordine Mondiale

Pubblico qui, in più parti, il mio dossier sull'attuale crisi finanziaria globale e le connessioni con il progetto per il N.O.M.

Potete leggere l'intero dossier su Scribd (e scaricarlo previa registrazione gratuita):




Per chi non volesse registrarsi a Scribd, è disponibile il download del dossier a questo indirizzo:


Nota:
La stesura di questo articolo è iniziata il 9 ottobre 2008, alle prime avvisaglie della crisi.
Mentre reperivo fonti e scrivevo il dossier, gli eventi accadevano a ritmo sempre più sfrenato, in una rincorsa fra politici economisti banchieri e giornalisti tutta tesa a smentire, rassicurare, e poi di colpo a terrorizzare suonando la grancassa della recessione.. No, non sono dei poveri sprovveduti: fa tutto parte del gioco. Che potrete capire leggendo l'articolo che segue.

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Crisi finanziaria e Nuovo Ordine Mondiale

Sommario:

1. Esportatori di democrazia... no, di inflazione
2. A carte scoperte
3. Signore e signori, il Nuovo Ordine Mondiale


1. Esportatori di democrazia... no, di inflazione


Questa crisi era inevitabile? Gli Stati Uniti ne sono responsabili? Stanno davvero risolvendo questa crisi, o piuttosto dobbiamo aspettarci che qualche potenza affondi? Ma gli USA non erano i dominatori del mondo? Com’è che si ritrovano con le pezze al sedere?
Queste domande sono tutt’altro che oziose, pur (o meglio, a maggior ragione) nell’attuale clima di incertezza in cui la gente vuole sapere solo cosa fare dei propri risparmi. Ma per arrivare ad avere una qualche risposta concreta, bisogna partire dall’inizio e capire come si è prodotta questa situazione.

Se diamo ascolto ai guru dell’economia, ai dirigenti delle banche, ai ministri del tesoro e capi di stato, potremmo farci l’idea che nessuno in realtà sappia da dove venga l’attuale crisi, che sia tipico del “sistema capitalista” questo ciclo di recessioni e boom economici, che gli stessi operatori siano stati colti di sorpresa dalla crisi, che nessuno poteva immaginare... che insomma l’origine vera è un gran mistero.
Lungi dall’esserlo, si tratta invece di una causa piuttosto chiara, almeno nei suoi tratti essenziali: la crisi era inevitabile innanzitutto perché l’intero sistema poggia su basi traballanti, che non possono farlo durare a lungo.

Questi “piedi d’argilla” dell’economia mondiale sono in sostanza:
A. Creazione di denaro dal nulla
B. Corso legale

C. Riserva frazionaria

Spiegherò brevemente questi tre concetti base, mentre suggerisco la lettura degli articoli contenuti nelle Note per i necessari approfondimenti [1].

A. Creazione di denaro dal nulla (anche detta “magica stampante”)
Si stampano banconote che sono vera e propria carta straccia, perché non hanno alcun bene reale a garanzia del loro valore. Semplicemente, sono foglietti a cui si attribuisce un certo valore e si crede che valgano davvero la cifra impressa sulla carta.
Una volta, ogni banconota aveva un corrispettivo d’oro che la garantiva, in modo che non si potesse stampare soldi a piacimento (almeno teoricamente, poi si può sempre infrangere la legge, impunemente se chi lo fa è al potere): c’era cioè un limite, e questo era dato dalla disponibilità reale di metalli rari e preziosi.
A più riprese questa convertibilità banconota-oro è stata sospesa da vari governi, soprattutto per fare guerre (che richiedono letteralmente una montagna di denaro).
L’ultima volta che è stata presa una simile decisione, però, anziché essere temporanea è divenuta permanente (proprio come la “guerra permanente” al terrorismo). E’ il 1971: il presidente USA Nixon, per salvare il suo paese dalla bancarotta, annuncia la sospensione totale della convertibilità dollaro-oro, che stiamo pagando ancor oggi [2].
Bene, anzi male: da allora è lecito stampare soldi a piacimento con la “magica stampante”, senza ritegno. Che significa? Che si può immettere nel sistema una quantità spropositata, virtualmente illimitata, di banconote, del tutto legalmente: una quantità slegata dai beni reali in circolazione. Ma l’aumento della massa monetaria in circolo ha un nome ben preciso: inflazione [3].
Dunque si tratta di una truffa legalizzata.
Ma se le attuali banconote sono carta straccia, com’è che le usiamo? Com’è che la gente ci pensa due volte prima di bruciare una banconota da 50 euro? Queste ragionevoli domande trovano risposta nel secondo fattore, che alla loro ragionevolezza oppone tutta l’assurdità del sistema.

B. Corso legale (o corso forzoso)
Lo Stato obbliga i suoi cittadini ad usare esclusivamente le banconote da esso approvate (da noi gli euro), anche se create dal nulla: è il meccanismo detto “fiat money”. In sostanza abbiamo in mano pezzi di carta colorata senza alcun valore, ma siamo costretti a credere che questi foglietti abbiano davvero un valore e siamo obbligati ad accettarli e usarli, cioè a scambiare beni reali con quei foglietti colorati.
La gente non brucia le banconote, perché crede che valgano quanto scritto su di esse: pensa “Non posso bruciare questa banconota, vale 100 euro!” quando materialmente quel foglietto vale circa 3 centesimi di euro.
E’ un sistema basato sulla fiducia (ma sarebbe più attinente dire sulla fede): la banconota ha valore nel momento in cui si crede che ne abbia, anche se essa è svincolata da qualunque garanzia di avere realmente quel valore. Ma anche nel caso in cui la gente si renda conto che ciò che ha in mano è solo carta colorata, resta incastrata comunque nel sistema, perché lo Stato obbliga tutti ad usare quei foglietti.
Ma non è finita: c’è un terzo meccanismo, che assieme ai primi due costituisce i piedi d’argilla del gigantesco mostro monetario attuale.

C. Riserva frazionaria
Ovvero un altro astuto modo per creare denaro dal nulla. In poche parole, il sistema bancario può -anzi deve, essendo stabilito per legge- detenere solo una piccola parte dei depositi dei correntisti, utilizzandone una buona parte per creare credito (cioè moltiplicando magicamente il denaro esistente) [4]. Lo Stato stabilisce una riserva minima da detenere e le banche devono tenere una quantità di denaro non inferiore ad essa.
In sostanza, se tutti noi volessimo ritirare i soldi che abbiamo depositato sui nostri conti corrente, la banca ci direbbe “niet”: non li hanno, anche se io li avevo materialmente depositati, perché buona parte dei miei risparmi è stata usata per fare credito ad altre persone. Questo concetto astuto e subdolo, che la banca si guarda bene dal rivelarci quando apriamo un conto, fa in modo che si crei dal nulla ulteriore denaro, come semplici bit su uno schermo di computer. Nulla di più semplice.
Ma in questo modo si rafforza il danno già prodotto tramite fiat money, cioè si costruisce un sistema destinato all’inflazione perenne.
Inoltre, se tutti nello stesso giorno andassimo a ritirare i soldi dai nostri conti correnti, le banche fallirebbero all’istante per insolvenza (come già accaduto, peraltro).

Base monetaria degli Stati Uniti d'America:

Non è un caso che dal 2003 la FED (Federal Reserve, cioè la banca centrale statunitense) si rifiuti di rendere pubblico un importantissimo valore, l’M3, cioè un dato relativo alla massa monetaria in circolazione. Ci sono statistiche non ufficiali sull’M3 [5], di cui il grafico sottostante è un esempio. La massa monetaria è completamente scollegata dai beni reali esistenti, c’è uno scollamento imponente tra l’economia reale e i dollari prodotti dalla FED.



Su queste basi si può ben capire come il sistema non possa durare a lungo: ogni volta si ricorre ad astuzie, sotterfugi, trucchi di vario genere pur di mantenere in vita quel che è in realtà un cadavere, rimandando così lo sfascio dell’intero sistema. Ma rimandare significa solo aggravare il botto che farà quando scoppierà. Lo stiamo vedendo proprio ora.

A questi “piedi d’argilla” bisogna poi aggiungere altri elementi per capire l’attuale crisi finanziaria: in particolare il comportamento dei governi e le speculazioni degli operatori finanziari su derivati e altri prodotti [6].

Il secondo elemento è presto detto, almeno nel suo nocciolo: il “credito facile” erogato dalle banche ha fatto sì che molti accedessero a mutui che poi non hanno potuto ripagare [7]. Ma questi mutui subprime ad alto rischio di insolvenza venivano inseriti in pacchetti azionari (i derivati) e immessi nel circolo finanziario. Erano null’altro che prodotti “tossici”. Quindi questi crediti non ripagati hanno avviato un effetto domino, che sta mandando gambe all’aria il sistema spregiudicato costruito anche su di loro. E oggi, quelli che si stracciano le vesti con il mantra del “Non potevamo immaginare”, sono gli stessi che per anni hanno giocato al monopoli con i soldi dei risparmiatori, ben consapevoli che quella bolla sarebbe scoppiata, e facendo un botto tremendo.


"Pensavo stessimo solo comprando una casa!"

Che dire invece dei governi? Come interpretare il comportamento degli USA, “un impero fondato sul debito”, che spendono cifre smisurate per le loro assurde guerre in giro per il mondo, contraendo debiti esorbitanti che certo sanno di non poter ripagare? E perché gli altri Stati accettano questa situazione?

Gli USA sono grandi esportatori di inflazione.
Il dollaro non vale più della carta igienica, eppure tutti accettano dollari negli scambi internazionali.
La realtà è che viviamo in un sistema falsato, in cui nulla ha più il valore che dovrebbe avere. La supremazia degli USA si basa fondamentalmente sul fatto che gli scambi nelle borse petrolifere vengono effettuati con i dollari: il petrolio è scambiato con dollari, non con euro o altre valute. Questo perché gli USA imposero quella condizione quando il dollaro aveva ancora un valore, e ora semplicemente bombardano quei paesi che vorrebbero vendere petrolio in cambio di euro [8]. Il dollaro ha l’apparenza di una moneta “valida” perché viene scambiato con petrolio, bene con un forte valore reale. Paesi come l’Arabia Saudita straripano letteralmente di dollari. E li spendono sui mercati occidentali: questi sono ben contenti di tutta quella valanga di denaro, che però non fa altro che peggiorare l’edulcorazione già presente nel sistema.
Un vero circolo vizioso, quindi, che non viene spezzato da nessuna delle parti in gioco perché tutti ci guadagnano. Tranne la gente comune, su cui sempre si fa ricadere il peso delle scellerate scelte dei governi.

La massa monetaria in circolazione a livello mondiale è totalmente scollata dalla quantità di beni reali prodotti (vd. grafico seguente). Una situazione del genere non può certo durare a lungo.

La moneta circolante nel mondo è cresciuta molto più che la produzione di beni


Tutti quei giochetti finanziari con cui per anni i vari operatori si sono “divertiti”, hanno portato all’attuale disastro, che secondo molti è stato scientemente preparato: qualcuno ha operato affinché oggi scoppiasse, con il massimo danno possibile, una crisi finanziaria planetaria.


La “bomba da un quadrilione di dollari” dei derivati: quella dei mutui subprime, in confronto, è una bazzecola (600 miliardi di dollari contro più di 1 milione di miliardi di dollari... cioè il 1760% del prodotto interno lordo mondiale)

Da un certo punto di vista è vero che molti bancari si sono trovati spiazzati (almeno non quelli ai massimi livelli che gestiscono il sistema, s’intende): in quei giochetti le banche per cui lavoravano non avevano nulla da temere: grosse compagnie assicuratrici, come AIG, erano nate apposta per coprire le spalle alle banche in caso di investimenti e operazioni negative. Era già accaduto, e le banche sono ricorse alle assicurazioni per non avere danni (un ottimo sistema per perpetuare questo gioco truccato, senz’altro).
Ma oggi assitiamo ad una cosa mai vista: una dopo l’altra, le grandi compagnie di assicurazioni bancarie sono fallite (sono state fatte fallire, per meglio dire).
Per capire meglio questo aspetto del meccanismo, parliamo brevemente dei CDS (Credit Default Swap), che sono strumenti derivati.

In sostanza, sono un sistema che permette alle banche finanziarie di comprare qualsiasi cosa sul mercato -recentemente per es. i mutui subprime- senza preoccuparsi del loro valore effettivo; in altre parole non importa più se una cosa ha valore realmente o no, perché i CDS garantiscono che una terza parte pagherà un’assicurazione se quelle aziende o quei bond perdono di valore per un default o anche solo per un downgrade delle agenzie di rating.
Ecco dunque il meccanismo perverso, secondo molti scientemente preparato e attuato: a differenza del passato, questa volta nel momento stesso in cui tutte le banche e tutte le istituzioni (persino i municipi) si sono esposte con i CDS, con lo scoppio della bolla le assicurazioni finanziarie falliscono misteriosamente a catena, lasciando banche e nazioni in debito di triliardi con qualcuno, che di fatto è ora in grado di ricattare l'intera economia mondiale. Ma in debito con chi? E a quale scopo?


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NOTE:

[1] Una esaustiva storia della moneta, base per capire l’attuale sistema monetario e bancario, è stata pubblicata in tre parti da Marco Bollettino: “Bankenstein revisited, dal baratto al baratro”.
-- Versione on-line:
Prima parte [ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1563 ]
Seconda parte [ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1568 ]
Terza parte [ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1585 ]
-- Versione PDF [ http://www.scribd.com/doc/12917793/Bankenstein-Revisited ]

Altri contributi importanti:
. Video “Money, banking and the Federal Reserve” (sottotitoli in italiano)
[ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2442 ]
. “Quando lo Stato diventa falsario”
[ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1997 ]
. “Magikonomics”
[ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2851 ]
. “Il dio di carta” [ http://gongoro.blogspot.com/2008/08/il-dio-di-carta.html ]

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Dollaro_USA

[3] “Cos’è veramente l’inflazione?”
[ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2384 ]

[4] Per una trattazione più approfondita del meccanismo della riserva frazionaria, si vedano, oltre agli articoli consigliati nella Nota 1, la corrispondente voce di Wikipedia [ http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_frazionaria ] e inoltre l’articolo “La grande piramide rovesciata”
[ http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&task=view&id=291&Itemid ]
Anche l’amico Samuel Rothschild ha messo nero su bianco che “Il credito crea denaro” [ http://novoordo.blogspot.com/2008/07/samuel-rothschild-e-i-privilegi-dei.html ]

[5] http://www.shadowstats.com/alternate_data

[6] Un ottimo forum, altamente consigliato, costantemente aggiornato con news e informazioni per capire i retroscena di questa crisi: “Disastro o cospirazione? Discussione sulla crisi economica in corso”
[ http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=4492&forum=46 ]

[7] Gli assurdi motivi che hanno reso possibile ciò sono ben spiegati in “Approfondimento sulla crisi dei mutui”, articolo riportato da Informazione Scorretta, ottimo blog con news finanziarie e non solo.
[ http://informazionescorretta.blogspot.com/2008/10/approfondimento-sulla-crisi-dei-mutui.html ]
Si veda anche “Truffe e derivati”
[ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2433 ]
e il video esplicativo “The crisis of credit visualized” sottotit. italiano [ http://vimeo.com/3722948 ]

[8] L’ultimo paese che, a più riprese, ha annunciato di voler aprire un borsa del petrolio in varie valute è l’Iran. Guarda il caso, l’Iran a più riprese viene minacciato dagli USA con toni da armageddon, prendendo come scusa il programma nucleare iraniano. Un buon articolo a questo proposito è “Apre la Iran Oil Bourse. O almeno, vorrebbe”.
[ http://luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2425 ]