Benvenuti in NWO Blog.

Questo blog vuole offrire informazioni sul tema del Nuovo Ordine Mondiale (o NWO: "New World Order").
I mass-media non parlano di questo genere di storie e notizie, ma sono tutte documentate e verificabili.
Il Nuovo Ordine Mondiale sta per arrivare, non permettiamogli di farlo.
Questo blog aderisce alla campagna di sensibilizzazione sul tema delle scie chimiche.

25 ottobre 2007

Democrazia e NWO

Accoppiata perfetta.

Due link interessanti appena pubblicati sui blog di Paxtibi e Santaruina (che ha un'intera sezione dedicata alla democrazia):

La voce del gongoro: "Allons enfants de l'Eurafrique!"

Tra Cielo e Terra: "Rimpiangendo Stalin"

Buona lettura.

21 ottobre 2007

La "contrail" più piccola del mondo

El “contrail” más pequeño del mundo

Video realizzato da Detective Fox. Lingua: spagnolo (ma le immagini parlano da sole).

Per vedere altri "video notevoli", consulta il mio post di presentazione sulle chemtrails, oppure visita l'intera sezione scie chimiche.




Ricordo che per scaricare i video si possono sfruttare alcuni siti, che ho elencato nel menu a destra: scorri il menu verso il fondo, alla voce "Video downloader consigliati".

Chemtrails Post-it

... .. . .. ...

Un cielo così sta diventando ormai, ogni giorno che passa, un nostalgico ricordo: ma non tanto perché sta arrivando l'inverno, quanto perché i nostri cieli, in ogni stagione, vengono vergognosamente presi d'assalto da aerei che rilasciano scie chimiche.
Se non facciamo qualcosa, presto un cielo così non riusciremo più nemmeno a ricordarlo.

1. Informati

>>> Consulta l'archivio della sezione scie chimiche di questo blog.
In particolare, puoi leggere una presentazione dell'argomento, con tanti utili link, nel post "Scie chimiche (Chemtrails)".
Ma ciò che consiglio sempre è prima di tutto: osserva il cielo.

2. Agisci

>>> Scarica gli ADESIVI da stampare a casa e appiccicare ovunque vuoi, e i VOLANTINI da lasciare in giro o appendere nelle bacheche e altri luoghi pubblici.
Parla del problema con i tuoi amici, cercate insieme informazioni e diffondetele.

3. Sei un webmaster?

>>> Inserisci il banner animato nel tuo sito/blog/forum, aggiungendo che sostieni la campagna di sensibilizzazione sulle scie chimiche promossa dai blog Nuovo Ordine Mondiale e Scie Chimiche Italia.

Informati, informa, agisci!
E' necessario che il problema delle chemtrails raggiunga più persone possibili. Allora, non potrà più essere ignorato.

13 ottobre 2007

Comunicazione di servizio: aggiornamenti

Nel risicato tempo a disposizione, ho potuto aggiornare il post introduttivo sulle scie chimiche, aggiungendo un nuovo "video notevole" e ben due nuove sezioni di link: "Utenti YouTube" e "Orgone".

Vai al post --> Scie Chimiche (Chemtrails).

Guarda tutti i miei post sul tema scie chimcihe.

Inoltre, da oggi i nuovi inserimenti, sia nel post di presentazione sulle chemtrails che nel "Database Files", sono segnalati con la scritta "NEW".

Buone ricerche a tutti.

12 ottobre 2007

RFID: Nuovo Ordine Mondiale è bello!

... .. . .. ...

Ho accennato nel post precedente ai microchip, che si stanno miniaturizzando sempre più.
Se parole come microchip, RFID, o VeriChip Corp., non vi suonano familiari, vi consiglio di fare un giro nel web: è una ricerca piuttosto urgente, sapete, se non vogliamo trovarci tutti microchippati senza nemmeno saperlo.

USA e Regno Unito stanno seriamente discutendo di microchippare tutti i nuovi nascituri, per legge.

Alcune aziende statunitensi vorrebbero microchippare tutti i propri dipendenti; anche se alcuni stati hanno preso posizione contro l'impianto forzato di chip sottocutanei.

Ma molti ospedali hanno già impiantato RFID, come nuova prassi approvata dalla FDA, nei loro pazienti (per esempio nei malati di Alzheimer).

Ma cosa sono questi RFID? E perché dovrebbero preoccuparci?

Si tratta di una tecnologia allo studio ormai da svariati anni e già commercializzata negli Stati Uniti come (..non vi sorprende, vero?) ennesimo strumento utile nella "lotta al terrorismo globale".

Sì, perché con il chip stabilmente impiantato nel nostro corpo, saremo sempre rintracciabili, tramite un dispositivo in grado di leggere l'informazione contenuta nel nostro chip.
Una soluzione davvero utile per tutti quei genitori che, assediati dal terrore che ai loro pargoli possa capitare qualcosa (in questo mondo ormai saturo di violenza), vogliono poter sapere dove sta l'amata prole in ogni istante.

Moltissime persone sono entusiaste dei nuovi ritrovati della tecnica. Si sentono più sicuri.
Ma sicuri.. da cosa?

Dal terrorismo, ovviamente. E dalla marea di delinquenti che c'è là fuori, in questo brutto mondo dove i buoni, per difendersi dai cattivi, chiedono sempre più sorveglianza, sempre più controlli, sempre meno libertà civili.

Purtroppo queste persone non hanno ancora capito che i delinquenti veri sono quelli che hanno ideato e realizzato questa situazione, e che ora spingono per fare accettare (con le buone o con le cattive, cioè con la propaganda o con la legge di stato) questo colossale assalto a mano armata alla nostra libertà.

Saremo tante pecorelle microchippate, innocue e belanti, che brucano la loro magra erbetta malata, sotto un cielo spento, impegnate a belare e a difendere il proprio filo d'erba dalle pecore vicine, senza rendersi conto che quelli da cui davvero bisognava difendersi, sono coloro che le hanno ridotte così.
Sorde e cieche a chi tenta di dir loro che sono schiave, e della peggior specie. Schiave pronte a difendere col sangue i propri aguzzini.
Già ora è così.
Ma quando i microchip saranno impiantati in ogni persona, per legge, sarà troppo tardi per aprire gli occhi.
Bisogna farlo prima.



Tra le altre cose notevoli di questa faccenda, c'è da registrare anche questa: non sappiamo nemmeno se questi impianti siano sicuri.
La FDA ne ha permesso la commercializzazione senza evidenze che ne provassero la reale innocuità per la salute; nel frattempo, molti veterinari hanno però denunciato che questi chip sottocutanei hanno indotto tumori in molti animali (come i cani, a cui in molti Paesi è obbligatorio impiantare il microchip).

Qui potete scaricare un dossier in inglese (330 Kb) di "VicFlame", utente del forum di Bilderberg.org, originariamente apparso in questa discussione.

Un semplice clic su un motore di ricerca, con parole chiave come chip sottocutaneo, RFID, sourveillance, VeriChip, tumors, dangers o altre correlate (e combinazioni di queste), permette di accedere a una grande quantità di materiale in proposito.
(Consiglio di usare ixquick o scroogle per slegarsi dall'invasività di google -- questi due motori infatti non raccolgono informazioni dal vostro computer, e quindi nemmeno le conservano per mesi o anni).

Una raccolta di news per esempio si trova archiviata qui.

Queste sono alcune tra le notizie più interessanti (in inglese):

Veterinari denunciano l'insorgere di tumori correlati agli impianti di microchip negli animali



Le radiofrequenze emesse da cellulari e lettori RFID danneggiano il DNA

Ultima nota prima di vedervi scorrazzare autonomamente e felicemente per il web.

Nei microchip potranno essere inseriti tutti i nostri dati personali e biometrici (tra cui anche stato di salute, impronta genetica e retinica ecc), che quindi potranno essere rilevati dagli appositi lettori: chiunque abbia in mano un apparecchio simile (anche "crackato", visto che è stato dimostrato come i lettori non siano così "sicuri" come i governi vogliono farci credere), chiunque dicevo potrà conoscere tutto di noi: sapere dove siamo, cosa stiamo facendo e chi siamo, fin negli angoli più reconditi del nostro DNA.

Alla faccia della sicurezza.

"Chi è pronto a sacrificare la libertà in cambio della sicurezza, non merita ne' l'una ne' l'altra" (Benjamin Franklin).


10 ottobre 2007

Droni-spia: guerra al terrorismo o guerra ai propri cittadini?

... .. . .. ...
E' di oggi una notizia di Repubblica che parla di possibili "insetti-droni" sviluppati da qualche agenzia governativa statunitense:

Misteriosi avvistamenti alle manifestazioni politiche. L'Agenzia ammette: ci stiamo lavorando.
Libellule e zanzare ci spiano, la Cia collauda gli insetti robot.


CIA e Pentagono smentiscono, rassicurano, timidamente ammettono sperimentazioni in corso... No, sì, nì, chissà.
Intanto, non pochi cittadini USA hanno notato da tempo piccoli affarini volanti sulle città.

E mentre negli Stati Uniti ci si chiede se tutto ciò sia lesivo dei "diritti civili della popolazione", i microchip RFID diventano sempre più microscopici, invadono i territori di guerra, nonché il mercato globale come i "codici a barre del futuro".

Tornando ai velivoli-spia, in Italia non siamo da meno.

Il comune di Milano ha infatti comprato due droni telecomandati, per svariate decine di migliaia d'euro dei contribuenti, che saranno così sorvegliati in ogni dove con una efficienza -letteralmente- teutonica (sono infatti droni volanti prodotti da una ditta tedesca).

Ne dà notizia il Corriere qui, con toni tutto sommato rassicuranti; mentre lo stesso 4 ottobre uscivano sui quotidiani gratuiti Metro e Leggo (edizioni di Milano), cronache non proprio edificanti sulla gestione dell'affaire droni (purtroppo pare impossibile risalire a quegli articoli, dai siti web dei due quotidiani).

Pare infatti che il comune milanese abbia acquistato due esemplari di tale futuristica tecnologia, a giugno, per darli in gestione ai vigili urbani.
I quali però trasecolano dalla sorpresa: chi? noi? dovremmo fare.. cosa?
A cadere dalle nuvole però non sono solo i vigili, ma anche l'ATM, tirata in ballo in quella che sembra essere l'ennesima telenovela italiota sui modi più geniali per sperperare un sacco di soldi pubblici.

Il comune sostiene infatti che a giugno è stata fatta una presentazione di questi velivoli-spia, alla presenza di alcuni vigili e rappresentanti dell'ATM; una volta acquistati i due droni, sarebbero poi seguite delle prove per verificarne l'efficienza e l'effettiva utilità, per poi decidere se comprarne altri.

A parte che in genere non è buona cosa comprare, a caro prezzo, ben due esemplari di un mezzo di cui non si conosce ancora l'effettiva utilità, la telenovela non è finita: perché il comune sostiene di aver incaricato l'ATM di effettuare questi test, mentre l'ATM replica che all'azienda è stato chiesto
solo di tenere in deposito i due velivoli-robot, fino a ulteriori decisioni del comune.

Un rimpallo di responsabilità fin troppo collaudato.

Il comando dei vigili urbani afferma di non saperne nulla e di non essere mai stato avvisato dell'acquisto di questi droni per sorveglianza dall'alto; resta il fatto che non si capisce a cosa mai possano servire due gioielli della tecnologia in una città che ha il più alto numero, in Italia, di telecamere piazzate a ogni angolo della strada.
I droni-spia possono volare fino a 500 metri di distanza dal loro manovratore e possono riprendere tutto ciò che accade sotto di loro, anche di notte.

Il destino dei due velivoli-spia è ancora tutto da capire; decine di migliaia di euro sono state spese per acquistarli: se per svolazzare silenziosi e spioni sui cieli di Milano, o per ammuffire in un angolo di un deposito dell'ATM, ancora non è dato sapere.
Non si capisce, comunque, se i milanesi dovrebbero gioire dell'una o dell'altra opzione.

Ma tutto questo rappresenta la "guerra al terrorismo", o piuttosto la "guerra al cittadino"?

07 ottobre 2007

Break (tre)

Chiudo questa prima serie di tre riflessioni con “Break (tre)”, non prima però di avervi ricordato che potete firmare le petizioni proposte dal blog. Basta scorrere il menu laterale, qui a destra, quasi fino in fondo: troverete i link sotto la scritta “Petizioni on-line”.
Se lo ritenete opportuno, fatele conoscere ai vostri amici, e parlate di questi temi a chi conoscete. Solo così l’informazione può diffondersi, davvero, e svegliare sempre più persone.
... .. . .. ...
Break (tre)

“Guarda quanti hanno provato a cambiare le cose, e il risultato qual è stato? Niente, come sempre! Non è mai cambiato nulla. Perché?”.

La risposta a questa domanda, per una buona volta, mi appare del tutto semplice e forse addirittura lapalissiana (in genere, ho più domande e dubbi, che risposte).
Non è mai cambiato nulla perché, nonostante l’apparente diversità di tutti questi “tentativi”, ogni volta si è ripetuto lo stesso copione di fondo: un gruppo o un singolo personaggio ha trascinato le energie di moltissime persone, sinceramente volenterose di cambiare le cose, persone che si sono affidate al “guru” di turno, demandandogli l’onere di pensare cosa sarebbe stato giusto per tutti pensare e fare.
In sostanza, si tratta sempre -pur a vari livelli- di un “tentativo di cambiamento” (tra virgolette, in quanto fasullo) calato dall’alto: “Guarda” -ti dicono- “abbiamo proposte concrete per cambiare finalmente le cose; aderisci anche tu!”

Nulla potrà mai cambiare se non cambiano gli individui, se ogni singola persona pronta ad aderire a proposte altrui non prende la propria vita tra le mani, se non si pone di fronte a uno specchio e si analizza, direi addirittura freddamente, con la mente distaccata dello scienziato che studia un fenomeno fisico.
Fino a quando non prenderemo personalmente possesso di noi, della nostra vita e del nostro pensiero, nulla potrà mai cambiare.
Perché nessun cambiamento può avvenire se non passa attraverso l’elaborazione cosciente e profonda di ognuno di noi, la quale a sua volta è subordinata alla presa di coscienza di cosa siamo noi.

Siamo singoli individui dotati di potenzialità immense.

Smettiamola di dar retta a chi ha tutto l’interesse per farci sentire degli stupidi caproni che hanno sempre bisogno di una guida.
Smettiamola di fidarci ciecamente di chi ha enormi interessi nell’irretirci con subdoli “elogi del buon cittadino”, salvo poi fagocitare la nostra buona volontà, anestetizzandola.

Il cammino per slegarsi dal vero e proprio condizionamento mentale con cui ci allevano fin dall’infanzia (felice invenzione, la “d-istruzione pubblica” di Paxtibi), è lungo e doloroso; specialmente all’inizio, quando scattano le più becere e potenti autodifese psichiche: è soprattutto contro di esse che bisogna combattere, inizialmente.
Contro le sovrastrutture mentali che ci hanno imposto e che abbiamo accettato; e che rifiutiamo addirittura di vedere quando qualcuno o qualcosa ci porta vicino alla loro “scoperta”.

E’ tutta, solamente, una questione di scelta.

Scegliamo di vivere davvero con noi stessi, come siamo e come desideriamo essere; o scegliamo di continuare a dormire.

Se sceglieremo di continuare a dormire, sarà gioco facile per chiunque imbrigliare la nostra buona volontà al cambiamento.
Ma non ci sarà alcun cambiamento (se non di pura forma), perché non saremo cambiati noi, ogni singola persona tra noi.

Se sceglieremo di diventare attivi protagonisti della nostra vita, allora sarà possibile il cambiamento.

(clicca sull'immagine sotto per vedere
il video e l'articolo correlato)

06 ottobre 2007

Comunicazione di servizio: Database files

Stamane mi è giunta una e-mail da MyDataBus, presso cui ho un account e dove ho caricato tutti i documenti che ho reso disponibili nel Database files del blog.
La mail dice che il 9 ottobre gli account gratuiti saranno disattivati, per cui posso scegliere se cancellare il mio o passare alla versione a pagamento.
Ho scelto.

Sono passata a MediaFire.com: un sito che, come il precedente, mi permette di organizzare i files caricati in comode cartelle, inoltre posso aggiungere una descrizione a ogni cartella e file caricato, con una serie di parole-chiave associate.

In più permette all'utente di:
- scaricare i files con un semplice clic su "Download",
- visualizzare gli altri documenti che ho caricato in quella cartella,
- spedire per e-mail il file desiderato agli amici con un semplice clic,
- inserire il documento direttamente in forum, blog, siti web,
- condividere il file tramite istant messenger,
- salvare i miei documenti nel proprio account MediaFire,
- cercare altri files tramite parole-chiave (funzione molto utile).

Poiché è un servizio gratuito, vi si aprirà un box pubblicitario: credo comunque sia del tutto sopportabile, specialmente se rapportato alla qualità del servizio offerto.

MediaFire si sostiene con i banner pubblicitari inseriti nelle sue pagine: basta un clic per fare in modo che quel sito continui a garantire un ottimo servizio gratuitamente. ;)

05 ottobre 2007

Break (due)

... .. . .. ...

Un paio d’anni fa parlavo con un amico -uomo semplice, dalla viva curiosità per il mondo e ignaro delle cose “internettiane”- di questa sorta di escalation della violenza domestica, secondo quanto ci mostrano i tiggì nazionali.

Questo amico mio a un tratto butta fuori una frase tipo:
“Ma per me stanno diffondendo delle sostanze che ci rimbambiscono tutti.”
Perché dài, si diceva, non è possibile che le persone si comportino così. E’ completamente fuori da ogni logica, da quel che spontaneamente sentiamo come normale, da ogni parvenza di buon senso.
In una parola, da ciò che riteniamo “umano”.

Che stiano spargendo qualcosa che ci manda in pappa il cervello?
, si chiedeva tra lo scherzoso e il serio, il mio amico.

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Circa un anno fa, una signora -casalinga a tempo pieno e anche lei all’oscuro del “mondo virtuale”- sempre in una chiacchierata che dal più e dal meno è finita su questo zozzo mondo pieno di violenza, mi diceva:
“Mah, o che stanno buttando qualcosa… Magari spargono qualcosa che ci fa rimbecillire, nell’aria, o nell’acqua…”

Nell’acqua?

…Nell’aria?

Uhm…
(clicca per saperne di più su questa foto)

( ...Ma che c'è in quelle scie? )


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Break (uno)

E’ un periodo parecchio impegnativo; tempo per cercare notizie, verificare fonti e fare ricerche incrociate per scrivere un nuovo post informativo, davvero non ne ho. Di questo chiedo scusa ai miei lettori.
Temo dovrete accontentarvi di questa serie di riflessioni dal titolo “Break”, che scrivo di getto a tarda sera o nel primo mattino, e che ora vorrei condividere con voi.
Buone ricerche, e buona vita.

... .. . .. ...
Break (uno)

Un piccolo aneddoto, uno dei moltissimi che accadono quotidianamente per le strade delle nostre città. Scene che migliaia di persone vivono ogni giorno.

C'era un signore con in mano un grande pacco di quotidiani, sapete, quelli che distribuiscono gratuitamente vicino alle stazioni della metro e altri luoghi molto frequentati. Bene, c'era questo signore, con una copia del quotidiano gratuito in una mano protesa verso i passanti.
E poi c'erano i passanti.
Passavano, com'è ovvio, ma passavano di fretta, rasentando o scansando senza uno sguardo la mano tesa dell’uomo.
L'espressione di quel signore era qualcosa che non si può dimenticare, se solo si ha cura di rivolgergli uno sguardo. Era, nel silenzio più profondo delle sue corde vocali, un’espressione che parlava in un modo ben più intenso.
Un misto di stupore, delusione, accorata tristezza, in cui la speranza negli uomini scemava di passante in passante.
Non poteva fare a meno di stupirsi, ogni volta, del comportamento di quella gente, che lo rasentava di gran carriera senza mostrare nemmeno di vederlo; e ogni volta la sua fiducia nell’altro veniva delusa; così come ogni volta si acuiva, di riflesso, una tristezza che si fa carico anche di un’accorata empatia per l’intero genere umano. Almeno così credo, vedendo quella faccia.
Ma il sorriso luminoso e il calore con cui mi ha dato la copia del quotidiano, mentre, fermatami davanti a lui, lo guardavo dicendo “Grazie. Buona giornata!” -- l’espressione di quell’uomo, mutata così repentinamente e divenuta in un picosecondo lo specchio di una rinnovata speranza -- tutto questo, unito al suo gaio “Grazie a lei, e buona giornata!”, ripagano in un sol colpo di tutte le bassezze e il marciume che s’è visto e si vedrà tra molti altri uomini.
E mentre me ne andavo rispondendo “Grazie, anche a lei”, un sorriso pieno di gioia si stampava sul mio e sul suo volto. Un sorriso che si ricrea, potente e radioso come allora, ogni volta che penso a quel piccolo, microscopico momento di umanità pura, in una giornata qualunque d'una qualunque
città.

Poi ci sono anche altri uomini, che trascorrono le loro ore lavorative immersi nel più bieco risentimento e nel più totale livore verso i propri simili.
Un rancore inestinguibile, che serpeggia in ogni cosa che fanno, in ogni parola che pronunciano.
Persone che hanno permesso all’insoddisfazione di prendere possesso della loro anima, un’insofferenza mal celata, nutrita da un perenne malignare alle spalle altrui.
Giorni e mesi, passati denigrando il prossimo (salvo però mostrarsi sempre rispettosi e servizievoli del grado gerarchico superiore), riempiendo l’aria di maldicenze e frustrazioni mai risolte.

La maggior parte dell’energia di un uomo rivolta alla distruzione e alla negatività.
Che tristezza. E che immane spreco di forze.

Ma come si fa a vivere così?

Così pieni di livore, di pensieri negativi?